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L’inverno e la sua poesia

images-3Questo periodo che va dal 21 novembre al 6 di gennaio, è costituito nel calendario cinese da tre parti di 15 giorni circa l’una, la prima si chiama  piccola neve o Xiao Xue, la seconda  grande neve o Da Xue e la terza  pieno inverno o Dong Zhi,  che inizia proprio il 21 dicembre con il solstizio d’inverno

In questi tre momenti che precedono la massima espressione dell’inverno, l’emotivo umano può vacillare.

Esattamente come durante la notte, ci sentiamo  più fragili e con meno certezze.

“Che ne sarà di noi e del nostro domani?” è possibile chiedersi.

La verità è che del domani non vi è davvero mai certezza anche in primavera e in pieno sole, questo è un mistero della vita che ci accompagnerà sempre, la differenza è che in alcuni momenti questa totale mancanza di certezze è più tangibile ed è più facile farsi aggredire dalla paura dell’ignoto e dal senso di solitudine.

Ci sono persone che in questi momenti crollano e non riescono a sopportare le  difficoltà della vita; dal freddo del clima al freddo di alcuni sentimenti e per molti anche per il freddo delle proprie finanze, la sofferenza può raggiunge il suo massimo.

Ma “Quando la notte è più buia l’alba è più vicina” , quando si tocca il fondo non si può che risalire quando si raggiunge la massima espressione del buio la luce è vicina è una legge applicabile a tutto questo universo. Possiamo esserne certi il sole continuerà a sorgere e lo stesso vale per la primavera. Sono poche le nostre certezze ma su queste dobbiamo confidare e prendere forza.

Impariamo a cogliere la bellezza dell’ignoto e del misterioso come fanno con facilità i bambini, senza porsi tante domande, alle quali non sappiamo rispondere non perché non esista una risposta ma semplicemente perché non la conosciamo.

Non siamo noi il centro del mondo, non conosciamo che un infinitesima parte di questo universo. Solo accettando  la nostra mancanza di conoscenza e di sicurezza possiamo riuscire a cogliere la magia e la poesia della notte esattamente come di questi mesi. Possiamo adoperare i profumi dell’inverno come il pino, l’arancio, la cannella tipici della tradizione nordica, gli oli essenziali da bruciare sul brucia essenze o da mettere sul termosifone in poca acqua, oppure comprare rami di pino freschi e ancora usare le bucce di arancio o di mandarino come si faceva una volta.

Possiamo poi far un uso attento e raffinato di candele, luminarie e decorazioni natalizie, ricercando suggestioni calde e sapori d’altri tempi, non solo perché si deve fare. Evitiamo alberelli spennacchiati e decorazioni squalide solo perché non ci sono bambini piccoli.  Usiamo il nostro gusto non solo per cucinare e comprare ogni sorta di golosità. Possiamo in tutto questo periodo rallegrare sia l’interno che l’esterno delle nostre abitazioni senza necessariamente  collegare questo gesto al concetto commerciale del natale ma per il desiderio di aumentare il senso di mistero e di magica poesia presente in questo particolare momento dell’anno.

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3 Comments

  1. Antonello ha detto:

    Grazie Catherine, molto bello quest’articolo.
    L’inverno è una stagione che spinge a guardarsi dentro, a meditare. La neve e la nebbia riflettono pace e silenzio.
    Tutto il timore e l’incertezza della notte, maturano in pieno per spingerci ad accoglierla.

  2. alessandro ha detto:

    Grazie Catherine

  3. maurizio ha detto:

    bellissima poesia Cathrine il silenzio ed il buio che ci circonda in questo inverno provoca in noi paure, siamo portati a meditare ed ascoltare la voce del silenzio

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