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Il tempo non esiste

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“Che tempo infame…governo ladro!!!” No, non è di quel tempo che voglio parlare ma di quello che passa.

Questo fine settimana ci siamo ritrovati per la terza volta consecutiva in un incontro conviviale annuale tra ex compagni di classe.  Il Lycée Stendhal Di Milano che ho avuto la fortuna di  frequentare, era per così dire un modello particolare e all’avanguardia di scuola.

Gli allievi che frequentavano la scuola dove la lingua principale era francese provenivano da diversi paesi, spesso figli di professionisti costretti a lavorare lontano dal loro paese di origine e talora obligati a restare in paesi stranieri solo per alcuni anni e poi cambiare e cambiare ancora senza mai mettere radici.  Culture e religioni diverse si ritrovavano fianco a fianco anzi… banco a banco.

Inglesi, francesi, tedeschi, austriaci, canadesi, africani, italiani, di tutto un po’. Gli insegnanti  erano spesso giovanissimi e provenivano anch’essi da ambienti diversi, inoltre si muovevano in modo indipendente tra di loro creando delle realtà variopinte che consentivano agli studenti di trovare comunque una collocazione idonea al proprio sentire.

Mi ricordo ancora le lezioni di educazione sessuale inserite nel programma di scienze, svolte con intelligenza e utilità e lezioni di geografia e storia assolutamente impareggiabili. Si lavorava duro ma si facevano vacanze senza essere perseguitati dai compiti o dagli esami di riparazione  che esistevano molto raramente e quasi mai per più di due materie. Si parlava mischiando l’italiano al francese e spesso anche con l’inglese e il tedesco perchè alcuni allievi avevano quella madre lingua. Si conoscevano realtà e mondi diversi.

Oggi con il senno del poi ci siamo resi conto come la vicinanza con persone così diverse tra di loro ci abbia fatto sentire di essere cittadini del mondo e consentito di sentirci sempre un po’ come a casa ovunque, regalandoci la capacità di adattarci alle situazioni più strane, ma anche di comprenderle più facilmente. E’ come sentirsi  un po’ più elastici nel modo di pensare e quindi più veloci anche mentalmente.

Nel corso di questo ultimo ritrovo  si sono costituite le basi di una associazione degli ex, per  stimolare attività culturali, colloqui e iniziative che avrebbero lo scopo di approfondimento, tematiche utili per identificare in quale settore lavorativo  i nuovi allievi  di oggi si sentano più attratti. Esperienze di vita vissuta, aiuti per favorire  l’inserimento  lavorativo dei giovani studenti di oggi e del futuro. E se possibile  la creazione di una rete di aiuto per facilitare lo studio delle lingue e la possibilità di viaggiare  in tutto il mondo a basso costo assistiti dagli ex allievi che oggi sono disseminati ai quattro angoli del pianeta. Per finire si è pensato anche di  creare  una borsa di studio per sostenere  economicamente i più meritevoli.

Al di là di queste idee costruttive e propositive ci siamo poi trasferiti in una pizzeria e da lì in un locale per la serata del venerdì e  dandoci appuntamento per  pranzo  del  giorno seguente.  C’ è chi ha messo la casa,  chi da bere, chi il companatico e le stoviglie. Chi veniva dalla Svizzera, chi dalla Francia e chi da varie città Italiane. Un organizzazione aiutata da mezzi tecnologici quali sms e mail che risulta ogni anno, non si sa bene come, semplicemente  perfetta, non solo per gli ex allievi presenti fisicamente ma anche per quelli lontani anche oltre oceano informati dei fatti e soprattutto per la moltitudine di bambini che in quell’occasione si ritrovano a giocare insieme.

I più tenaci hanno prolungato i festeggiamenti  anche nella serata con una gnoccata per tutti. Ci siamo  sbellicati dalle risate confrontando i titoli dei film porno italiani molto espliciti, rispetto a quelli francesi più occulti!  Abbiamo parlato un po’ di tutto, dalla politica e problemi sociali in Italia, ai compiti senza fine delle scuole italiane, al lavoro ed esperienze di alcuni, alla vita e ritmi di coppia, agli amori che vanno e vengono. Infine abbiamo ricordato le coppie famose di allora e tutte le diverse moto possedute. Il tutto in un francese per me decisamente nostalgico intercalato da “cazz” e altre strane parole ibride!

Al di là di ogni possibile paura del non sapere cosa dire,  ritrovandosi a discutere del tempo, di fatto del tempo infame non si è parlato per niente! Ci si potrebbe chiederebbe in quale stagione siamo finiti ma siamo stati graziati perchè magicamente la pioggia  ci ha dato tregua e il cielo ci ha regalato anche alcune schiarite. Insomma siamo stati bene insieme. Ormai è deciso, ci incontreremo finchè non avremo tutti la dentiera e i capelli bianchi!

Bello vedere come alcuni sono cambiati e  irriconoscibili  al punto che, se li avessimo incontrati per strada avremo potuto passargli accanto senza farci caso. Altri invece sembrano  usciti dalla macchina del tempo e guardandoli  ti veniva fin paura di non aver fatto i compiti per domani. Ma una cosa è certa; anche nei volti e nei corpi più cambiati a ben guardare si ritrova qualcosa di allora, uno sguardo, un gesto,  un accento nel parlare, esattamente come 28 anni fa.

Ho pensato “Il passato esiste ancora oggi e il futuro è già qui”

E’ proprio vero che il tempo e lo spazio non esistono, non davvero… almeno non come siamo abituati a credere.

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2 Comments

  1. valeriamilano ha detto:

    Accidenti che bella vita! Io al max posso dirti che avrei piacere di rivedermi con la maestra elementare o con pochi insegnanti e giusto qualche compagno. Scuola di quartiere, scelta perchè “così trovi lavoro” o perchè i tuoi non hanno abbastanza denaro per farti frequentare altro…quell’altro dove si respira il sapore della Vita!
    Grazie a Dio poi questo l’ho incontrato altrove, dopo i vent’anni, grazie al mio percorso di ricerca.
    Che fortunata…che bello deve essere stato. La fortuna di viaggiare e di stare nella dinamica del viaggio ti apre, ti dà coraggio. In chi ha fatto esperienze così difficilmente ho visto tristezza negli occhi, ma sempre sorriso nei volti e una grande apertura alla vita. La capacità di fare e disfare. Quel vento del nord di cui si parla in Chocolat! Fare fagotto e poi senza troppi indugi ripartire! Quel vento che ho dentro, che tutti abbiamo dentro…che vuole soffiare…e a cui dobbiamo permettere di soffiare…altrimenti…MANCA IL RESPIRO…vero Cathe? Sai di che parlo.

  2. Philippe ha detto:

    Catherine,
    Cazz, un po troppo tempo che non leggevo i tuoi articoli, mi ero perso quello.
    Infatti un bel ricordo in comune.
    Strano, ma questo corso di educazzione sessuale me lo sono dimenticato !!
    Allora l’anno prossimo cucini la “ratatouille”.
    Visto che ami cosi tanto Parigi, ci porti tutti i compagni transalpini ad Ottobre.
    Je t’embrasse.

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