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Perchè la medicina cinese resta attuale?

archerIl libro della guerra di Sun Tzu è ancora oggi uno dei  libri  più letti di tutto il mondo, peccato non prendere le royalties! La sua applicazione  è sfruttata ai più alti livelli decisionali, da manager ed economisti di tutto il mondo. Questo libro nonostante abbia un’età superiore a qualunque altro testo di lettura, resta di grande attualità e  sembra non avere tempo. Vi siete mai chiesti perchè?

E’ così anche per la medicina cinese; nonostante abbia più di duemila anni resta infatti un punto di riferimento immortale per le profondità delle leggi alle quali si rifà, pieno-vuoto, caldo-freddo, interno-esterno, sono semplici concetti  che diventano indispensabili per poter trattare con efficacia qualsiasi patologia, sia essa ginecologica, ortopedica o otorinolaringoiatrica.

Lo stesso apparente dolore lombare può essere una forma di vuoto o di pieno, anche un’anemia che corrisponde indubbiamente a un vuoto di sangue può essere  calda o fredda, da interno o da esterno e la terapia di queste diverse forme sarà totalmente diversa a seconda della tipologia e non già della patologia tout court.

Anche se in Cina è stato evidenziato un aumento del ricorso alla medicina occidentale, non vedo cosa ci sia da stupirsi; alcune patologie conclamate come il diabete o l’ipertensione arteriosa non possono di certo rinunciare alla terapia farmacologica ma bisogna sottolineare che sono i giovani medici cinesi che non hanno più la formazione completa della loro stessa medicina,  molto è andato perso con la rivoluzione cinese e poi  goffamente ricostruito a tavolino in modo standardizzato e pratico.

Ma a tutt’oggi in Italia non c’è cinese che si rivolga al pronto soccorso o che venga ricoverato; si curano tra di loro, probabilmente attraverso una tradizione orale che forse non prevede neanche la laurea in medicina.

Le basi della medicina cinese, esattamente come l’arte della guerra di Sun tzu, possono essere applicate alle situazioni più varie e disparate con grandi possibilità di interagire su di esse proprio perché interamente comprese nella loro essenza e radice.

Una gastrite non verrà trattata con antiacidi o antispastici o magari i due farmaci insieme ma verrà considerata come il risultato di un equilibrio alterato la cui origine è strettamente collegata con altri organi come il pericardio e quindi le emozioni e il diaframma e ancora con il fegato anche questo collegato alle tensioni emotive. Le relazioni tra organi e sistemi e la loro ciclicità spiegano molti sintomi e alcuni dettagli come per esempio il perché ci si sveglia o si soffre di insonnia sempre in un orario ben preciso.

Le basi della medicina cinese  ci  danno la spiegazioni  di molte frasi che ci sono state insegnate per il loro significato religioso.

“Come in alto così in basso”

“Gli ultimi saranno i primi”

Sono frasi che sembrano sottolineare  l’ugualianza e la giustizia, come la parità dei diritti,   spesso  usate come stendardo del moralismo più comune. Queste frasi se le guardiamo onestamente da vicino e le spogliamo da tutto quello che ci è stato insegnato, seguono  semplicemente la legge dello yin e dello yang, ovvero si rifanno ad un concetto naturale di ciclicità, vita-morte, felicità-sofferenza e così via.  Il mese di gennaio, che nel calendario solare è il primo dell’anno, per il calendario cinese diventa l’ultimo; possiamo capire come anche qui non si tratti affatto un caso o di un errore.

Infine la possibilità di applicare queste leggi a tutta la nostra vita,  saper aspettare e soprattutto non considerare il fallimento di un intento come un evento definitivo e di cui farsi interamente colpevoli è di vitale importanza per la nostra salute.  Non ritenere sempre noi stessi al centro di ogni evento ma considerarlo il frutto di un insieme di fattori anche indipendenti dalla nostra volontà.

Non siamo noi a far girare il mondo, il mondo gira  e continuerà a girare anche senza di noi.

Togliersi questa importanza, o meglio questa responsabilità, ci consente di essere molto più leggeri; sapere che ogni situazione può anche finire da un giorno all’altro, compresa la nostra stessa esistenza, ci deve dare il piacere del viverla punto e basta. La morte o la fine di qualsiasi situazione è sempre in agguato. Il saperla accettare sta solo a noi.

La flessibilità dell’acqua che vince su tutto sta proprio nella possibilità di cambiare e di adeguarsi alle circostanze esterne. Vi ricordate il bellissimo film “la leggenda del pianista sull’oceano”? Il protagonista, detto Novecento, è un genio del pianoforte e sembra essere dotato di una sensibilità al di sopra della norma ma è completamente incapace di pensare e di vivere in un contesto diverso da quello della nave che lo ha visto nascere e  ospitato per tutta la vita fino a decidere di morire con essa. Un finale che ritengo tristissimo ma che purtroppo rappresenta la sofferenza  e difficoltà del non voler cambiare.

Molte sono infatti le persone, eccessivamente critiche nei confronti di loro stesse, che sono anche convinte tristemente che ogni giorno sarà uguale all’altro e che non cambierà mai niente. E’ questa rigidità mentale ad impedire loro di vivere qualsiasi cambiamento.

Il cambiamento è parte della natura che ci circonda, talora può anche sembrare di tornare indietro ma resta il passaggio di un percorso che invece va sempre avanti.

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2 Comments

  1. Giuseppe ha detto:

    Sempre belli e utili i tuoi post. Complimenti e…grazie.

  2. dani ha detto:

    Condivido pienamente

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