L’inverno e la sua poesia
2 dicembre, 2010
Agopuntura e I Ching
9 dicembre, 2010

Moxibustione: la terapia termogenica più antica

moxibustioneLa pianta in questione è L’Artemisia (da cui il nome del mio Studio Medico) o Artemisia Millefollium, un rimedio fitoterapico da usare con molta attenzione ma che soprattutto è  da sempre la pianta  usata nella moxa o tecnica della moxibustione. La moxa può essere applicata a pezzettini sul mandrino dell’ago e in questo caso si parla di ago moxa; tale applicazione potenzia l’effetto dell’ago soprattutto se esiste un freddo interno.

La moxa può essere però eseguita anche senza aghi; vengono costruiti dei conetti più o meno grandi di lana di moxa da applicare  direttamente sulla pelle. I conetti vengono fatti bruciare usando come tramite un bastoncino di incenso con il quale si tocca delicatamente l’estremità superiore del conetto che viene rimosso velocemente quando il calore sta per diventare eccessivo, per poi essere nuovamente avvicinati alla cute.

Per evitare ustioni cutanee si deve essere esperti sia nella capacità di produrre dei conetti stabili sia nella manovra di rimozione che deve essere rapida e precisa. Posizionando una fettina di zenzero, o del sale tra la moxa e la pelle  se ne può potenziare l’effetto limitando al contempo il rischio di ustione cutanea. I cinesi, da tutti noti per la loro manualità, sono capaci di produrre connetti alla velocità della luce e tutti di grandezza e forma uguale come se usassero uno stampino.

Oggi, soprattutto in occidente, esistono in commercio conetti preconfezionati con una base di cartone adesivo, sono certamente meno potenti di quelli prodotti artigianalmente ma più sicuri e manneggevoli, basterà usarne un numero maggiore per arrivare alla stesso effetto.

La moxa viene anche commercializzata in sigari la cui applicazione viene eseguita a distanza di qualche centimetro dal punto da trattare; in questo caso è decisamente più facile non bruciarsi: quando fa troppo caldo si allontana il sigaro. Il sigaro può essere applicato fisso, in questo caso si dice “a becco di uccello” proprio perchè il sigaro viene allontanato e avviccinato alla pelle con la dinamica della beccata. Oppure il sigaro può essere usato su aree più ampie con movimenti rotatorii o longitudinali. L’attenzione in questo caso deve essere rivolta alla cenere che può accidentalmente cadere sulla pelle; per questo motivo è necessario avere sempre un posacenere accanto per scrollare bene l’apice del sigaro.

La moxa  viene usata  per il dolore da freddo o da umidità, sul quale è molto efficace,  sulle sinusiti da freddo caratterizzate da rinorrea di muco fluido e colante e sulle paralisi di Bell dette anche  paralisi a frigore, ma anche su patologie  croniche come le bronchiti ricorrenti nei bambini nel cui caso si usa in prevenzione. Può essere usato sulle diarree e vomito da freddo direttamente intorno all’ombelico. Si usa per far girare il bambino nel ventre della madre sull’ultimo punto di vescica urinaria e ancora per limitare un ciclo mestruale emorragico in una paziente anemica per esempio. Infine si può usare  sul calore tossico anche se sembra un contro senso; applicata su brufoli giganteschi e ascessi permette la loro maturazione e apertura esterna con svuotamento del pus, e su lesioni dovute a sostanze tossiche come i veleni, la moxa  limita il loro potere dannoso sui tessuti  favorendone una più rapida denaturazione.

Non vi ho raccontato che una piccola parte delle possibili  applicazioni di questa metodica, che a mio parere ha solo due grandi difetti: ci vuole  tempo  oltre  che una buona manualità per non fare danni ma più di tutto produce un odore molto forte nell’ambiente dove viene bruciata. Peraltro è giusto segnalare che il suo odore anche se sgradevole è benefico sia per la respirazione che per l’organismo in generale.

Consiglio la moxa come strumento terapeutico domiciliare sia preventivo che di sostegno per potenziare l’effetto dei trattamenti soprattutto se distanziati oppure per  affrontare alcune situazioni ricorrenti in particolare se lontano da casa. Nei soggetti che si ammalano facilmente di patologie da raffreddamento si consiglia di usarla sul 36ST e su diversi punti di tonificazione del polmone come 1LU, 9LU e 13 BL. Il costo è ininfluente, lo spazio per conservarla minimo e in molte circostanze  il suo effetto è davvero sorprendentemente efficace.

Commenta con FB

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *