Stampelle: istruzioni per l’uso

Stampelle: istruzioni per l’uso

Catherine Bellwald Stampelle: istruzioni per lusoLe stampelle sono chiamate anche canadesi ma scordatevelo; non si tratta di due giovanotti biondi e alti! Sono gli ausili più usati in caso di trauma a un arto inferiore. L’appoggio delle mani sull’impugnatura e il sostegno dei gomiti consentono di fare forza in modo sufficiente anche per scaricare completamente un arto dal suo peso.

Ma attenzione: non sono così facili da usare anzi direi che è molto facile usarle in modo scorretto, il ritmo del passo deve essere totalmente coordinato e ben organizzato mentalmente.

In caso contrario  questo ausilio può anche essere uno strumento potenzialmente pericoloso per spalle, gomiti, polsi ma anche ginocchia e rachide e per cadere ovviamente! Insomma un vero disastro; eppure ci si preoccupa ancora poco di insegnare il loro corretto utilizzo.

Quindi la prima raccomandazione è  quella che, se dovete usarle in ambiente domestico per un trauma minore come una distorsione, se potete non esitate e fatevi insegnare da un fisioterapista le basi del loro corretto utilizzo, è sufficiente una mezzo’ora  di training per imparare.  E poi come con la bici,  non si scorda più! In particolare è necessario capire come scaricare il peso sul piano e  il modo di usarle per salire e scendere le scale.

Per alzarsi in piedi partendo dalla posizione seduta usate  la gamba sana e entrambe le braccia possibilmente sui braccioli se presenti,  non usate le stampelle per alzarvi in piedi rischiate di fare leva sulle spalle e procurarvi delle lesioni. Per quello che riguarda l’arto coinvolto o se preferite la gamba malmessa! a meno che non vi sia un gesso o un tutore o un  indicazione al completo scarico, si consiglia  di piegarla e atteggiarla esattamente come fate con la gamba sana. A  questo punto è sufficiente  caricare maggiormente o completamente, a seconda delle necessità, la gamba sana, evitando così atteggiamenti eccessivi di evitamento dal carico su quella malata, che possono poi ritardare il processo di guarigione e il normale recupero funzionale.

Una volta in piedi il punto chiave è non avere fretta di  camminare, infatti prima partono le stampelle e questa è la prima regola, poi segue la gamba offesa e questa è la regola numero due.

Se si desidera scaricare molto il peso non serve piegare la gamba e saltellare, anzi è pericoloso. Si esegue un carico chiamato sfiorato, ovvero solo il 10-20 % del peso andrà sull’arto malato, ma  il piede della gamba malata a meno che non vi siano tutori particolari, viene appoggiato a piatto e non solo la punta.

Una volta portate avanti le stampelle quindi  la gamba malata viene attentamente messa in mezzo ai bastoni, questa è la fase oscillante, ovvero fino ad ora si carica ancora solo sulla gamba sana. In questa fase  detta oscillante è necessario evitare di tenere la gamba malata troppo rigida, modello gamba di legno per intenderci, ma è utile piegarla delicatamente e farla oscillare in avanti in modo naturale ( in caso di tutore il discorso è chiaramente legato alla rigidità del tutore). La fase oscillante deve essere considerata come una fase di preparazione al carico e deve essere eseguita attentamente e con calma.

La  fase successiva detta di carico, prevede di trasferire il carico sulla gamba malata per fare oscillare in avanti la gamba sana, il peso  del corpo viene a questo punto  portato il più possibile sui bastoni e il passo sarà eseguito in modo veloce portando la gamba sana alla stessa altezza del piede malato.

Più carico si deve togliere e più piccoli saranno i passi, si raccomanda di rallentare e concentranrsi durante la fase oscillante e accelerare in modo mirato e preciso durante la fase di carico sull’arto malato. Meno carico si deve togliere o più abituati si diventa al l’utilizzo dei canadesi e più il passo diventa armonico e simmetrico nelle sue due fasi oscillante e di carico.

In questa  seconda fase di recupero il piede dell’arto malato si  appogerà  un semi passo avanti rispetto al piede sano ( e non allo stesso livello) e la gamba malata  verrà portata avanti insieme ai bastoni i (e non dopo),  recuperando uno schema del passo più ritmico e continuo sempre più  simile rispetto al passo spontaneo.

Per salire le scale si parte con la gamba sana sul gradino superiore e il peso resta sui bastoni a fianco alla gamba malata, la forza della spinta viene effetuata solo con la gamba sana per portare tutto il corpo sul quel gradino, si sale quindi un gradino alla volta come i bambini. Per scendere sempre un gradino alla volta ma si parte prima con i bastoni sul gradino inferiore e poi con la gamba malata, quindi si carica il peso sui bastoni e si scende con la gamba sana.

Poi con il passare del tempo il corpo inizia a riparare le lesioni distorsive e il dolore consentendo un carico sempre maggiore e una ripresa funzionale che dovrà essere graduale e non brusca. Il carico diventerà sempre maggiore sulla gamba malata, è consigliabile uno svezzamento graduale dall’ausilio.

Quindi prima usare due bastoni caricando un pò di più ovvero con un passo più fluido e meno interrotto e passi via via più grandi, fino ad arrivare al singolo canadese o bastone che si consiglia nei traumi minori solo per sicurezza o per tragitti lunghi.

Il singolo bastone o canadese  ha più senso nella patologia cronica  o nel recupero di traumi importanti, e deve essere usato sempre dal lato opposto al lato malato, con la stessa dinamica dei due bastoni, ovvero prima il bastone, poi la gamba malata vicina al bastone e poi la gamba sana che deve superare la gamba malata.

L’utilizzo del singolo appoggio non deve sbilanciare troppo il peso sul bastone  che deve essere un semplice sostegno di sicurezza se questo è difficile vuol dire che sono ancora necessari due bastoni oppure un controllo fisiatrico per valutazione del migliore ausilio.

Dopo un trauma è comunque bene ricordare che l’eccessiva immobilità è responsabile di un recupero più lento e  di un dolore più acuto e prolungato dovuto proprio al ristagno di sangue e al blocco energetico post traumatico. L’agopuntura consente di muovere il sangue e l’energia nell’area del trauma senza dovere muovere anche il corpo ed è quindi utilizzabile in fase acuta e nell’immediato post acuto.

L’obiettivo  è quello di ridurre velocemente il dolore favorendo così una corretta circolazione di sangue e di energia nella area colpita con una secondaria accelerazione dei processi di guarigione fisiologici e quindi di recupero funzionale.

Se volete avere ulteriori chiarimenti, in questo post ho pubblicato un video esplicativo su quanto appena detto.

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21 risposte a Stampelle: istruzioni per l’uso

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  • Rodolfo scrive:

    Cortesemente indicatemi il modo corretto per affrontare una scala mobile con le stampelle, grazie.

  • Cathe scrive:

    La scala mobile necessità di una certa velocità nel salire e scendere e quindi di destrezza su entrambe le gambe e braccia possibilmente libere almeno una delle due. In breve possono essere un serio rischio di caduta per i principianti oppure per chi deve scaricare tutto il peso e soprattutto se esistono anche altri problemi come l’ansia e i disturbi di equilibrio. Se possibile le eviterei e cercherei un ascensore! ci dovrebbe essere!!! sempre!

  • Beatrice scrive:

    Buongiorno, ho tenuto per un mese le stampelle, ora che devo caricare il peso mi sento la gamba debolissima (operazione crociato anteriore) è normale? Tenendo conto che sono senza muscolo anche

  • Alessio scrive:

    Ho le stampelle da quasi un giorno, ed ho dolori lancinanti alle mani (meglio dire i palmi) per l’uso di queste stampelle. Sono alto 1.75 e peso 60kg, quindi non credo sia per il peso eccessivo. Può essere per un uso scorretto che faccio di queste? Perchè rispetto tutti i passaggi sopraindicati… quindi non capisco!

    • Cathe scrive:

      all’inizio è possibile facciano male le mani e in particolare i palmi delle mani in quanto il peso in toto si scarica proprio in questa sede che non è addestrata a farlo. Direi che forse dobbiamo iniziare a gradi ovvero i primi percorsi piccoli e abituare gradatamente gli arti superiori.

  • isabella scrive:

    buongiorno ho subito una frattura al calcagno fra 20 gg l’ortopedico mi ha detto che dovro cominciare a caricae il piede al 10% ma non so minimamente come faro’ a capire se sto caricando il 10% o di piu’ devo riferirmi al dolore che immagino ci asra nel fare questa cosa?
    grazie

  • Cathe scrive:

    Carissima Isabella per iniziare ci vorrebbe almeno una lezione pratica da parte di un fisioterapista per provare insieme con sicurezza. Il 10% è pochissimo è meno di quello che una volta si diceva sfiorato. Il peso va quasi interamente sulle braccia e il piede fratturato si può tenere o con il tacco sollevato di alcuni centimetri oppure piatto al suolo ma quasi senza peso. Prima è meglio iniziare senza appoggiarlo per niente per capire come usare le braccia, Poi in piedi da ferma provare a capire la quantità di peso consentita con l’ausilio di 2 bilance sarà così possibile cogliere con esattezza la sensazione che il corpo deve avere. Il 10% di 50 kg è 5 kg ed è pochissimo! di solito si fa almeno il 20% a meno che non ci sia un sovrapeso corporeo importante. Auguri di buon lavoro e si faccia aiutare da un professionista vedrà che sarà tutto più facile anche l’ansia che ne deriva agli inizi.

    • Isabella Coccia scrive:

      anzitutto grazie per la risposta è stata gentilissima ed ha centrato appieno il problema . . .la paura che è la stessa che c’è oggi pomeriggidopo 45 giorni dalla evento mi impedisce di fare con le stampelle le scale. purtroppo l ortopedico non ha dato indicazioni per la fisioterapia ma mi ha congedato dicendomi di applicare questo 10% fra venti giorni dalla fine andare in piscina a camminare (come se fosse semplice. applicando solo il 10%)..
      avevo già pensato di rivolgermi a un centrodi fisioterapia le chiedo gentilmente è il caso d fare un consulto prima con un fisiatra per avere un programma riabilitativo o posso affidarmi tranquillamente al fisioterapista? ed un ultima cosa a suo avviso quando inizierò questo carico potrò guidare anche la macchina (il piede è il destro)?
      la ringrazio tanto Cathe
      Isabella

      • Cathe scrive:

        Può rivolgersi a un fisioterapista senza problemi questo è il loro mestiere e lo sanno fare talora meglio dei fisiatri! Invece per la guida non ci sono problemi anzi è un ottimo esercizio ma potrebbe fare un pò male all’inizio quindi meglio iniziare con piccoli percorsi e con tranquilità solo quando la caviglia inizia ad avere forza e una articolarità buona.

  • isabella scrive:

    buongiorno, volevo aggiornarla sull’ evolversi della mia ripresa. Anzitutto cammino :wink: .come diceva lei il fisioterapista mi ha presentato la bilancia per cercare di capire il peso che dovrò proporre al piede e in questi giorni ho iniziato a fare i primi passi.
    E’ abbastanza dura, in quanto sento fitte e scosse sotto il tallone ma il fisioterapista mi ha detto che e’ normale e mi ha suggerito di contrastare questa cosa applicando del ghiaccio …Sinceramente mi sono accorta che tendo ad applicare meno peso di quanto dovrei fare quando cammino…saranno 2 o3 kg al massimo ,penso sia dovuto alla paura di sentire dolore,vedremo come va nei prox giorni.
    Una cosa volevo chiederle ma e’ normale che la caviglia si gonfi gia solo tenendo la scarpa e non camminandoci sopra? e se è possibile oltre al ghiaccio e pomate varie fare qualcos’altro per combattere questo fenomeno.
    Comunque il fisioterapista mi ha detto che per ora oltre camminare si puo fare ben poco…mi dovro’ esercitare a far quello,continuare a fare magnetoterapia che facevo gia da prima e degli esercizi con gli elastici per rinforzare la muscolatura.
    Cordialmente
    Isabella

    • Cathe scrive:

      Sconsiglio il ghiaccio ferma e arresta la circolazione già sufficientemente rallentata, anche la magneto in questa fase non è sconsigliata ma neanche l’ideale in quanto esiste già molto ingorgo e l’aggiunta di calore endogeno inizialmente può ingolfare ancora di più. Consiglio docce fredde e calde a sequenza veloce un minuto una e un minuto l’altra oppure bagno caldo e freddo nello stesso modo. Aiutano la circolazione del sangue e dell’energia che in questo momento è fortemente rallentata causando edema e dolore. Soo efficaci; trattamenti di linfodrenaggio, di riflessologia plantare, di agopuntura, di miofibrolisi integrata e l’utilizzo di tape. Oltre agli esercizi ovviamente di mobilità articolare e di le manovre da fare in autotrattamento!

  • Gianfranco scrive:

    Ho avuto due fratture importanti come quella della spalla e del femore entrambi sulla parte sinistra a distanza di 72 giorni mi hanno permesso di iniziare a camminare con le stampelle, ma nei primi movimenti sento un fastidio vicino all’inguine della gamba offesa e dopo aver camminato mi sopraggiungono anche dei dolori lungo la schiena, è normale tutto questo ? grazie Gianfranco.

    • Cathe scrive:

      Direi di no, non è normale verifichiamo in primis che la frattura sia a posto e secondariamente che non ci siano altre complicazioni magari una discopatia lombare con dolore irradiato all’inguine causato dalla posizione seduta prolungata magari con gambe sollevate.

      • Gianfranco scrive:

        Ho fatto l’ultima visita il 24 Ottobre 2013 e l’ortopedico non mi ha comunicato niente in negativo anzi mi ha informato che l’osso specialmente quello femorale sta procedendo bene, tanto che mi ha dato la possibilità di camminare sia pur con le stampelle, come le ho detto nel precedente invio ogni tanto sento un dolore che mi scende giù lungo la spina ed è questa
        la mia paura più grande, anche se quando ero all’ospedale 3 mesi prima feci presente sempre all’ortopedico di questo dolore che già allora mi si presentava ma mi fu detto che alla spina non c’era niente.
        La ringrazio vivamente della risposta.

  • isabella scrive:

    Buongiorno.. ci eravamo sentite tempo fa, vorrei porle un’ ulteriore domanda se mi è permesso: ad oggi carico 20/30kg sull’ arto malato ( frattura di calcagno) e tra dolori vari ho ripreso ad uscire un po .Lunedi dovro’ riprendere il lavoro e mi ponevo la domanda su come fare ad uscire con la pioggia….nel senso che per il marciapiede non c’è problema …ma l’unico serio problema almeno cosi’ la vedo io e’ l’ingresso alla mia azienda che e’ fato di un piastrellato da esterno già scivoloso di per se quando non hai problemi ( in passato due colleghe lo hanno accarezzato con il loro posteriore).Non vi sono altri ingressi oltre a quello . Che tattica posso adottare se esiste per il bagnato ps….sono gia’ scivolata in bagno per una chiazza d’acqua.
    Grazie Mille
    Isabella

  • Federica scrive:

    Il mio ragazzo ha il piede ingessato a causa di una frattura al malleolo! Si lamenta del piede sano dicendo che nella parte interna accusa un dolore. Credo sia perchè lo usa per camminare con le stampelle! Ma lui è un po’ ansioso e si sta preoccupando! Come potrei tranquillizzarlo?

    • Cathe scrive:

      Più che normale! Vuol dire che carica poco sulle stampelle e molto sull’arto sano. Consiglio di usarle con maggiore attenzione facendo meno affidamento alla gamba sana e di massaggiare la pianta del piede in super lavoro alla sera in modo sistematico.

  • augusto scrive:

    Salve volevo chiederle il peso. Massimo che possono sopportare le stampelle viene calcolato per singola stampella o in coppia io ho avutouna frattura di tibia e perone con lussazione del collo piede. Volevo anche chiederle che fisioterapie mi faranno fare a dimenticavo la frattura e stata ridotta con placche e viti.grazie.

  • Alice scrive:

    Salve, mi sono appena fratturata il malleolo e sto usando le stampelle.
    Stando per la maggior parte del tempo con l’arto sollevato, quando mi alzo in piedi sento che l’ingessatura scende pesando sul piede e provocandomi dolore.
    Mi chiedevo se sia normale o se l’ingessatura sia troppo larga.
    Grazie mille anticipatamente per la Sua cordiale risposta.

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