Archivio per il mese di: aprile, 2010

La lingua parla

28/4/10

Catherine Bellwald La lingua parlaSecondo la medicina cinese l’esame della lingua, così come l’ascolto dei polsi, è un punto chiave della diagnosi. Entrambe queste manovre diagnostiche sono conosciute anche nella medicina occidentale come manovre di semeiotica tradizionale. Ma nella medicina cinese questi due esami sono estremamente soffisticati e chiarificatori.

Il polso, per esempio, parla della condizione di diversi organi interni, polmone, stomaco, fegato e rene e non solo del cuore. L’ascolto preciso dei polsi può permettere di avvertire un campanello di allarme di condizioni patologiche e disfunzioni anche prima che si manifestino fisicamente potendo così fornire un efficace strumento di prevenzione.

L’ascolto dei polsi esiste anche nella medicina Ayurvedica e Tibetana ma ci vogliono anni di pratica e di esperienza clinica prima che possa diventare un valido strumento diagnostico; esso infatti è facilmente  mutevole ed estremamente poco ripetibile.

L’esame della lingua invece è più facilmente effettuabile in modo oggettivo ma anche se spesso non permette di riconoscere problematiche anche severe, rappresenta maggiormente l’immagine della costituzione di fondo del paziente sulla quale possono coesistere sintomi e quadri clinici completamente diversi. E per questo motivo che i medici cinesi affermano anche che “la lingua mente”, ma questo già lo sapevamo.

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I cerotti intelligenti: una protezione perfetta in caso di tagli e ferite sulle mani.

27/4/10

Catherine Bellwald I cerotti intelligenti: una protezione perfetta in caso di tagli e ferite sulle mani.Sembrerà una cosa banale ma recentemente mi sono tagliata selvaggiamente un dito con uno spelapatate; a parte la fase iniziale di grande perdita di sangue che ha anche una sua funzione in quanto pulisce  la ferita da possibili agenti infettanti, in quel momento la cosa più sensata da fare è avvolgere il dito in quello che si trova, meglio una garza sterile ma un fazzoletto di carta o un tovagliolo di carta potranno andare benissimo per l’emergenza e incerottarlo in modo un pò stretto e compressivo in modo da  rallentare l’emorragia.

Questa è un operazione di grande semplicità per la quale non serve di certo una laurea!  Esistono persone che alla vista del sangue si fanno prendere dal panico ma qualunque genitore è in grado di intervenire in modo perfetto e rapido ad una situazione  di questo tipo.

E’ nei giorni successivi che il taglio, proprio per la sua posizione, diventa fastidioso soprattutto se si lavora con le mani, magari a contatto con persone oppure con sostanze che sporcano e si è costretti a lavarsele spesso. In questo caso infatti i soliti cerotti si staccano di continuo e le medicazioni più impegnative  sono troppo ingombranti e non consentono una buona manualità.

Cercando una soluzione, mi è venuta un’idea.

Avete presente i cerotti che si usano sui talloni per evitare le vesciche? Sono molto simili ai primi cerotti per le piaghe da decubito presenti in commercio ormai da oltre una ventina di anni; creano un microclima interno che consente alla ferita  di respirare e di andare a guarigione impedendole al contempo, tramite un film protettivo, di entrare in contatto con materiale potenzialmente infettante. Aderiscono perfettamente alla pelle e non perdono in aderenza se si bagnano.

Ho visto che è sufficiente tagliare una piccola striscia, grande quanto basta per coprire la ferita in tutta la sua larghezza (consiglio di tagliare una forma pratica per avvolgere sapientemente il dito lasciando i margini arrotondati ) per avere una protezione efficiente e non ingombrante.

Non vi accorgerete di avere un cerotto, potrete toccare tutto senza paura di sporcare o di essere sporcati e potrete lavarvi le mani senza problemi, perchè il cerotto diventa una seconda pelle e vi protegge anche dai possibili urti sull’area ancora un pò sofferente.

Provare per credere!

L’agopuntura prima di Lourdes

23/4/10

Catherine Bellwald Lagopuntura prima di LourdesEbbene  si; è una mia battuta ma in Italia questa è la triste situazione.

Non solo i pazienti hanno paura dell’ago e quindi piuttosto sono pronti a qualunque altro sacrificio, ma in questo paese anche i colleghi medici  sono diffidenti e non sanno assolutamente valutare l’importanza e l’efficacia terapeutica di questa tecnica medica al punto da risultare incompetenti e disinformati.

Recentemente mi sono capitati due pazienti particolari che non potevano proprio, per la loro condizione clinica, assumere farmaci antiinfiammatori.  Il primo era un uomo di 78 anni in terapia anticoagulante orale (detta TAO per gli adetti ai lavori) affetto da importanti algie alla spalla e al rachide lombare tali da rendere la deambulazione sempre più rallentata; il suo medico curante e i medici dello stesso servizio TAO oltre a sconsigliare  l’abuso di farmaci antalgici e anche l’uso di fans non suggeriscono alcuna via alternativa antidolorifica.

Anzi, molti di loro per ignoranza sconsigliano anche l’agopuntura per il possibile rischio emorragico, rischio che posso affermare essere assolutamente inesistente. Gli aghi attualmente utilizzati sono sottilissimi e il massimo ma proprio il massimo sarà un piccolissimo ematoma cutaneo di nessun significato patologico e clinico. Mentre l’utilizzo di numerosi farmaci fra cui i super usati  fans possono portare all’insogrenza  di emorragie interne anche severe per l’eccessivo aumento del INR.

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La riabilitazione sessuale nel rapporto di coppia

21/4/10

Catherine Bellwald La riabilitazione sessuale nel rapporto di coppiaUn medico riabilitatore, così si chiamano i fisiatri come me, doveva vedere anche questa! Si riabilita la vescica urinaria nei casi di incontinenza, la mobilità e coordinazone della faringe nella disfagia e, perchè no, oggi  si riabilita anche il rapporto di coppia e la sessualità.

Recentemente ho visto una coppia con due figli di età compresa tra i 10 e i 14 anni i cui genitori sembravano tra loro estranei, i figli si relazionavano normalmente con entrambi ma l’atteggiamento corporeo era assolutamente inequivocabile, il marito in piedi in metropolitana dava le spalle alla moglie seduta e si girava solo occasionalmente per interagire con lei. Usciti dal vagone lui con i due figli uno a destra e l’altro a sinistra  a passo svelto si allontanavano lasciando indietro di almeno 20 metri la moglie.

Ho pensato tra di me se questi due vivono sotto lo stesso tetto a letto manco si toccheranno per sbaglio! Forse sono separati ma forse no, potrebbe essere  solo un problema di  relazione e precisamente di relazione  squisitamente fisica. Succede molto spesso infatti che tra coniugi, anche se verbalmente il rapporto è buono, non ci siano proprio più contatti fisici, carezze, baci, abbracci, assolutamente zero.

Insomma una distanza enorme, fisicamente parlando e allora, quando arriva il momento del sesso, è come qualcosa di senza senso, di sgraziato, di goffo, di stonato. Questa disarmonia viene percepita da entrambi e il risultato è che si genera ulteriore distanza.  Così il sesso viene vissuto frettolosamente e con disagio quasi come un dovere o non viene vissuto affatto. Il concetto di ricevere e donarsi piacere si perde totalmente. Mentre crescono internamente i sensi di colpa, insoddisfazione e di frustrazioni.

Le cause più frequenti possono essere la nascita di un figlio, una problematica individuale  e il dubbio o il conosciuto tradimento del patner  oppure semplicemente la mancanza di attenzioni reciproche, che producono un progressivo blocco della relazione fisica e dei rapporti sessuali. Può nascere da uno dei due, l’altro poi si adegua un pò per risentimento un pò perchè magari non vuole essere invadente.

Il risultato del disagio fisico diventa tangibile e visibile dall’esterno, come appunto nel caso del metrò.

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Le ricette per mangiar sano: sogliola al vapore con agretti

19/4/10

Catherine Bellwald Le ricette per mangiar sano: sogliola al vapore con agrettiSono davvero tante le pazienti e i pazienti che, dopo aver capito le indicazioni di massima sul mangiar sano, mi chiedono in preda al panico:  “cosa mangio allora?”

Purtroppo il tempo in studio non è sempre sufficiente per dilungarsi sulle ricette; ecco allora l’idea di fare un pò alla volta una rubrica di ricette semplici, tanto per dare una spinta alla fantasia che alcune volte si atrofizza e rende la dieta sana una vera maledizione e noia per chi cerca di serguirla.

Prima di tutto mangiar sano non deve essere affatto una punizone, quindi bisogna incominciare dall’aspetto e anche dall’estetica del piatto che non devono mai essere trascurate.

Poi è necessario avere alcuni  ingredienti freschi e soprattutto buone idee affinche anche il sapore  dei cibi cucinati nei modi più semplici possa  essere stimolante  ed esaltato.

Innanzitutto un buon olio di oliva e spezie, se possibile fresche ma non disdegnerei quelle surgelate come il basilico e il prezzemolo oltre che quelle secche, perchè possono assolutamente essere utili e  talora indispensabili  per ridurre la quantità di sale e dare vita al nostro piatto.

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La primavera, il legno e gli uomini

13/4/10

Catherine Bellwald La primavera, il legno e gli uomini

Alla base dell’antica agopuntura, vi sono concetti che, oggi come oggi, sono persi o, al più, dimenticati. Negli anni ho avuto la fortuna di poter studiare con maestri di quest’arte che invece tali concezioni avevano perfettamente presenti e non solo come mera introduzione modaiola ma come radice di tutta la loro incredibile arte.

Studiando e ristudiando i cinque elementi, acqua, legno, fuoco, terra, metallo, rappresentandoli nel classico pentacolo, disegnandoli come trigrammi e poi immaginando la loro naturale forma, più volte mi sono ritrovata a non essere sicura e dover ripettere: l’acqua genera il legno, il legno genera il fuoco,  la terra genera il metallo, il metallo genera l’acqua. E ancora l’acqua controlla il fuoco, il fuoco controlla il metallo, il metallo controlla il legno, il legno controlla la terra come una cantilena.

E dai e dai ripeti e ripeti, mi sembra che adesso tutto sia più chiaro, la prima cosa davvero interressante e frutto di una mia riflessione personale è che il legno si trova nel centro tra i due principi più importanti l’acqua e il fuoco. Due principi apparentemente estremi e diversi ma che si toccano, entrambi sono principi di purificazione.

Per sterilizzare si usa il fuoco e l’acqua per detergere. Entrambe sono potenti forze della natura duali nella loro manifestazione potenti e fortemente yang nel loro potere anche distruttivo e fortemente yin nel loro intimo potere nutritivo. Ecco perchè l’acqua che tutti conoscono per avere una natura yin nel corpo umano diventa yang per il macrosistema il mantello della terra e il fuoco che tutti conoscono come yang per il corpo diventa yin riferito agli elementi e non è forse di fuoco il sangue della terra? (continua…)

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L’insufficienza venosa. Come evitare i famigerati “capillari”

11/4/10

Catherine Bellwald Linsufficienza venosa. Come evitare i famigerati capillariSono in arrivo le stagioni più calde e quindi per le persone che soffrono di insufficienza venosa iniziano i primi disagi e problemi.  Pesantezza e gonfiore agli arti inferiori sono il primo sintomo, la comparsa di telangectasie (capillari visibili sulla cute), ectasie venose e infine la formazione di varici sono il risultato finale. L’insufficienza venosa non trova nella medicina occidentale, ne farmacologica ne chirurgica, una vera cura risolutiva.

Potremmo definire l’insufficienza venosa come l’incapacità del sistema venoso di drenare la componente  liquida dai tessuti e di trasportarla efficacemente  alla pompa centrale, il cuore, che a sua volta  veicola il sangue ai polmoni dove si arricchisce di ossigeno, da cui poi ritorna al cuore per essere distribuito nei diversi distretti corporei.

Per la fisiologia classica si parla di piccola e grande circolazione sanguigna nel cui meccanismo entrano prevalentemente come organi il polmone, il cuore e i vasi sanguigni.

Per la medicina cinese parliamo del  metabolismo delle acque; in questo complesso sistema si considerano come organi funzionali  il polmone, la milza, i reni e gli intestini. Il polmone distribuisce e diffonde le acque a tutto il corpo, la milza scalda e costituisce la forza del sistema e i reni e gli intestini sono deputati all’eliminazione degli eccessi e dell’impuro.

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Tracce di Profumo: Ombra e Polvere. By Valeria

7/4/10

Catherine Bellwald Tracce di Profumo: Ombra e Polvere. By ValeriaQuanto tempo calpestato, quanti passi mossi a caso nel mio passato…

Un nuovo anno è giunto, con tutto il suo carico di aspettative, con le sue zavorre e i buoni propositi.

Adesso, per un attimo, cala un silenzio particolare nel quale posso muovermi liberamente, posso raccogliere le idee e fare il punto dei miei luoghi comuni.

Un torrente ha la strada segnata, segue il percorso di minor resistenza.

Scenderà a valle secondo un tracciato che non ha scelto lui, che segue precise leggi, che sarà influenzato da gravità, attrito, ostacoli, permeabilità o meno del terreno, pendenza e da molti altri fattori.

Proseguirà la sua corsa nel medesimo letto per lungo tempo e, nel tempo, scaverà sempre più nel terreno scavando così senza sosta il solco del suo destino.

Forse soltanto un’onda di piena, una spaventosa, imprevedibile onda di piena gli consentirà di rompere qualche argine naturale e il torrente allora potrà scendere libero verso valle, dividersi in mille rivoli, riunirsi, riprendere compatto la sua corsa lungo nuovi sentieri, verso altri avvallamenti ed altre praterie.

Ma quanto dolore in quell’onda di piena che avrà fatto scempio dei luoghi in cui, tranquillo, il torrente è transitato per tanto tempo.

Metafora della vita? Forse si.

Per anni e anni incontriamo persone, luoghi, avvenimenti, ostacoli, novità interessanti o seducenti eppure tutto questo soltanto sporadicamente induce una mutazione interiore.

Le nostre “mappe interiori” rimangono sostanzialmente immutate, i nostri schemi mentali identici, ogni nuova esperienza la useremo sostanzialmente per convalidare la nostra visione soggettiva del mondo, le nostre convinzioni già radicate e le nostre paure.

Soltanto un solco in più. Un altro irrigidimento.

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Possiamo essere uno

2/4/10

Catherine Bellwald Possiamo essere unoRecentemente un documentario televisivo sul comportamento di uno sciame di formiche rosse mi ha fatto molto pensare.

Il nido delle formiche veniva spazzato via dal fiume in piena e le formiche per salvarsi e per salvare le uova formavano, unendosi le une alle altre con le zampe, una unica formazione, come una zattera e raggiungevano la riva mettendosi tutte in salvo.

Le tante formiche diventavano uno… uno strumento gallegiante! Ogni formica pur rimanendo ben compatta con le altre  faceva il suo dovere e si rendeva utile in modo individuale, vuoi per remare ai bordi vuoi per spostare le uova al centro e poi sulla terra ferma.

Insomma, animali  piccolissimi ci danno una lezione di vita, insieme compatti di fronte al pericolo e all’avversità, possiamo farcela, senza che nessuno  decida per gli altri, la decisione è una sola e univoca, salvarsi tutti, il metodo è approvato da tutti.

Uno si chiede, avranno fatto le prove prima? Seguono l’istinto,  il buon istinto, quello che abbiamo tutti. Fanno tutti la cosa più sensata da fare, senza stare su a pensarci troppo, nessuno escluso.

“Uno per tutti, tutti per uno” dei quattro moschettieri non è forse quello che desideriamo, dare un significato altruistico al nostro lavoro o operato “per tutti gli altri” e nello stesso tempo essere protetto, sostenuto e difeso da tutti gli altri indipendenetemente da quello che si fa?

Avere diverse alternative di come realizzare un obiettivo comune, anche se molto nobile,  complica la faccenda, perchè non saremo mai tutti con la stessa idea e allora ci faremo la guerra e ci metteremo i bastoni tra le ruote per dimostrare che la nostra idea e solo la nostra è la migliore.

Si parla spesso di dinamiche di branco evidenziando come all’interno di un gruppo formato da persone che non possiedo una individualità formata sia possibile compiere azioni disumane e orrende nel nome del gruppo, come se il gruppo potesse giustificare tutto quello che si fa.

Si dice che la dinamica del branco solleva gli individui dal dover scegliere tra il giusto e il non giusto e purtroppo è proprio così.

Cosa cambia tra il modello delle formiche e il modello del branco di ragazzini che abusa di un altro essere umano?

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