Diventare capaci di amare
Sono innumerevoli gli aforismi, i romanzi, i film sull’amore che resta oggi il mistero e la meta più grande da raggiungere. E’ giusto e doveroso cercare di capire perchè all’amore si contrappone sempre il dolore inteso come dramma.
E’ infatti comune pensiero considerare che quanto più ami quanto più soffri, come se fosse un prezzo da pagare.
L’amore quello vero dovrebbe essere unione dovrebbe intrinsecamente portare l’individuo verso un concetto di unione che va al di là del tempo e dello spazio, al di là del fare o non fare certe cose, insomma un concetto piuttosto ampio dove esiste la totale libertà di fare, nel quale un individuo sperimenta se stesso non come tale ma come un tutt’uno con l’amato.
In che modo allora è possibile vedere il tradimento, visto che l’amore non dovrebbe dipendere dalle azioni? Come siamo arrivati a pensare che amare un’altra persona possa significare tradire?
Questo è da sempre una domanda che mi pongo, e alla quale faccio fatica a rispondere in parole ma che sento essere una chiave di svolta che ci lega tutti al dolore. “Perdere l’amore” ecco il titolo di una canzone famosa, il dolore potrebbe essere pensato come la perdita dell’amore.
Ma resta il fatto che se l’amore è vero non ha tempo e non si dovrebbe perdere! Il dolore infatti è considerato come ignoranza oppure come illusione, ovvero come un incapacità di vedere l’amore. Altri considerano il dolore come una possibilità di vivere l’amore. Resta il fatto che quando si perde una persona cara o qualcosa alla quale teniamo molto si vive il dolore e questo è innegabile.
Allora spunta il concetto dell’attaccamento alla persona amata, e il dolore come espressione di questo attacccamento e non già come espressione dell’amore. E il concetto della gelosia intesa come possesso e controllo dell’amato. Tutti sentimenti questi in antitesi con l’amore.
Quando due persone dicono “non ci capiamo più”, è sempre l’orgoglio il vero padrone della situazione e non l’amore e quando sopraggiunge la rabbia del sentirsi rifiutati o respinti l’amore è definitivamente ucciso e svanisce come la neve al sole, perchè la rabbia è esattamente il sentimento opposto all’amore e con esso non può esistere.
Come sempre una cosa non esclude l’altra, ovvero si può amare e poi si può odiare veramente chi abbiamo amato e qui le cronache di tutti i giorni parlano chiaro di quanto frequente sia questo fenomeno, non solo oggi ma da sempre nella storia dell’uomo; dai miti degli Dei Greci a oggi, l’amore e l’odio sono contrapposti e presenti fino a commettere crimini inenarrabili.
L’amore non può concepire la gelosia, la paura, l’orgoglio, l’attaccamento e tanto meno la rabbia. Fin qui sembra tutto chiaro. L’amore quindi è l’unico sentimento in grado di allontanare questi altri sentimenti che potremmo definire negativi. E ancora nutrire sentimenti quali rabbia, paura, orgoglio, gelosia e attaccamento sono i nostri impedimenti a provare amore.
E’ possibile che una volta ripuliti da questi sentimenti, potremo vedere che l’amore che abbiamo creduto perduto, semplicemente c’è ancora intatto, inviolato anche se la persona amata si è allontanata da noi, anche se si comporta in un modo incomprensibile, anche se ci ha voltato le spalle, anche se ama altre persone e anche se è morta; l’amore è l’unica cosa che esiste veramente ancora ed è l’unica cosa per cui valga la pena di vivere.
Forse nella nostra società si insegna a fare di tutto ma nessuno ci insegna ad amare, anzi direi che nella cultura, nella religione, nella storia stessa ci viene continuamente proposto e tramandato un modello di amore che nulla a che vedere con l’amore.
Tocca a noi uscire da questi schemi stretti e un pò contorti partoriti dalla nostra piccola e immatura mente per imparare ad amare veramente.
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Il potere terapeutico dell’entusiasmo
E’ giusto, prima di addentrarci nella discussione, considerare cosa è l’entusiasmo; lo si potrebbe definire come l’energia della mente focalizzata e orientata sul successo di una determinata azione priva di paura e di aspettative.
La fortuna del principiante è la rappresentazione pratica e casuale direi di come l’entusiasmo sia fonte sicura di successo. La forza inesauribile dei bambini potrebbe essere una altra forma di come l’entusiasmo sia semplicemente il grande motore della vita.
Infine in termini più sanitari potremmo definire l’effetto placebo una sorta di entusiasmo per un determinato farmaco indipendente dal farmaco stesso, ovvero l’accettazione completa da parte della mente del potere terapeutico di quel farmaco che lo rende efficace prima ancora di averlo assunto; è l’atto stesso di assumerlo a investirlo di questa energia mentale positiva.
Nella medicina buddhista e in quella cinese si considerano le energie perverse fisiche e le energie perverse sottili alludendo a determinati stati emozionali quali l’attaccamento, la paura, la rabbia, la gelosia, l’orgoglio e l’attaccamento. Chiunque abbia sperimentato anche una sola volta la forza dell’entusiamo sa che nessuna di queste emozioni viene inclusa in esso.
L’entusiamo è una come sorta di collegamento con l’energia della natura e del creato; è come smettere si essere solo noi piccoli esseri incapaci di tutto e diventare esseri collegati al tutto e capaci di tutto. L’entusiasmo è la possibilità di conoscere senza aver studiato, di fare senza aver mai fatto, è come lasciarsi guidare da una forza che sta fuori e dentro di noi e collega ogni cosa in modo corretto e senza motivazioni personali.
Per godere di questa possibilità è necessario ricordarsi che il nostro cuore è libero e soprattutto che facciamo parte del tutto e al tutto possiamo accedere come attraverso un file del nostro computer. Per usare l’entusiasmo dobbiamo non essere appesantiti dalle emozioni negative e dalle esperienze dolorose che possono averci toccato; ecco perchè i giovani e gli animali sono più vicini a questa forza naturale.
Un cane scondinzola ogni volta che gli dite che si esce a spasso e nello stesso modo ogni volta che entrate in casa; non smette di farlo dopo un po’ di volte, gli uomini invece si stufano e si annoiano facilmente delle cose impoverendole di energia mentale fino ad arrivare alla noia che potremmo considerare come l’opposto dell’entusiasmo.
La noia è la povertà della mente nell’affrontare qualsiasi cosa considerandola a priori già fatta, già conosciuta, già fallita, già esaurita. E’ proiettare continuamente come inamovibili, nel presente e nel futuro, la paura e le aspettative disilluse del passato . E’ chiudersi al nuovo e alle possibilità che il nuovo accada .
In termini medici potremmo considerare che in questo modo le scorie prodotte da questi pensieri negativi non abbiano mai la possibilità di fuoriuscire ma piuttosto di crescere sempre più generando possibili squilibri inizialmente solo funzionali ma che potenzialmente possono diventare fisici alla stessa stregua dell’effetto terapeutico del placebo.
In conclusione attivare il proprio entusiasmo e sapere come coltivarlo diventa un’azione fondamentale a cui poco si attribuisce significato terapeutico se non in senso negativo. Ovvero si parla dell’effetto placebo solamente per distruggere o discreditare un farmaco o una terapia ma non per capirne la natura terapeutica intrinseca.
Ma se tramite l’entusiasmo possediamo la possibilità di potenziare una terapia, allora perchè non usarla scientificamente?
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La prostata e i tabù maschili
Non ci crederete ma la prostata preoccupa l’uomo tanto quanto la menopausa preoccupa le donne. Andando avanti negli anni infatti questo piccolo organo assolutamente indispensabile per una valida attività sessuale tende ad ammalarsi.
Almeno un episodio di prostatite colpisce la maggioranza degli uomini adulti over 40, e spesso cronicizza senza guarire completamente. La cosa che però è frequente è che l’uomo non ne parla un gran che. Farsi visitare da un andrologo, il che prevede la palpazione della prostata per via rettale o l’ecografia transrettale è per la maggior parte degli uomini un tabù.
Farsi mettere un dito o una sonda nel retto da un altro uomo anche se medico è per molte persone di sesso maschile, più che sufficiente a impedire la visita e solo l’idea della visita. Pensate quanto sono indietro rispetto a noi donne. Nessuna donna oggi penserebbe di non andare a visita dal ginecologo perchè se uomo …uhm chissà! Il medico non ha sesso ci hanno insegnato da piccole ed è così!
No dico se ci pensate bene è roba da medioevo…Ma che razza di cultura hanno inculcato agli uomini se solo l’idea di un fatto del genere mette a disagio se non molto peggio. L’dea poi di poter avere un erezione durante la visita è inaccettabile, ma piuttosto comune perchè la prostata secondo molti andrologi corrisponde al punto G nella donna, se palpata favorisce l’erezione e se massaggiata favorisce l’eiaculazione e lo svuotamento del secreto prostatico.
Non vi sono dati certi se la pratica sessuale tra omosessuali avendo rapporti anali possa ridurre o aumentare l’incidenza di prostatite e di ipertrofia prostatica, il che la dice lunga. Una cosa invece sembra accertata, sono molti gli uomini che provano piacere sfruttando il loro punto G prostatico senza per questo essere gay. Recenti interviste fatte a prostitute o transessuali rivela che sono in aumento gli uomini che amano potenziare il loro piacere sfruttando la penetrazione anale durante il rapporto sessuale anche di tipo orale ma non lo confesserebbero mai alla mogli e talora neanche a loro stessi, ma nella protezione di un rapporto a pagamento tutto è lecito.
E’ ancora infine utile sapere che durante la guerra era pratica assai comune eseguire il massaggio prostatico ai marinai o soldati a lungo in astinenza sessuale proprio per drenare la prostata evitando che il liquidi prostatico si densifichi troppo e possa poi ostruire i canali o dotti escretori come da comune ingorgo delle ghiandole esocrine. Ma questa pratica è considerata obsoleta e non consigliata per mancanza di dati sulla sua efficacia nonostante la sua semplicità ed economicità. Si preferisce sperimentare farmaci! Anche questa la dice lunga!
Nelle antiche tecniche yogiche esistono poi moltissime pratiche respiratori e e fisiche ottenute mediante specifiche contratture del pavimento pelvico e dello sfintere anale utilissime per favorire una circolazione energetica e sanguigna di questa zona che corrisponde a un area energetica molto importante chiamata 2° chakra o Svadisthana per la cultura indiana e Tan tien per la cultura cinese e giapponese. Pratiche queste antichissime utilizzate non solo per aumentare il piacere ma per dare vigore in senso lato e per aumentare la concentrazione e la capacità di focalizzazione. Tecniche ancora oggi poco conosciute e poco divulgate se non in modo superficiale e incompleto usate un tempo per sfruttare a pieno questo importante serbatoi energetico collegato con l’energia sessuale.
Nel mondo scientifico la frequenza di rapporti sessuali invece è consigliata apertamente per limitare la prostatite, si raccomandano da 4 a 5 eiaculazioni alla settimana che se facciamo i conti significa quasi tutti giorni eccetto due di pausa! Ma quando? oggi non credo che neanche i giovani abbiano una attività sessuale con questo ritmo, figuriamoci i maschi adulti e quelli sposati. Si va mediamente da una volta alla settimana quando va bene a una volta al mese. Mi pare che il debito sia notevole!
Non sono una matematica ma da 1 a 5 c’è una bella differenza. La stessa differenza tra numero di di femmine e maschi, un dato che farebbe pensare, e per i musulmani si arriva a 5 mogli come massimo concesso anche questo è interessante da considerare, al di la dei credo religiosi e ideologici ma solo come dato biologico e culturale.
Recentemente un mio ex compagno di classe mi raccontava di essere andato dal medico generalista che in Francia corrisponde al medico di base dicendoli che soffriva di prostatite. La risposta del medico pare sia stata: “beh è normale che succeda”, e la cura ha dovuto trovarla lui, trovando grande efficacia nell’utilizzo di rimedi fitoterapici.
In effetti sono pochi gli strumenti farmacologici per trattare la prostatite, e a tutt’oggi non sono note le relazioni tra prostatite e ipertrofia prostatica e ancora completamente sconosciute le cause dell’ipertrofia prostatica. Ma la relazione tra i fenomeni mi sembra piuttosto ovvia; un tessuto infiammato in modo cronico facilmente può andare incontro a iperplasia è un dato assolutamente contemplato nell’anatomia patologica.
Pertanto esistono numerosi rimedi e ricette fitoterapiche efficaci per disinfiammare in modo naturale la prostata, oltre che consigli sullo stile di vita in genere.
Per concludere si tratta di un mondo poco conosciuto e poco esplorato e ancora ricolmo di tabù e di scarsa conoscenza. Una situazione che dovremmo superare con la cultura e l’intelligenza per mantenere la salute di questa piccola ma potente ghiandolina.
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L’andropausa esiste?
Andropausa per alcuni studiosi è considerato un termine improprio. In effetti l’andropausa dove per “pausa” si dovrebbe intendere il concetto di sospensione da parte delle cellule testicolari della produzione di testosterone, non è fisiologica.
Nell’uomo diversamente che per la donna la produzione di testosterone da parte dei testicoli diminuisce gradualmente e progressivamente con gli anni, ma non si sospende. A 80 anni un uomo sano può essere ancora fertile e con una produzione di testosterone pari a 4 mg/die.
Questo non toglie che i livelli di testosterone possono abbassarsi in modo eccessivo anche precocemente dopo i 40 -50 anni e questo fenomeno aumenta di incidenza con l’avanzare degli anni. L’andropausa o meglio sarebbe definirla “androinsufficienza” esiste e come la menopausa può generare dei disturbi molto simili, disturbi del tono dell’umore, alterazioni della qualità del sonno, aumento del grasso corporeo e cambiamento della sua localizzazione, riduzione della massa magra, riduzione del desiderio sessuale e ovviamente della prestazione sessuale.
Si riducono le erezioni spontanee al risveglio e con soli stimoli visivi, l’erezione può essere raggiunta e mantenuta con più difficoltà, l’orgasmo può essere di minor intensità, la quantità di seme ridotta e il tempo refrattario più lungo. Attenzione però che questi sintomi non siano semplicemente il risultato di uno stato di stress prolungato e della presenza di una partner abituale con la quale ormai vi sia decisamente scarso interesse e magari anche scarsa intesa.
L’attività sessuale e il desiderio sessuale da soli producono una attivazione ormonale e un aumento della produzione di testosterone. Non è un caso se la cosiddetta crisi di mezza età colpisce la maggioranza degli uomini. La ricerca di una nuova compagnia femminile sembrerebbe il risultato di una esigenza del tutto fisiologica e sana. Sono moltissimi gli uomini che cambiando partner semplicemente ringiovaniscono di 20 anni. Alcuni neurofisiologi lo ritengono una svolta su base biochimica e bioumorale importantissima che se bloccata per motivi ideologici può portare ad un precoce invecchiamento e decadimento delle prestazioni su diversi piani.
Oggi la terapia più consigliata in caso di andropausa non è quella di favorire e non condannare nuove storie sentimentali e sessuali ma piuttosto di proporre una sostituzione o correzione ormonale. Fra i trattamenti più in uso negli USA troviamo il gel al testosterone. E’ giusto considerare che non ci sono dati accertati sull’ innocuità della terapia e sul bilancio benefici controindicazioni, inoltre è necessario stare molto attenti a non trasmettere il testosterone per via transdermica attraverso il contatto cutaneo con altre persone, in particolare a bambini e donne.
L’attività motoria se non estrema e regolare si sa aumenta la produzione di testosterone, la contenuta presenza di grasso periaddominale è anch’essa responsabile di una limitata riduzione del testosterone. Il controllo dei livelli di stress da solo riducendo il cortisolo non contrasta la produzione del testosterone. Da questi noti e semplici dati si evince che lavorare in modo completo sulla dieta, sul movimento, sul rilassamento e soprattutto sulla conservazione dell’interesse sessuale siano da soli atti terapeutici e preventivi che devono per primi essere consigliati e proposti prima di arrivare alla terapia sostitutiva.
La fitoterapia cinese poi è un ottimo strumento terapeutico di grande utilità per sostenere i disturbi della menopausa ma anche per ritardare o limitare l’androinsufficienza o andropausa. Non parlo di semplici fitocomposti come la bromelina o lo zinco che non hanno da soli la capacità di aumentare la concentrazione di testosterone ma di cure molto più importanti volte a ripristinare un equilibrio bioumorale e globale del paziente.
E’ molto frequente nel maschio adulto avere disturbi sessuali legati non tanto a una situazione di deficit inteso come vuoto ma piuttosto a una situazione infiammatoria ovvero di eccesso e di stasi. Sono infatti numerossissime i pazienti che soffrono di prostatite cronica anche senza saperlo e di ipertrofia prostatica, entrambe situazioni che generaro calore locale.
La prostatite è come dice la parola uno stato infiammatorio della prostata, non sempre dovuto a una infezione vera e propria. Infatti le forme croniche sono prevalenti e rispondono poco alla terapia antibiotica. Per ipertrofia prostatica invece si intende un ingrandimento della prostata la cui origine è ancora sconosciuta anche alla medicina occidentale più all’avanguardia.
Entrambe queste patologie sono estremamente diffuse nell’uomo adulto e aumentano nell’età evolutiva alla stessa stregua dell’incidenza della cistite, della vaginite, della cistosi ovarica e del fibroma uterino della donna in età fertile. Presumibilmente si tratta di disturbi la cui origine potrebbe essere simile. In medicina cinese pur essendo i sessi diversi di parla di stasi e calore del basso, la cui causa può essere alimentare, esterna come da infezione, ma anche interna da tensione di tipo emozionale e viscerale.
Non è un caso se per evitare la prostatite si consiglia di eliminare cibi che generano calore, ma spesso non è sufficiente. Ecco che diventa utile un lavoro più preciso e mirato attraverso specifiche ricette fitoterapiche cinesi studiate appositamente per togliere il calore e a muovere l’energia in basso riducendo anche il fenomeno della stasi che aumenta il calore proprio attraverso il ristagno.
La fitoterapia e l’agopuntura associate, sono tecniche estremamente efficaci per raffreddare quadri di calore anche importanti e cronicizzati e lavorare anche sullo stato emozionale e sullo squilibrio emotivo e ormonale sottostanti. E’ però sempre necessaria una valutazione complessiva del paziente e dei suoi polsi prima di iniziare una terapia.
Certo è che spesso i fitoterapici più conosciuti per stimolare la virilità e il così detto” yang di rene” spacciati come innocui integratori sono prodotti la cui azione è riscaldante e quindi in molte situazioni addirittura controindicati. L’utilizzo di queste sostanze non è controindicato in senso assoluto ma andrebbe prima convalidato da una diagnosi corretta del paziente e non solo dai sintomi di deficit erettili o di eiaculazione precoce, cosa che purtroppo è consuetudine da parte della maggioranza dei non addetti ai lavori.
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La ludomania
E’ una patologia ormai riconosciuta anche dal sistema sanitario, non si tratta di una spasmodica incapacità di vivere attaccati alle gonne di Ludovica o ai pantaloni di Ludovico ma della triste dipendenza dal gioco e da altre attività ludiche.
Si va dalle corse dei cavalli, al gioco da tavolo, ai giochi via rete, oppure ai giochi delle macchinette ma se vogliamo allargare la visione possiamo inglobare anche lo shopping o la ricerca di sesso a pagamento.
Il problema non è cosa si fa; il problema sta nel fatto che non si riesce a fermarsi, ci si trova di fronte a impulsi irrefrenabili; si tratta di una compulsione responsabile di un inevitabile e inesorabile rovina sul piano economico.
Persone che perdendo importanti somme di denaro, sono poi disposte a tutto per nasconderlo ai loro cari, e perdono per questo per prima cosa la stima di loro stessi. Da questa situazione di squilibrio possono seguire altre dipendenze di conforto come alcolici, cibo in eccesso e altre malsane abitudini che sembrano aiutare ad andare avanti ma che spesso conducono l’individuo alla perdita e disgregazione anche del mondo affettivo e di intere famiglie.
Questa patologia è difficile da vedersi dall’esterno in quanto le attività possono sembrare del tutto lecite, ovvero non si tratta di assunzione di droghe, ne di cibo in eccesso, ne di accumulare oggetti in casa fino a non poterci più vivere. Non si vede a meno che uno non conosca i diversi estratti conto e le entrate e uscite mensili. Il paziente talora è il primo a non rendersene conto. Ovvero pensa di non essere malato e tanto meno di aver bisogno di cure esattamente come nella maggioranza dei casi di disturbi mentali e del comportamento.
Inoltre osare corrisponde a una cosa che molti uomini temono e l’atteggiamento più frequente e comune è proprio quello di accumulare denaro nella paura di non averne abbastanza, lavorando a testa bassa per tutta la vita, concedendosi il minimo e sgobbando come dei muli. E di solito è sempre chi più possiede a far fatica a concedersi piaceri anche minimi ci avete fatto caso?
In realtà la maggioranza delle persone tende sistematicamente a rinunciare ad alcuni piaceri rimandandoli sempre in avanti, lasciando il piacere personale sempre in coda al dovere che purtroppo incalza in continuazione. Ecco che queste persone in realtà sembrano più libere e meno attaccate delle altre al denaro e alla materia in senso lato, in un certo senso più sane
La difficoltà come in tutto è sempre nell’equilibrio tra distruggere e costruire. Sono due forze opposte ma entrambe necessarie. Se vogliamo creare una statua dobbiamo accumulare delle materie prime per darle una forma ma poi dobbiamo anche eliminare quello che non serve per definire la forma che desideriamo o che ci piace di più.
Accumulare oggetti in casa come alcune persone fanno senza mai eliminare quello che non serve proprio più produce un accumulo di oggetti che può impedire se portato all’eccesso poi di vivere in una casa ordinata ed esteticamente piacevole.
Lo stesso vale per il contrario, eliminare sempre quello che oggi non ci piace più e cambiare e cercare sempre il meglio del meglio in continuazione potrebbe portare all’incapacità di avere una casa finita che resta sempre incompleta e vuota come se fossimo sempre in trasloco o precari.
Ci troviamo sempre a dover ricorrere all’equilibrio. La nostra mente e il nostro emotivo sono fortemente bisognosi di questo concetto. Entrambe le azioni, costruire e distruggere, sono indispensabili per ottenere quello che desideriamo, per creare qualcosa. E’ altresì importante capire che per distruggere ci vuole molto poco e per costruire ci vuole spesso molto tempo.
Quel che accade è che chi sa costruire bene spesso resta attaccato alla sua costruzione e teme di distruggere. Chi non sa costruire continua a distruggere con facilità come fanno i bambini non per scarso attaccamento ma per incapacità di costruire e di valutare la costruzione.
Ecco che alterazione del comportamento con compulsioni che potremmo definire distruttive come nel caso della ludomania sono in realtà un’incapacità di costruire, forse anche per paura di non riuscirci o per paura di perdere ciò che si costruisce. Nella medicina cinese il denaro e i possedimenti sono controllati dall’educazione sia essa formale che non formale, ovvero dal vissuto esperienziale e dallo studio vero e proprio inteso come conoscenza culturale e impoveriti da un eccesso di autorità che può anche rappresentare la figura paterna in senso stretto.
In quest’ottica credo possa essere molto utile a queste persone essere vicini a una figura maschile carismatica di cui avere fiducia e stima che possa fare da guida o da maestro con la M maiusciola oppure ritornare a studiare nel vero senso della parola con corsi di approfondimento e corsi serali di vario genere. Inoltre è l’individuo a controllare i propri possessi quindi per avere un buon controllo è necessario avere forza personale, cosa che possiamo avvicinare al concetto classico di autostima.
In sostanza uno squilibrio comportamentale che necessita di cure che a parer mio dovrebbero essere fornite su diversi fronti; da quello psicologico a quello ottenibile con sistemi fisici afarmacologici che possono andare dalla attività motorie, alla bioenergetica e tecniche come la mindfullness fino all’agopuntura con l’intenzione di generare un equilibrio interno, stabilità emotiva, energia direzionabile e possibilità di imparare a costruire.
Molte sostanze fitoterapiche possono dare un contributo anche sul piano emotivo senza essere per forza degli psicofarmaci, ma è indispensabile agire in modo mirato e individuale per poter arrivare a un risultato che insieme al resto del lavoro potrà garantire un miglioramento. Anche l’utilizzo di psicofarmaci non è da escludere a priori quando con gli strumenti naturali il risultato è da considerare insufficiente. I diversi orientamenti terapeutici non sono in antitesi gli uni con gli altri ma dovrebbero essere uno a sostegno dell’altro con un unico scopo: ottenere il miglior risultato possibile per ripristinare la salute e l’equilibrio dell’individuo.
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Ricette per celiaci: focaccia di grano saraceno al tarassaco by Gabriella
Il grano saraceno è impropriamente considerato un cereale, in realtà è una pianta erbacea facente parte della famiglia delle Poligonacee, probabilmente di origine asiatica e introdotta in Europa dai turchi nel Medioevo.
La farina di grano saraceno è indicata per la dieta dei soggetti celiaci in quanto non contiene glutine, ma è consigliata anche a coloro che non hanno problemi di intolleranze.
Dal punto di vista nutrizionale si considera un alimento pregiato perchè è più proteico rispetto ai “veri” cereali con un indice glicemico inferiore, ricco di fibre, sali minerali e vitamine. Può essere un valido aiuto per abbassare il colesterolo e regolare i livelli glicemici nel sangue. Inoltre il grano saraceno è considerato anche un flebotonico adatto quindi ad aiutare le nostre gambe durante la stagione calda.
Dal punto di vista pratico, la farina di grano saraceno ha una maggiore lavorabilità delle altre farine prive di glutine e ben si adatta alla realizzazione di questa focaccia fatta di due strati sottilissimi di sfoglia con una farcia di tarassaco. Preparate l’impasto con 300 g di farina di grano saraceno biologica, un po’ di sale, olio extravergine di oliva e acqua. Modellate la pasta a forma di palla copritela e fatela riposare per 20-30 minuti. Lavate e tagliuzzate il tarassaco, scottatelo per 3’ in acqua bollente e infine strizzatelo e saltatelo in padella con olio extravergine e un pizzico di peperoncino.
Stendete metà della pasta in una sfoglia molto sottile su un foglio di carta da forno precedentemente cosparso di farina. Bucherellatela con i rebbi di una forchetta e cospargetela con un filo d’olio. Mettete il tarassaco e posizionate la sfoglia su una placca con l’ausilio della carta da forno. Stendete l’altra metà delle pasta come precedentemente descritto e, con un movimento veloce, posizionate la sfoglia a coprire lo strato di tarassaco. Infornate a 180° per circa 25-30 minuti.
La focaccia al tarassaco può piacevolmente accompagnare un crema di piselli freschi e cipollotti. Il sapore amarognolo del tarassaco ben si sposa con il dolce dei piselli. Naturalmente la crema deve essere fatta con piselli freschi appena sgranati e non con quelli congelati, non perché non si possa fare, ma perché il risultato non è paragonabile. Provate e buon appetito!!
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Correzione posturale del rachide dopo la chirurgia
In campo ortopedico e precisamente nella chirurgia ortopedica più comune come gli interventi su ginocchia, anche, spalle e gomiti la riabilitazione post chirurgica è considerata indispensabile per ottenere un buon risultato funzionale e anche antalgico.
Oggi operare un’anca oppure un ginocchio senza proporre una riabilitazione intensiva corrisponde a scarsa possibilità di ottenere un buon recupero post chirurgico. I chirurghi ortopedici questo lo sanno bene.
Ma in alcuni campi di pertinenza chirurgica questo iter e valore aggiunto della correzione posturale e del recupero motorio corretto non sembra essere considerato in modo altrettanto valido. In particolare questo avviene nelle chirurgia del rachide.
La minor attenzione al periodo post chirurgico in senso riabilitativo è presumibilmente dovuta al fatto che è necessaria una gradualità e una notevole attenzione e preparazione soprattutto nell’immediato ma anche perchè il rachide è certamente meno mobile rispetto alle articolazioni sopraelencate. La colonna vertebrale in effetti è un insieme di articolazioni che potremmo considerare a limitata mobilità se prese una per una, ma l’insieme di queste piccole escursioni articolari determina la salute dell’intero rachide. Per questo motivo lavorare sul massimo recupero del movimento e sulla postura corretta sono a mio parere attività assolutamente indispensabili dopo un intervento chirurgico sulla colonna che rappresenta sempre un trauma e una causa di rigidità secondaria.
Molti pazienti arrivano nel mio studio dopo avere eseguito un intervento chirurgico, e sono ancora tantissimi quelli che non hanno mai fatto trattamenti di correzione posturale ne prima ne dopo l’intervento e che non si spiegano come mai il dolore non sia scomparso completamente o sia ancora presente come prima e in alcuni casi addirittura peggiorato.
Questi pazienti amareggiati mi chiedono sempre se l’intervento è stato fatto in modo sbagliato oppure se non avrebbero dovuto farlo, e mi accorgo che vorrebbero sentirsi dire che le cose sono andate proprio così. Ma la verità è che l’intervento quasi sempre è stato fatto bene, oggi raramente la chirurgia è fatta in modo scorretto anzi migliora giorno dopo giorno in precisione ma ciò non toglie che il risultato atteso può non arrivare. Il che suggerisce che qualcosa di importante è stato trascurato. In primo luogo il fatto che il dolore sia considerato una conseguenza del solo un problema fisico specifico di quella vertebra o di quelle due o tre vertebre operate.
Il dolore, soprattutto quando protratto, è invece il risultato di più fattori coesistenti. Un difetto posturale oppure sforzi fisici che hanno determinato un ernia discale oppure un difetto congenito come una anterolistesi che sono tra le cause più comuni di intervento sul rachide, non sono mai quadri puri, ovvero oltre all’ernia discale oppure alla anteroslistesi si aggiungono quasi sempre altre discopatie di solito adiacenti più o meno gravi che possono a loro volta già essere responsabili di una buona parte del dolore e difetti posturali secondari ad esso.
Quando un segmento della colonna “si ammala” l’intero rachide vertebrale lo segue, perchè la colonna va presa come un elemento elastico e funzionale unico. Questo concetto di unità esiste per qualsiasi patologia, e coinvolge l’intero corpo umano. Anche un disturbo dell’intestino può riflettersi sul rachide e vice versa. La natura umana non è frammentata come il nostro piccolo pensiero; ogni situazione ne produce un’altra. Come nella legge dei cinque elementi si tratta sempre di relazioni di tipo circolare.
Per tornare sul semplice e sul pratico una colonna lombare stabilizzata chirurgicamente (operata con chiodi e viti per uno scivolamento della vertebra) determina sempre un sovraccarico delle vertebre che si trovano sopra alla stabilizzazione bloccando la flessibilità di un sistema elastico. La meccanica ci insegna che le forze di movimento e di gravità si scaricano in modo scorretto sul resto della struttura. Diventa quindi fondamentale considerare sempre un lavoro fisico di modifica e gestione della postura per poter ridurre al minimo questo inconveniente.
Lo stesso lavoro di correzione posturale del rachide dovrebbe essere sempre consigliato anche nei piu piccoli interventi di questo tipo, di discectomia (asportazione di un disco vertebrale), di emidiscectomia (asportazione chirurgica di mezzo disco vertebrale) o erniectomia (asportazione dell’ernia discale espulsa) e anche per un trattamento di ozono terapia su un frammento erniario. Questo perchè l’ernia è quasi sempre il risultato meccanico di un difetto della colonna e si associa a discopatie multiple di quel segmento non curate dall’intervento chirurgico. Il trattamento post chirurgico di educazione e di correzione posturale nel caso di un’ernia discale è indispensabile per evitare che le altre discopatie possano a loro volta causarne altre ed è inoltre indispensabile per limitare anche la rigidità del rachide secondaria alla paura di avere dolore.
Quindi quando il paziente post chirurgico lamenta dolore o non migliora oppure peggiora, il problema non è se l’intervento andava o non andava fatto, oppure se è stato fatto bene o male.
Il problema è che non è stata presa in considerazione la colonna nella sua globalità funzionale e meccanica.
Il paziente, purtroppo spesso aiutato da una falsa informazione, pensa che l’intervento possa di per sè essere totalmente risolutivo e che una volta finito l’intero problema sarà risolto e lui intereamente guarito. Ma anche se l’intervento è fatto in modo perfetto, la salute della colonna vertebrale, sia prima che dopo, dipende sempre da un insieme di fattori che vanno dalla consapevolezza di ciascun individuo, al corretto assetto posturale e educazione motoria. Questo fattore dovrebbe essere sempre considerato, responsabilizzando anche i pazienti che facilmente sono indotti a pensare che la chirurgia sia una via facile che li rende completamente esenti dalla necessità di un lavoro individuale di cura e attenzione nei confronti della propria schiena e del proprio corpo in senso lato.
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Il potere terapeutico della meditazione
Qualche giorno fa, durante una meditazione, il lama che la conduceva cercava di spiegare come questa pratica che in realtà appartiene a molte religioni e non solo al buddhismo tibetano sia in realtà non una condotta religiosa ma una tecnica utile a tutti coloro che sono interessati a migliorare la propria esistenza senza per questo essere relegati al credo della religione buddhista ma restando tranquillamente aderenti a qualunque appartenenza religiosa o filosofica si desideri.
La meditazione è un sistema sperimentabile da ogni essere umano, utile per affrontare le questioni interiori dall’interno e non dall’esterno come siamo abituati a fare. Il mondo tecnologico, la possibilità di comunicare e di viaggiare di questi tempi ci portano sempre più verso l’esterno e meno verso l’interno. Molte persone oggi non sono più abituate ad ascoltare il silenzio perchè produce disagio in quanto facilita l’ascolto di sè, al quale nessuno più ci ha educati da tempo.
L’utilizzo di alcune tecniche respiratorie codificate da millenni serve per facilitare l’equilibrio delle energie interne talora non sufficientemente equilibrate dalla presenza di emozioni quali rabbia, orgoglio e altre emozioni negative. La pratica respiratoria corretta è inizialmente come accendere una sorta di motore interno che permette di rimuovere i blocchi e gli squilibri interiori e di eliminare le scorie accumulate appunto da queste emozioni negative. Una volta ottenuta questa pulizia e equilibrio interni è possibile fare il passo successivo, richiamare dentro di noi la similitudine con la nostra essenza più spirituale o essere, svilupparlo e sentirlo come una parte integrante di noi stessi il cui principio e scopo è unicamente muoversi nella completa armonia e quindi nell’amore verso gli altri.
ll Lama diceva “Ci sono Lama come me che sono meno buddhisti di persone che non sono buddhiste!”, intendendo con questo dire che essere buddhisti è una attitudine volta a migliorare se stessi per gli altri. Ricercare per gli altri è considerato il livello più alto di pratica ma praticare semplicemente per stare meglio con se stessi, migliorare la propria salute fisica e psichica è il primo passo per vivere con meno sofferenza.
Come per qualunque altra tecnica ci vuole pratica e dedizione per far crescere e germogliare il seme dell’equilibrio e dell’armonia che abita in ognuno di noi. Non si tratta di assimilare dogmi o applicare condotte strane ma di cercare al contrario di cogliere dalle usanze nostre e di altre culture quali sono le motivazioni e le spiegazioni che hanno un senso.
La filosofia, come dice anche Steiner, è la possibilità di usare e sviluppare attraverso il nostro pensiero ciò che leggiamo o studiamo facendolo nostro, interiorizzandolo e cogliendone il significato profondo, non una accettazione e imitazione cieca da bambini.
Non serve solamente leggere e studiare e neanche sedersi in posizione perfetta e basta: è l’insieme di queste azioni che genera la perfetta possibilità di crescere interiormente; da una parte usare il proprio pensiero in modo costruttivo cercando di cogliere il significato profondo e le relazioni tra i diversi pensieri filosofici e dall’altra eseguire le tecniche da seduti. Nell’insieme si tratta di ricercare una sorta di collegamento con leggi superiori al regno umano, un modo per aprirsi alla luce e disgregare le ombre dell’ignoranza.
Un lavoro nel quale la nostra mente bambina, abituata a essere al centro dell’attenzione e a cambiare interesse in continuazione senza riposo, lentamente cresce, si arricchisce, si struttura e si stabilizza sempre più in un centro che si avvicina a quello che veramente siamo e diventa capace di ascoltare quello che intorno a noi semplicemente esiste: ci si armonizza con il creato.
Impariamo a guardare a “Noi stessi come la fonte della nostra la cura e noi stessi come la fonte della nostra malattia” , un prezioso alleato per curarsi da dentro educando la nostra mente a svilupparsi e radicarsi.
Un modo infine per trovare la bellezza naturale che alberga dentro ognuno di noi, una bellezza che da fuori si vede (altro che trattamenti anti aging!) e che poi ci aiuta in tutto: dal lavoro ai rapporti umani, dalla crescita personale a quella professionale.
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Armonizzarsi alla stagione dell’istante
Armonizzarsi con la stagione significa mangiare, vestirsi e comportarsi nel modo più consono alla stagione climatica ma anche alla stagione della vita e anche alle diverse stagioni della giornata stessa. Significa in realtà seguire il ritmo della natura, del macrocosmo e microcosmo che continuano a girare senza aspettare niente e nessuno.
Per ogni stagione ho già scritto le raccomandazioni relative al comportamento più adatto considerando i 5 elementi e gli organi e canali più coinvolti in ogni mese dell’anno. Ma al di là della ciclicità della natura esiste poi quella ancora più piccola dei giorni e delle ore e la capacità di adeguarsi momento per momento alle condizioni esterne e quindi al momento estemporaneo che può anche essere fuori dalla regola.
In questo periodo dell’anno per esempio fa decisamente troppo freddo, secondo il calendario cinese siamo già in transizione verso l’estate, ma il clima è decisamente rigido. In questi momenti bisogna ascoltarsi molto e seguire ciò che istintivamente il nostro corpo ci chiede, seguendo non la stagione del calendario ma “la stagione dell’istante”
Fa freddo come se fossimo in tardo autunno….ma siamo in primavera! E allora ci comportiamo come se fossimo in autunno ovvero ci proteggiamo con cautela evitando di disperdere calore o prendere freddo e umidità dall’esterno. I piedi ben caldi e protetti, il collo e la testa e tutto il corpo ben protetti dal vento e dal freddo umido. Mangiamo ancora cose calde adattiamoci al momento reale non a quello che dovrebbe essere e facciamolo velocemente!
Se domani ci saranno di nuovo 35° ci spoglieremo di nuovo, ma oggi calze e scarpe calde e magari anche cappotto e sciarpa. Lo stesso con il cibo, scaldiamoci allo stesso modo in cui scaldiamo gli appartamenti. In questo momento siamo molto più delicati perchè noi uomini come il regno vegetale che in parte conteniamo siamo in espansione verso l’esterno. La nostra energia ha messo i boccioli fuori e si prepara a fiorire un colpo di freddo ora può determinare una alterazione di questo processo. Lo sanno bene gli agricoltori che una gelata può rovinare un raccolto.
Certamente noi non ci rovineremo ma possiamo essere semplicemente più fragili e far poi fatica a riprendere pista. Scoprirsi troppo in questo momento perchè non siamo stati attenti e non abbiamo ascoltato il corpo, oppure ci siamo intestarditi che quel vestito lo volevamo mettere perchè caspita lo abbiamo comprato apposta, oppure quel giro in bici o in moto ci eravamo imposti di fare, è un peccato per la salute e per le conseguenze che potrebbe avere. Non dovrebbe essere necessaria un’alluvione o una nevicata per farci cambiare idea e aggiustare il tiro.
Quindi non è una questione di moda, di estetica, di paura di prendere freddo o di incapacità ad adattarci al clima ma è una questione di furbizia e di precauzione utile per conservare il bene più prezioso:l’equilibrio e la salute.
Impariamo velocemente ad adattarci alla stagione dell’istante: qui e ora, perchè la vita intera, è un istante.
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Agopuntura: non è un lusso
Qualche anno fa in Italia l’agopuntura era considerata una terapia di lusso, i prezzi dell’epoca superavano facilmente 100.000 lire, questo perchè erano comunque pochi i medici che la usavano e le prestazioni erano erogate con prezzi equiparati a una visita specialistica.
Incredibile se ci pensate; l’agopuntura è stata recuperata da Mao dopo la rivoluzione cinese solo ed esclusivamente perchè considerata una terapia estremamente economica applicabile alla massa con minima spesa. Nessun macchinario, nessuna terapia farmacologica, nessuna preparazione extra da fare all’estero. Bastava recuperare dai campi di lavoro i maestri sopravissuti!
La Dott. essa Qiao Wenlei, oggi docente di Agopuntura e Medicina Tradizionale Cinese all’Università di Nanchino, mi raccontava come, durante l’esodo nelle campagne di lei e della sua famiglia, avvenuto durante la rivoluzione culturale, abbia ricevuto i suoi primi insegnamenti da un maestro di agopuntura che in quel periodo lavava le latrine.
Oggi in Cina, negli ospedali dove si usa l’agopuntura, un medico agopuntore ospedaliero riesce a trattare da solo fino a 100 pazienti al giorno, gli aghi sono monouso, i lettini di trattamento sono almeno una decina e gli assistenti che tolgono e mettono aghi e coppette possono essere anche 3 o 4. Niente di strano!
Certamente la privacy e l’atmosfera magari non sono il massimo, ma funziona e funziona bene e questo è quanto. Usare lo stesso principio di avere più pazienti in contemporanea è ovviamente un sistema che riduce i costi e oggi con un po’ di attenzione e di cura dell’ambiente la cosa può diventare economica e nello stesso tempo adatta anche a generare un’atmosfera di relax e di benessere psicofisico completo.
Ci vuole un certa esperienza pratica ma si può fare con prezzi decisamente accessibili che, in paragone ai prezzi usati 20 anni fa e al valore attuale del denaro, possiamo considerare quasi la metà di allora. Si tratta di un servizio importante, quello di rendere più democratica e popolare questa millenaria terapia medica. Ecco che con un pò di buona volontà e olio di gomito i prezzi di uno studio privato possono essere gli stessi proposti dal servizio sanitario nazionale ovvero da ospedali e cliniche dove i medici, di solito dipendenti, praticano anche l’agopuntura come servizio privato.
Certamente per uno studio privato il fardello delle tasse che supera di parecchio il 60% dell’introito è sempre di più un sacrificio essendo i prezzi della vita semplicemente raddoppiati nel giro di pochi anni e in continua ascesa esponenziale.
Non cadere nella tentazione di alzare i prezzi e mantenerli bassi sarà sempre più difficile ma lo ritengo un impegno che si fa volentieri pensando che i pazienti comunque lo meritano e fanno già degli enormi sacrifici per poter venire al bisogno e quando necessario.
Poter offrire l’agopuntura e la miofibrolisi fatti con i sacri crismi, ovvero senza lesinare sul tempo di trattamento ne sugli aghi ne sulla qualità della prestazione, come servizio gratuito sarebbe una soddisfazione ancora più grande. In Italia alcune assicurazioni professionali rimborsano totalmente o parzialmente anche l’agopuntura ma sempre con un tetto di spesa annuale di solito molto basso, massimo dieci sedute all’anno se rimborsate parzialmente oppure massimo 250 euro di spesa se rimborsate completamente. Difficile farci stare una cura completa di un paziente affetto da un disturbo cronico e magari anche di grado severo.
In svizzera l’agopuntura, se praticata da personale medico specializzato e riconosciuto dalla Federazione Elvetica e approvato al libero esercizio dall’ufficio della sanità pubblica cantonale può essere totalmente rimborsata anzi pagata direttamente dalle comuni casse malati di base obbligatorie per qualunque cittadino residente. Per questo motivo, ritornare nella mia patria natia è diventato un desiderio che si concretizzerà a breve.
Finalmente potrò tornare a lavorare anche con il piacere di non pesare sull’economia dei miei pazienti ma mantenendo la qualità che ritengo necessaria e non la fretta dettata dalle regole economiche delle istituzioni sanitarie e potrò continuare a lavorare a Cremona e a Milano mantenendo i prezzi bassi anche se la situazione economica complessiva dovesse continuare a peggiorare.
Il canton Ticino, per la sua vicinanza e per la vicinanza con la casa di mio padre, potrà essere l’inizio di questo nuova prospettiva di lavoro. Inoltre Lugano e tutta la zona di Mendrisio come quella di Bellinzona sono davvero molto belle e aprire uno studio di agopuntura in condivisione potrebbe essere l’occasione per una gita fuori porta e godere della splendida vista del lago e delle montagne.
Insomma, un buon modo per lavorare in condizioni sempre migliori e poter offrire un servizio sempre più di aiuto e utilità a coloro che vorranno usufruirne.
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L’autoerotismo è peccato?
Premesso che non sono una sessuologa ne una psicologa, gli ultimi commenti mi hanno fatto pensare che ancora poco si parla di alcuni aspetti collegati alla vita sessuale e che sono ancora moltissimi i tabù che la cultura nella quale viviamo ci ha condizionato a pensare.
Sono molte le visioni religiose che in questa, come in molte altre attività della normale vita sessuale, attribuiscono significati peccaminosi, colpe e possibili effetti negativi sulla salute in genere. Moltissimi erano i bambini che poco più di 50 anni fa credevano di compromettere la propria salute oculare nell’atto della masturbazione.
L’autoerotismo è innanzitutto un modo per prendere contatto con il mondo della sessualità. Il nostro corpo è la materia prima su cui si deve lavorare, il movimento, il cibo sono per esempio fondamentali per mantenerlo in salute e già da piccoli è importante capire cosa ci fa bene e cosa ci fa male e soprattutto capire che, come per tutto, anche le dosi sono importanti, il dialogo inizia dapprima con noi stessi.
Gli odori, i sapori, la vista, il tatto sono gli strumenti sui quali si costruisce la vita dei sensi. E’ possibile preparare una cena senza prima conoscono i sapori degli alimenti presi anche singolarmente o una cena importante senza aver provato a usare le pentole e i fornelli per conto nostro e fatto un pò di esperienza?
Con il corpo non vedo perchè dovrebbe essere tanto diverso. Ci vuole una minima conoscenza di base, un minimo addestramento personale.
La masturbazione, sia femminile che maschile non è appannaggio dei soli giovan; anzi, secondo molti sessuologi si tratta di un metodo per migliorare le proprie prestazioni sessuali. Per la donna che fa fatica a raggiungere l’orgasmo rappresenta un esercizio e una pratica per trovare i punti di maggior piacere e conoscersi meglio senza troppi pudori anche con l’uso di eventuali vibratori e lubrificanti. Imparare a stimolare il clitoride e i capezzoli e cercare il tipo di penetrazione più gradita e studiando quali tipi di contrazioni vaginali e del pavimento pelvico possono essere utili alleati al piacere.
Per l’uomo che soffre di eiaculazione precoce la masturbazione fatta con calma è una possibilità di capire come fare a ritardare il piacere attraverso un lavoro sul respiro che può portare l’attenzione e l’energia, dal ventre al petto. Può anche essere condotto un esercizio di conteggio mentale per allontanare la mente dal desiderio di concludere troppo velocemente e infine possono essere sfruttati e conosciuti punti meno sensibili alla palpazione come la base e l’attaccatura del pene, l’utilizzo della mano sinistra anzi che della destra oppure di veri e propri strumenti ritardanti come creme o spray anestetici o anelli di silicone magari utili all’inizio per addestrarsi a mantenere una valida erezione per un tempo sempre maggiore.
In entrambi i sessi questo tipo di pratica e di lavoro individuale per essere costruttivo e quindi utile, non deve essere eseguito con frettolosità e neanche con sensi di frustrazione e tanto meno con sensi di colpa ma come un lavoro scrupoloso che comunque deve dare piacere. Non una routine sempre uguale o un sistema di piacere facile e veloce ma un lavoro conoscitivo dove anche le posizioni possono essere cambiate, in piedi, in ginocchio e giù di fantasia. Un lavoro anche di anni non solo per coloro che fanno più fatica a entrare con naturalezza in questo campo di sperimentazione. Bravi amanti non si nasce ma lo si diventa come con ogni cosa con studio e pratica dedicati. Solo in questo modo è possibile diventare responsabili e consapevoli e non cadere nella comune tentazione di dare sempre agli altri la colpa della nostra insoddisfazione oppure di restare confinati a una esperienza sessuale che rischia di essere parziale e incapace di rinnovarsi.
I film erotici possono essere uno strumento di studio attraverso una stimolazione aggiuntiva uditiva e visiva oltre che una fantasia o comportamento talora anche totalmente diversi dai nostri ma pur sempre utile per aumentare il nostro campo di conoscenza dell’argomento, riconoscere per esempio quali sono le pose e quali sono invece le vere espressioni del piacere. I film sono preferibilmente da evitare nell’uomo che soffre di eiaculazione precoce, mentre nella donna che raggiunge faticosamente l’orgasmo e nell’uomo che faticosamente raggiunge un’erezione potranno essere usati come supporto stando comunque attenti a non generare troppa dipendenza.
La capacità poi di condividere con il partner le proprie esperienze individuali sarà il passo successivo. Quindi quando necessario è utilissimo affrontare l’argomento su cosa piace e cosa non piace o mette a disagio. Quali sono per esempio anche le difficoltà di ognuno oppure i sogni proibiti. In questo modo diventa più facile trovare una comunicazione sessuale che può trasformarsi in complicità e intesa.
Fatta questa piccola premessa ritengo (del tutto personalmente) che sia un peccato arrivare a 50 o 60 anni senza aver ancora capito cosa ci piace veramente e come provare piacere con il nostro corpo.
Credo sia un vero peccato non sapere o non riuscire a condividere il proprio piacere con le persone che più amiamo. Infine considero un peccato non usare questa grande fonte di energia per donare e per crescere nella consapevolezza di come donare piacere agli altri.
Questo si, lo considero un peccato!
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La gotta patologia moderna e antica
Ippocrate la definiva la malattia dell’opulenza; sono molte le persone famose che ne hanno patito, citiamo Carlomagno, Enrico VIII, Newton, Darwin, Voltaire.
E’ possibile che la lista di personaggi della chiesa o di rilievo che soffrivano segretamente di gotta era ancora più lunga visto che questa malattia colpendo prevalentemente il sesso maschile era attribuita al dominio della vita sessuale e dei vizi e si cercava di non renderla pubblica alla stessa stregua di una malattia venerea.
Oggi se ne parla ancora poco ma la gotta è la malattia più comune che colpisce le articolazioni, seconda solo all’artrosi. La sua incidenza è maschile per l’effetto protettivo degli estrogeni, ma oggi si segnala un aumento delle patologia nella popolazione femminile dopo la menopausa. Certo non si vedono più le gravi deformazioni articolari di una volta con i mostruosi tofi su mani e piedi, questo perché l’iperuricemia, ovvero l’aumento dell’acido urico è oggi ben controllato con le moderne terapie farmacologiche.
L’acido urico dovrebbe restare sotto il valore di 6 mg/dl per gli uomini e di 5 mg/dl per le donne. Diventa a rischio quando supera 6,5 mg/del nelle donne e quando supera 7 mg/dl nell’uomo e patologico quando supera 8 mg/dl. L’iperuricemia viene trattata anche in assenza di sintomi artritici o articolari in quanto la sua elevata concentrazione nel sangue è nociva in particolare al rene dove può precipitare e depositarsi. L’aumento di acido urico nel sangue è oggi considerato una patologia dismetabolica alla stessa stregua dell’iperrcolesterolemia e dell’iperglicemia.
Si ritiene che l’iperuricemia possa essere dovuto a un aumento della produzione di acido urico di natura sia costituzionale che alimentare ma soprattutto a una riduzione della loro eliminazione per via urinaria. Una ridotta funzionalità renale può ridurre l’eliminazione di acido urico come d’altronde l’acido urico può peggiorare a a sua volta l’insufficienza renale.
E’ importante anche sapere che alcuni fra i farmaci più usati come l”acido acetilsalicilico comunemente conosciuto con il nome farmacologico di “aspirina”, anche in piccole dosi come ormai, è di comune uso per rendere il sangue più fluido e i diuretici tiazinici anch’essi di largo uso negli over 60 per limitare l’ipertensione arteriosa, sono entrambi considerati responsabili di un aumento di acido urico nel sangue sia per aumentata produzione che per ridotta eliminazione.
Nell’antichità l’ attenzione veniva data unicamente alla dieta, in quanto la malattia era confinata alla classe dei nobili e dei ricchi. Durante l’ultima guerra l’incidenza della gotta si è notevolmente ridotta il che aveva nuovamente suggerito il suo rapporto stretto con l’alimentazione. Ma oggi la sua comparsa nel popolazione più povera l’ha trasformata da un lato in una “malattia più democratica” e dall’altra ha spostato l’attenzione dalla dieta alla terapia farmacologica.
Le raccomandazioni dietetiche sono considerate di supporto (oltre che non sempre univoche) ma non determinanti ai fini di evitare questa malattia. Si considerano gli alimenti da evitare in rapporto al loro elevato contenuto in purine, senza invece tener conto dell’insieme dei fattori che possono essere responsabili dell’iperuricemia e soprattutto senza considerare che alcuni alimenti, se usati con criterio, sono già una terapia preventiva efficace.
La prima cosa da considerare è che l’uomo a differenza degli animali onnivori non possiede l’enzima urato ossidasi. La scimmia che non possiede come noi questo enzima non soffre di questo problema essendo principalmente fruttariana. Senza arrivare a dire per questo motivo che l’uomo è fruttariano, ritengo che la frutta e la verdura possano svolgere un azione protettiva nei confronti anche di questa diffussissima patologia.
L’attenzione non deve in effetti essere focalizzata solo sugli alimenti maggiormente a rischio per il loro contenuto in purine che sono da limitare fra cui gli alcolici, alcuni tipi di carne come il fegato, il cuore e i reni e alcuni tipi di pesce di cui molluschi, crostacei, acciughe, sardine e salmone. E ancora la frutta secca, i legumi secchi, il miele, i cachi, l’uva, e infine anche le banane e i fichi, sconsigliato anche il succo di arancia dolcificato. Tutti cibi considerati responsabili di un aumento della produzione di acido urico per via alimentare.
L’attenzione alla dieta dovrebbe a par mio essere maggiormente spostata sul valore protettivo di alcuni alimenti e sulle possibilità preventive di alcune sostanze fitoterapiche, metodi naturali ma non per questo poco efficaci per stimolare l’eliminazione dell’acido urico attraverso le urine.
Sono molti i frutti e gli ortaggi che hanno un azione specifica sull’eliminazione dell’acido urico in particolare quelli ricchi in vitamina C. Da alcuni recenti studi si considera che la vitamina C possa avere una azione uricosurica ovvero che favorisca l’eliminazione dell’acido urico con le urine. Sono poi molte le sostanze fitoterapiche che svolgono un’azione in tal senso.
Fra gli ortaggi sono considerati antiuricemici la lattuga, il tarassaco, la cicoria e la rucola, ma anche il cavolo, il cavolfiori, i peperoni, i pomodori. Della frutta è nota l’azione uricosurica dell’ ananas, degli agrumi, del kiwi, dei ribes, delle fragole e dei lamponi e dei mirtilli.
Il mio maestro di agopuntura da oltre 3 anni si nutre di asparagi con la stessa modalità di un’assunzione farmacologica; ovunque si trovi si porta dietro un contenitore con gli asparagi cotti che assume di solito nella pausa di metà mattina che tutti destinano al caffè. Non ho mai chiesto direttamente il motivo di questa scelta alimentare per non essere invadente ma ho considerato che la modalità della somministrazione di questo cibo è per noi occidentali sconosciuta.
L’alimentazione in questo modo diventa cura, attraverso la regolarità e la costanza dell’assunzione esattamente come se fosse una medicina. Ritengo che l’utilizzo quotidiano e regolare di almeno 3 porzioni al giorno di uno degli alimenti vegetali sopracitati, ovviamente freschi e cucinati al vapore per non perdere le loro proprietà nutritive e con la cura di variarli e sceglierli a seconda della stagione e del proprio sentire, possa essere il primo intervento utile in caso di tendenza all’iperuricemia per favorire l’eliminazione dell’acido urico in modo naturale.
Un altro modo estremamente semplice di stimolare l’eliminazione dell’acido urico con le urine è quello di bere almeno 1 litro d’acqua fuori pasto. Consiglio in particolare di scegliere l’acqua con minor residuo fisso e di utilizzare anch’essa come una medicina. Potete per esempio introdurre in un litro ovvero in una bottiglia d’acqua preferibilmente di vetro, dei macerati glicerici di alcune sostanze fitoterapiche con azione uricosurica ovvero che favoriscono l’eliminazione dell’acido urico in eccesso attraverso le urine.
Dalla gemmoterapia classica possiamo utilizzare il macerato glicerico delle gemme di betulla ( Betula pubescens) o di pioppo (Populus Alba), oppure dei giovani getti di equiseto (Equiseto Arvense) o di ginepro ( Junniperus comunis): sono tutte sostanze conosciute per la loro azione antiuricemica in grado di agire sia sul sistema osteoarticolare che sul sistema urinario.
Potete bere in questo modo la vostra acqua terapeutica durante la giornata con un’attenzione diversa e focalizzata; i macerati possono essere utilizzati separatamente con 60 gocce di ogni sostanza in un litro di acqua, variando la sostanza fitoterapica ogni settimana, ogni mese oppure ogni stagione dell’anno a vostro piacere e ancora potete utilizzarli tutti insieme usando 20 gocce di ogni sostanza per un totale di 80 gocce in un litro di acqua. Consiglio di usare macerati di buona qualità più possibili puri e se possibile di preparazione spagyrica.
Esistono poi diverse ricette di fitoterapia cinese mirate al trattamento della gotta e dell’iperuricemia estremamente efficaci, si tratta in questo caso di rimedi fitoterapici più impegnativi la cui somministrazione deve essere effettuata previa indicazione e prescrizione da parte di un medico specializzato in fitoterapia cinese.
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L’autorità esige maturità e coerenza
Si dice e si vede molto bene come oggi l’autorità precostituita conti sempre di meno. A partire dai giovani che non temono più i professori e neanche i propri genitori. Questa nuova realtà mette a disagio insegnanti, padri e madri che non sanno più che pesci pigliare per essere presi sul serio e ascoltati.
Una realtà questa che vale anche per i medici; se una volta bastava essere dottori per esercitare potere e autorità, non si spiegava nulla al paziente, si prescriveva dall’alto del sapere, se il paziente stava meglio era merito del dottore, se peggiorava era per cause superiori.
Oggi per i giovani e per molti adulti evoluti, l’autorità non è più un fatto predeterminato da un ruolo: bisogna meritarsela…!
E intendiamoci non è affatto facile, ma siamo onesti questo è un segno di crescita che ha il suo peso e necessita di una contemporanea crescita di maturità, coerenza e rettitudine da parte di chi possiede un ruolo che dovrebbe essere autorevole.
Non vi è niente di ovvio anche nelle affermazioni più classiche: devi studiare, bisogna lavorare, il latte fa bene..ecc. quando si usano queste frasi bisogna conoscerne i limiti, non le mode del momento, è necessario studiare le diverse angolazioni della materia di cui si parla e considerare le diverse questioni nella loro complessa interezza o quanto meno provarci. Questo ovviamente non significa limitarsi a ripetere come dei pappagalli ciò che sembra, a parere della massa, l’azione e il pensare più corretto.
I giovani vogliono capire, molti adulti invece preferiscono ancora che a capire siano gli altri. Non basta più dire ai ragazzi, “non voglio che bevi alcolici, che fumi e che ti droghi”! “Devi studiare, devi ascoltarmi, devi essere obbediente”…..perchè vedete ormai non esiste più la minaccia della punizione ovvero la paura che prima teneva tutti e tutto sotto controllo. E meno male! Sono ben altre le argomentazioni che si devono usare per essere autorevoli: bisogna prima pensare, che non significa usare meccanicamente il cervello per fare ciò che apparentemente sembra più facile, comodo, e che fanno tutti.
Oggi bisogna spiegarle le cose e spiegarle bene, sapendo cosa si sta dicendo e perchè lo si sta dicendo non pretendendo che visto che lo diciamo noi che siamo adulti, sia così e basta!. E’ finita quell’epoca la discussione deve esistere e bisogna avere gli attributi per sostenere le argomentazioni giuste senza entrare in contraddizione.
Per il consulto medico le cose non sono tanto diverse; un sintomo o un quadro patologico sono molto spesso la sommatoria di un numero di solito elevato di fattori. La postura e vizi posturali, l’età, lo stile di vita, la presenza di traumi pregressi fisici, la situazione viscerale, la situazione ormonale, il vissuto e lo stato emozionale, la costituzione e i fattori ereditari.
Questo sembra chiaro a tutti, ma in verità vi posso assicurare che nel momento pratico, il classico paziente preferisce e chiede disperatamente un nome per suo problema, non vuole in verità capire cosa lo ha generato e quindi cosa fare per migliorare. Pretende il nome della cosiddetta “diagnosi precisa” se possibile un nome complicato e difficile, da poter usare per spiegare a se stesso e agli altri che lui è malato.
Se possibile poi vorrebbe una bella cura farmacologica o chirurgica chiara che risolvesse il tutto. A parte quadri importanti e severi o patologie avanzate e conclamate la situazione non è mai così semplice. Un dolore a un ginocchio può essere un insieme di fattori totalmente diversi con peso specifico diverso da caso a caso, anche con una risonanza del tutto simile che evidenzia una lieve meniscosi e segni di artrosi.
Siamo complicati e la soluzione del problema va affrontata con serietà. Non basta più dire solo che è colpa dell’artrosi, oppure dell’età. Non basta più solamente intervenire chirurgicamente o dare delle terapie, bisogna seguire il paziente e il suo recupero, e dare delle indicazioni motorie, posturali, oppure alimentari e quando necessarie anche psicologiche e comportamentali.
E’ giusto, anche se non facile ,spiegare che i fattori causali possono essere tanti e le diverse possibilità di cura vanno considerate magari una alla volta procedendo in modo semplice ma cercando di sistemare e porre rimedio nelle direzioni più importanti a seconda dei casi. I giovani e alcuni pazienti questo lo capiscono anzi lo vanno cercando e lo chiedono.
Chi vuole essere autorevole deve prima di tutto esserlo nei riguardi di se stesso, deve uscire dalla omologazione del pensiero di massa e creare e sviluppare un suo pensiero sui fatti che lo circondano abitualmente. Deve per esempio egli stesso studiare se vuole dire a suo figlio che lo studio è importante, non passare la domenica seduto sul divano a guardare la partita e poi sbraitare “hai fatto i compiti?”
Così come un medico dovrebbe egli stesso non fumare, praticare discipline e sport nel tempo libero e mangiare in modo controllato e sano. E certamente non proporre interventi di infiltrazione cortisonica o chirurgici o trattamenti antibiotici che lui stesso non eseguirebbe mai sulla sua persona; non è coerente eppure è diffusissimo!
Solo in questo modo si diventa autorevoli ovvero si guadagna e si merita il riconoscimento di un’autorità.
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Il potere terapeutico della danza
Le danze da sala, Tango e Salsa in particolare, sono per alcune persone un vero e proprio rimedio dell’animo e del cuore. Una sorta di trattamento antidepressivo oppure un tonico e in alcuni casi un modo per riappropriarsi della propria identità sessuale e del proprio sentire e sentirsi.
Sono molte le persone, uomini e donne di solito over 30, che sfruttano più o meno consapevolmente il potere terapeutico delle piste da ballo. Tantissimi i vedovi, le vedove ( anche bianchi e bianche ) e i cuori infranti che qui ritrovano forza e voglia di vivere grazie all’effetto rivitalizzante e antidepressivo.
Un modo per muovere il corpo per il piacere di stare e di sentirsi in forma, questo è uno dei primi pensieri di molti frequentatori delle sale. Infatti è comune che un ballerino, nonostante in ambito serale e ludico, solitamente non indugi sulle bibite alcoliche ma piuttosto su bevande e cibi più salutistici come si usa nelle normali palestre.
Il ballo di coppia produce poi una sorta di gioco di ruoli di uno dei rapporti più importanti, quello tra uomo e donna. Sulla pista l’uomo conduce, è lui che decide cosa far fare alla sua compagna di ballo o partner, girare a destra o a sinistra, andare piano o veloce, stare stretti o lontani. E la donna ascolta e segue, non anticipa, non fa di testa sua. Si fa ricettiva, vuoto per accogliere e trasformare.
Una possibilità di esprimersi liberamente al di là del giudizio, nella quintaessenza del proprio essere femine o maschi. Un dialogo tra corpi che consente alla testa, eterna protagonista della vita di tutti i giorni, di farsi da parte e per una volta di guardare come fosse uno spettatore, lasciando che le energie degli opposti producano la magia dell’alchimia più complessa: l’unione. Non a caso l’abbraccio del tango è da molto maestri di danza considerato al pari, del simbolo delllo yin e dello yang, espressione universale di perfetta armonia.
Inoltre per la donna è possibile riappropriarsi della sua femminilità, partendo dal modo di vestire, solitamente trascurato a causa della immancabile fretta e irrinunciabile comodità alla quale ci si adegua sempre più. Per ballare in pista il vestito sostituisce sempre i pantaloni e le scarpe sono rigorosamente con il tacco lasciando appena possibile nuda la pelle delle gambe . Si ritorna “donne con le gonne”
Molti sono convinti che in realtà siano i sensi e la caccia di facili avventure il vero volano della sala da ballo, ma non è proprio così. E’ vero si che un intesa sulla pista può diventare facilmente un intesa tra le lenzuola, ma non funziona al contrario. E’ altresì vero che il sudore e il contatto dei corpi è qualcosa che può diventare intimo, ma non necessariamente sessuale.
Uno scambio tra uomo e donna dunque, un modo per vivere tramite il corpo sensazioni romantiche e passionali, per ascoltare i propri sensi e per sentirsi vivi e pieni di energia. Per il ballerino e la ballerina una possibilità di sentirsi più uomo o più donna e vivere un piacere fisico sofisticato ed elegante, in grado di regalare spensieratezza e leggerezza mentale.
In poche parole… balla che ti fa bene!
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Bambini e giovani: agopuntura si o no?
Mi capita spesso che i pazienti mi chiedano se l’agopuntura si possa proporre anche ai bambini e ai giovanissimi. In realtà più i soggetti sono giovani e più sono ricettivi al trattamento con agopuntura.
Personalmente però non la propongo a bambini piccoli. Ai piccolissimi ovvero entro i 3 anni meglio se entro l’anno di vita propongo di curare la madre. Nei casi di insonnia o di agitazione per esempio il trattamento con agopuntura della madre è spesso risolutivo anche per i problemi della relativa prole.
A questa età le patologie acute sono spesso molto violente e come dicono i cinesi rispecchiano la natura del bambino che è yang in marcata crescita esterna. Febbri altissime, sintomi importanti, ma risoluzioni veloci sono di solito la natura delle patologie infantili. In questi casi non consiglio l’agopuntura per non spaventare e aggredire il cucciolo d’uomo. Possono in età evolutiva essere utili massaggi pediatrici specifici, applicazione di coppette e di moxa e ovviamente rimedi fitoterapici sia per le forme acute che croniche e ovviamente anche i farmaci allopatici quando necessari.
Nei giovani dai 12 anni in su l’agopuntura può essere un grande alleato sia per il dolore che per sindromi varie che possono andare dall’asma alla tosse, all’ansia, insonnia, agitazione, dispepsie e molte altre. I ragazzi presi in modo rispettoso sono sorprendentemente molto coraggiosi e accettano volentieri il piccolo dolore dell’infissione dell’ago. Inoltre è da segnalare che di solito si rilassano moltissimo durante la seduta entrando in uno stato di rilassamento profondo che difficilmente riescono a raggiungere in altro modo.
Per i giovani l’agopuntura rappresenta una terapia di solito ben accettata e normale sulla quale non pesano i condizionamenti della mentalità e del pensiero razionale occidentale. Per loro lo stato che vivono durante il trattamento è reale tanto quanto il nervosismo durante un litigio: lo vivono con il corpo e sempre con il corpo lo capiscono e lo considerano utile.
Inoltre le risposte ai disturbi fisici arrivano più velocemente rispetto all’adulto, talora anche dopo la prima seduta oppure entro le prime tre. Questo avviene proprio perchè il loro corpo è meno sporcato da farmaci, cibi, patologie pregresse, condizionamenti mentali e soprattutto l’energia in loro scorre forte e vigorosa e con l’ausilio degli aghi può essere usata per ripristinare un equilibrio e curare dei sintomi che oggi molto precocemente sopraggiungono, vista la velocità e la pressione psicologica alla quale i giovani sono sempre più sottoposti.
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Ricette per celiaci: crackers fatti in casa By Gabriella
“Basta entrare in farmacia per avere l’impressione che le vittime del glutine abbiano risolto tutti i loro problemi” così recita un articolo apparso tempo fa sulla rivista “Terra Nuova”(mensile di alimentazione –ambiente-medicina Settembre 2010 n°253).
I prodotti per celiaci sono dispensati dal servizio sanitario nazionale, e fin qui tutto bene, ma basta leggere le etichette di molti di questi prodotti che le certezze sulla qualità nutrizionale cominciano a vacillare.
Una lista lunga e fatta spesso da ingredienti sempre più raffinati, addensanti, emulsionanti, tutte sostanze che dal punto di vista della salute alimentare lasciano dei grandi dubbi. Certo privi di glutine, ma sicuramente non freschi e molto spesso con gusti e sapori decisamente poco appetibili.
Questa premessa solo per dire che possiamo provare a sperimentare delle ricette semplici e veloci per migliorare la qualità del cibo che mangiamo, senza essere necessariamente delle cuoche eccezionali. Questi cracker possono sostituire il pane, partendo da pochi ingredienti e di ottima qualità. Scegliamo le farine biologiche e integrali sia di riso che di mais, un po’ di rosmarino fresco tritato e un pugno di semi di sesamo. Se preferite potete utilizzare il rosmarino secco ma quello fresco è decisamente più profumato.
Mescolate la farina di riso integrale (200g), quella di mais integrale (100g), il rosmarino tritato, i semi di sesamo e un pizzico di sale, aggiungete l’acqua a temperatura ambiente e l’olio extravergine d’oliva e amalgamate tutti gli ingredienti. La difficoltà di questa ricetta consiste nell’ ottenere un impasto lavorabile che non si sfaldi, con un po’ di pazienza e aggiungendo dell’altra acqua, se è necessaria, il risultato si ottiene. Stendete l’impasto col matterello in una sfoglia più sottile possibile e fatelo diretta mente sulla carta da forno, ritagliate i vostri cracker con un coltello, sollevate la carta con un po’ di attenzione e disponetela sulla teglia.
Infornate a 180° per circa 15 minuti. Attenzione alla cottura, perché essendo sottili, i cracker possono facilmente bruciare. Si conservano perfettamente per parecchi giorni e non vi pentirete di aver perso un po’ del vostro tempo prezioso!
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La primavera: il momento giusto per i centrifugati
La primavera in questi giorni si sente chiaramente sulla pelle, che il termometro sia alto o basso. La luce, l’aria, gli sbalzi di temperatura sono fortissimi. Siamo passati in poco più di 20 giorni da un tempo definito decisamente freddo a un tempo primaverile DOC.
Per il corpo uno sbalzo importante, una forma di aggressione da parte della stagione in corso ovvero la primavera. Non a caso ogni stagione non inizia dall’elemento yin ma dall’elemento yang. Ricordiamo che l’inizio della primavera per il calendario cinese (che inizia in febbraio ) è il seme dell’elemento legno yang che che cresce progressivamente. Il mese di marzo è in realtà la parte yin dell’elemento legno.
Strano; verrebbe da pensare che la primavera sia più forte in Marzo ma la vera forza di fatto è una questione interiore. Nel mese di Marzo infatti la primavera arriverà alla sua massima espressione e forza intesa come riflesso esterno di un profondo cambiamento interno della natura.
L’organo più sensibile in molti pazienti in questa stagione è lo stomaco. Ci si sveglia con un senso di vuoto epigastrico, bruciore o semplice fastidio appunto dello stomaco. Questa sensazione è maggiormente avvertita dai soggetti gastritici, intesi come quella popolazione che somatizza le proprie tensioni emozionali su questo viscere. In modo semplice potremmo dire che in primavera è come come se questo viscere fosse aggredito dalla stagione. Per essere più precisi possiamo dire anche dall’elemento legno e se vogliamo essere più raffinati possiamo pensare al fegato come organo legno per eccelenza.
Che fare? la prima raccomandazione è quella alimentare. Riduciamo tutti i cibi caldi, ovvero i cibi che per la dietologia cinese portano calore interno. La carne è il primo esempio di cibo che riscalda. Il vino rosso e i liquori il secondo grande esempio e la cioccolata l’esempio per eccellenza.
E’ il momento di mettersi a dieta, non a caso esiste la quaresima, la religione se ben analizzata possiede sempre dei perchè che vanno oltre al sacrificio psichico e costruzione di una volontà, ma si fondano sulla salute anche fisica.
La dieta ideale in questo periodo dovrebbe essere rinfrescante soprattutto per lo stomaco e disintossicante per il fegato. E quindi a base prevalente di frutta e verdura fresche. I centrifugati a colazione sono un’ottima abitudine per tutto questo mese. Carote, mele rigorosamente biologiche ovvero non trattate sono un modo per svegliare il corpo. Il centrifugato come primo cibo al risveglio permette alle sostanze contenute nel liquido di passare direttamente nel corpo. Non solo le sostanze chimiche tanto decantate come i flavonoidi ad azione antiossidante e le vitamine ma anche quella che i cinesi definiscono la vitalità del cibo, definita come il jing degli alimenti.
Per poter sfruttare il jing degli alimenti questi ovviamente devono essere freschi e anche loro sani quindi trattati chimicamente il meno possibile. Il centrifugato una volta fatto deve essere bevuto dopo pochi minuti per non perdere questa capacità nutritiva energetica.
I centrifugati sono un ottimo alleato per bambini e anziani magari un pò debilitati, in quanto sono estremamente piacevoli al palato e molto digeribili. Inoltre sia la carota che le mele ma anche il finocchio e la patata anche se il gusto è meno piacevole hanno tutti una azione gastroprotettiva.
Anche le fragole sono utili a tale scopo e senza ombra di dubbio rendono il centrifugato ancora più buono al palato. Le fragole in particolare sono considerate come depurative e disintossicanti, eliminatrici di acido urico, favoriscono le difese immunitarie, sono consigliate in caso di astenia e sono storicamente riconosciute per un effetto regolatore sul fegato. Attenzione però è necessario verificare la presenza di allergie specifiche ai vari alimenti e la possibilità di reazioni crociate in caso di pollinosi accertata. A questo scopo esistono delle tabelle per ogni polline con le rispettive reazioni crociate alimentari.
Per tutta la stagione primaverile i centrifugati sono un’ottima colazione fresca e piacevole e un atto di amore e di cura di sè.
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Correzione posturale del soggetto obeso
E’ frequente nei pazienti in sovrappeso trovare da un lato una cifosi dorsale e dall’altra un iperlordosi lombare. Entrambi questi difetti sono secondari ai troppi chili in eccesso e sono tanto più gravi quanto più elevato è il sovrappeso.
La pancia e il ventre prominenti e nelle donne il seno molto abbondante sbilanciano l’assetto posturale in avanti e con esso il rachide dorsale che diventa chiuso e incassato in cifosi.
I glutei di solito esageratamente voluminosi allo stesso modo sono responsabili di una eccessiva lordosi lombare e talora anche di una orizontalizzazione dell’osso sacro. I soggetti obesi soprattutto se di sesso femminile sono spesso così incavati a livello lombare da evidenziare in questa sede come un blocco energetico. La zona sacrale è spesso estremamente sensibile e dolorabile alla palpazione, molto spesso tumefatta e gonfia come per scarsa circolazione sanguigna.
Le persone in sovrappeso sono solite soffrire di lombalgia, di coccigodinia (dolore al coccige) e di cervicodorsalgia tali da limitare fortemente la loro possibilità motoria e quindi anche la possibilità di perdere peso usando il loro corpo.
Che fare? Intanto è necessario lavorare sulle due correzioni posturali in modo contempraneo e questo non è facilissimo: la cifosi si corregge con eserci di estensione e la lordosi con esercizi di flessione.
La prima posizione utile è il “long sitting”, ovvero seduti con gambe a squadra dritte, in questa posizione dovremmo lavorare sull’estensione delle gambe che terremo aperte quanto basta per consentire alle coscie di essere non compresse e sull’estensione della parte alta del torace sollevando le braccia verso l’alto e aprendo il petto. Così seduti è possibile ottenere una correzione contemporanea della iperlordosi lombare e della cifosi dorsale.
Di questa posizione possono poi essere fatte numerose varianti anche con esercizi di rinforzo degli arti superiori. La stessa forma fisica ovvero il mantenimento della squadra cioè dell’angolo retto tra gambe e busto potrà anche essere eseguita da supini per i casi più difficili e per rilassare la muscolatura. In questo caso le gambe rette saranno sollevate a 90° gradi rispetto al busto sdraiato a terra a pancia in su e le braccia saranno allungate verso le orecchie per estendere al meglio il tratto dorsale.
Infine un’altra versione di questo semplice esercizio si trova nello yoga nella posizione del cane che si stira chiamata adho mukha svanasana. Di nuovo avremo l’angolo retto tra gambe e busto ma questa volta saremo in piedi, con il peso a metà tra le mani e i piedi, formeremo con il nostro corpo un perfetto angolo di 90 ° rivolto verso l’alto. Il mento allo sterno e le braccia in estensione porteranno una massima apertura dorsale e le gambe con i piedi ben ancorati a terra lavoreranno sul tratto lombare corregendo l’iperlordosi. Per questa postura più complicata rispetto alle altre due, deve esserci una maggior scioltezza del bacino e le spalle devono essere in buone condizioni per la quantità di peso e di trazione su esse esercitata dalla postura. Se vi fossero dolori importanti proprio sulle spalle si suggerisce la prossima proposta e il primo esercizio da eseguire rigorosamente senza sollevare le braccia.
Per finire un ultimo esercizio assolutamente adatto alla doppia correzione posturale è la posizione del cavaliere proveniente delle arti marziali, in particolare dal Tai Chi. In piedi con entrambe le gambe piegate e aperte a sufficienza per essere comodi, busto eretto e petto in fuori. La posizione ricorda la posizione seduta a cavallo ed è ottima per correggere l’iperlordosi in quando il pube viene richiamato in avanti attraverso un movimento chiamato di retroversione del bacino e il torace è ben aperto. La posizione va mantenuta staticamente per tempi crescenti ed è estremamente utile per potenziare gli arti inferiori e perchè no anche gli arti superiori aggiungendo movimenti specifici e ritmici (anche con dei piccolissimi pesi). In questa postura le ginocchia devono essere sane per poter mantenere il peso a lungo in modo corretto.
Questi quattro esercizi sono utili alla correzione posturale doppia e sono eseguibili comodamente a casa. Se fatti regolarmente e con la giusta educazione respiratoria e controllo dell’addome verso la colonna diventano ottimi esercizi addominali detti anche statici non dannosi al rachide già compromesso.
Se anche questi esercizi fatti regolarmente non fossero sufficienti a migliorare i sintomi dolorosi osteoarticolari, si raccomanda una visita specialistica individuale e si consiglia l’agopuntura come strumento utile per limitare la sintomatologia dolorosa ma anche per potenziare la focalizzazione mentale sull’obiettivo da raggiungere: perdere peso.





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