Auguri a tutti per un 2011 fantastico!
Finisce l’anno della tigre e inizia quello del coniglio… siamo in transizione!

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Come proteggersi dall’influenza in modo naturale
Entri in una qualunque farmacia e vieni assalito da prodotti da banco per mal di gola, febbre e malattie invernali in genere.
Pastiglie aromatizzate all’arancio, al miele al pino, spray nasali di ogni foggia, preparati effervescenti taluni anche in grado di mimare l’assunzione di una tisana calda e naturale!
Ci sono manifesti e slogan pubblicitari sparsi in vetrina e dentro la farmacia e confezioni a portata di mano sul bancone e un po’ ovunque, si tratta per lo più disinfettanti, antivirali, antinfiammatori e antistaminici, e infine i nuovissimi prodotti preventivi a base di vitamina C, zinco e fermenti lattici. Sono tutti o quasi prodotti di sintesi dell’industria farmaceutica.
Viene voglia di comprarli o quanto meno di prenderli in mano, un grandissimo business di prodotti farmacologici, oltre quello del vaccino antinfluenzale, quest’anno molto meno pubblicizzato ma ancora seriamente raccomandato a una fascia molto estesa di persone.
L’influenza dovrebbe ormai essere vicina e anche se nella maggior parte dei casi è una patologia benigna è comunque consigliabile lavorare su una prevenzione per quanto possibile priva di effetti potenzialmente negativi. Ci sono numerose sostanze fitoterapiche, ovvero non sintetiche, che possono agire in senso preventivo sulle patologie invernali.
Nella fitoterapia cinese, come ho già spiegato, esiste un numero molto vasto di sostanze con azione mirata e specifica per ogni situazione; il freddo, per esempio, quando entra viene fatto uscire attraverso fitocomposti ad azione diaforetica. Questi prodotti però si devono assumere subito al momento della comparsa dei primi sintomi e devono poi essere modificati in base alla evoluzione del sintomo sotto la guida di un medico esperto nel settore.
Esistono poi fitoterapici con una azione preventiva per eccellenza ovvero che si prendono in pieno benessere e che possono rendere più forte quella che i cinesi chiamano la superficie dagli attacchi esterni. Nella fitoterapia cinese il prodotto chiave si chiama Huang Qi o Astragalo e può essere preso anche da solo in estratto pronto confezionato oggi in bustine o pastiglie.
La ricetta fitoterapica più usata a questo scopo è Yu Ping Feng San anche questa oggi si trova preparata e confezionata in pastiglie. Questa ricetta tende un pò a scaldare ed è utile oltre che efficace soprattutto per persone o bambini che sudano facilmente e che si ammalano frequentemente di raffredori e forme influenzali. Va presa con attenzione e sotto guida specialistica nelle costituzioni già calde o dove sono presenti particolare patologie di fondo, in questo caso deve essere dosato e aggiunto ad altre ricette individuali e mirate per agire al meglio.
Un altro fitoterapico in questo caso di casa nostra ovvero mediteranneo, decisamente conosciuto anche se ancora poco usato in prevenzione è il Timo o Thimus Vulgaris. E’ facilmente reperibile in tutte le farmacie anche non specializzate, così come nelle parafarmacie ed erboristerie. Le sue proprietà protettive nei confronti delle malattie da raffreddamento erano note già agli antichi Egizi che lo consideravano capace di creare una specie di barriera protettiva nei confronti dell’esterno stimolando le difese nei confronti delle influenze negative anche in senso psichico.
Questo prodotto, controindicato solamente in gravidanza, può essere utilizzato continuativamente fino a Febbraio riducendo il rischio di esposizione a possibili attacchi da patologie influenzali e da raffredammento. Il Timo può essere assunto in tisane o infuso, la preparazione è semplice come quella di un tè, un po’ di acqua bollente, 2-3 minuti in infusione, senza esagerare e la tisana è pronta. Consiglio anche in questo caso di evitare il fai da te e di rivolgersi alla vostra erboristeria di fiducia. Se possibile acquistate prodotti misti composti ad hoc da specialisti del settore e usate marche con il marchio green product che sono altamente controllate.
Bevendo una tisana composita al timo dalle 2 alle 4 tazze al giorno al posto del solito tè o caffè farete un ottimo lavoro preventivo e eviterete di assumere dosi troppo elevate di caffeina o teina con la scusa che dovete scaldarvi. Il timo può essere usato in olio essenziale da disperdere nell’ambiente attraverso un bruciaessenze o semplicemente aggiungendolo a poca acqua sul calorifero di casa o in ufficio.
Infine può anche essere assunto oralmente in macerato glicerico preso in poca acqua o quinta essenza meglio non direttamente sulla lingua perché troppo forte, queste ultime due tipologie di somministrazione sono più medicamentose e tendo a lasciarle nei momenti di attacco o di patologia in corso insieme ad altri fitocomposti ad azione mirata sul sistema respiratorio e sui catarri.
L’utilizzo regolare della saune è un altro bel metodo di prevenzione molto utile ma attenzione non deve essere fatta quando il patogeno è già entrato. Fare una sauna quando abbiamo preso freddo e siamo infreddoliti e con la pelle d’oca è ottimo. La pelle d’oca è un sistema del corpo per combattere il freddo e tenerlo fuori; in questi casi il freddo è ancora in superficie e con la sauna possiamo combatterlo con successo.
Quando ci sentiamo la febbre invece vuol dire che il freddo è ormai entrato nel corpo, la sauna in questa situazione in molti casi può peggiorare i sintomi.
L’utilizzo sapiente di alcuni punti di agopuntura con la moxibustione, con gli aghi e con le coppette, sono altri tre metodi di prevenzione stagionale delle patologie da raffreddamento, utilizzabili a tutte le età senza alcuna controindicazione, e applicabili anche al proprio domicilio previa educazione. Si tratta di metodi preventivi millenari ed estremamente efficaci utilizzati largamente anche negli ospedali e su vasti territori quali; Cina, Tibet, Giappone, Vietnam, Corea, purtroppo ancora troppo poco utilizzati in Italia.
Anche se la dieta diventa tonificante nutrizionalmente parlando solo a lungo termine, la riduzione di zuccheri, latticini e farine bianche sono un ottimo metodo di prevenzione in quanto si riduce l’infiammazione intestinale, potenziando le difese immunitarie che nell’intestino appunto sono maggiormente rappresentate. I latticini come le spremute di arancia possono inoltre aumentare il freddo e l’umidità interna, aggravando i dolori articolari e la formazione di catarri. Sono quindi da assumere con molta cautela soprattutto se avete preso freddo. Si deve invece favorire l’assunzione di cibi caldi con sapore piccante, come i cipollotti e lo zenzero, e imparare a utilizzare le spezie come la cannella e il pepe.
Stiamo molto attenti soprattutto nei luoghi affollati, impariamo ad ascoltarci e ad agire tempestivamente. Evitiamo di rovinarci le vacanze di Natale e di farci sorprendere dai virus in agguato che quando riescono a entrare molto spesso hanno la meglio e possono metterci in ginocchio anche di fronte alle più sofisticate tecnologie dell’industria farmaceutica.
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La bellezza delle luci di Natale
Fino a qualche anno fa gli addobbi Natalizi nella maggior parte delle città italiane erano veramente scarsi e in alcuni casi anche un po’ squallidi. Ma non è tutto; le città il giorno di Natale erano vuote, nessun mezzo pubblico, nessuna iniziativa, niente di niente, il deserto…tutti a tavola a mangiare e… digerire con calma!
Gli stati Uniti e tutti i paesi del nord addobbano tutto ovvero si dilettano a trovare nuovi modi per illuminare strade palazzi, alberi, finestre, balconi e chi più ne ha ne metta! Trasformano intere strade e zone metropolitane in piccoli gioielli luminosi, organizzano inoltre attività e idee varie dalla pista di pattinaggio alla musica per mantenere vitale e allegra la città nei giorni festivi.
Da qualche anno anche Milano come numerose città italiane ha iniziato a lavorare su questa materia, quest’anno oltre alle lucine meravigliose che addobbano i palazzi più antichi e famosi del centro, si possono ammirare le vetrate del Duomo illuminate dall’interno. Era ora…. ma ‘sti meravigliosi disegni cosa ci stanno a fare se non si vedono mai? Abbiamo i palazzi e monumenti più belli di tutto il mondo e stiamo a lesinare sulle lucine a Natale?
Ma basta con l’ atteggiamento moralistico del pensare che il senso religioso deve per forza essere morigerato e discostarsi dall’esteriore. Possono convivere!
E poi a Natale non deve lavorare nessuno perché è ingiusto? ma figuriamoci! Ho lavorato per anni e vi posso assicurare che non mi è mai capitato niente, anzi ho dei bei ricordi! Ieri il giorno di Natale a Milano era possibile vedere un quadro del Tiziano “La donna allo specchio”, erano presenti bancarelle anche graziose in pieno centro, distese infinite di venditori abusvi marocchini; di cinture, borse, giacconi e un sacco di gente a spasso nonostante il tempo infame, di pioggia incessante da giorni. E vai! ci voleva la crisi per allargare i nostri orizzonti! E quando si dice non tutto il male vien per nuocere è proprio vero!
Finalmente po’ di vita, moltissime persone sono uscite di casa a prendere una boccata d’aria con la famiglia e hanno piacevolmente passato il pomeriggio insieme senza necessariamente rinchiudersi al cinema.
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Attenzione alle nuove lettere a Babbo Natale!
Quest’anno pare siano molte le lettere pervenute via mail a Babbo Natale che dicono così:
“ Caro Babbo Natale… se neanche ‘sta volta riesci a farmi dimagrire… ti prego… fa almeno ingrassare i miei amici!”
e poi ci si stupisce perchè non si riesce a dimagrire… tempi duri questi.. ahi! ahi!
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L’obbligo del regalo a natale
Si questa è la cosa più fastidiosa; un regalo, per essere un vero regalo, deve in primo luogo non essere un obbligo ma un piacere per chi lo fa e per chi lo riceve e non solo per uno dei due!
Ci risiamo! E’ un rapporto tra due persone e funziona solo in entrambe le direzioni!
E’ come un rapporto amoroso: quando facciamo l’amore solo per accontentare il compagno e non ci importa nulla, state pure tranquilli che si vede e si sente! A meno che non si voglia donare piacere. In questo caso è diverso; il nostro piacere è nel dare piacere e in questo modo funziona; guarda un po’, è la stessa cosa con i regali!
La scusa del non avere soldi è solo un dettaglio; certo si vorrebbe regalare una cosa preziosa a chi si ama e, non avendo le tasche gonfie, si soffre del non poter fare un regalo importante e magari ricco, ma il vero valore del vostro regalo è il sentimento che provate e il modo in cui lo fate. Una lettera, una poesia, una storia, un disegno sono cose che non si fanno più solo perché richiedono tempo e la voglia di esprimere qualcosa di personale o di intimo.
Un regalo in effetti dovrebbe essere una cosa personale e quando non lo è diventa un fatto di business o di “si deve fare”. Il vero regalo è anche un lavoro di ricerca, si deve pensare a quello che piace all’altro, quindi uscire dal mondo del sè per entrare nel mondo dell’altro, quasi come un gioco di ruolo. A mio parere il regalo, se non può essere una cosa preziosa per motivi di portafoglio, deve diventare preziosa in altro senso; per esempio qualcosa che da soli non si arriva mai a comprare, vuoi perché manca il tempo, vuoi perché ci sono sempre altre priorità, vuoi perchè è un’idea insolita. Oppure può essere un oggetto che con la sua presenza fisica testimonia il nostro affetto; in questo caso è necessario conoscere molto bene i gusti dell’altro per non sbagliare.
Non è cosa facile azzeccare il regalo anche nel caso di una stupidata, ecco perché molti rinunciano in partenza o con un bel niente oppure con la solita busta che così non si sbaglia, ricorrendo alla sempre attuale idea:”non fiori ma opere di bene!”
Regalare un massaggio va molto di moda negli ultimi tempi, ritengo sia una bella idea, è regalare del tempo per se stessi, magari non adatto per tutti ma per molti è una coccola, un momento che da soli difficilmente ci si prende, perchè sempre di corsa e poi i soldi per fare anche questo non avanzano mai! Un biglietto a teatro o per un concerto, conoscendo i gusti, è un’altra bellissima idea per lo stesso motivo. Si dice sempre ci andrei volentieri e poi non si riesce a organizzarsi per i troppi impegni. Un po’ come quando si regala un viaggio ma é più economico e alla portata di tasche più piccole.
Quello che poi a molti capita è di essere in ritardo anche su questo come su tutte le cose del resto, ovvero si lascia all’ultimo minuto il dedicarsi alla ricerca del regalo… e qui diventa una corsa all’ultimo urlo…una fatica terribile perché ci si muove come sempre tutti insieme, ultimi giorni e ultime ore. Allora la ressa nei negozi è garantita, uno stress malsano, non si sceglie veramente ma si corre anche in questa attività come nel resto della vita, con il risultato che poi si compra la prima cosa che ci capita magari anche più cara del dovuto e del programmato.
Su questo i negozianti contano moltissimo, i gioiellieri in particolare mi raccontano che il massimo del fatturato lo raggiungono spesso il 23-24 ad opera di mariti super indaffarati e con sensi di colpa. Aprendo il portafoglio all’ultimo minuto non è detto però che si riesca sempre a cogliere nel segno anche su oggetti costosi. Certo, non facciamo i moralisti: un rolex, un cartier, non schifano nessuno!!!
Ma la verità è che sono davvero in pochi a potere contare solo sul denaro per soddisfare questo momento, e molti darrebbero una gamba per arrivare al dopo le feste spingendo un bottone, risparmiando così fatica, denaro e sicuri mal contenti.
Credo che anche se la crisi bussa a tutte le porte sia importante mantenere una certa attenzione a non essere troppo crudi e cinici esaltando invece il gesto e il significato del donare qualcosa agli altri. Donando soprattutto il nostro tempo che, come dice il protagonista del film Wall Street, è il valore più grande. Ma aggiungerei, se mi è permesso, che il nostro tempo acquista valore solo e soltanto se in quel tempo noi ci siamo veramente, concendendoci il lusso di ascoltare gli altri e noi stessi.
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Prevenzione neve e ghiaccio: siamo pratici
Sia la neve che il ghiaccio riducono la nostra aderenza al suolo e il rischio di scivolare aumenta in modo esagerato. Di solito nei giorni di neve e di ghiaccio il pronto soccorso si affolla di persone che hanno subito un trauma più o meno grave. Le raccomandazioni sono sempre le stesse, andate in treno se potete, obbligo di catene in macchina e per gli anziani, il consiglio di non uscire di casa.
Ma l’inverno è lungo e queste raccomandazioni possono portare un assenteismo diffuso che sommato a quello dovuto alle patologie da freddo rischia di danneggiare ulteriormente l’economia del nostro paese. Il pericolo è che ai primi fiocchi di neve si generi un eccessiva apprensione. Una cosa è la grande nevicata che da noi capita veramente in modo occasionale e allora tutto si ferma quasi per incanto, il grande freddo ha avuto il sopravvento su tutti i nostri doveri un po’ come quando si ha la febbre alta, un’altra cosa sono le piccole nevicate miste ad acqua.
Il discorso in questo modo è riduttivo e troppo semplicistico, non si tratta di un lavoro di prevenzione serio e pure poco utile.
Per le machine potrebbe essere una ottima un idea, istituire dei corsi di guida su terreno bagnato, innevato e ghiacciato, curve, frenate, salite e discese sotto la supervisione di esperti. Non basta dire andate piano è troppo facile è come dire ai ragazzi usate il preservativo e sciacquarsene le mani alla Ponzio Pilato! Ogni anno un ripassino a bassissimo costo con lezioni teoriche e pratiche fatte da persone competenti si intende. Il SUV e i pneumatici da neve non garantiscono una guida sicura, se chi guida non ha nessuna esperienza.
Per le cadute a piedi è lo stesso, dire non uscite di casa è facile ma nella pratica non è così semplice. La prima causa di caduta è la fretta, la seconda è avere scarpe non adatte e la terza una scarsa capacità di recuperare il proprio equilibrio, per avere il quale è necessario avere un corpo sciolto, tonico e scattante. Anche in questo caso si deve lavorare individualmente su muscoli e articolazioni evitando una vita sedentaria. Eseguire, soprattutto a una certa età o in caso di lesioni articolari alle caviglie o alle articolazioni degli arti inferiori, un training per l’equilibrio, camminare su terreno molle e accidentato, a occhi chiusi, tavolette mobili e strumenti tecnologici possono essere utili strumenti per migliorare l’equilibrio.
Per le scarpe possiamo dire che oggi si vendono dei gran stivali antifreddo larghi e morbidi, dove il piede è poco sostenuto e senza suola a carrarmato, sono delle calzature estremamente comode e antigelo ma non adatte a camminare su terreno scivoloso. Le scarpe per l’alta montagna infatti prevedono sempre una suola molto scolpita e l’intera calzatura sostiene la caviglia in modo da creare un tutt’uno in grado di ottimizzare la risposta del corpo al recupero dell’equilibrio e riducendo al minimo la possibilità di scivolare.
Esattamente come le catene sui pneumatici, queste scarpe attualmente di gran moda sono poco adatte a superare le difficoltà di un terreno ghiacciato e scivoloso, senza metterci in seria difficoltà. Le calze per pneumatici o socks invece sono un invenzione dei Norvegesi e possono farci arrivare a destinazione sani e salvi. Si indossano velocemente sui pneumatici senza bisogno di grandi manovre, possono viaggiare anche su asfalto pulito come su asfalto coperto da uno strato minimo ma pericoloso di neve e o ghiaccio.
Mentre le catene come tutti sanno possono essere usate e diventano veramente utili solo quando a terra la neve è discretamente alta, quindi se come succede spesso si passa da strade pulite a strade innevate dovremmo togliere e mettere le catene magari più e più volte prima di arrivare a casa. Il risultato è che poi quando servono non si mettono o peggio non si sanno neanche mettere perché non siamo stati addestrati a farlo.
E’ utile sapere che In Svizzera e Francia e in molti paesi nordici si vendono comunemente nelle farmacie delle piccole catene da scarpe, sono in elastico e si adattano a qualunque scarpa, basta avere il numero giusto. Questi piccoli attrezzi, possono trasformare le vostre scarpe in scarpe chiodate in men che non si dica, riducendo il rischio di scivolare in caso di ghiaccio importante, un piccolo ausilio di facile trasporto ma in alcuni casi… salva femore!
Pensiamo quindi alla prevenzione e alla nostra sicurezza in modo un po’ più articolato e completo, le catene a bordo vanno bene ma prima impariamo a guidare, poi impariamo a metterle le catene e soprattutto teniamoci a portata di mano i socks da pneumatici, dei guanti, coperte e strumenti per rimuovere il ghiaccio con facilità per l’emergenza. Per evitare le cadute a terra ricordiamoci di rimanere allenati e di fare eventuali training specifici se evidenziamo delle difficoltà di equilibrio. Acquistiamo scarpe adatte e, perché no, teniamoci in borsa i copri suola a catena o chiodati, potrebbero salvarci il femore !
Insomma cerchiamo di essere pratici, non facciamoci spaventare da due fiocchi di neve e nello stesso tempo cerchiamo di non farci sorprendere dalla neve e dal ghiaccio; che diamine siamo in inverno!
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Ricette per mangiar sano: i non dolci alla cinese
Per la medicina cinese il sapore dolce non corrisponde a quello che pensiamo noi. Il riso è dolce e tutti i cereali sono dolci. Il sapore che noi abitualmente definiamo come dolce è per la medicina cinese, un estremo dolce. Come molti sanno il dolce intenso è per molti una passione ma è da considerare un cibo da limitare in quanto appesantisce l’organo chiamato Milza aumentando l’umidità.
Nella medicina cinese ogni sapore è collegato a un organo in particolare, così come lo sono anche le emozioni. L’eccesso della relativa emozione e sapore indeboliscono il loro organo correlato.
La milza è l’organo collegato al sapore dolce e il suo ruolo è molto importante come motore della digestione e nella gestione dell’umido e dei catarri.
I pazienti deboli di milza sono il più delle volte attratti dai cibi dolci, preferiscono il risotto o la pizza alla carne. I bambini in genere hanno tutti una milza un pò debole o non ancora del tutto matura, ecco perché cercano la pasta, la pizza o i dolci.
La milza quindi cerca il sapore dolce che la sostiene, ma il suo eccesso la indebolisce. Per l’emozione è la stessa cosa; l’emotività eccessiva e in particolare il rimuginare o pensare troppo esaurisce l’energia della milza e di questi tempi diciamocelo chi non ne soffre scagli la prima pietra!
L’eccessiva umidità del cibo così come l’eccesso di cibo affaticano ulteriormente questo organo. Ecco perchè alcuni cinesi ritengono che in assoluto la milza ai giorni nostri sia insieme al fegato uno degli organi più stressati ed esauriti.
Utilizzare il sapore dolce senza portarlo all’estremo è il modo migliore per tonificare la milza. Il riso, l’avena, il mais e tutti in cereali in genere e anche la soia, in chicco o in fiocchi possono essere utili a questo proposito. Possiamo abituarci a usare questi alimenti non solo come cibi salati ma anche come cibi delicatamente dolci ovvero sfruttando il loro sapore naturalmente dolce senza aggiungere zucchero o aggiungendone una quantità molto ridotta magari usando la frutta.
Ho preparato questi dolci pensando ai dolcetti di riso dei cinesi, rendendoli più variegati e nutrizionalmente ricchi. Potete usare a piacere diversi tipi di fiocchi variandoli a seconda del gusto e delle esigenze personali. Potete usare i fiocchi di riso, di mais, d’avena, di amaranto, di quinoa, di grano saraceno, di soia, il germe di grano, il latte di soia o di riso (si segnala che il latte di soia va acquistato in negozi specializzati e non al supermercato, la differenza del sapore è sostanziale), potete aggiungere vari semi; semi di sesamo, pinoli, mandorle, noci. E dolcificare il sapore con la frutta fresca o secca a seconda dei gusti, la banana schiacciata e pera grattata sono ottime aggiunte, così come l’uva sultanina e se avete proprio voglia di aumentare il sapore dolce un mezzo cucchiaino di estratto di dattero.
Mischiate il tutto come per fare un muesli molto denso, con due cucchiaini prendete piccole dosi del composto e disponetele su una teglia coperta da carta da forno, mettete in forno a 200 gradi per 10-15 minuti per averli morbidi e fino a 20 minuti se li volete più asciutti.
Questi “non dolcetti” vi sembreranno un po’ insipidi all’inizio ma un po’ alla volta li apprezzerete e sentirete quanto invece troppo eccessivamente dolci sono i biscotti e i comuni dolci in commercio. Sono molto adatti per la prima colazione e possono sostituire il muesli, evitando il freddo del latte che in questa stagione può dare fastidio e la consistenza molle del muesli che a molte persone da fastidio.
Potete darli con serenità ai bambini che chiedono sempre il dolce riducendo per quanto possibile l’assunzione di zuccheri e farine raffinate dannose purtroppo anche per loro.
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Il freddo interiore: la malattia del non essere
Molte persone sono abituate a lamentarsi continuamente; il tempo, il lavoro, il governo, i figli, il marito o la moglie. Non che manchino argomentazioni più che valide per lamentarsi ma il problema è che, lamentandosi, non cambia assolutamente nulla.
Lo stipendio non aumenta, i figli non studieranno di più, il marito non sarà più disponibile, le tasse non diminuiranno e così via…. Alla fine per fare una sintesi matematica, abbiamo dato aria ai denti e abbiamo appesantito ulteriormente noi stessi e chi ci è stato ad ascoltare.
Non dico che bisogna essere sempre contenti e felici di tutto e non farsi valere e sentire quando serve. Non sono le sfighe quotidiane che devono dare adito ai nostri dialoghi e alle nostre conversazioni, ma qualcosa d’altro, qualcosa che provenga da una parte un po’ più profonda di noi stessi.
Un altro modo comunemente usato per non comunicare nulla di sé è parlare solo di quello che faremo o abbiamo già fatto, senza mai considerare l’altro ma solo se stessi; in alcuni casi l’intento è quello di sottolineare quanto pesantemente siamo impegnati, in altri il desiderio è quello di complimentarci con il nostro fare, i nostri viaggi, i nostri successi e così via, ve ne accorgete perché di solito non sono dialoghi ma monologhi. Insomma anche se non sembra, si parla solo di quello che si fa e mai di ciò che si prova e tanto meno si cerca un confronto con l’ascolatore.
Sappiamo ascoltare chi ci sta vicino e chi diciamo di amare, sappiamo cogliere le sue sfumature e le sue più profonde qualità? Sappiamo dire e mostare quello che sentiamo e proviamo? Siamo riconoscenti per la nostra salute e per la salute di chi amiamo? Ci rendiamo conto che domani tutto quello che abbiamo oggi potrebbe non esserci più, noi compresi? Ci diamo il tempo per ascoltare le nostre emozioni positive e non solo quelle negative?
Ho parlato del freddo interno inteso come fisicamente e se vogliamo materialmente presente nel corpo di chi ne soffre, in questo caso uso non a caso il termine interiorità, riferendomi alla sfera della personalità. Questi sono atteggiamenti, pose, abitudini talora neanche sentiti veramente da noi, ovvero spesso molto dissimili dal nostro vero sè profondo. Sono quello che potremmo definire la schiuma di noi stessi e delle nostre emozioni, niente più.
Sempre di fretta, ci accontentiamo di presentare agli altri e purtroppo finiamo per farlo anche con i nostri cari e con noi stessi, questa carta d’identità falsa. La usiamo come un passe partout per non metterci in gioco. Il vero problema è che continuando a fare così rischiamo di dimenticarci come si fa a entrare in contatto con noi stessi. L’interiore rischia di congelarsi lì, bloccato in questa falsa idea di sé, del mondo e della vita.
E’ un pericolo enorme che rischia di tagliarci fuori ovvero farci vivere totalmente staccati dal nostro vero interiore, anche per un intera esistenza.
Non pensate che sia un pericolo solo per gli altri, tutti noi possiamo cascarci senza neanche accorgercene, fino a quando non succede qualcosa di davvero serio: una malattia grave, un lutto di una persona cara. Solo allora ci svegliamo da questo torpore e diventiamo nuovamente in grado apprezzare l’istante così come è, le persone così come sono, la vita come un dono che è e il tempo che abbiamo come il valore più grande, ovvero la nostra unica possibilità di esserci davvero e non come surrogati di noi stessi.
E’ come dare una fiammata, il ghiaccio non può che sciogliersi e la cosa davvero bella è che possiamo farlo in ogni momento e quando lo facciamo le persone intorno a noi non possono che esserne contagiate. “L’epidemia di esseri” si diffonde a macchia d’olio. Non esiste un vaccino contro questa “malattia del non essere”, patologia che potremmo definire dilagante in questi tempi moderni, complici il sentirsi sempre vittime e l’aspettarsi sempre qualcosa.
L’unico rimedio è rimanere in contatto con noi stessi il più possibile, frequentare persone in grado di richiamare in noi questa modalità e dedicare del tempo a delle attività capaci non solo di nutrire il nostro portafoglio, gonfiare il nostro ego e stimolare nostri appetiti sessuali ma di toccarci dentro.
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Agopuntura e I Ching

Tutti conoscono il famoso libro dei mutamenti I Ching (altrimenti scritto I King o Yi Jing ) considerato come un libro divinatorio consultabile secondo diversi metodi, dagli steli di millefoglie al più classico delle tre monetine.
Qualunque sia il metodo scelto, il risultato è un cosiddetto “esagramma“, ovvero un simbolo formato da sei segni, sei righe, che possono essere intere o spezzate in due segmenti.
Quello che però sono pochi a sapere è che questo libro, la cui origine nella forma attuale è datata intorno al II secolo a.C, è il risultato di principi quali la legge dello yin e dello yang e la legge dei 5 elementi.
Ogni riga dell’esagramma rappresenta simbolicamente la dualità yin-yang, considerata yin se spezzata e yang se intera.
I diversi esagrammi sono a loro volta costituiti da due trigrammi sovrapposti, e ogni trigramma rappresenta simbolicamente uno dei cinque elementi.
I trigrammi di partenza sono 8 e si chiamano appunto ba gua. Ma direte voi, come si passa da 5 elementi a 8 trigrammi? A parte l’acqua e il fuoco che hanno una polarità sola, rispettivamente acqua yang e fuoco yin, gli altri tre elementi hanno una polarità doppia, una yin e una yang e così passiamo dai 5 elementi alla loro rappresentazione in 8 simboli diversi, che tradotto in cinese produce appunto la parola ba gua.
I due trigrammi sovrapposti ripropongono tutte le 4 diverse relazioni tra i vari elementi, essere nutrito, nutrire, essere controllato e controllare, che poi si ritrovano in qualunque relazione esistente.
Possiamo così capire che ogni esagramma rappresenta una precisa situazione, in altri termini ogni situazione può essere rappresentata da un preciso esagramma. Gli esagrammi hanno 2 alla 6 possibili combinazioni, ovvero ci sono 64 esagrammi diversi, che rappresentano l’intera gamma di possibilità relazionali ecco perché anticamente venivano posizionati a cerchio, per figurare nuovamente la ciclicità o meglio la circolarità presente sia nella legge dello yin e dello yang, che nella legge dei 5 elementi.
Un altro aspetto praticamente sconosciuto (anche alla maggior parte degli agopuntori) è che gli stessi principi che stanno alla base di questo tipo di rappresentazione della vita, possono essere utilizzati per praticare agopuntura, sfruttando il modello e l’archetipo degli esagrammi dell’I ching.
Non si tratta affatto di una sorta di magia ma della applicazione di leggi e archetipi attraverso precisi strumenti deterministici. In realtà si tratta una una vera e propria scienza applicata.
Il mio maestro ama descrivere questo tipo di pratica come agopuntura digitale e, come nel caso della musica digitale rispetto a quella analogica, la definisce uno strumento terapeutico più preciso e sofisticato.
Personalmente uso questo metodo da 5 anni e, sulla base dei risultati ottenuti, lo considero uno strumento davvero efficace sia sul dolore che sulle patologie interne.
La prima cosa da dire è che ogni canale o meridiano principale è rappresentabile con un esagramma preciso. Ogni riga dell’esagramma corrisponde a un punto preciso dei cinque punti shu antichi, il sesto punto non in ordine è dato dal punto luo per i canali yin e dal punto yuan per i canali yang di ogni canale. Anche ogni elemento corrisponde a un trigramma e quindi ogni esagramma diventa più o meno favorevole ai diversi elementi in base alla loro specifica posizione. L’acqua sopra il fuoco, ad esempio, tende a smorzare quest’ultimo, mentre il legno sopra il fuoco lo potenzierà; allo stesso modo potremmo dire se mettiamo il fuoco sopra il fuoco.
Questo tipo di rappresentazione simbolica, fornisce una possibilità terapeutica del tutto particolare; inserendo infatti un ago in uno dei 6 punti corrispondenti al suo esagramma di canale, si modifica la polarità della relativa linea, da piena a spezzata e viceversa; pungendo un punto si modifica cioè simbolicamente l’esagramma in un altro esagramma. In questo modo è possibile, conoscendo i punti precisi di ogni canale e il significato dei diversi esagrammi corrispondenti, costruire una mappa simbolica dei trattamenti con un obiettivo preciso e mirato e renderli quindi molto più immediati nel risultato terapeutico.
E questo vale per il dolore così come per alcune patologie interne. In particolare per il dolore si l’utilizza la tecnica di mettere il canale o i canali da trattare in sintonia con la stagione in corso, per potenziarne l’effetto analgesico. Ma l’effetto più eclatante di questa tecnica avviene sulle sindromi ovvero sulle patologie interne. Ad esempio, “smorzare e spegnere il fuoco in un organo” diventa una tecnica preziosa in caso di infiammazione acuta.
L’utilizzo dell’esagramma favorevole alla stagione in corso può inoltre essere considerato un valido lavoro di prevenzione che si può utilizzare per esempio sugli organi più colpiti in quella determinata stagione per rinforzarli o sugli organi più deboli in quel determinato soggetto e costituzione. Questo metodo di agopuntura si chiama anche agopuntura stagionale
E’ interessante sapere che l’esagramma più favorevole alla stagione invernale, differisce dall’esagramma del canale di stomaco e di polmone per una singola riga, ovvero pungendo un singolo punto del canale di stomaco, per la precisione il punto 36 ST e un solo punto del canale di polmone, nella fatti specie il punto LU 9, possiamo trasformare rispettivamente i due canali nella configurazione più favorevole alla stagione invernale.
E altresì curioso sapere che il punto 36 di stomaco, storicamente raccomandato per tonificare le difese immunitarie, nell’antichità veniva usato in modo sistematico dai soldati prima di andare in guerra e prima di intraprendere un lungo viaggio. Questa informazione viene tramandata dagli antichi testi dove si indicava di applicare la moxa con insistenza fino ad ottenere addirittura una vera e propria ustione cutanea su questo punto.
Per il punto 9 di polmone non vi sono indicazioni così specifiche, ma essendo un punto sorgente è da tutti gli agopuntori conosciuto e considerato come un punto di tonificazione del polmone. E’ chiaro che questo significa irrobustire non solo l’organo ma tutto l’apparato respiratorio che energeticamente fa capo ad esso.
Si può chiaramente intuire che il trattamento regolare di questi due punti possa essere considerato uno strumento afarmacologico per prevenire sinusiti, riniti, bronchiti, polmoniti e gastroenteriti ovvero le tipiche patologie di questa stagione, senza però rischiare nessun possibile effetto collaterale. Inoltre questo trattamento agisce non già come un vaccino nei confronti di un singolo virus o famiglia di virus ma come un ombrello nei confronti di tutti i possibili microrganismi patogeni.
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Moxibustione: la terapia termogenica più antica
La pianta in questione è L’Artemisia (da cui il nome del mio Studio Medico) o Artemisia Millefollium, un rimedio fitoterapico da usare con molta attenzione ma che soprattutto è da sempre la pianta usata nella moxa o tecnica della moxibustione. La moxa può essere applicata a pezzettini sul mandrino dell’ago e in questo caso si parla di ago moxa; tale applicazione potenzia l’effetto dell’ago soprattutto se esiste un freddo interno.
La moxa può essere però eseguita anche senza aghi; vengono costruiti dei conetti più o meno grandi di lana di moxa da applicare direttamente sulla pelle. I conetti vengono fatti bruciare usando come tramite un bastoncino di incenso con il quale si tocca delicatamente l’estremità superiore del conetto che viene rimosso velocemente quando il calore sta per diventare eccessivo, per poi essere nuovamente avvicinati alla cute.
Per evitare ustioni cutanee si deve essere esperti sia nella capacità di produrre dei conetti stabili sia nella manovra di rimozione che deve essere rapida e precisa. Posizionando una fettina di zenzero, o del sale tra la moxa e la pelle se ne può potenziare l’effetto limitando al contempo il rischio di ustione cutanea. I cinesi, da tutti noti per la loro manualità, sono capaci di produrre connetti alla velocità della luce e tutti di grandezza e forma uguale come se usassero uno stampino.
Oggi, soprattutto in occidente, esistono in commercio conetti preconfezionati con una base di cartone adesivo, sono certamente meno potenti di quelli prodotti artigianalmente ma più sicuri e manneggevoli, basterà usarne un numero maggiore per arrivare alla stesso effetto.
La moxa viene anche commercializzata in sigari la cui applicazione viene eseguita a distanza di qualche centimetro dal punto da trattare; in questo caso è decisamente più facile non bruciarsi: quando fa troppo caldo si allontana il sigaro. Il sigaro può essere applicato fisso, in questo caso si dice “a becco di uccello” proprio perchè il sigaro viene allontanato e avviccinato alla pelle con la dinamica della beccata. Oppure il sigaro può essere usato su aree più ampie con movimenti rotatorii o longitudinali. L’attenzione in questo caso deve essere rivolta alla cenere che può accidentalmente cadere sulla pelle; per questo motivo è necessario avere sempre un posacenere accanto per scrollare bene l’apice del sigaro.
La moxa viene usata per il dolore da freddo o da umidità, sul quale è molto efficace, sulle sinusiti da freddo caratterizzate da rinorrea di muco fluido e colante e sulle paralisi di Bell dette anche paralisi a frigore, ma anche su patologie croniche come le bronchiti ricorrenti nei bambini nel cui caso si usa in prevenzione. Può essere usato sulle diarree e vomito da freddo direttamente intorno all’ombelico. Si usa per far girare il bambino nel ventre della madre sull’ultimo punto di vescica urinaria e ancora per limitare un ciclo mestruale emorragico in una paziente anemica per esempio. Infine si può usare sul calore tossico anche se sembra un contro senso; applicata su brufoli giganteschi e ascessi permette la loro maturazione e apertura esterna con svuotamento del pus, e su lesioni dovute a sostanze tossiche come i veleni, la moxa limita il loro potere dannoso sui tessuti favorendone una più rapida denaturazione.
Non vi ho raccontato che una piccola parte delle possibili applicazioni di questa metodica, che a mio parere ha solo due grandi difetti: ci vuole tempo oltre che una buona manualità per non fare danni ma più di tutto produce un odore molto forte nell’ambiente dove viene bruciata. Peraltro è giusto segnalare che il suo odore anche se sgradevole è benefico sia per la respirazione che per l’organismo in generale.
Consiglio la moxa come strumento terapeutico domiciliare sia preventivo che di sostegno per potenziare l’effetto dei trattamenti soprattutto se distanziati oppure per affrontare alcune situazioni ricorrenti in particolare se lontano da casa. Nei soggetti che si ammalano facilmente di patologie da raffreddamento si consiglia di usarla sul 36ST e su diversi punti di tonificazione del polmone come 1LU, 9LU e 13 BL. Il costo è ininfluente, lo spazio per conservarla minimo e in molte circostanze il suo effetto è davvero sorprendentemente efficace.
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L’inverno e la sua poesia
Questo periodo che va dal 21 novembre al 6 di gennaio, è costituito nel calendario cinese da tre parti di 15 giorni circa l’una, la prima si chiama piccola neve o Xiao Xue, la seconda grande neve o Da Xue e la terza pieno inverno o Dong Zhi, che inizia proprio il 21 dicembre con il solstizio d’inverno
In questi tre momenti che precedono la massima espressione dell’inverno, l’emotivo umano può vacillare.
Esattamente come durante la notte, ci sentiamo più fragili e con meno certezze.
“Che ne sarà di noi e del nostro domani?” è possibile chiedersi.
La verità è che del domani non vi è davvero mai certezza anche in primavera e in pieno sole, questo è un mistero della vita che ci accompagnerà sempre, la differenza è che in alcuni momenti questa totale mancanza di certezze è più tangibile ed è più facile farsi aggredire dalla paura dell’ignoto e dal senso di solitudine.
Ci sono persone che in questi momenti crollano e non riescono a sopportare le difficoltà della vita; dal freddo del clima al freddo di alcuni sentimenti e per molti anche per il freddo delle proprie finanze, la sofferenza può raggiunge il suo massimo.
Ma “Quando la notte è più buia l’alba è più vicina” , quando si tocca il fondo non si può che risalire quando si raggiunge la massima espressione del buio la luce è vicina è una legge applicabile a tutto questo universo. Possiamo esserne certi il sole continuerà a sorgere e lo stesso vale per la primavera. Sono poche le nostre certezze ma su queste dobbiamo confidare e prendere forza.
Impariamo a cogliere la bellezza dell’ignoto e del misterioso come fanno con facilità i bambini, senza porsi tante domande, alle quali non sappiamo rispondere non perché non esista una risposta ma semplicemente perché non la conosciamo.
Non siamo noi il centro del mondo, non conosciamo che un infinitesima parte di questo universo. Solo accettando la nostra mancanza di conoscenza e di sicurezza possiamo riuscire a cogliere la magia e la poesia della notte esattamente come di questi mesi. Possiamo adoperare i profumi dell’inverno come il pino, l’arancio, la cannella tipici della tradizione nordica, gli oli essenziali da bruciare sul brucia essenze o da mettere sul termosifone in poca acqua, oppure comprare rami di pino freschi e ancora usare le bucce di arancio o di mandarino come si faceva una volta.
Possiamo poi far un uso attento e raffinato di candele, luminarie e decorazioni natalizie, ricercando suggestioni calde e sapori d’altri tempi, non solo perché si deve fare. Evitiamo alberelli spennacchiati e decorazioni squalide solo perché non ci sono bambini piccoli. Usiamo il nostro gusto non solo per cucinare e comprare ogni sorta di golosità. Possiamo in tutto questo periodo rallegrare sia l’interno che l’esterno delle nostre abitazioni senza necessariamente collegare questo gesto al concetto commerciale del natale ma per il desiderio di aumentare il senso di mistero e di magica poesia presente in questo particolare momento dell’anno.




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