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Pubblicità regresso

cercare il padre dei nostri figliSono molti gli spot pubblicitari che mi fanno sorridere loro malgrado, ma questo ultimo sul test di gravidanza e sul test di ovulazione mi ha lasciata senza parole!

Tre donne se la discutono sulla difficoltà di lettura del test di gravidanza.

Premesso che anche un idiota patentato sarebbe in grado di leggere un test di gravidanza, se sei incinta compare una particolare barretta che confronti con il disegno figuratore stampato sul bugiardino interno, niente di complicato.

Ma queste tre donne, che in tutto e per tutto sembrano acefaliche, non solo affermano di non saper leggere un normalissimo test di gravidanza ma poi una afferma di voler sapere quando ha l’ovulazione:  “così non ci penso più!” dice lei serafica. Me la vedo la scenetta coniugale: oggi il test mi dice che sto ovulando quindi datti da fare, per gli altri giorni non se ne parla proprio, troppa fatica! E già mi passerebbe  la voglia se fossi un uomo!

Sex on demand;  se non mi serve per la riproduzione della razza lasciamo pure perdere, si perde tutta la poesia.

Se volete rimanere incinte il modo migliore è fare sesso, sesso, sesso a manetta e prenderci gusto magari. Desiderare un figlio è anche desiderare l’unione con il proprio compagno. Fare sesso solo sperando di fecondare l’ovulo è davvero molto più animalesco di quanto non possa sembrare, altro che evoluzione e poi  è la volta che non ci riuscirete, statene pur certe.

Non dico che non si debbano usare i trucchi per sapere quando si ovula ma è la modalità che lascia perplessi, il modo di porsi che mi fa rabbrividire. Una donna fertile dovrebbe sapere dai suoi umori in che stato si trova, dovrebbe studiarsi, anche supportata da strumenti tecnici, per la sua conoscenza personale e questo dovrebbe farlo molto prima di voler fare un figlio.

Saprebbe allora che, in quei giorni, non a caso il desiderio aumenta, la forma esterna dei genitali pure e la densità e l’odore della secrezione vaginale si modificano; tutto il corpo si predispone a ricevere e ad essere fecondato. Ma corri corri, corri, prendi la pillola per vent’anni, fai sesso solo al sabato sera… non ci accorgiamo più di niente. Questi sono i risultati di questo stile di vita.

Oggi fare un figlio è un business di molte case farmaceutiche, la cosa più semplice e vecchia del mondo è diventata difficile, si vorrebbe far credere che si compra in farmacia e chissà  magari un giorno inventeranno una pillola che ti assicura la fecondazione, magari senza neanche dover far sesso!

E questi uomini evitiamo di farli diventare e sentire solo i padri dei nostri figli o meno ancora gli inseminatori, magari a loro questo ruolo non da fastidio, ma in realtà così facendo cercheranno altrove un rapporto affettivo diverso dove l’unione sessuale sarà il desiderio di incontrarsi  di scoprisi e di conoscersi veramente.

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1 Comment

  1. Sting ha detto:

    Sono sempre allibito quando parlo con persone che si stressano e si esaurisono perchè non riescono ad avere figli. Si snaturano assumendo “terapie par la fertilità”, consulti psicologici, sesso ad orologeria, quando magari non ne hanno la minima voglia, magari in posizioni improbabili per favorire la fecondazione.
    Non li capisco, a meno che la loro percezione di esseri umani non passi esclusivamente attraverso la capacità di riprodursi, questa ansia non ha senso.
    Generare un figlio al di fuori dell’armonia naturale, imbottiti di farmaci, con lo spirito di un carrierista rampante, che “deve” a tutti i costi, mi pare un’aberrazione peggio degli OGM.
    Tra l’altro ho avuto l’avventura di sentirmi chiedere da una donna di essere il padre di suo figlio, ma nessun’impegno, bastava solo “farlo”, poi ci avrebbe pensato lei.
    Pur potendo comprendere ciò che la animava, e in fondo anche la fiducia che riponevano in me, è stata una delle esperienze più tristi che ricordi.
    Non so se altri uomini, in cuor loro, si sentano “inseminatori”, e in fondo non lo credo, io no di certo. E in quell’occasione mi sono sentito (certo in altro modo e per altri motivi che per le donne) davvero un’uomo “oggetto”.

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