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Stampelle: istruzioni per l’uso

non cosìLe stampelle sono chiamate anche canadesi ma scordatevelo; non si tratta di due giovanotti biondi e alti! Sono gli ausili più usati in caso di trauma a un arto inferiore. L’appoggio delle mani sull’impugnatura e il sostegno dei gomiti consentono di fare forza in modo sufficiente anche per scaricare completamente un arto dal suo peso.

Ma attenzione: non sono così facili da usare anzi direi che è molto facile usarle in modo scorretto, il ritmo del passo deve essere totalmente coordinato e ben organizzato mentalmente.

In caso contrario  questo ausilio può anche essere uno strumento potenzialmente pericoloso per spalle, gomiti, polsi ma anche ginocchia e rachide e per cadere ovviamente! Insomma un vero disastro; eppure ci si preoccupa ancora poco di insegnare il loro corretto utilizzo.

Quindi la prima raccomandazione è  quella che, se dovete usarle in ambiente domestico per un trauma minore come una distorsione, se potete non esitate e fatevi insegnare da un fisioterapista le basi del loro corretto utilizzo, è sufficiente una mezzo’ora  di training per imparare.  E poi come con la bici,  non si scorda più! In particolare è necessario capire come scaricare il peso sul piano e  il modo di usarle per salire e scendere le scale.

Per alzarsi in piedi partendo dalla posizione seduta usate  la gamba sana e entrambe le braccia possibilmente sui braccioli se presenti,  non usate le stampelle per alzarvi in piedi rischiate di fare leva sulle spalle e procurarvi delle lesioni. Per quello che riguarda l’arto coinvolto o se preferite la gamba malmessa! a meno che non vi sia un gesso o un tutore o un  indicazione al completo scarico, si consiglia  di piegarla e atteggiarla esattamente come fate con la gamba sana. A  questo punto è sufficiente  caricare maggiormente o completamente, a seconda delle necessità, la gamba sana, evitando così atteggiamenti eccessivi di evitamento dal carico su quella malata, che possono poi ritardare il processo di guarigione e il normale recupero funzionale.

Una volta in piedi il punto chiave è non avere fretta di  camminare, infatti prima partono le stampelle e questa è la prima regola, poi segue la gamba offesa e questa è la regola numero due.

Se si desidera scaricare molto il peso non serve piegare la gamba e saltellare, anzi è pericoloso. Si esegue un carico chiamato sfiorato, ovvero solo il 10-20 % del peso andrà sull’arto malato, ma  il piede della gamba malata a meno che non vi siano tutori particolari, viene appoggiato a piatto e non solo la punta.

Una volta portate avanti le stampelle quindi  la gamba malata viene attentamente messa in mezzo ai bastoni, questa è la fase oscillante, ovvero fino ad ora si carica ancora solo sulla gamba sana. In questa fase  detta oscillante è necessario evitare di tenere la gamba malata troppo rigida, modello gamba di legno per intenderci, ma è utile piegarla delicatamente e farla oscillare in avanti in modo naturale ( in caso di tutore il discorso è chiaramente legato alla rigidità del tutore). La fase oscillante deve essere considerata come una fase di preparazione al carico e deve essere eseguita attentamente e con calma.

La  fase successiva detta di carico, prevede di trasferire il carico sulla gamba malata per fare oscillare in avanti la gamba sana, il peso  del corpo viene a questo punto  portato il più possibile sui bastoni e il passo sarà eseguito in modo veloce portando la gamba sana alla stessa altezza del piede malato.

Più carico si deve togliere e più piccoli saranno i passi, si raccomanda di rallentare e concentranrsi durante la fase oscillante e accelerare in modo mirato e preciso durante la fase di carico sull’arto malato. Meno carico si deve togliere o più abituati si diventa al l’utilizzo dei canadesi e più il passo diventa armonico e simmetrico nelle sue due fasi oscillante e di carico.

In questa  seconda fase di recupero il piede dell’arto malato si  appogerà  un semi passo avanti rispetto al piede sano ( e non allo stesso livello) e la gamba malata  verrà portata avanti insieme ai bastoni i (e non dopo),  recuperando uno schema del passo più ritmico e continuo sempre più  simile rispetto al passo spontaneo.

Per salire le scale si parte con la gamba sana sul gradino superiore e il peso resta sui bastoni a fianco alla gamba malata, la forza della spinta viene effetuata solo con la gamba sana per portare tutto il corpo sul quel gradino, si sale quindi un gradino alla volta come i bambini. Per scendere sempre un gradino alla volta ma si parte prima con i bastoni sul gradino inferiore e poi con la gamba malata, quindi si carica il peso sui bastoni e si scende con la gamba sana.

Poi con il passare del tempo il corpo inizia a riparare le lesioni distorsive e il dolore consentendo un carico sempre maggiore e una ripresa funzionale che dovrà essere graduale e non brusca. Il carico diventerà sempre maggiore sulla gamba malata, è consigliabile uno svezzamento graduale dall’ausilio.

Quindi prima usare due bastoni caricando un pò di più ovvero con un passo più fluido e meno interrotto e passi via via più grandi, fino ad arrivare al singolo canadese o bastone che si consiglia nei traumi minori solo per sicurezza o per tragitti lunghi.

Il singolo bastone o canadese  ha più senso nella patologia cronica  o nel recupero di traumi importanti, e deve essere usato sempre dal lato opposto al lato malato, con la stessa dinamica dei due bastoni, ovvero prima il bastone, poi la gamba malata vicina al bastone e poi la gamba sana che deve superare la gamba malata.

L’utilizzo del singolo appoggio non deve sbilanciare troppo il peso sul bastone  che deve essere un semplice sostegno di sicurezza se questo è difficile vuol dire che sono ancora necessari due bastoni oppure un controllo fisiatrico per valutazione del migliore ausilio.

Dopo un trauma è comunque bene ricordare che l’eccessiva immobilità è responsabile di un recupero più lento e  di un dolore più acuto e prolungato dovuto proprio al ristagno di sangue e al blocco energetico post traumatico. L’agopuntura consente di muovere il sangue e l’energia nell’area del trauma senza dovere muovere anche il corpo ed è quindi utilizzabile in fase acuta e nell’immediato post acuto.

L’obiettivo  è quello di ridurre velocemente il dolore favorendo così una corretta circolazione di sangue e di energia nella area colpita con una secondaria accelerazione dei processi di guarigione fisiologici e quindi di recupero funzionale.

Se volete avere ulteriori chiarimenti, in questo post ho pubblicato un video esplicativo su quanto appena detto.

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2 Comments

  1. Rodolfo ha detto:

    Cortesemente indicatemi il modo corretto per affrontare una scala mobile con le stampelle, grazie.

    • Cathe ha detto:

      La scala mobile necessità di una certa velocità nel salire e scendere e quindi di destrezza su entrambe le gambe e braccia possibilmente libere almeno una delle due. In breve possono essere un serio rischio di caduta per i principianti oppure per chi deve scaricare tutto il peso e soprattutto se esistono anche altri problemi come l’ansia e i disturbi di equilibrio. Se possibile le eviterei e cercherei un ascensore! ci dovrebbe essere!!! sempre!

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