La forza della folla: come prevenire il peggio!

Scritto il 2/8/10 da in Articoli | Tags: , ,
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Catherine Bellwald La forza della folla: come prevenire il peggio! La storia ci ha insegnato che la folla impaurita, esattamente come un branco di animali in fuga, non guarda in faccia a nessuno e dove passa crea morti e feriti: la stessa potenzialità di forza distruttrice che è presente nella natura e che si manifesta nei disastri ambientali.

Come nel 2010 questo ancora non si possa prevedere e prevenire non sembra possibile ma, purtroppo, accade.

Quello che di nuovo ci deve insegnare la recente e triste vicenda del Love Parade di Duisburg è che  dobbiamo imparare a gestire questa possibilità in tutte le occasioni dove una grande folla di persone si ritrova.

Ma non solo in senso logistico e architettonico come è ovvio pensare, ma anche in senso filosofico.

Quanta forza e potere non controllabili possono generarsi da un gruppo di persone che si lascia prendere da un emozione forte, paura, rabbia, ma anche  gioia e amore! E’ quindi lecito chiedersi  quanto sia possibile per alcune persone sfruttare questa forza.

Potremmo dire che un gran numero di reazioni emotive sono assolutamente prevedibili e insorgono in modo completamente meccanico. Se poi esistono da parte di alcuni individui conoscenze in merito al principio della comunicazione e delle emozioni è altresì possibile pensare che si possa generare consapevolmente il panico o la paura o anche altre emozioni, basta solo conoscere quali tasti premere per ottenere le reazioni richieste.

Questo è il meccanismo con il quale, purtroppo, molta pubblicità ma anche informazione mediatica viaggia sulla rete e sul cavo della televisione a nostra insaputa, ovvero può esistere una logica e una premeditazione ad ogni informazione che ci giunge, con l’obiettivo di generare una risposta comune.

La politica, ma anche grossi interessi economici, spesso si muovono mediante l’abile sfruttamento di queste leggi.

L’informazione e la politica di terrore per promuovere la vaccinazione contro l’influenza suina ad esempio, iniziata l’estate scorsa, ne è presumibilmente un esempio come molti  avevano già intuito. Il fatto che sia  finita in un silenzio di tomba, nessuno ne parli più, nessuna statistica sui non vaccinati e sui vaccinati venga pubblicata o pubblicizzata, elencando molto serenamente i pro e i contro della vaccinazione teoricamente tanto necessaria non lascia di certo pensare bene.

Non possiamo avere paura di ritrovarci in massa uniti a festeggiare, a proclamare la libertà dei nostri pensieri, o ascoltare un cantate.

Il desiderio di condivisione è sano anche se estremamente pericoloso.

Da un lato dobbiamo accrescere in previsioni e sistemi architettonici di gestione della situazione. Dall’altro dobbiamo lavorare sul singolo individuo, sulla sua stabilità emotiva fornendogli maggiori strumenti per essere sempre meno manipolabile e poter riconoscere  sul nascere i possibili pericoli e gli individui che invece di questa arte fanno il loro vanto.

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