Perchè curare il dolore con il caldo

calore e terapiaIn Medicina Cinese il caldo e il freddo sono da sempre considerati fattori indispensabili per porre una corretta diagnosi e per capire come curare una determinata patologia in un determinato paziente. Si dice che il freddo e il caldo possono essere interni o esterni,  da pieno o da vuoto.

Un deficit di yin come tipicamente si risconta in menopausa può causare un calore interno da vuoto di yin. Un vuoto di yang tipico dei soggetti anziani può causare un freddo interno da vuoto di yang. In questi casi scaldare o rinfrescare dall’esterno non basta, bisogna nutrire e colmare il deficit da dentro e non già limitarsi a modificare la temperatura dall’esterno.

Ben diverso è il caso della patologia da esterno, un colpo di calore o un colpo di freddo si possono curare se presi tempestivamente con il freddo e con il caldo in applicazione esterna. Lo stesso avviene per un trauma che genera un accumulo di calore locale.

Ma troppa leggerezza viene posta dalla medicina occidentale a questo riguardo. Applicazioni di ghiaccio sono comunemente indicate sui dolori articolari non solo post chirurgici o post traumatici caratterizzati da forte calore ma su tutti i dolori articolari dove vi sia gonfiore e quindi accumulo di umidità.

Ho visto molti danni causati da applicazioni di ghiaccio ad oltranza o prolungata  nel tempo su quadri compatibili con tendiniti o sinoviti. Così come il collare cervicale usato comunemente nei traumi cervicali distorsivi può generare esso stesso rigidità articolare di grado più o meno severo, anche l’ applicazione locale di ghiaccio se fatta in modo prolungato e continuativo è spesso causa di un peggioramento del dolore e del quadro generale e funzionale.

Non cè da stupisri, la logica è sempre la stessa; l’immobilità fisica e le applicazioni di ghiaccio locali generano  sempre un arresto della microcircolazione sia sanguigna che energetica che a sua volta genera dolore; il circolo in questo modo rischia di diventare pericolosamente e tristemente vizioso.

Le applicazioni di caldo d’altro canto sono certamente utili per muovere sia il sangue che l’energia rallentata e possono senza dubbio migliorare la tensione muscolare che è spesso causa di dolore. Ma solo nelle forme tensive e nei colpi di freddo possono  essere risolutivi.  Quando il dolore è molto forte esiste il pericolo dell’ingorgo, ovvero l’ ingorgo energetico causato dal dolore può essere peggiorato dall’aggiunta di calore  locale.

Per capire meglio, pensate ad un fiume la cui acqua è ostacolata da alcuni sassi, aggiungendo acqua non migliora il flusso ma se i sassi sono piccoli è possibile che aumentando la quantità di acqua anche  i sassi si spostino, se i sassi sono grossi sarà insufficiente e potrò anche peggiorare l’ingorgo locale.

Il calore locale così come  i diversi trattamenti locali fisioterapici si comportano allo stesso modo; dalla chinesi al  massaggio a qualsivoglia terapia fisica,  in termini energetici si possono definire in grado di muovere l’energia e il sangue localmente, migliorando quindi il trofismo tessutale anche in profondità e questo può essere un fattore responsabile di una maggior infiammazione locale come risposta immediata spesso seguita da un miglioramento della circolazione stessa.

Quello che si deve sapere è che se il disturbo si è prolungato nel tempo possono  esistere come dei un “nodi” localizzati non solo nel tessuto muscolare ma anche in altri tessuti tendinei e legamentosi. Fino a che non si eliminano queste aree di maggior densità tessutale l’ingorgo, e quindi l’arresto energetico e sanguigno, potranno ripertersi e rigenerarsi facilmente per movimenti anche semplici, come un lieve colpo d’aria o un’emozione in più per fare un esempio.

Inoltre se il dolore è generato da un’alterazione o vizio posturale o da una irritazione viscerale interna non curate, si ripresenterà esattamente come prima anche dopo l’applicazione del calore locale. Il calore non scioglie il dolore come dice la pubblicità, questa è una visione un pò semplicistica; può sciogliere e migliorare una tensione muscolare soprattutto quando questa non è organizzata e strutturata nel tempo.

La sempre maggior presenza sul mercato di cerotti e fasce riscaldanti, cerotti fitoterapici, cerotti a rilascio lento di fans, cerotti da applicare sugli agopunti, lascia intuire che il mercato  della industria farmacologica  si muove  sempre più verso prodotti e soluzioni antalgiche afarmacologici, grazie al desiderio delle persone  di limitare quanto possibile l’ assunzione di farmaci analgesici ed antinfiammatori.

Usare  cerotti, collari e cinture lombari termiche può essere un valido aiuto ma sarebbe utile sapere cosa stiamo facendo. Per un giardiniere o un operaio costretto al lavoro esterno a temperature rigide per tempi protratti, usare un collare termico  diventa un ottimo strumento preventivo per evitare l’entrata del freddo (la nuca per i cinesi è chiamata “la porta del freddo”).

Per il dolore cronico in quadro artrosico l’uso di cerotti riscaldanti magari contenenti anche erbe cinesi che servono a muovere il sangue e il qi e non solo il calore esogeno può essere un valido aiuto e sostegno, ma è sempre meglio indagare sulle cause del dolore e sulle diverse possibilità terapeutiche di interagire con esso.

Insomma… il dolore non va ingigantito ma neanche  trattato con pressapochismo terapeutico e  superficialità, soprattutto quando tende a recidivare e a presentarsi con regolarità. E’ necessario affidarsi a specialisti del settore.

L’agopuntura, la fisioterapia, la miofibrolisi, la correzione posturale sono tutte tecniche che  possono migliorare e risolvere anche definitivamente molti  tipi di dolore agendo in modo specifico e mirato sulla causa e non solo sugli effetti da essa generati.




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2 risposte a Perchè curare il dolore con il caldo

  • anna Zampella scrive:

    Vorrei porre una domanda e, gentilmente se qualcuno competente mi risponde al più presto.
    Ho un dolore al collo lato destro che scende fin nella spalla e sale all’orecchio; posso trarre beneficio da una pomata specifica (artrosilene gel) ma, fatta penetrare con l’aiuto del calore, scaturito da una fonte elettrica, quale una stufetta?
    grazie!

  • Cathe scrive:

    Perché no, la stufetta per scaldare va bene ma la userei prima della pomata o gel, non vorrei che chimicamente si modificasse con il calore. La sua penetrazione su tessuto caldo mediante un piccolo massaggio sarà sicuramente maggiore. Ci sono dei gel composti da erbe medicinali cinesi Butong gel che lavorano non sull’infiammazione ma sulla circolazione sanguigna ed energetica e sono molto più efficaci per alcuni tipi di dolore articolare in particolare su quelli che peggiorano con il freddo umido. La pomata antinfiammatoria lavora sull’infiammazione e normalmente non viene usata con il caldo, perché il caldo su tessuto infiammato può aumentare la sua infiammazione.

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