Sindrome da arto fantasma: la cura esiste!
Scritto il 10/8/10 da Cathe in Agopuntura, Articoli, Fisiatria, medicina cinese |
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La sindrome da arto fantasma è la percezione fisica, molto spesso fastidiosa e dolorosa, di un segmento del corpo in seguito ad amputazione dello stesso.
Per lunghissimi anni in occidente i pazienti affetti da questa patologia, in particolare i reduci di guerra, sono stati considerati visionari e trattati con dosi massicce di farmaci antidepressivi e antipsicotici.
La triste ma reale somma algebrica era: alterazione della realtà uguale disturbo della personalità.
Sono dovuti passare anni, e descrizioni lucide e dettagliate da parte degli sfortunati pazienti, prima di ammettere che una base scientifica all’origine di questo disturbo potesse esistere.
Ecco che oggi la cosa si spiega con la presenza nel cervello di uno schema rappresentate l’intero corpo che non si modifica dopo l’avvenuta amputazione.
E’ come se i nervi recisi andassero in tilt e continuassero a mandare informazioni in salita sul segmento amputato. Il più delle volte non si tratta solo della sensazione di avere ancora il segmento, ma di sensazioni esasperate (che in neurologia vengono descritte come disestesie) e che di solito sono la conseguenza di una nevralgia o infiammazione del nervo colpito.
Prurito, freddo, caldo, dita accavallate, dolore, sono di solito sensazioni sgradevoli ma soprattutto che non danno tregua. In un certo senso è come se il cervello fosse sopraffatto e invaso da queste informazioni fasulle in entrata. Non esiste farmaco in grado di dare sollievo a questo disturbo in modo permanente e soddisfacente. Meglio sarebbe dire che purtroppo sono moltissimi i farmaci utilizzati in questo campo in modo del tutto sperimentale. La Marihuana è fra le sostanze più utilizzate, anche se in molti casi la dipendenza e le dosi inevitabilmente aumentano col tempo.
Anche in questo caso i medici le tentano tutte, pur consapevoli dei danni secondari di molte sostanze farmacologiche, e ancora nessuno pensa al possibile utilizzo dell’agopuntura. Sono andata a cercare su Pubmed e sono in effetti pochi e poco significativi i lavori scientifici proposti a favore dell’utilizzo dell’agopuntura nella sindrome dell’arto fantasma (come per moltissimi altri disturbi, d’altronde).
Io stessa, fino a qualche mese fa, non avevo mai avuto modo di trattare nessun paziente affetto da questa patologia. Cionostante, quando un paziente mi ha chiesto telefonicamente se poteva funzionare, in modo impulsivo e senza avere dubbi ho risposto in modo affermativo. Questi anni di lavoro con la sola agopuntura mi hanno permesso di percepire, anche se talora in modo del tutto istintivo, le possibilità terapeutiche di questa antica disciplina.
Sul dolore in genere, e in particolare sul dolore nevralgico, l’applicazione dell’agopuntura è potentemente antalgica ed efficace; perché non dovrebbe esserlo anche sull’arto fantasma? Presa da entusiasmo ho subito telefonato al mio maestro, il Dott. Picozzi, che si occupa di agopuntura da oltre 20 anni ed è forse l’agopuntore Italiano con più alta casistica di pazienti trattati. Anche lui mi ha detto di non avere mai trattato pazienti amputati e che ricordava solo il caso di un paziente, all’inizio della sua carriera, che per giunta si era sottoposto a pochissimi trattamenti.
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Il 23/2/11 alle 10:56 am laura ha detto:
Carissima, sono un medico che si occupa di Agopuntura e medicina non convenzionale. Con piacere ho scoperto il tuo sito e ti faccio i complimenti per tutte le cose interessanti che scrivi! Mi servirebbe il tuo consiglio professionale: devo iniziare a trattare un paziente affetto da sindrome dell’arto fantasma. Anche io, come te, ho subito dato la mia disponibilità nel provare a trattarlo, perchè credo che l’agopuntura possa essere, in casi come questo, un’ottima possibilità. Non ho trovato molta letteratura in merito. Poichè tu hai avuto una esperienza diretta, mi piacerebbe confrontarmi con te su alcuni dettagli più specifici sull’approccio che hai usato: tecnica di stimolazione, scelta dei punti…
Grazie e buon lavoro.
Laura
[Rispondi al commento:]
Cathe Reply:
febbraio 23rd, 2011 at 3:45 pm
Sono a disposizione, sentiamoci via mail o per telefono se preferisci:-)
[Rispondi al commento:]
Il 27/2/11 alle 1:51 pm laura ha detto:
Grazie. Mi faccio sentire presto.
Laura
[Rispondi al commento:]
Il 17/4/11 alle 9:31 pm ivan ha detto:
buon giorno,
sono un figlio di un papà che disgraziatamente è rimasto invalido,
gli manca dall’anca in giù dell’arto inferiore sinistro.
Sono ormai 30 anni che è così mammano che passano gli anni la cosa peggiora,
perchè invecchiando appunto si sopporta meno.
I momenti peggiori sono durante il cambiamento del tempo diventa veramente pesante!
gentilmente un aiuto se si può, un posto dove andare, una cura da affrontare,
veramente un grande grazie anticipato
[Rispondi al commento:]
Cathe Reply:
aprile 18th, 2011 at 9:41 am
Gentile Sig Ivan l’agopuntura non è una terapia per tutti, ovvero non tutti sono in grado di accettarla, è quindi indispensabile che ne parli con suo padre prima di procedere in questa strada. La cura come ha letto sull’articolo è questa anche se non tutti gli agopuntori Italiani hanno una esperienza diretta e pratica come l’ho avuta io. E’ molto carino da parte sua aver pensato a suo babbo, si può in effetti fare molto per aiutarlo. Non esiti a contattarmi sulla mail o sul cellulare ( 3488955372) quando avrete preso una decisione comune. In attesa auguri.
[Rispondi al commento:]
Il 7/5/11 alle 10:34 pm sasuke ha detto:
sarebbe interessante capire cosa accade alla struttura energetica dei meridiani quando l’arto viene perso o amputato.
Che effetto può avere trattare i meridiani dell’arto sano o che sono in relazione alto/basso?
[Rispondi al commento:]
Il 9/5/11 alle 10:07 am Cathe ha detto:
E’ vero sarebbe bello poterle osservare con gli occhi queste relazioni! Dalla mia esperienza posso intuire che la struttura energetica dell’arto amputato resta ma totalmente scollegata dal resto del corpo. Ovvero non raggiungibile ne contattabile con gli strumenti fisici normali: vista, tatto, movimento, ecc…Il trauma dell’amputazione come tutti i traumi è sicuramente responsabile di un blocco energetico e della formazione di nodi nel sistema che gli impediscono di scorrere normalmente senza intoppi. Ma quanto sarebbe bello vederli! Ciao e grazie
[Rispondi al commento:]
Il 25/8/11 alle 5:29 am Luca Moretto ha detto:
Sto impazzendo! non ne posso più!
Sono 12 anni che questo dolore mi devasta!
In 12 anni le ho provate tutte, anche l’agopuntura, da due medici, ma ne uno ne l’altro hanno fatto molto.
Ho provato tutte le cure possibili, tutti i farmaci, impianti perinervosi dal Prof. Borghi del Rizzoli, la terapia con lo SCRAMBLER del Policlinico Tor Vergata è stata l’ultima che ho provato… Nulla…
E ora, come per tutto il giorno, sono qua che stringo i denti e cerco di non piangere da tanto male ho!
Ho 35 anni, non sono ne un bambino ne un anziano, non ho voglia di giocare o fare la vittima, ho male, male e male…
Da una parte il male mi ha portato a dove sono oggi, come artista, con grandi risultati, ma cavoli, ora basta!
12 anni, dico!
Avevo, per una sorte beffarda forse, mio padre che per altre cause era senza entrambe le gambe, lui era un medio superiore, (io medio inferiore) ma lui aveva dei giorni dove era sereno! Io ho sempre e solo male, anche quando ho soddisfazioni, quando sto bene, quando sono in momenti di totale felicità perché tutto va bene, la mia giornata è scandita dal male, non è lo stato d’animo, non è la mia mente, è questo dannato nervo, ciò che mi portò alla perdita dell’arto (caso di malsanità…) e alle sofferenze patite per mesi e memorizzate, che anche dopo l’amputazione non sono più scomparse.
Ad oggi sono in fase di disintossicazione dalla morfina, e Dio mio, quanto male ero preso! oggi è rose e fiori, perché ho deciso che non aveva più senso essere imbottito di schifezze e avere male!
La forza, solo quella, di volontà mi ha fatto eliminare ormai tutto, ma i dolori, quelli stanno i belli e comodi.
Se lei fosse in grado di darmi una mano io credo che potrei ringraziarla a vita!
Credo che non sia un caso se ho trovato questo sito e le sue spiegazioni.
Ho visto che ha dato il suo numero al Sig. Ivan e me lo segno immediatamente, perché la voglio chiamare quanto prima, sperando di non disturbarla.
Io credo che andrei anche in Cina per trovare pace!
Sono stanco di medicine, sono stanco di tutto! Voglio solo pace e poter vivere la mia vita!
Vivere senza una gamba non è poi così grave, ma con il male, beh, ammetto, a volte mi verrebbe da gettarmi (dalla terrazza) perché mi sento impazzire!
Poi resisto e spero che domani sia diverso!
Penso che tutto abbia un senso, come ho detto prima, ma ora basta!
Dottoressa, scusi la lunghezza e la mia testimonianza, il Prof Borghi, dopo i ripetuti tentativi di revisione moncone da parte del collega Dott. Fabbri (ortopedico/oncologo del Rizzoli – BO del reparto 5^ divisione) e dopo aver provato a farmi delle cure sperimentali con cateteri perinervosi, senza riuscita alcuna, mi ha definito quale “caso più difficile dell’ultimo ventennio del Rizzoli!” Il che non è certo un bel vanto, mi creda, dato che il male è devastante.
La saluto e ancora, mi scusi per la mia lunghezza…
Non è mio dono la sintesi, ma ho cercato di farne, e creda che tutta la storia durerebbe un libro.
Saluti; Luca Moretto
(artista – anche per “merito” del dolore. Come dire che non tutti i mali vengono per nuocere! Non solo almeno)
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Cathe Reply:
settembre 2nd, 2011 at 2:16 pm
Sig. Moretto, le ho risposto alla sua mail privata, spero abbia ricevuto il mio messaggio…
In caso contrario, mi scriva ancora o mi chiami direttamente il 5 Settembre.
Un saluto!
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Il 8/11/11 alle 12:20 am Skender ha detto:
Salve dottoressa,ho avuto un incidente su lavoro e ho perso il braccio destro completamente dalla spalla in poi.. E anche io ho la sindrome dell’arto fantasma, all’ospedale San Camillo di Roma mi hanno impiantato un neuro-stimolatore,si,il neuro-stimolatore mi aiuta a leviare i dolori, ma la presenza della sindrome dell’arto fantasma tuttora persiste..
Ho preso il suo numero,se non la disturba, e vorrei contattarla mi dica lei privatamente quando e libera e la contatterò il più presto possibile.
Grazie e scusi il disturbo,saluti Skender.
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Cathe Reply:
novembre 8th, 2011 at 8:46 am
Buongiorno. Chiami pure durante i normali orari di lavoro. Se non potessi risponderle in quanto impegnata in terapia o visite, la richiamerò appena possibile.
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Il 8/11/11 alle 7:14 pm Skender ha detto:
la ringrazio per la risposta,momentaneamente sono all estero appena rientrerò in Italia la chiamerò il più presto possibile.
La rigrazio nuovamente e buon lavoro.
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