Sesso e stress non vanno insieme!
6 agosto, 2010
Ricette per mangiar sano: Tartare di tonno, mango e riso venere
13 agosto, 2010

Sindrome da arto fantasma: la cura esiste!

Il  mio paziente con sindrome da arto fantasma è un uomo di 50 anni, che lamenta parestesie alla gamba amputata oltre 25, in seguito ad incidente motociclistico. Dopo il primo intervento  di amputazione è stato  vittima di molteplici complicazioni infettive al moncone ed è stato  sottoposto ad altri, numerosi, interventi per poter ricostruire e salvare per quanto possibile l’articolazione del ginocchio.

Oggi la sua coscia presenta un gran numero di importanti profonde cicatrici  e il moncone risulta molto corto e a punta (la parte centrale più lunga arriva a circa 12 cm), ricoperto da una pelle  infiammata, in alcuni punti molto sottile e in altri spessa e disseminata di crak. A prima vista non si direbbe, ma il lavoro dei chirurghi è stato davvero incredibile e meraviglioso e sono sicura che sarebbero contenti e soddisfatti di rivederlo oggi camminare  senza difficoltà, anche se in modo non del tutto simmetrico, ma comunque senza alcun ausilio di sostegno e senza limitazioni funzionali di alcun genere.

Praticamente dall’inizio riferisce un sonno difficilissimo e spesso totalmente assente causato appunto dalla sindrome dell’arto fantasma. Essendo uomo colto e intelligente le ha studiate tutte e, in particolare, utilizza uno strumento a vibrazione sul moncone in grado di alleggerire la sua fastidiosa percezione. Oggi rifiuta di assumere qualunque sostanza farmacologica che ritiene poco efficace e troppo facilmente in grado  di alterare unicamente il suo livello di attenzione.

Mi ricordo ancora la  sua prima visita, mentre spiegavo che, essendo  il disturbo  presente da 25 anni, avrebbe dovuto fare una serie di trattamenti prima di vedere dei risultati, un po’ scettico ma speranzoso mi rispondeva:”sarei disposto a pagare qualunque cifra pur di dormire normalmente”

Dopo la prima seduta l’informazione più utile è stata quella secondo cui le dita del piede amputato non erano più percepite come accavallate ma ben rilassate e normodistese, sensazione mantenuta poi continuativamente.

Oggi, dopo 12 sedute, riferisce di dormire  normalmente 6 notti su 7 e la notte più insonne di riposare comunque in modo discreto, niente a che vedere, dice lui stesso, con prima.

Dava alla sua insonnia un voto di 8-9 (considerando 10 il massimo), oggi le notte  insonni sono  nettamente meno frequenti e comunque con voto 4-5 al massimo: un risultato sicuramente incoraggiante.

Un paziente è purtroppo poca cosa, ma certamente mi rammarico che non si utilizzi di più questa metodica per disturbi di questo livello e con questo impatto sociale. Certamente sarà mia premura presentare una pubblicazione scientifica del caso e, qualora riuscisse a decollare il mio incarico presso  l’ambulatorio di medicina alternativa dell’Ospedale Sacco di Milano, insistere in questa direzione. I trattamenti saranno comunque purtroppo fuori dai LEA e quindi a pagamento.

Peccato non inserire gratuitamente questa tecnica fra le mure ospedaliere: sai quanti farmaci risparmieremmo dalle tasche dello stato e dal ventre dei cittadini?

Tuttavia, come dice il saggio, un viaggio di mille miglia inizia con il primo passo.

Condividi

9 Comments

  1. laura ha detto:

    Carissima, sono un medico che si occupa di Agopuntura e medicina non convenzionale. Con piacere ho scoperto il tuo sito e ti faccio i complimenti per tutte le cose interessanti che scrivi! Mi servirebbe il tuo consiglio professionale: devo iniziare a trattare un paziente affetto da sindrome dell’arto fantasma. Anche io, come te, ho subito dato la mia disponibilità nel provare a trattarlo, perchè credo che l’agopuntura possa essere, in casi come questo, un’ottima possibilità. Non ho trovato molta letteratura in merito. Poichè tu hai avuto una esperienza diretta, mi piacerebbe confrontarmi con te su alcuni dettagli più specifici sull’approccio che hai usato: tecnica di stimolazione, scelta dei punti…
    Grazie e buon lavoro.
    Laura

    • laura ha detto:

      Grazie. Mi faccio sentire presto.
      Laura

      • Cathe ha detto:

        Gentile Sig Ivan l’agopuntura non è una terapia per tutti, ovvero non tutti sono in grado di accettarla, è quindi indispensabile che ne parli con suo padre prima di procedere in questa strada. La cura come ha letto sull’articolo è questa anche se non tutti gli agopuntori Italiani hanno una esperienza diretta e pratica come l’ho avuta io. E’ molto carino da parte sua aver pensato a suo babbo, si può in effetti fare molto per aiutarlo. Non esiti a contattarmi sulla mail o sul cellulare ( 3488955372) quando avrete preso una decisione comune. In attesa auguri.

        • sasuke ha detto:

          sarebbe interessante capire cosa accade alla struttura energetica dei meridiani quando l’arto viene perso o amputato.
          Che effetto può avere trattare i meridiani dell’arto sano o che sono in relazione alto/basso?

          • Cathe ha detto:

            E’ vero sarebbe bello poterle osservare con gli occhi queste relazioni! Dalla mia esperienza posso intuire che la struttura energetica dell’arto amputato resta ma totalmente scollegata dal resto del corpo. Ovvero non raggiungibile ne contattabile con gli strumenti fisici normali: vista, tatto, movimento, ecc…Il trauma dell’amputazione come tutti i traumi è sicuramente responsabile di un blocco energetico e della formazione di nodi nel sistema che gli impediscono di scorrere normalmente senza intoppi. Ma quanto sarebbe bello vederli! Ciao e grazie

            • Cathe ha detto:

              Buongiorno. Chiami pure durante i normali orari di lavoro. Se non potessi risponderle in quanto impegnata in terapia o visite, la richiamerò appena possibile.

              • Skender ha detto:

                la ringrazio per la risposta,momentaneamente sono all estero appena rientrerò in Italia la chiamerò il più presto possibile.
                La rigrazio nuovamente e buon lavoro.

                • sara ha detto:

                  buongiorno ho sentito parlare della mirror box therapy, la conoscete?
                  il paziente dovrebbe vedere il riflesso dell’arto sano in uno specchio posizionato al posto dell’arto mancante e “virtualmente” muoverlo e rilassarlo, in modo da diminuire i dolori….l’idea non è male, ma come mai non ne parla nessuno???

                  Lascia un commento

                  Tutti i commenti sono soggetti a moderazione.
                  Inserendo un commento acconsenti al trattamento dei tuoi dati. Per maggiori informazioni consulta la nostra Informativa
                  I campi seguiti da "*" sono obbligatori