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Il diabete e la frutta

Diabete e prediabete sono condizioni patologiche che sembrano essere sempre più diffuse nella popolazione moderna.

Questa patologia è considerata quella a maggior incremento rispetto alle altre; il sempre più largo utilizzo di farine, latticini e zucchero da parte dell’industria alimentare sembra per molti la causa più accreditata per spiegare questa tendenza.

Si ritiene che  la lavorazione industriale di queste sostanze alimentari le abbia da un lato rese più a buon mercato e dall’altro più aggressive nei confronti del metabolismo degli zuccheri. Inoltre cibi come pane, pasta, cereali, dolciumi e pasticci vari si mangiano in modo  sempre più frequente e continuativo.

Difficile che una persona si porti una mela, una carota e la frutta di stagione che preferisce, sarà più facile fermarsi al bar e cadere su bibite e gelati freschi.

Anche se i carboidrati sono alla base della piramide alimentare e il glucosio la fonte primaria di energia per tutto il corpo, si presuppone che sia il modo in cui vengono confezionate queste sostanze e lo stile di vita ad essere sostanzialmente cambiati. Una volta il movimento e gli sforzi fisici, ad eccezione di pochi casi, erano di gran lunga maggiori, il consumo immediato di glucosio era  sicuramente superiore oltre che di natura diversa.

Ma partiamo questa volta dall’aspetto biochimico del metabolismo del glucosio, abbiamo già visto che qualunque sostanza ingerita e digerita può essere convertita in zucchero dal nostro corpo per esser utilizzata come fonte di energia. Ma chi e cosa decide dove stoccare l’eccesso di cibo e come avviene l’utilizzo del glucosio introdotto per via alimentare?

Facciamo un passo indietro, il cibo arriva nello stomaco già mischiato agli enzimi salivari che iniziano un processo di digestione degli zuccheri complessi, che prosegue nello stomaco e nell’intestino tenue ad opera degli enzimi pancreatici. Il pancreas è un organo poco conosciuto rispetto al fegato con il quale condivide un’asimmetria e la zona chiamata ipocondrica ovvero sotto il costato rispettivamente a destra per il fegato e a sinistra per il pancreas.

Il pancreas produce enzimi per digerire i carboidrati (o zuccheri complessi), le proteine e i grassi insomma tutti tre i tipi di alimenti possibili. La bile prodotta dal fegato aiuta con i suoi sali a emulsionare i grassi rendendoli più facilemnte aggredibili dagli enzimi pancreatici. Questa è la cosiddetta funzione  esocrina della ghiandola pancreas ovvero quella parte di ghiandola che secerne il suo secreto all’interno di un dotto di una precisa area corporea.  Ma il pancreas è una doppia ghiandola esocrina e endocrina, la sua parte endocrina produce  due ormoni, l’insulina e il glucagone, che immette direttamente nel torrente ematico.

La produzione di insulina e di glucagone  è affidata alle isole di Langerhans che rispondono direttamente ai livelli di glicemia registrati nel sangue. Tanto glucosio  produce insulina, poco glucosio produce il glucagone. L’insulina consente alle cellule di utilizzare il glucosio come fonte di energia e di stoccare il glucosio in eccesso nel fegato sotto forma di glicogeno e successivamente sotto forma di grasso come riserva.

Se l’insulina non è prodotta in sufficienza lo zucchero non può essere utilizzato e resta libero nel sangue  producendo danni legati al fatto che si lega in modo permanente con numerose proteine come l’emoglobina e altera la permeabilità dei vasi sanguigni con le conseguenti patologie vascolari note. Il corpo, non usando a sufficienza il suo carburante, si trova in una condizione di deficit energetico e di fame di zuccheri che non fa che peggiorare la situazione in quanto il soggetto sarà portato a mangiare proprio le sostanze che gli sono più dannose.

Tutto chiaro fino ad ora. Recentemente diversi studi scientifici hanno evidenziato che un corretto regime dietetico controllato prolungato per 6 mesi è in grado di migliorare in modo soddisfacente i pazienti diabetici e far regredire completamente i pazienti affetti da sindrome metabolica e prediabete.

Il corretto regime alimentare è stato molto discusso, la dieta con riduzione al minimo dell’apporto di  carboidrati è la prima a essere considerata, la limitazione dei picchi di glicemia e quindi della ipersollecitazione pancreatica è stata lungamente e scientificamente adottata nella dieta  Zona che consente di mantenere un regime dietetico controllato e equilibrato nel tempo senza rinunciare totalmente ai carboidrati ma limitandoli in quantità e qualità.

La frutta come zucchero semplice quindi con alto picco glicemico veniva una volta sconsigliata a favore di zuccheri complessi, come il pane e la pasta per capirci, oggi si tende a rivalutare questa considerazione e la frutta è nuovamente considerata nella dieta dei diabetici magari associata ad altri cibi.

Nella medicina cinese il sapore dolce è collegato all’organo milza elemento terra, controllata nella legge dei cinque elementi dall’elemento legno. Il legno controlla la terra, tutti sanno che piantare alberi sul margine di un argine ne rafforza la tenuta.  Pochi sanno invece che il sapore acido controlla il sapore dolce, attingendo dalla stessa legge. In Cina qualunque medico consiglia l’assunzione di un lime a digiuno a tutti i diabetici; sono stati fatti alcuni lavori scientifici in merito a questo semplice metodo alimentare per limitare la glicemia

La frutta è un dolce acido, ovvero è ricca di fruttosio e saccarosio e acidi di frutta vari, secondo questo semplice principio diventa  il miglior modo di assumere zuccheri controllandone gli effetti nocivi.

In estate la frutta è un modo per alimentarsi in modo fresco e contemporaneamente consente di idratarsi per la ricca quantità di acqua e minerali.  La frutta poi quando coltivata come Dio comanda è una delizia per il palato e per gli occhi,  solo a guardarla dovrebbe venire la voglia di mangiarla.

Sempre che non siate troppo intossicati per sentirne il richiamo!

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