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La condivisione e la rete come patrimonio di tutti

Ieri si sono trovate e riunite molte persone in un evento straordinario trasmesso in rete ovvero sul web. Un’ iniziativa contro la censura e il controllo dell’informazione trasmessa in rete, per contrastare pacificamente il progetto di costituire nuove regole sui diritti di autore e nuove  linee guida sulle informazioni che viaggiano sul web che si dovrebbero decidere oggi all’AGCOM, senza il consenso dei cittadini.

Una serata con livello di ascolto altissimo oltre i 4500 le persone collegate contemporaneamente per quasi tutto l’evento per un totale di oltre 85.000 visitatori singoli. Un momento per molti  di esprimere a voce la propria opinione in merito alla questione in essere, ma forse non solo. Un nuovo modo per manifestare, forse un nuovo modo per fare  anche politica al di fuori dai ranghi stretti delle  poltrone dei politici ormai stantii e ammuffiti.

Sono intervenuti personaggi di rilievo artistico, politico e molti blogger. Fra le tante voci mi è piaciuto moltissimo il discorso di Richard Stallman che con un  inglese scandito con calma e inframmezzato da parole  in italiano, ha spiegato il non senso del  termine di pirateria, “i pirati usano armi e non strumenti musicali“.

Da sempre avevo antipatia e fastidio quando al cinema e sui video  veniva trasmessa la propaganda antipirateria. Mi colpiva la  violenza e l’aggressività dello slogan. Ma solo oggi capisco che quel fastidio altro non era che la percezione inconsapevole dell’assurdità della cosa. La possibilità di versare un contributo economico equo  su larga scala sarebbe secondo Stallman più che sufficiente per tutelare e sostenere gli autori, dando inoltre opportunità anche ai meno famosi di farsi conoscere.

La rete insomma come grande possibilità di divulgazione culturale, ma anche di crescita politica, sociale ed economica, all’insegna del confronto onesto e privo della ormai poco tollerata arroganza degli uomini di potere. La rete come possibilità di essere liberi di esprimersi, come strumento orizzontale per tutti e alla portata di tutti.  La rete come la possibilità di usare la tecnologia per crescere e  migliorare.

La rete così come è, resta l’ unico vero territorio di tutti, questa è ormai la consapevolezza di molti e per questo va preservata e protetta da coloro che vorrebbero metterci su la zampina lanciando grida di falso allarmismo.

La rivoluzione francese è ormai lontana ma una nuova rivoluzione potrebbe scoppiare se  questa libertà venisse meno. Questo di ieri sembra essere un passo storico verso un nuovo modo di essere più responsabili nei confronti del nostro destino comune.

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1 Comment

  1. valeriamilano ha detto:

    Ottimo articolo Cathe! Condivido pienamente, rimango solo basita da come tu riesca a trovare il tempo di tenere sempre così puntualmente e riccamente agggiornato il tuo blog facendo anche il medico a tempo pieno!!

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