Archivio per il mese di: ottobre, 2009

Yoga: bello da praticare, bello da vedere!

31/10/09

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E’ in linea il sito del mio studio: Artemisia

29/10/09

Catherine Bellwald E in linea il sito del mio studio: ArtemisiaCon piacere posso dire che è finalmente in linea il mio sito. Lo potete raggiungere cliccando sull’ultima voce a destra del menù del blog.

Ricevo spesso richieste di informazioni, sia sul mio studio che sulla mia attività e questo mi ha portata a mettere in linea un sito apposito.

Nelle diverse sezioni potrete trovare il mio curriculum, indicazioni e informazioni sui metodi terapeutici da me utilizzati (agopuntura, fitoterapia, coppettazione, miobifbrolisi e altro) e anche indicazioni stradali per raggiungere entrambi gli studi in cui ricevo, lo Studio Medico Artemisia a Cremona, di cui sono titolare, e lo Studio Medico Manara Medical Center a Milano.

Vi è inoltre una sezione interamente dedicata alle patologie trattate, con riferimenti ad articoli scritti in proposito nel blog e quindi in costante evoluzione.

In più, potete trovare una pagina con la mappa dello Studio Artemisia. Cliccando sulle diverse stanze potrete visitarle “virtualmente” in tre dimensioni, in modo da farvi un’idea dell’ambiente in cui lavoro.

Spero sia di vostro gradimento e utilità.

Buona navigazione!


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Punta su te tesso by Giulio Picozzi

27/10/09

Catherine Bellwald Punta su te tesso by Giulio Picozzi Pensaci, quale è la tua risorsa più preziosa? Cosa è veramente a prova di recessione?

Se pensi che sia la tua macchina o la tua casa o le tue azioni o i tuoi titoli, sbagli!

 La tua risorsa più valida sei tu stesso. Ciò che tu sei, la tua  salute  e il tuo benessere e quello che tu sai, le tue abilità e conoscenze,  sono le tue risorse e non hanno letteralmente prezzo.

Il loro valore  non può essere misurato in euro e centesimi, ma può essere misurato dal benessere e dal successo nella tua vita. Il tuo star  bene, la  tua  capacità  di “funzionare al massimo” e il tuo sapere  rendono  te stesso  una risorsa (o un peso per gli altri quando manca) unica e irripetibile.

 Quando ti trovi in tempi turbolenti e la situazione economica è cosi’ incerta, cosa rimane a cui affidarsi se non te stesso?

Considera le altre tue opzioni: i prezzi delle proprietà sono instabili, il mercato azionario si presenta come un lungo tunnel cupo senza luce al suo termine, anche il metodo provato  e testato di risparmiare come formichine  può dare  perdite quando i tassi di interesse sono più bassi che il tasso di inflazione!

Da quanto ho osservato, quando si verifica una recessione, una delle principali ragioni per cui molti rimangono in trappola e finiscono con l’impantanarsi o peggio,  è che si fermano ovvero recedono per l’appunto,  invece  di continuare ad andare avanti, il fatto è  che rimangono troppo presi nelle difficoltà giornaliere e hanno delle priorità sbagliate. In altre parole, non sono riusciti a cogliere e sfruttare l’essenziale.

Molti si concentrano  su cose poco importanti nella vita, tendono infatti a focalizzarsi su cose poco significative che portano benefici nel breve periodo o felicità di breve durata senza porre attenzione alle cose fondamentali che faranno  veramente la differenza nelle loro vite. (continua…)

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Scuole decimate…ma da quale virus?

23/10/09

Catherine Bellwald Scuole decimate...ma da quale virus? E’ veramente suggestivo vedere come da settembre siano state molto più numerose le persone che hanno già sviluppato sindromi simil influenzali o raffreddori. 

In particolare, nell’ultima settimana nel nord Italia le scuole sono a dir poco decimate. Percentuali di assenteismo scolastico fuori dal comune ma nessuno dice niente, neanche una parola al telegiornale!

Di solito si assiste a questo sterminio intorno a Gennaio con l’arrivo della rituale influenza stagionale, ma quest’anno qualcosa sembra non aver rispettato i soliti tempi.  Queste sindromi oltre che essere molto diffuse, sono più o meno violente, si manifestano con sinusiti, faringiti e talora bronchiti  e potrebbero essere dovute ai più volgarissimi e comuni rinovirus, ma  anche essere l’espressione del fatidico virus H1 N1.

Nessuno se ne interessa più, nessun test di verifica e soprattutto il silenzio dei media. Questo certamente fa pensare. Certo tra poco uscirà sul mercato il vaccino pronto, e che diamine, non facciamoci venire il dubbio di averla già fatta sta benedetta suina! Sarebbe un buco economico per la casa farmaceutica, oppure si dovrebbero trovare altri modi per commercializzare il vaccino magari in altri paesi! (continua…)

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Curare la psoriasi

20/10/09

Catherine Bellwald Curare la psoriasiLa psoriasi  è una patologia infiammatoria della pelle la cui causa è tuttora sconosciuta.

In questa patologia le cellule dell’epidermide presentano un turn over accelerato, responsabile della formazione di un circolo vizioso di infiammazione generato da  mediatori chimici cellulari.

Sino ad ora le terapie topiche, anche con i più potenti antinfiammatori come il cortisone, si sono  rivelate di scarsa utilità e causano a lungo termine un assottigliamento della cute che la espone ad altre patologie, anche serie.

Le cure con chemioterapici e immunosoppressori proposte si sono rivelate estremamente tossiche e dannose per l’intero organismo e soprattutto non giustificate, essendo la patologia priva di conseguenze sistemiche, anche se molto seria e fastidiosa.

Negli ultimi anni con la ricerca sul DNA, sono emerse terapie chiamate  biologiche che utilizzano diversi mediatori chimici, analoghi a quelli prodotti dal corpo umano, per interferire direttamente sulla flogosi, riducendola.

Questi nuovi farmaci sono in tutto e per tutto anticorpi monoclonali ad azione mirata, volti alla riduzione delle formazione di sostanze “pro infiammazione”, all’aumento di sostanze “anti infiammazione” e all’utilizzo di sostanze in grado di interferire su con essa. Vengono prodotti, mediante tecniche avanzate di  biotecnologia, da modificazioni genetiche su culture di cellule animali, successivamente filtrate e purificate.

E’ ancora molto limitato l’uso commerciale di questi prodotti a lungo termine per poter valutare quale siano le possibili conseguenze e gli effetti sul sistema immunitario che comunque in un modo o nell’altro andiamo a modificare nel suo delicato e complicato meccanismo un pò come per la vaccinazione  e per le immunoglobuline.

Come dice il Dott Lozio, specialista in disbiosi e immunità:

meno smanettiamo il sistema immunitario e meglio è

La psoriasi non è considerata ereditaria ma è stata evidenziata una predisposizione genetica.

E’ interessante vedere come in omeopatia, già agli inizi del novecento, Hannemam aveva evidenziato la costituzione psoriasica come una delle tre più importanti costituzioni.

In particolare  oltre ad alcune caratteristiche di questa costituzione, si utilizza anche il riconoscimento del cosiddetto “segno della psora“, caratterizzato da una o più macchie, in genere rosa con epitelio esfoliante, di solito presenti all’attacatura dei capelli.

La popolazione portatrice di questo “segno“, assai vasta numericamente, non è affetta dalla malattia ma è potenzialmente predisposta a svilupparla. (continua…)

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La frutta e la verdura in tasca

15/10/09

Catherine Bellwald La frutta e la verdura in tascaDall’America sono già da anni in auge prodotti considerati come integratori alimentari in grado di supportare la scarsa introduzione di frutta e verdure nell’organismo.

L’idea è stupenda  se ci pensiamo bene cosa c’è di meglio che produrre frutta e verdure, magari coltivate al meglio senza pesticidi ne OGM, racccolte nel loro periodo di maggior maturità quindi al massimo del loro potenziale benefico e nutritivo, disidratare i prodotti mediante un procedimento a freddo che consenta di estrarre l’eccesso di zuccheri e conservare senza aggiunta di alcun prodotto i microcomponenti nutritivi nella loro complicata e articolata totalità.

Un chilo di frutta e verdura adeguatamente miscelata per produrre un apporto nutritivo completo in una pastiglia o ancora meglio in una caramella gommosa dal gusto pure accattivante per farla prendere anche ai più piccini. Due pastiglie al giorno e tolgo il medico di torno!

Geniale, solo gli americani potevano pensarci! In questa società non c’è tempo per  andare a fare la spesa un giorno si e uno no, si comprano di fretta al supermercato frutta e verdura, raccolte acerbe e conservate in ambienti  trattati chimicamente. Non cè il tempo di prepararla e poi spesso magari non piace neanche al marito e ai figli e dopo tutta la fatica fatta ti presentano pure una bella smorfia davanti al piatto di broccoletti. Per non parlare della frutta che rischia di rimanere lì a marcire e si butta via, dopo aver lasciato mezzo stipendio al negoziante di frutta bio.

La soluzione in tasca anzi la frutta e la verdura in tasca! Questa è un’idea futuristica e abbiamo certamente gli strumenti per farlo bene se ci applichiamo con amore. La possibilità di conservare alterando al minimo l’alimento la conosciamo grazie alla ricerca e ad attrezzature ad hoc.

Ma facciamo due conti: due chili di frutta e verdura al giorno, coltivata naturalmente nel migliore della tradizione biologica, raccolta nel massimo periodo di maturazione, trasportata, lavata, centrifugata, disidratata a freddo con metodo high tech, confezionata e infine distribuita, quanto potrebbe costare? Considerando la materia di prima scelta e tutto il personale che ci lavora, l’idea o il brevetto del trattamento, l’attrezzatura e i controlli di qualità che costano al produttore un prezzo non indifferente ma che sono ormai di legge… direi non meno di 10 euro al giorno.

E’ qui finisce la poesia. Si, finisce proprio qui, perchè per vendere un prodotto ad un prezzo accettabile,  si finisce che per un chilo di frutta o verdura, considerato il minimo apporto giornaliero,  il costo sarebbe circa di un euro, al pari quindi di un hambuger da fast food ma è ovvio che a quel prezzo è lecito chiedersi cosa si stia mangiando. (continua…)

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L’insostenibile pesantezza del senso di responsabilità – By Valeria

13/10/09

 

Catherine Bellwald L’insostenibile pesantezza del senso di responsabilità   By Valeria

Credo sia capitato alla maggior parte di noi almeno una volta:

parte un pensiero che non si sa da dove arriva ne perché. Poi la mente cerca di rimuoverlo ma poco dopo ci si accorge che il tentativo è fallito: il pensiero è ancora lì.

Quello si è ostinatamente radicato nel cervello ed evidentemente non rimane altro da fare che andare a fondo e rifletterci su.

Sulle prime sembra trattarsi di un dettaglio irrilevante e invece, ripensandoci, è tanto sostanziale da poter mettere a dura prova l’idea che ci siamo fatti del mondo e degli uomini.

Bene, tempo fa due vecchi amici – che io a mia volta conosco da tanti anni – si rivedono e naturalmente cominciano a raccontarsi. Come sta una, come sta l’altro, cos’hanno fatto delle loro vite.

Io li osservo, ma qualcosa mi sembra non quadrare. C’è come una sorta di mancanza, anche se l’apparenza direbbe il contrario. (continua…)

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“Il Dolce Suono” ne “Il quinto elemento”… era cantato da una voce vera.

10/10/09

Nella Lucia di Lammermoor vi è un’aria che è tra le mie preferite, “Il dolce suono”. Nel film “Il quinto elemento” viene cantata da Inva Mula Tchako, un soprano albanese dalla voce a dir poco angelica. Alla fine del brano, nel film vi è una serie di vocalizzi che ho sempre pensato essere impossibili da fare per una voce umana. Invece ho da poco scoperto che la voce di Inva non era sintetizzata.

La prova in questo filmato in cui una ragazza sconosciuta, dallo straordinario talento vocale, canta lo stesso brano su YouTube. Ascoltatela perchè è incredibile.


A pieni polmoni – by Philippe Galard

9/10/09

Catherine Bellwald A pieni polmoni   by Philippe GalardLa prima volta ero davvero giovanissimo, appena tredici anni.

Ero con mio cugino e lui ne aveva soltanto undici.

“Guarda” mi disse  “Le ho fregate dalla borsa di mia madre!”

Anche se più giovane di me di due anni,  è stato lui a invitarmi a fumare la mia prima sigaretta. Solo undici e tredici anni, è pazzesco se ci ripenso.

Ci siamo rinchiusi nei bagni, abbiamo aperto la finestra e… via con la siga.

Non sapevamo neanche inghiottire il fumo ma ci sentivamo grandi; era il nostro  primo gesto di emancipazione, di affermazione e di ribellione.

Il gusto, me lo ricordo benissimo, era infame ma fu piuttosto il senso di trasgressione del vietato ad incidersi  nella mia memoria.

La seconda volta fu ancora più eccitante; ero in vacanza in Marocco, con mia sorella e Anna, una sua amica. Io avevo quattordici anni e loro diciasette. Anna era davvero una bella ragazza ed io non ero che un piccolo moccioso; ai miei occhi, lei era già una donna fatta e finita e per me del tutto inacessibile.

Alla sera si divertiva a prendermi in giro:

“Allora piccoletto,  quand’ è che vieni nel mio letto? ti aspetto! Potremmo fare follie insieme!”

Mi ballava  intorno in camicia da notte, ridendo di gusto. Ero timidissimo,  arrossivo come un pomodoro ed ero assolutamente incapace di profferire parola.

Mia sorella all’epoca doveva studiare per gli esami di recupero di settembre; ebbi quindi il privilegio e l’onore di accompagnare Anna al mare.

Il lungo mare era pericoloso e noi eravamo praticamente soli, su questa immensa spiaggia di sabbia dell’Oceano Atlantico.

In assenza di mia sorella, Anna si faceva più sensuale, misteriosa, meno esuberante e più calda nei miei confronti. Un giorno aveva  disposto il suo asciugamano fianco fianco al mio,  era sdraiata  sul ventre con un libro in  mano, i suoi  lunghi capelli rossi e ricci  e gli occhiali da sole sul naso. Confesso che mi faceva letteralmente impazzire.

Ad un tratto girandosi verso di me, abbassò gli occhiali e si  tuffò letteralmente nei miei occhi. Era così vicina che potevo sentire la sua pelle sfiorare la mia. Non avevo mai condiviso una simile intimità con una ragazza.  Immaginavo la  pienezza dei suoi seni, meravigliosamente disegnati dal suo costume da bagno. Il suo odore, il suo alito, il calore del suo corpo, erano un’ esplosione nel risveglio dei miei cinque sensi. (continua…)

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I virus sono alle porte, che fare?

7/10/09

Catherine Bellwald I virus sono alle porte, che fare?Si è fatto un gran parlare dell’influenza suina e della sua vaccinazione, adesso si assiste al silenzio dei media in attesa della comparsa sul mercato del vaccino pronto.

Ciò che non abbiamo ancora affrontato in effetti è il discorso delle patologie definite stagionali come il raffreddore e le comuni influenze, considerandole da vicino e valutando quali siano le azioni possibili per prevenirle o accelerarne il percorso di guarigione.

In prima istanza dobbiamo considerare che quasi sempre queste patologie sono forme di infezione virali e solo eccezionalmente e in paziente già predisposto possono complicarsi in infezioni batteriche.

La differenza è sostanziale perchè mentre per la maggior parte dei batteri abbiamo farmaci efficaci, come gli antibiotici (sempre che il loro abuso non ne diminuisca l’efficacia!), per le infezioni virali non possiamo affatto dire la stessa cosa.

La patologia virale fa il suo decorso con o senza farmaci antivirali. I comuni farmaci antivirali oltre che avere scarsa efficacia sono anche particolarmente tossici. Si può dire senza difficoltà che il vantaggio terapeutico non supera la tossicità del farmaco.  Non solo, i farmaci così detti antinfiammatori o antipiretici usati senza scrupolo, riducendo  la temperatura del corpo, rendono il virus meno aggredibile essendo i più comuni virus estremamente sensibili al calore.

Da alcuni studi scientifici è stato evidenziato addirittura che i casi meno trattati di poliomielite sono quelli che hanno riportato meno lesioni permamenti. L’unico vero metodo efficace contro i virus è quello della vaccinazione, il metodo inventato da Pasteur consente anticipatamente la creazione di anticorpi da parte del corpo ricevente e quindi una pronta ed efficace risposta da parte del sistema immunitario.

Il corpo umano  si difende dalle infezioni virali con due grandi risposte immunitarie; la prima,  immediata, consiste nel riconoscimento dell’ agente estraneo e subitanea fagocitosi da parte di queste fantastiche cellule che appunto, come  dice chiaramente il loro nome “macrofagi”, si pappano il nemico seduta stante senza discutere!

Questa è la nostra  prima linea di difesa, se il corpo è sano e la sua risposta naturale valida, la malattia potrà essere evitata sul nascere. In caso di ridotte difese o in caso di carica virale importante o particolare virulenza del virus la prima linea di difesa può essere inefficace o insufficiente e il nemico passa quindi la nostra prima barriera protettiva per addentrarsi più profondamente nel corpo dell’ospite malcapitato. (continua…)

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Il corpo in toto. By Franz

5/10/09

Catherine Bellwald Il corpo in toto. By FranzA furia di indagare sull’infinitamente piccolo, il rischio è di dimenticarsi l’origine.

E’ ovvio che il sapere progredisce verso sempre maggiori dettagli, verso l’accumulo di nozioni e quindi procedere in direzione del microscopico è la naturale tendenza del ricercatore.

Ma questo genera spesso la dimenticanza del fatto che anche il più piccolo dettaglio è pur sempre parte di un tutt’uno più grande.

Il fatto che si sia arrivati a definire quale singolo gene produce la tal malattia è in se’ una grande conquista. Indagare sui meccanismi fisici alla base delle varie patologie che rattristano la vita umana (e a guardare il numero di esse viene veramente da dire che la vita è un miracolo) è indispensabile al progredire scientifico.

Questo però non dovrebbe far dimenticare che il corpo umano è anche un’entità a se’ stante, in se’ completa ed unitaria.

Come tale dovrebbe essere sempre visto.

Per fare un paragone, prendiamo il classico caso della televisione vecchia di qualche anno. Improvvisamente lo schermo fa vedere tutto in verde.

Dato che i colori dello schermo vengono ottenuti miscelando i tre colori di base, rosso, verde e blu, un qualunque tecnico ci dirà che è “partita” la scheda che controlla, ad esempio, il colore rosso. Per cui vedremo solo verde e blu sullo schermo.

Il tecnico sostituirà quella scheda e le immagini torneranno a farsi vedere come prima.

Solo che dopo pochi giorni magari non funzionerà più l’audio. Di nuovo il tecnico, di nuovo la riparazione.. e dopo qualche altro giorno… PUFF! La tv non si accende più. Morta!

(continua…)

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Scoprire l’acqua calda!

2/10/09

Catherine Bellwald Scoprire lacqua calda!Vi è mai capitato di scoprire l’acqua calda? E’ come capire una cosa già saputa anzi, molto più che saputa… strasaputa. E’ come se esistessero diversi piani di conoscenza della medesima cosa.  E’ sempre la stessa ma il modo in cui la comprendiamo è più profondo.

Recentemente stavo praticando una tecnica respiratoria che conosco ed eseguo davvero da tantissimi anni. So quanto è efficace nel produrre condizioni di interiorizzazione e nell’armonizzare chi la pratica. Consiste nell’ interrompere una fase respiratoria quando ancora le fase precedente non si è conclusa. Si dice che l’inspiro sorprende l’espiro e viceversa.

Ebbene solo pochi giorni fa, mi sono accorta di quanto questa respirazione venisse perfettamente rappresentata dal simbolo del tao (quello dello Yin e dello Yang); la respirazione produce la rotazione delle due parti.

L’inizio di una fase non coincide esattamente con la fine della fase precedente ma esiste una sovrapposizione delle due fasi o dei due pesci se preferite.

Lo stesso è avvenuto con la fase di meditazione successiva caratterizzata dalla ricerca della totale immobilità fisica e anche mentale. Anche questa volta è stato possibile percepire nella più totale immobilità come vi fosse nascosta una vibrazione profonda di base. In ogni elemento è presente il seme del suo contrario, rappresentato graficamente dall’occhio dei due pesci.

Conoscevo entrambe queste nozioni ma adesso è come se le sapessi di più, come se non solo la testa avesse compreso ma anche qualcosa al mio interno. E’ un pò come quando i tuoi genitori o amici o insegnanti, tentano di spiegarti il perchè delle cose; la comprensione è spesso solo parziale ed è solo con l’esperienza diretta che alcune parole e frasi acquistano davvero un significato diverso. (continua…)

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    Da un po' di tempo sentivo l'esigenza di trasferire nero su bianco l'esperienza maturata in questi anni di esercizio della professione medica, anche se le mie origini svizzere e la lingua madre francese mi hanno sempre creato delle difficoltà. Sono specializzata in Fisiatria o Medicina Fisi
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