La fitoterapia cinese: un importante strumento antidolorifico

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Ho iniziato ad usare la fitoterapia cinese per trattare il dolore negli ultimi anni. Prima infatti mi incaponivo sul trattamento solo con l’agopuntura per ridurre al minimo l’assunzione di sostanze medicamentose, seppur naturali.

Il primo caso che mi ha fatto cambiare idea è stato quello di un paziente con una frattura di bacino a causa della quale non poteva spostarsi dal letto per eseguire trattamenti. Ho così iniziato a studiare le ricette più idonee per il mio paziente trovandone molte di antiche usate dai monaci shaolin per curare  i traumi conseguenti ai combattimenti.

Ho quindi scoperto che la fitoterapia si pone nei confronti del dolore nella stessa identica ottica dell’agopuntura: far circolare l’energia nel punto del dolore e in particolare muovere il sangue.

Nelle ricette inoltre sono presenti dei prodotti che servono a drenare i liquidi che a causa dell’infiammazione  si possono accumulare localmente e solo pochi prodotti hanno una azione antinfiammatoria nel senso di riduzione della risposta infiammatoria.

Ho iniziato  ad usare queste ricette sui  pazienti agofobici, che non sopportano neanche l’idea di essere trattati con l’agopuntura, piuttosto la morte!  Prima cercavo di convincerli che un ago non poteva in nessun modo nuocere loro ma con gli anni ho imparato che in questi  casi è  meglio  trovare un’altra soluzione.

Oggi  al paziente agofobico non impongo più gli aghi ma lo tratto con la tecnica delle miofibrolisi e con l’ausilio della fitoterapia cinese oltre che con esercizi mirati e, devo dire, i risultati sono più che validi. Uno dei paziente trattato in questo modo è stato il marito di una mia collega agopunturista; il suo dolore alla spalla era iniziato già da diversi mesi ma il paziente non aveva proprio voluto saperne di trattarsi con l’agopuntura. Aveva quindi eseguito una visita ortopedica con diagnosi di tendinopatia inserzionale e lesione della cuffia dei rotatori, per il quale aveva poi subito intervento artroscopico.

Il decorso post operatorio era stato molto doloroso e aveva dovuto, nonostante tutto, accettare di sottoporsi ad alcuni trattamenti di agopuntura a scopo antalgico per riuscire a dormire e affrontare con  più beneficio la riabilitazione. Ma, non appena  iniziato a stare meglio, i trattamenti sono ovviamente stati sospesi.  Permaneva comunque, anche dopo i canonici tre mesi dall’intervento un dolore notturno molto fastidioso, oltre che un limitato utilizzo funzionale, motivi per i quali aveva deciso di farsi operare.

Dopo un po’ di insistenza sono finalmente riuscita a prescrivergli una ricetta fitoterapica a scopo antidolorifico. Dopo una settimana il paziente riferiva di poter finalmente dormire bene di notte e di muoversi più liberamente, senza paura di sentire dolore, ma non ha voluto proseguire con la cura.

Dopo circa  8 mesi  lamentava la comparsa di dolore alla spalla controlaterale, eseguiva nuovamente visita ortopedica che suggeriva un intervento artroscopico da programmare con calma, per tendinopatia inserzionale in  assenza di lesioni conclamate.

Questa volta il paziente  mi ha subito contattato e ha iniziato a prendere il suo rimedio fitoterapico con continuità, risolvendo completamente il dolore notturno alle spalle e migliorando anche la sua condizione generale. Oggi riferisce  maggior stato di benessere e remissione della fastidiosa sindrome diarroica cronica inveterata. E’ entusiasta del risultato e alla recente visita ortopedica la sua condizione di benessere ha convinto anche il chirurgo a rinunciare all’intervento artroscopico anche se neanche un accenno è stato fatto da parte del paziente a proposito della terapia fitoterapica ancora in corso.

Da allora ogni paziente agofobico viene da me trattato con miofibrolisi, eventuale taping, esercizi di fisioterapia mirati e con l’aggiunta della ricetta fitoterapica antalgica che cerco di associare alla sua costituzione di base.

L’utilizzo della fitoterapia cinese in senso squisitamente antalgico  è utilissima in associazione all’agopuntura in quei numerosi pazienti che, abitando troppo lontani,  non possono eseguire trattamenti troppo ravvicinati  e nei pazienti particolarmente acuti o con gravi dolori cronici presenti da oltre 20-30 anni  che non possono o non desiderano assumere terapia antalgica tradizionale.

Infine offre uno strumento utile per mantenere gli effetti del trattamento durante la sospensione delle ferie e per quei pazienti ritardatari che  decidono di iniziare il trattamento a ridosso della partenza per le vacanze.

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4 risposte a La fitoterapia cinese: un importante strumento antidolorifico

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