La primavera, il legno e gli uomini

 

Alla base dell’antica agopuntura, vi sono concetti che, oggi come oggi, sono persi o, al più, dimenticati. Negli anni ho avuto la fortuna di poter studiare con maestri di quest’arte che invece tali concezioni avevano perfettamente presenti e non solo come mera introduzione modaiola ma come radice di tutta la loro incredibile arte.

Studiando e ristudiando i cinque elementi, acqua, legno, fuoco, terra, metallo, rappresentandoli nel classico pentacolo, disegnandoli come trigrammi e poi immaginando la loro naturale forma, più volte mi sono ritrovata a non essere sicura e dover ripettere: l’acqua genera il legno, il legno genera il fuoco,  la terra genera il metallo, il metallo genera l’acqua. E ancora l’acqua controlla il fuoco, il fuoco controlla il metallo, il metallo controlla il legno, il legno controlla la terra come una cantilena.

E dai e dai ripeti e ripeti, mi sembra che adesso tutto sia più chiaro, la prima cosa davvero interressante e frutto di una mia riflessione personale è che il legno si trova nel centro tra i due principi più importanti l’acqua e il fuoco. Due principi apparentemente estremi e diversi ma che si toccano, entrambi sono principi di purificazione.

Per sterilizzare si usa il fuoco e l’acqua per detergere. Entrambe sono potenti forze della natura duali nella loro manifestazione potenti e fortemente yang nel loro potere anche distruttivo e fortemente yin nel loro intimo potere nutritivo. Ecco perchè l’acqua che tutti conoscono per avere una natura yin nel corpo umano diventa yang per il macrosistema il mantello della terra e il fuoco che tutti conoscono come yang per il corpo diventa yin riferito agli elementi e non è forse di fuoco il sangue della terra?

Ma ritorniamo al legno. Questo elemento si trova in mezzo per l’appunto a queste due forze e noi esseri umani non siamo forse  simili agli alberi? Abbiamo bisogno di radici come dice la pubblicità della Barilla con la splendida voce di Mina.  Più profonde sono le radici e maggiore sarà la nostra stabilità e possibilità di crescere in altezza senza paura di perdere stabilità.

Pottremmo così dare appiglio agli altri, riparo e calore se ci tagliano i rami, senza parlare del colore e della nobile e fiera bellezza.   Non dovremmo forse sentirci così? Abbiamo bisogno di spazio e di aria  per crescere ecco perchè troppo vicini o in ombra potremmo soffocare e non svilupparci a sufficienza per dare i nostri frutti e seminare poi il terreno.

L’albero ci rappresenta, sarà che è il mio segno secondo i ba zhi cinesi! Ma l’albero non solo è fonte di numerosi fitoterapici cinesi ma anche di alcuni fitoterapici di origine occidentale. Ricordiamo per esempio la Quercia e la Sequoia, come  fitoterapici  facilmente rintracciabili sotto forma di  macerati glicerici , sono entrambi grandi alberi che al solo guardare danno sicurezza e senso di forza. E’ interressante sapere che fra le  proprietà di questi alberi si considera in particolare il loro effetto  psichico,  la Quercia per esempio favorisce una maggior resistenza emotiva e la Sequoia può essere un utile sostegno per chi sente spiazzato dagli eventi,  perdendo colpi e rischiando di lasciarsi andare.

Inoltre il fegato e la vescica biliare  sono  gli organi più diffusamente compromessi in quasi tutte le patologie. I cinesi dicono degli occidentali che siamo tutti con il qi di fegato contratto, come se loro fossero diversi! Il logorio della vita moderna arriva cavalcando anche in oriente e si porta con se il qi di fegato contratto!

Si non dipende solo dalla alimentazione  e dall’abuso e uso abituale di farmaci e alcolici, il nostro fegato soffre di tensioni emotive e  si contrae quando le cose non vanno  come le volevamo noi e questo in effetti succede spesso! Certo gli orientali sono più portati a non avere aspettative e sanno rilassarsi molto meglio di noi. Noi dobbiamo imparare  a farlo disciplinandoci e su questo sono d’accordo con i cinesi. Ma conosco maestri e persone molto sagge senzi gli occhi a mandorla per intenderci! e non mi dilungo sugli orientali a buon intenditore poche parole.

In primavera come ho già detto più volte, il fegato è l’imperatore, il legno domina e si risveglia dando il meglio di sè. Credo che questo possa essere allargato anche agli uomini, anche noi possiamo mettere qualche ramo in più, crescere in qualcosa e  sviluppare al meglio le nostre potenzialità a partire dal nostro atteggiamento posturale che dovrebbe richiamare una intrinseca fiera nobiltà nello stare diritti anche di fronte alle intemperie certi che il sole tornerà a brillare.

E soprattutto godetevi queste meravigliose giornate di sole  cercando di stare all’aria aperta il più possibile.

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2 risposte a La primavera, il legno e gli uomini

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