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Prevenire l’influenza è meglio che curarla: sentirsi la febbre è un segnale importante.

prevenzione e medicinaQuesta sottile e importantissima differenza tra sentire la febbre e avere la febbre è sostanziale. Nel nostro paese e in tutto l’occidente si considera la febbre come il segnale indiscutibile di malattia in corso. L’assenza di febbre significa assenza di malattia dimostrabile e verificabile o addiritura inganno. Insomma se non hai almeno 38°gradi di temperatura non hai niente di serio!

Invece nella medicina cinese il sentire la febbre è considerato come il primo segno della malattia, se preso in tempo questo particolare momento permette all’individuo in alcuni casi di evitare l’insorgenza della malattia stessa o quanto meno di ridurne o limitarne i danni e quindi i giorni di assenza dal lavoro.

Sentire la febbre infatti non significa avere un reale rialzo termico anzi, può essere anche il contrario, ma avvertire un insieme di sintomi come i brividi, un malessere generale, un senso di spossatezza e di stanchezza eccessivo, un lieve bruciore degli occhi o della gola,  un freddo nelle ossa. Per  i cinesi questi segni corrispondono ad un attacco della superficie e precisamente ad un attacco di vento freddo.

In questa fase far finta di niente e correre al lavoro o a scuola possono essere determinanti perchè consentono al nemico alle porte, che di solito è un virus, di avere la meglio su di noi riuscendo ad entrare e superare le barriere esterne di protezione.

Una volta dentro la forza virale e la forza del corpo si metteranno a lottare.

E’ interessante sapere che non esiste virus che il corpo umano non possa combattere e vincere, il pericolo sta però nelle difese immunitarie messe in gioco, talora così forti da portare alla morte non solo il virus ma anche il corpo umano. Questo è il caso per esempio del temuto virus Ebola; la reazione del corpo è così violenta da essere fatale per l’individuo  che la contrae.

Ma per tornare ai prodromi (si chiamano così i segni che anticipano i sintomi veri e propri della malattia), questi vanno ascoltati e non ignorati. Se in questa fase si assumono rimedi che liberano la superficie ovvero che fanno un po’ sudare, come la mitica aspirina per capirci meglio, o numerosi altri rimedi naturali, e si rimane al caldo senza stancarsi troppo,  alimentandosi in modo corretto con cibi leggeri  ma nutrienti e  magari leggermente piccanti e diaforetici potremmo riuscire a liberarci dall’invasore senza che abbia avuto la possibilità di entare.

Si parla di 48 ore di attenzioni contro un minimo di una settimana senza contare gli strascichi. Si può fare ma questo richiede una certa maturità e attenzione e soprattutto una cultura della medicina preventiva.

La medicina cinese è la medicina preventiva per eccellenza;  tanto è vero che trovava il suo pieno utilizzo originale nella alte sfere politiche dove rispondeva alle richieste dell’imperatore  e dei grandi nobili cinesi che la utilizzavano appunto soprattutto in termini di prevenzione, con l’obiettivo di essere forti e poter affrontare e vincere le guerre,  essere virili e procreare figli sani e robusti e infine invecchiare a lungo, lucidi e sani.

La medicina occidentale invece nasceva per contenere le malattie ormai in corso cercando di trovare soluzioni per lo più barbare e poco efficaci allo scopo di lenire e contenere il morbo. Oggi con il progresso della tecnica ci siamo affinati e si può dire senza ombra di dubbio che la medicina occidentale è un’indispensabile e insostituibile medicina dell’emergenza.

Molti passi ancora sono da fare per maturare la consapevolezza della vera medicina preventiva, che non può essere solo diagnostica; l’omeopatia, la fitoterapia e in primis l’agopuntura sono potentissime medicine preventive che non solo curano prodromi e disturbi disfunzionali in modo brillante ma consentono di ripristinare un equilibrio interno che allontana l’individuo dalla possibilità di ammalarsi.

Sono molte le malattie e non solo le virosi stagionali che potrebbero essere evitate  se capissimo che alcuni segni e sintomi sono l’espressione di un  iniziale disturbo ancora non manifesto in superficie ma latente nella profondità del nostro organismo.

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