Il fegato e il mese di gennaio nella medicina cinese

L’ultimo mese del calendario cinese e l’ultimo organo della circolazione energetica anche se il primo mese del nostro calendario solare. Il mese lunare che inizia con il 6 gennaio detto Xiao Han ovvero piccolo freddo è collegato con l’organo fegato.

Il suo animale è il bue e il suo orario è compreso tra le 1 e le 3 del mattino; si dice anticamente che per un buon riposo fisico è meglio addormentarsi prima delle 3 e possibilmente anche prima dell’1 di notte, presumibilmente per lasciare maggiormente riposare questo importante organo, il cui ruolo è semplicemente fondamentale e insostituibile.

Il fegato è una sorta di grande laboratorio chimico del sangue oltre che una ghiandola esocrina che produce la bile  utile alla digestione dei grassi. Per questo motivo si considera sia endocrina che esocrina.

Il fegato riceve sangue ossigenato dal sistema arterioso come tutti gli organi e sangue venoso detto portale  proveniente dal sistema gastrointestinale ricco di tutte le sostanze ingurgitate  digerite e assorbite. Tutte queste sostanze di fresco assorbimento passano quindi dal fegato dove subiscono una trasformazione. Il glucosio in eccesso viene trasformato in glicogeno e messo in riserva pronta per il suo utilizzo in caso di ipoglicemia, il glucosio inoltre viene prodotto a partire da amminoacidi, glicerolo e acido lattico.

Il fegato presiede inoltre la sintesi del colesterolo e dei trigliceridi detta sintesi endogena ovvero riguardante quelli non provenienti dai grassi assunti con la dieta ma ottenuta a partire da zuccheri e proteine degradati in glucosio e amminoacidi e successivamente in acetilcoenzima A. La lipogenesi può essere prodotta in qualunque cellula ma è più spiccata nelle cellule epatiche e questo avviene quando le riserve di glicogeno sono sature. Si parla di steatosi o di fegato grasso riscontrabile con un esame ecografico e sempre segno di una dieta eccessivamente ricca.

Molte sostanze tossiche vengono demolite o modificate, l’ammoniaca per esempio proveniente dal catabolismo si trasforma in urea  e viene eliminata con le urine. Tutti i farmaci transitano dal fegato a meno che non si inalino o non si assorbano dalla mucosa orale; in questo caso bypassano il sistema portale, si parla del metabolismo dei farmaci ovvero i farmaci si modificano passando dal fegato talora in metaboliti più efficaci di quelli assunti per via orale come nel caso della vitamina D, talora in metaboliti più tossici.

Per la medicina cinese quando si parla di fegato è possibile che si intenda non solo il complesso organo fegato di cui sopra ma l’associazione fegato-pancreas intesi come un tutt’uno il che complica ulteriormente il discorso vista l’importanza di questo organo.

I cinesi  ben oltre 2000 anni fa sapevano quanto il fegato fosse collegato con il sangue e quanto questo legame fosse forte, un fegato si dice debba essere morbido per essere sano. Nel feto  il fegato  è deputato alla sua sintesi emopoietica e nell’adulto alla sua pulizia; le cellule vecchie vengono rimosse e distrutte. Il fegato è la riserva di ferro e di  vitamina B12  indispensabili per la sua sintesi.

Il fegato è una sorta di filtro del sangue e quindi ne è ricchissimo, si ritiene che  il flusso sia di circa 2, 5 litri al minuto, il colore rosso violaceo dell’organo resecato ne mostra l’intensa stasi ematica. La stasi di qi di fegato come dicono in medicina cinese è in assoluto fra le diagnosi più frequenti e corrisponde a una sorta di rallentamento della circolazione energetica e di sangue in questo organo; non a caso posto sotto il costato e collegato con una respirazione costretta a sua volta in relazione diretta con costrizione emotiva che possiamo sintetizzare con la parola: trattenere.

Il trattenere non solo la rabbia come molti pensano ma anche tutto il resto, l’ipercontrollo esteriore è spesso causa di una costrizione di qi di fegato. Il voler trattenere qualunque situazione significa non accettare il cambiamento  oppure volerlo a tutti i costi tenere sotto il nostro controllo assoluto e indiscusso.  Il trattenere è figlio di un pensiero logico e lineare e non circolare che mai come in questo periodo ha avuto maggior sopravvento su tutto.

Per avere un fegato sano è indispensabile  un buon regime alimentare moderatamente ricco, una limitazione dei farmaci o sostanze tossiche ma anche una corretta capacità di esteriorizzare e pacificare le proprie emozioni e di sbloccare le tensioni fisiche.

Un buon aiuto psicologico fatto  da un esperto del settore  oppure  fatto dalla semplice possibilità di confrontarsi con altre persone può essere di grande aiuto per metabolizzare le nostre emozioni e mollare quello che non serve. Sono altresì utili attività sportive che muovono il sangue, attività come lo yoga che muovono e amplificano  la respirazione. In casi più seri e con disturbi correlati che possono andare da disturbi gastrici e intestinali si dice in questi casi che il fegato attacca lo stomaco e l’intestino, ma anche insonnia, ansia, dismenorrea e molti altri, l’utilizzo dell’agopuntura e della fitoterapia può drenare e liberare il fegato dalla costrizione.

In agopuntura il fegato è collegato alla vescica biliare e al triplice riscaldatore, entrambi del grande canale o livello definito shao yang e con il pericardio con il quale forma il canale o livello jue yin entrambi considerati come strati intermedi ovvero centrali del corpo dove sia le patologie esterne  che interne possono rimanere incastrate.

Altri due collegamenti molto utili e meno conosciuti sono quelli con il piccolo intestino, e con il polmone rispettivamente opposit clock e neighbour clock. Nella pratica clinica è possibile curare delle spalle dolorose lavorando non direttamente sul meridiano coinvolto del piccolo intestino ma liberandolo a distanza usando punti del canale di fegato.

Infine  è possibile lavorare su tosse e asma sempre con punti di fegato perchè il polmone è il canale che segue nella circolazione ovvero il primo; non a caso si nasce con un vagito mi diceva una paziente sorprendendomi qualche giorno fa.

E in un certo senso potremmo considerare il fegato come la cristalizzazione del nostro attrito con la vita ma soprattutto del nostro ego.

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