Fitoterapia cinese: la stitichezza cronica

Visto che questo è il mese del grosso intestino non potevo non parlare di questo grande e sottovalutato problema: la stitichezza cronica. I lassativi sono fra i farmaci più venduti in assoluto.  E sapete una cosa? la maggioranza dei lassativi in commercio esattamente come i diuretici rendono l’intestino ancora più pigro e irritato.

Molti stitici non sanno neanche di esserlo, andare in bagno e evacuare ogni due giorni è come dire che quando andate a letto una notte dormite e l’altra no, oppure quando fate l’amore una volta ci riuscite e l’altra no! E’ un segno di alvo tendenzialmente stitico, quindi non è da considerare normale solo per il semplice fatto che siete sempre stati così!

I lassativi potranno anche essere  indispensabili in molti casi ma non possono essere considerati  una cura della stitichezza.

Certo la purgazione in medicina cinese è da sempre considerata una forma di cura di molteplici malattie perchè è un modo per eliminare il calore e il calore tossico attraverso le feci e quindi di risolvere situazioni acute anche severe.

Ma la stitichezza cronica non è sempre segno di calore o eccesso vero e proprio, in alcuni casi è un deficit di energia propulsiva e in alcuni casi è un deficit di liquidi o entrambe o tutte tre le cose insieme tanto per complicare un po’ le cose.

La stitichezza poi genera altra stitichezza, in quanto le feci stagnanti nel colon lo rendono più dilatato e meno tonico ovvero la muscolatura liscia indispensabile per la peristalsi e il transito  della massa fecale si rilassa e perde forza con il passare del tempo come una gamba dentro a un apparecchio gessato.

Inoltre la stitichezza aumenta la possibilità di generare incrostazioni di feci nel colon e quindi l’insorgenza di colonie batteriche perverse potenzialmente patogene sia sul intestino che sul sistema urinario e genitale, con possibili infezioni ricorrenti batteriche o fungine. Vaginiti croniche, micosi cutanee e cistiti croniche possono essere il risultato di questa situazione oltre che favorire la circolazione di sostanze tossiche prodotte dalle suddette colonie perverse.

La banale frase mangiate più fibre, bevete più acqua e fate più movimento fisico purtroppo nella maggioranza delle forme croniche non basta.

Intanto bere molta acqua non serve a diluire e ammorbidire la massa fecale in quanto l’acqua che ingerite non si trova nelle feci nella proporzione in cui la avete bevuta giusto? Più bevete più urinate sempre che i vostri reni funzionino a dovere. Ovvero la funzione di riassorbimento dell’intestino tenue tampona gli eccessi di introduzione di liquidi per via orale. Certo se siete disidratati le feci ne risentiranno.

In alcuni casi la funzione intestinale di riassorbimento di liquidi è eccessiva  e le feci si ritrovano troppo asciutte e quindi la loro propulsione è più difficoltosa. Questo può essere il risultato di una determinata situazione ormonale ma anche possibile risposta neurovegetativa che non va ricercata solo nelle abitudini alimentari ma anche nella costituzione dell’individuo.

Le fibre poi non sono tutte uguali, non mettiamo tutte le fibre in un unico fascio! L’eccesso di alcune fibre insolubili per esempio può peggiorare il transito intestinale, affaticandolo. L’integrale non è consigliato in senso lato anzi l’involucro di alcuni cereali e verdure può favorire la flora fermentativa e quindi il gonfiore e la pesantezza intestinale. Alcuni batteri sono chiamati gasogeni ovvero si nutrono delle fibre indigeribili per il loro consumo  e producono gas quali idrogeno, metano, anidride carbonica, azoto, talora anche in grandi  quantità.

L’eccessiva produzione di gas intestinali oltre che essere fastidiosa può creare coliche anche molto dolorose e peggiorare attraverso la distensione delle pareti intestinali la peristalsi e l’elasticità muscolare oltre che rendere il transito più difficoltoso per la sua presenza.

Le fibre insolubili nelle giuste proporzioni e in assenza di una flora gassosa dominante hanno un effetto di pulizia ovvero sono considerate come degli spazzacamini. Mentre le fibre solubili possono avere un effetto volume ovvero richiamare acqua all’interno della massa fecale, alcune altre possono avere un effetto mucillaginoso calmante sulla mucosa intestinale, altre infine possono avere un effetto depurativo nei confronti di alcune sostanze tossiche e infine alcune fibre solubili come l’oligofruttosio hanno un vero e proprio effetto prebiotico o bifidogenico. Il che significa che favoriscono la proliferazione dei bifidobatteri che dovrebbero essere dominanti nell’intestino tenue.

Una buona colonizzazione di bifido batteri promuove la riduzione della flora batterica putrefattiva (proteus, batteroidi anaerobi) e della flora gassosa (clostridi). Inoltre consente di eliminare le scorie azotate prodotte ad opera dei batteri putrefattivi a partire dalle proteine quali nitriti, nitrati, la pericolosa nitrosamina e varie tossine metaboliche. I bifidi producono vitamine del gruppo B e altre, stimolano il sistema immunitario e la peristalsi. I bifidobacterium classificati come lattobacilli bifidi si riducono vistosamente per azione dello stress, a causa di terapie antibiotiche, nel corso di malattie, durante l’invecchiamento e per altre cause ancora non ben definite.

Lo stesso discorso si può fare per il lattobacillus casei variante  Rhamnosus detta anche “amica dell’uomo” che in condizioni di benessere dovrebbe essere dominante nell’intestino crasso. Inoltre questo batterio si considera che contrasti gli effetti negativi degli alcolici e favorisca la digestione del latte attraverso la produzione della betagalattosidasi alla base dell’intolleranza al latte e limita la produzione dell’acido lattico (D-) prodotto dai lattobacilli acidofili, ritenuto responsabile di altre intolleranze alimentari a favore dell’acido lattico (L+)

Una ricolonizzazione con bifidi nel tenue e con lattobacilli rahmnosus è consigliata dopo ogni terapia antibiotica e in età adulta una volta all’anno. I diversi tipi di batteri bifidi potranno essere mischiati tra di loro; longum, breve, infantis, bifidum e aggiuntii anche ad un altro lattobaccilli come il lattobacillo acidophilus con il quale ha una azione sinergica, i lattobacilli rahmnosus invece dovranno essere assunti separatemente dai lattobacilli acidofili e dai bifidi con i quali competono, inoltre i batteri dovranno essere specie-specifici ovvero umano-compatibili per dare origine a colonie permanenti. Infatti  i lacttobacilli bovini e caprini danno origine a colonie dette transienti.

Questi prodotti che possiamo definire probiotici veri sono costruiti attraverso una sofisticata tecnologia di ibernazione mediante liofilizzazione  che consente ai batteri di riattivarsi ad alte temperature con una  alta sopravvivenza anche alla acidità gastrica. La conservazione dei probiotici deve essere fatta in frigorifero soprattutto in estate e la somministrazione sempre post prandiale per facilitare ulteriormente la sopravvivenza dei batteri liofilizzati. Attenti quindi quando acquistate i probiotici oggi fanno un grande business e tutti li producono; uno non vale l’altro.

In sintesi i probiotici veri  sono molto utili per favorire una corretta regolarità intestinale ma possono essere ancora insufficienti in caso di una stitichezza cronica consolidata. L’idrocolon terapia può essere un validissimo aiuto ma è poco accettata da molti pazienti in quanto considerata come una invasione della propria privacy. Una validissima alternativa può essere data oltre che dalla tecnica dell’agopuntura  anche dalla fitoterapia cinese con la quale si cercherà di lavorare sulla costituzione del paziente.

L’agopuntura in caso di stitichezza cronica  necessita di un lavoro continuativo proporzionale all’ età della stitichezza, 10 anni di stitichezza richiedono circa un anno di lavoro. Molti pazienti si demoralizzano ecco che è indispensabile utilizzare in associazione anche l’aiuto della fitoterapia cinese capace di lavorare sulla costituzione e potenziare l’effetto dell’agopuntura. Nei pazienti agofobici o con limitata disponibilità economica e di tempo è possibile usare  la sola fitoterapia cinese ottenendo validissimi risultati in tempi molto brevi.

Previo ascolto dei polsi che ci darà informazioni sul  tipo di paziente e sulla sua costituzione, si potrà comporre la ricetta fitoterapica: lavorare sulla spasticità della muscolatura liscia, oppure sulla atonia del colon, o ancora direttamente sulla  secchezza delle feci, e infine sul calore interno se presente e sulla tensione emozionale a seconda dei casi. La ricetta fitoterapica fatta in questo modo a diversità dei lassativi comuni anche naturali come la Senna è curativa ovvero con il passare del tempo  diverso da caso a caso consentirà al paziente di ottenere una regolarità intestinale anche sospendendo gradualmente la terapia.

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