Sesso e stress non vanno insieme!
6 agosto, 2010
Ricette per mangiar sano: Tartare di tonno, mango e riso venere
13 agosto, 2010

Sindrome da arto fantasma: la cura esiste!

casperLa sindrome da arto fantasma è la percezione fisica, molto spesso fastidiosa e dolorosa, di un segmento del corpo in seguito ad amputazione dello stesso.

Per lunghissimi anni in occidente i pazienti affetti da questa patologia, in particolare i reduci di guerra, sono stati considerati visionari e trattati con dosi massicce di farmaci antidepressivi e antipsicotici.

La triste ma reale somma algebrica era: alterazione della realtà uguale disturbo della personalità.

Sono dovuti passare anni, e descrizioni lucide e dettagliate  da parte degli sfortunati pazienti, prima di ammettere che una base scientifica all’origine di questo disturbo potesse esistere.

Ecco che oggi la cosa si spiega  con la presenza  nel cervello di uno  schema rappresentate l’intero corpo che non si modifica dopo l’avvenuta amputazione.

E’ come se  i nervi recisi andassero in tilt e continuassero a mandare  informazioni  in salita sul segmento amputato. Il più delle volte non si tratta solo della sensazione di avere ancora il segmento, ma di sensazioni esasperate (che in neurologia vengono descritte come disestesie) e che di solito sono la conseguenza di una nevralgia o infiammazione del nervo colpito.

Prurito, freddo, caldo, dita accavallate, dolore, sono di solito sensazioni sgradevoli ma soprattutto che non danno tregua. In un certo senso è come se il cervello fosse sopraffatto e invaso da queste informazioni fasulle in entrata. Non esiste farmaco  in grado di dare  sollievo a questo disturbo in modo permanente e soddisfacente. Meglio sarebbe dire che purtroppo sono moltissimi  i farmaci utilizzati in questo campo in modo del tutto sperimentale. La Marihuana è fra le sostanze più utilizzate, anche se in molti casi la dipendenza e le dosi inevitabilmente aumentano col tempo.

Anche in questo caso i medici le tentano tutte, pur consapevoli dei danni secondari di molte sostanze farmacologiche, e ancora  nessuno pensa al possibile utilizzo dell’agopuntura. Sono andata a cercare su Pubmed e sono in effetti pochi e poco significativi i lavori scientifici proposti a favore dell’utilizzo dell’agopuntura nella sindrome dell’arto fantasma (come per moltissimi altri disturbi, d’altronde).

Io stessa, fino a qualche mese fa, non avevo mai avuto modo di trattare nessun paziente affetto da questa patologia. Cionostante, quando un paziente mi ha chiesto telefonicamente se poteva funzionare, in modo impulsivo e senza avere dubbi ho risposto in modo affermativo. Questi anni di lavoro con la sola agopuntura mi hanno permesso di percepire, anche se talora in modo del tutto istintivo, le possibilità terapeutiche di questa antica disciplina.

Sul dolore in genere, e in particolare sul dolore nevralgico, l’applicazione dell’agopuntura è potentemente antalgica ed efficace; perché non dovrebbe esserlo anche sull’arto fantasma? Presa da entusiasmo ho subito telefonato al mio maestro, il Dott. Picozzi, che si occupa di agopuntura da oltre 20 anni ed è forse l’agopuntore Italiano  con più alta casistica di pazienti trattati. Anche lui mi ha detto di non avere mai trattato pazienti amputati e che ricordava solo il caso di un paziente, all’inizio della sua carriera, che per giunta si era sottoposto a pochissimi trattamenti.

Condividi

9 Comments

  1. laura ha detto:

    Carissima, sono un medico che si occupa di Agopuntura e medicina non convenzionale. Con piacere ho scoperto il tuo sito e ti faccio i complimenti per tutte le cose interessanti che scrivi! Mi servirebbe il tuo consiglio professionale: devo iniziare a trattare un paziente affetto da sindrome dell’arto fantasma. Anche io, come te, ho subito dato la mia disponibilità nel provare a trattarlo, perchè credo che l’agopuntura possa essere, in casi come questo, un’ottima possibilità. Non ho trovato molta letteratura in merito. Poichè tu hai avuto una esperienza diretta, mi piacerebbe confrontarmi con te su alcuni dettagli più specifici sull’approccio che hai usato: tecnica di stimolazione, scelta dei punti…
    Grazie e buon lavoro.
    Laura

    • laura ha detto:

      Grazie. Mi faccio sentire presto.
      Laura

      • Cathe ha detto:

        Gentile Sig Ivan l’agopuntura non è una terapia per tutti, ovvero non tutti sono in grado di accettarla, è quindi indispensabile che ne parli con suo padre prima di procedere in questa strada. La cura come ha letto sull’articolo è questa anche se non tutti gli agopuntori Italiani hanno una esperienza diretta e pratica come l’ho avuta io. E’ molto carino da parte sua aver pensato a suo babbo, si può in effetti fare molto per aiutarlo. Non esiti a contattarmi sulla mail o sul cellulare ( 3488955372) quando avrete preso una decisione comune. In attesa auguri.

        • sasuke ha detto:

          sarebbe interessante capire cosa accade alla struttura energetica dei meridiani quando l’arto viene perso o amputato.
          Che effetto può avere trattare i meridiani dell’arto sano o che sono in relazione alto/basso?

          • Cathe ha detto:

            E’ vero sarebbe bello poterle osservare con gli occhi queste relazioni! Dalla mia esperienza posso intuire che la struttura energetica dell’arto amputato resta ma totalmente scollegata dal resto del corpo. Ovvero non raggiungibile ne contattabile con gli strumenti fisici normali: vista, tatto, movimento, ecc…Il trauma dell’amputazione come tutti i traumi è sicuramente responsabile di un blocco energetico e della formazione di nodi nel sistema che gli impediscono di scorrere normalmente senza intoppi. Ma quanto sarebbe bello vederli! Ciao e grazie

            • Cathe ha detto:

              Buongiorno. Chiami pure durante i normali orari di lavoro. Se non potessi risponderle in quanto impegnata in terapia o visite, la richiamerò appena possibile.

              • Skender ha detto:

                la ringrazio per la risposta,momentaneamente sono all estero appena rientrerò in Italia la chiamerò il più presto possibile.
                La rigrazio nuovamente e buon lavoro.

                • sara ha detto:

                  buongiorno ho sentito parlare della mirror box therapy, la conoscete?
                  il paziente dovrebbe vedere il riflesso dell’arto sano in uno specchio posizionato al posto dell’arto mancante e “virtualmente” muoverlo e rilassarlo, in modo da diminuire i dolori….l’idea non è male, ma come mai non ne parla nessuno???

                  Rispondi a Cathe Annulla risposta

                  Tutti i commenti sono soggetti a moderazione.
                  Inserendo un commento acconsenti al trattamento dei tuoi dati. Per maggiori informazioni consulta la nostra Informativa
                  I campi seguiti da "*" sono obbligatori