Agopuntura: il dolore della perdita

L’agopuntura è quasi sempre associata a disturbi emotivi, i medici generici la consigliano quasi esclusivamente a quei pazienti che non sai più come trattare con i farmaci, che per giunta li rifiutano e che molto spesso vengono inseriti nella categoria degli ansiosi o nevrotici.

Questo avviene per il fatto che sono in pochi i medici a conoscere il metodo di azione dell’agopuntura sul dolore e ritengono che l’effetto terapeutico sia principalmente  dovuto al cosiddetto  placebo.

Complice anche la cultura e la letteratura scientifica che spesso ha remato in questa direzione piuttosto che nell’ottica di far capire come una medicina così lontana dalla nostra riesca a essere tanto efficace sul dolore anche quando questo è sostenuto da fattori fisici e non solo emotivi, come l’artrosi, l’artrite, oppure un trauma.

All’estero e negli studi  di agopuntura Italiani seri l’agopuntura invece viene usata principalmente  per sollevare e trattare il dolore fisico; anche se sono ancora decisamente troppo  pochi a conoscere l’efficacia dell’agopuntura sul dolore. Ripeto spesso la frase insegnatami dal Dott Picozzi: “Non usare l’agopuntura per il dolore è come fare pulizie senza la scopa o l’aspiravolvere!”

Questo non significa che l’agopuntura non possa essere usata per altri scopi; come ad esempio, un dolore emotivo. Non parlo dei quadri ansiosi e depressivi dove la sofferenza emotiva è alimentata da un comportamento psicologico di fondo che deve essere eradicato. Parlo di una sofferenza acuta motivata da un avvenimento come: la perdita di una persona cara, un incidente grave che ci mette in condizioni di salute precaria,  un terremoto che distrugge la nostra casa.

Nel caso di un trauma emotivo da perdita non ci troviamo di fronte a una cronica predisposizione emotiva ben strutturata nel tempo, ma a un evento acuto destabilizzante, capace di minare l’equilibrio e la salute di ogni individuo.

Quando si perde qualcosa a noi caro la sofferenza e il dolore possono causare dei problemi anche fisici; possono comparire attacchi di panico, inappetenza, insonnia, gola stretta, palpitazioni, respiro corto e anche patologie conclamate spesso a carico del sistema respiratorio o cardio-respiratorio. Si tratta di un trauma o se preferite di una ferita dell’emotivo e allo stesso modo delle ferite fisiche devono guarire e se possibile essere curate per facilitarne e accelerarne la guarigione.

Al paziente colpito da una tale ferita accade di pensare che la condizione di prima gli era dovuta oppure semplicemente normale, in questo modo  non si accetta la nuova situazione. Si ha principalmente paura di non essere più felici. Si pensa di non sapere più come andare avanti! Si deve mettere un passo dopo l’altro e ricominciare da zero e questo richiede energia e lucidità mentale.

Insomma se ci si rompe una gamba non ci si può alzare, mettere le scarpe da ginnastica e andare a correre, giusto? Ma neanche restare a letto sconsolati a pensare che non possiamo più correre! Si tatta di un lavoro che richiede molta energia e molto impegno dedicato unicamente a rimettersi in piedi e allora, un passo dopo l’altro, con molta attenzione e molta dedizione, ricominciare a camminare da soli e, in tempi più o meno lunghi, si può ritornare a correre.

Farsi aiutare è molto importante in questa fase: da un bravo psicologo, ma anche da veri amici su cui fare affidamento; i  farmaci antidepressivi possono essere un valido aiuto  ma esistono diverse cure e metodi alternativi che possono essere usati come utilissimi sostegni anche in associazione con i farmaci nei casi più difficili.

In agopuntura è possibile usare punti e canali collegati direttamente o indirettamente al cuore, con l’obiettivo di armonizzarlo e calmarlo, anche il polmone è un organo da trattare in quanto correlato all’emozione della tristezza. Il  miglioramento  del sonno si può ottenere lavorando sulla vescica biliare e sul fegato, la capacità di respirare profondamente lavorando sul plesso solare con stomaco, pericardio. E’ possibile agire anche sulla paura lavorando e riequilibrando il rene,  organo ritenuto correlato a queste bruttissima ma innata e profonda emozione.

Insomma l’agopuntura consente, insieme a molte altre tecniche di rilassamento e di armonizzazione, di sentirsi più lucidi e di affrontare in modo più rapido la completa guarigione e non solo l’apparente ritorno alla vita normale.

Le tecniche provenienti dalla filosofia  buddista si soffermano sull’osservazione del presente e di quanto la nostra mente desideri autocommiserasi e restare volontariamente nella sofferenza, di come l’energia della sofferenza possa essere utilizzata come carburante per fare magari anche cose che non pensavamo di riuscire a fare. Lasciando che la delusione, il rancore, la rabbia e la paura di soffrire si trasformino in qualcosa d’altro, quasi fosse una sorta di trasformazione alchemica.

Ritengo che si debba e si possa lavorare e curare il dolore emotivo come se fosse fisico, con lo scopo di raggiungere più velocemente con tutti gli strumenti di cui disponiamo, siano essi farmacologici o afarmacologici,  un nuovo equilibrio, fondamentale per il mantenimento della salute in senso lato.

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