Deontologia medica nella cura della cellulite

Cellulite che vergogna! Mi è capitato recentemente di sfogliare uno dei più rinomati giornali sulla salute, trovando un intero articolo dedicato alla cellulite dei Vips. Erano esposte con orgoglio le foto di famose donne del mondo dello spettacolo con cerchietti rossi e ingrandimenti dei cosiddetti punti antiestetici.

Foto prese da paparazzi in condizioni particolari ivi comprese gambe accavallate o sedute su una sedia. Ho trovato la cosa davvero deplorevole oltre che ingannevole. L’articolo sembrava cantare “anche  i vips hanno la cellulite rallegratevi!”. Beh… e allora?

Non si tratta di un modo per scherzare bonariamente sulla questione o sdrammatizzare questo difetto che colpisce ahimè molte donne ma un modo per metterlo ancor di più in evidenza.

E oggi con la ricerca della perfezione estetica che ci circonda diventa oltremodo un sistema  per mettere la cellulite  nel centro del mirino, fino a farla diventare un problema davvero grosso con il quale diventa difficile convivere serenamente, come si potrebbe, con alcune semplici regole, attenzioni e cure mirate.

La tanto odiata cellulite si trasforma così in un nemico da eliminare rapidamente anche a costo di rischiare sulla propria pelle.

Partiamo dall’inizio; si ritiene che la cellulite corrisponda a una malattia vera e propria; per essere precisi direi che si tratta del segno di una disfunzione che definirei cronica ovvero che non compare dall’oggi al domani, come un foruncolo, ma che ci accompagna per anni, magari  in forma leggera, dall’età adolescenziale all’età adulta per peggiorare drasticamente con l’avanzare degli anni e dopo la menopausa.

Come ogni malattia cronica la cura per essere efficace deve essere  tempestiva ovvero iniziare alle prime avvisaglie e quindi tenuta regolarmente sotto controllo oppure se presa in forma avanzata deve essere un percorso lento e graduale oltre che talora anche molto faticoso.

Il punto è che nessuno è davvero disposto a restare a dieta, fare attività motoria e applicare tecniche di attivazione della circolazione vascolare in modo regolare e continuativo, magari per anni o per tutta la vita, vogliamo tutto e subito e pure senza rischi!

Farmaci ad azione lipolitica, così come  ultrasuoni o  luce laser sono diventati negli ultimi tempi strumenti estremamente raffinati e potenti nel raggiungere il tessuto sottocutaneo con maggior profondità, cambiandone fisicamente la struttura. Le cellule adipose vanno incontro a una vera e propria distruzione.

Il  tessuto cellulitico, che non è altro che un tessuto adiposo infiammato, contiene intrappolate nella sua struttura una grande quantità di sostanze tossiche che il corpo nel corso degli anni  ha stoccato per comodità metabolica e per maggior sicurezza. Il rischio  di queste pratiche è quello di  riversare massicciamente grassi e un’enorme quantità di sostanze tossiche nel torrente ematico, ingolfandolo.

Se mettere un gatto nel forno a microonde per asciugarlo è vietato  perchè si cuoce e gli ultrasuoni, così come  il laser, sono mezzi fisici impiegati nell’industria bellica di tutto il mondo significa che sono strumenti con un forte potenziale lesivo e quindi di pericolosità.

Il rischio di formazione di emboli grassi ovvero  di sostanze adipose non adeguatamente disciolte è uno dei più conosciuti ma non è l’unico al quale un corpo va incontro in questa situazione di smantellamento di un tessuto immagazzinato da tempo; sono molte le reazioni  metaboliche che il corpo deve compiere per smaltire tutte le sostanze chimiche contenute nel tessuto grasso sottocutaneo stoccate per anni.

Si tratta quindi di interventi fisici e chimici di un certo peso e rilievo che possono seriamente mettere in difficoltà un organismo ma il cui effetto estetico è evidente oltre che rapido. In Francia molte di queste pratiche sono state vietate in quanto ritenute potenzialmente pericolose e come negarlo?  In Italia si cerca di scendere a compromessi istituendo delle regole che impogono dei controlli medici di routine, l’applicazione delle macchine  di ultima generazione  ad alta potenza da parte di personale esperto o solo medico.

Si tratta di un rapporto delicato tra dose dannosa e dose efficace. Come con ogni farmaco, quando il rapporto tra dose efficace e dose dannosa si avvicina alla parità si dice che un farmaco è poco maneggevole e se ne giustifica l’uso solo per curare malattie la cui gravità bilanci il rischio corso.

Ma non è così semplice, il paziente chiede  di raggiungere velocemente il  risultato desiderato e spesso il medico si piega a questa richiesta superando deontologicamente il concetto di salute. Un medico è bravo se ti fa raggiungere velocemente un risultato mettendo a rischio la tua salute oppure lo è se ti fa raggiungere il risultato a gradini e step successivi diluiti nel tempo facilitando l’organismo nello smaltire le sostanze liberate dal tessuto sottocutaneo in modo graduale? Cosa pensate che il paziente scelga?

Nessuno ha tempo, nessuno ha pazienza, nessuno ha denaro! E’ un dato di fatto e quindi quello che succede è che la domanda crea l’offerta! E’ un fatto di business; la branca della medicina estetica si muove rapidamente perchè spinta da un enorme interesse economico. Si cerca un compromesso tra rischio basso e risultato visibile in breve tempo. E’ questo il problema; in campo puramente estetico il rischio non basta che sia basso o molto basso in quanto non è controbilanciato da una gravità patologica che ne giustifichi l’utilizzo.

E’ vero che il rischio fa parte della vita, possiamo pensare di andare in macchina o in moto o in aereo senza correre rischi? No di certo, neanche passeggiare per la strada è poi così sicuro! Ma il fatto è che la medicina dovrebbe essere sempre un modo per limitare il rischio di ammalarsi e non per aumentarlo; è questo il problema. La deontologia medica non è un fatto morale quanto un assioma, un ideale da raggiungere.

Ci troviamo di fronte a una sorta di paradosso o di conflitto di interesse ed è forse su questo che la classe medica dovrebbe riflettere. Si parla tanto di Evidence Based Medicine ma la verità è che la medicina oggi sperimenta in continuo nuove frontiere,  nuove macchine, nuovi sistemi, nuovi farmaci, nuove combinazioni alla ricerca di gloria e denaro e quando fa comodo è disposta a chiudere non solo un occhio ma tutti e due!

E se invece invece fossimo disposti a considerare la cellulite una disfunzione metabolica da curare tempestivamente iniziando se necessario dalle giovanissime per continuare per tutta la vita delle donne, ricorrendo a tutte le possibili strategie terapeutiche omeofisiologiche considerate più efficaci?

Prima fra tutte la la comprensione e l’utilizzo della dieta più utile alla nostra costituzione fisica, agendo sapientemente sulla qualità calda e fredda degli alimenti, sulla loro possibilità di interferire sull’umidità, soprattutto equilibrando tutti i 5 sapori tra loro, evitando di indugiare troppo sul sapore dolce, limitando l’ utilizzo di carboidrati a basso costo e  dei latticini a favore di un apporto giornaliero di frutta e verdura per la loro capacità di moderare il sapore dolce con la loro intrinseca acidità.

Questo insieme ad esercizi motori aerobici da eseguire regolarmente con intensità variabile medio alta per stimolare il metabolismo rallentato degli zuccheri e dei liquidi e dal ricorso a strumenti fitoterapici per drenare i liquidi e  potenziare la circolazione e tonifcare la milza nella gestione del metabolismo di cui sopra.

E per finire tramite il ricorso a varie tecniche di massaggio per muovere il tessuto in profondità  magari anche facilitate da qualche strumento tecnico che  aumenta la potenza del movimento e della circolazione sanguigna locale.

Questo vademecum appare in prima analisi banale e troppo semplice ma in realtà rappresenta soluzioni la cui origine è molto profonda e nota da molto tempo, la cui applicazione diventa uno  stile di vita che per molti è  troppo impegnativo e non proponibile sul mercato di questa società che corre all’impazzata verso  la ricerca di risultati di facile conseguimento al costo di perdere il dono più prezioso, la propria salute.

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