Essere sessualmente attivi
10 settembre, 2009
L’autunno è già qui!
15 settembre, 2009

Il Passaggio della Ronda – by Philippe Galard

La città in cui vivo è brutta, molto brutta, tanto che a volte, quando ne osservo il paesaggio, mi vengono in mente alcuni versi di una canzone di Celentano

Vorrei sapere come fa la gente a concepire di poter vivere nelle case d’oggi, inscatolati come le acciughe. Nascono i bimbi che han gia’ le rughe. Vorrei sapere perche’ la gente non dice niente ai mister Hyde, ai dottor Jekyll, i costruttori di questi orrori che senza un volto fanno le case dove la carie germoglia già.


Ieri stavo camminando lungo un “Passaggio della Ronda“*, o meglio lungo quello che ne rimaneva: una stradina delimitata da muri di pietra che una volta segnavano i confini di frutteti e orti, solo un accenno di ciò che fu; questi passaggi non hanno mai avuto la minima speranza di resistere all’avidità di quell’edilizia selvaggia che si accanisce nel demolire tutto ciò che ancora c’è di bello.

Mentre passavo in quella specie di vicolo un cane ha abbaiato improvvisamente, facendomi spaventare a morte.

Senza quell’abbaio avrei probabilmente proseguito senza vederla; a terra, nascosta nell’ombra, c’era una donna, rannicchiata su se stessa, quasi invisibile.

Era una ragazza giovane e bella. Lo sottolineo perchè la bellezza è piuttosto rara in questo quartiere. Stava piangendo, sembrava davvero disperata.

Mi sono accovacciato per essere alla sua altezza ma mantenendo un certa distanza per non spaventarla.

– Non voglio disturbarti – le ho detto – voglio solo sapere se stai bene, se posso fare qualcosa per te. –

Lei mi ha guardato dritto negli occhi e, con un sorriso appena accennato, ha detto:

– No, grazie… passerà! –

Avrei voluto trovare le parole.

Niente non usciva niente.

Rialzandomi sono riuscito solo a salutarla con un:

– Beh, cerca di non lasciarti abbattere… ciao! –

E poi me ne sono andato.

Sono rimasto veramente colpito da quell’ incontro; mi sono sentito in colpa per non essere stato in grado di aiutare quella persona, ma è difficile affrontare il dolore degli altri, sia esso provocato da un amore finito male, un lutto o altro.

Solo più tardi ho compreso che cosa avrei voluto dire a quella ragazza, e cioè che ci sono momenti nella vita in cui sei solo, solo con il tuo dolore.

I colleghi, la famiglia, gli amici… possono aiutare, lenire… Ma nella sofferenza, come in molte altre occasioni importanti della vita, si è soli con se’ stessi. Ed è in quei momenti che si deve imparare a vivere.

Dopo, la sofferenza diventa quasi bella ed accettabile.


*Passaggio della Ronda: spazio ricavato tra muro e muro dove una volta passavano gli ufficiali della ronda notturna. In molte città medievali fortificate è un camminamento che segue il muro di cinta

Condividi

Commenta con FB

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *