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Le arance e l’inverno

arance  Vit C e non soloIl frutto dell’arancio è estremamente decorativo e profumato, mi ha stupito sapere che le sue origini non sono affatto mediteranee come pensavo.  L’arancio infatti nasce in Asia Orientale si ritiene fosse presente addirittura già 4000 anni a.c . Da alcune teorie storiche si pensa che alcuni legionari possano essere arrivati fino in Cina scoprendo per primi questo squisito frutto. Arrivato e coltivato in Italia solo tardivamente intorno al 1400.

L’arancia, oggi conosciuta come un classico frutto invernale comunemente raccomandato per il suo contenuto in Vitamina C, è però spesso utilizzato in modo scorretto ed eccessivo.

E’ comune infatti che si trovi scritto un pò ovunque che una  spremuta di arance al giorno o peggio anche il succo di arancia conservato siano assolutamente la miglior cosa da assumere in inverno per limitare le infezioni virali.

Non è esattamente così; intanto il contenuto in Vitamina C non è assolutamente così eclatante rispetto ad altri frutti. Tenete in considerazione che ribes e kiwi ne contengono molto di più, così come la papaya e le fragole e alcune verdure come peperoni, spinaci, cavoli e cavolfiore, se cotti in modo corretto, possono apportare un discreto contenuto in Vit C. Senza parlare del prezzemolo che ne ha un contenuto altissimo.

Con le raccomandate  cinque porzioni al giorno tra frutta e verdura si dovrebbe superare alla grande il fabbisogno di Vit C giornaliero (pari a circa 50-60 mg ), così come di molti oligoelementi e  degli importanti microcostituenti attivi con azione antiossidante e quindi antiaging.

Certamente al fumatore e al forte consumatore di alcol, non basta per  limitare i danni, non solo ossidativi, delle sue cattive abitudini ma non è certamente aumentando la dose  di spremute al giorno che migliorerà la sua salute.Con questo voglio dire di non fossilizarsi solo sull’arancia e tanto meno sulle tanto raccomandate spremute che si bevono senza far fatica. Usiamo invece il concetto più maturo della diversificazione, della freschezza dei prodotti e del desiderio sano del nostro corpo di assumere quel particolare alimento. Inoltre è giusto sapere che l’arancia per la Medicina Cinese è considerato un frutto con qualità fresca o fredda, ovvero che raffredda ed è utilissimo quando si tende a mangiare cibi con qualità troppo calda come carne, vino e cioccolata che non a caso sono quelli tipici della stagione invernale.

Se abbiamo una costituzione  che soffre di umidità o una costituzione  fredda ovvero soffriamo molto il freddo e siamo particolarmente freddolosi, questo frutto va mangiato con molta attenzione, possibilmente a spicchi e non spremuto, perchè bevendo quando magari si ha sete, non si percepisce il desiderio del corpo e si rischia di assumerne troppo andando incontro a disturbi  fra cui  diarrea e dolori articolari.

Un classico errore è quello di farsi una o più  spremute quando si sta “covando” un raffreddore, magari proprio quando iniziano i brividi, pensando di migliorare le difese dell’organismo con la vitamina C. La spremuta in quel preciso momento peggiora invece il quadro di colpo, favorendo l’ingresso del freddo dalla superficie all’interno, in quelle occasioni ha più senso il classico rimedio popolare, qualcosa di caldo, piccante e aromatico che sia diaforetico ovvero che consenta al corpo di scaldarsi e di sudare un pò buttando fuori il freddo.

Per il suo aroma l’arancia  è preziosissima per cucinare diversi piatti,  si mischia tranquillamento a svariate carni o pesci, soprattutto se particolamente grassi come il salmone o i crostacei. A fettine,  condita e mischiata all’insalata, può essere usata come un intermezzo tra due piatti importanti.  A fine pasto, magari servita a  spicchi , per esempio dopo un bel piatto di spezzatino o di stracotto,  è utilissima per stemperare il calore di questi cibi e favorirne la digestione.  Inoltre rinfresca piacevolmente la bocca, diventando un ottimo dolce per chiudere in bellezza, magari accompagnato da un pezzetino di cioccolato di Modica.

Infine come snack l’arancio è facile da trasportare, molto nutriente e ricco di calcio, ed in grado di dissetare efficacemente,  soprattutto se ci si  trova in un ambiente eccessivamente riscaldato e secco.

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8 Comments

  1. diggita.it ha detto:

    Le arance e l’inverno…

    Le arance non sono sempre l’ideale. Tanto per iniziare fanno molto meglio mangiate che spremute.
    Occorre poi considerare la costituzione e la condizione generale della persona.
    Contrariamente a quanto si crede infatti, l’arancia è un frutto che “r…

  2. Max ha detto:

    L’arancio è stato conosciuto durante i viaggi in Cina dalle legioni romane ? Ma come si fa a scrivere simili castronerie?

    • Cathe ha detto:

      Da quello che so io l’arancio veniva coltivato in Asia oltre 2000 anni a.c e durante l’impero romano non era ancora conosciuto, furono le legioni romane che si spinsero più a oriente a scoprirlo durante i loro spostamenti. Questo ho appreso dai testi di Valerio Massimo Manfredi che di storia qualcosa dovrebbe sapere. Ma se lei è più dotto ci dica la sua al posto di scandalizzarsi! Non sono una storica e non pretendo di esserlo, volevo solo sottolineare che l’arancio ha origini molto lontane dal mediterraneo e dalla Sicilia dove molti pensano sia la sua patria natia e aggiungere una notizia curiosa trovata nei bellissimi romanzi storici di Manfredi.

      • max ha detto:

        Cara Cathe, la massima espansione ad est dell’impero romano si ha sotto Traiano, nel secondo secolo, con la conquista della capitale partica di Ctesifonte, posta sulla riva sinistra del Tigri in Mesopotamia. Fin qui arrivarono le legioni romane.
        Per quanto riguarda i rapporti con la Cina, solo a partire dal II secolo si ha notizie di alcune missioni diplomatiche romane. Probabilmente alcuni mercanti romani arrivarono in Cina, ma sicuramente mai vi arrivarono le legioni romane, se non forse in qualche romanzo di fantastoria.

    • Franz ha detto:

      Io invece mi chiedo come si possa essere così scortesi nei commenti. Ma soprattutto come si possa esserlo quando l’argomento di questo post non era la storia dell’arancio, ma le sue proprietà sfruttabili in cucina.

      Comunque, per tua informazione, i Romani conobbero proprio l’arancio amaro dai contatti con l’impero cinese.
      E’ poi vero che per la diffusione in Italia delle arance dolci bisogna aspettare la metà del 1400 ad opera di Vasco de Gama (sempre importandole dalla Cina).

      Quindi, caro Max, prima di esprimerti come hai fatto, frequenta un corso di storia ma, soprattutto, di buone maniere.

      • max ha detto:

        Non trovo niente di scortese nell’evidenziare un clamoroso errore, quale l’arrivo delle legioni romane in Cina.
        Il fatto che l’argomento del post non riguardi la storia dell’arancio, ma le sue proprietà sfruttabili in cucina, non giustifica affermazioni prive di qualunque fondamento, altrimenti potrei affermare l’arrivo delle legioni romane presso i Maya parlando delle proprietà alimentari del mais.
        Per mia informazione l’arancia amara è citata in alcuni testi antichi del I secolo, mentre si hanno notizie di eventuali contatti con la Cina a partire dal II secolo. Gli scambi commerciali tra mondo romano e mondo cinese erano mediati dall’impero partico. I romani acquistavano la seta cinese tramite i parti. Non mi sembra pertanto che i romani abbiano importato l’arancio da contatti diretti, ma probabilmente tramite l’intermediazione dei parti.
        Ma questo cosa ci “azzecca” con l’affermare che le legioni sono arrivate in Cina ?
        Caro Franz, non so se devo frequentare un corso di storia, probabilmente uno di alto approfondimento mi sarebbe utile, però ti posso consigliare di frequentarne uno di logica.

  3. Cathe ha detto:

    No le inesatezze non sono utili a nessuno e provvederò a modificare il mio testo. In effetti esiste solo una teoria basata su indizi che considera che alcuni legionari possano essere arrivati fino in Cina e non è giusto darlo per scontato e certo. Ben vengano le possibilità di rettificare e di cambiare il proprio pensiero. Grazie quindi per il suo intervento se pur brusco e scortese ho certamente imparato un pò di storia e forse lei avrà perso alcune certezze.

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