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Il dolce far niente

Per alcune persone il far niente è un ostacolo, si sentono persi. Questo avviene per lo più perchè ci si identifica esclusivamente in ciò che si fa, si dimentica che noi non siamo ciò che facciamo, noi siamo indipendentemente da tutto.

La vita lavorativa con i ritmi incalzanti e/o la vita famigliare, anch’essa spesso cadenzata da doveri e responsabilità, ci costringe a dedicare la nostra intera esistenza al fare.

E quando accade di non far niente, incombe la noia e il sentire che stiamo perdendo tempo o peggio il sentirsi inutili e senza scopo. Talora insorge anche una forma di ansia e di disagio fisico.

Ecco che il silenzio e la tranquillità di una spiaggia deserta non sono il più delle volte la meta ricercata dai più. Si cerca il rumore, si cercano comunque posti affollati e magari anche impegni o ritmi con orari precisi come nei villaggi o nei viaggi organizzati.

Anche la presenza di familiari o amici può essere un modo per non restare mai soli.

Stare con se stessi, guardarsi dentro e ascoltarsi, sono attività sempre più rare che possono anche arrivare a spaventare.

Il far niente non è dormire, pensare solo a cosa mangiare e dove broccolare o leggere o fare le parole crociate. Il far niente è immergersi nell’ambiente circostante, ascoltare il rumore dell’acqua, degli uccellini o delle cicale e delle persone poco distanti o molto distanti da noi e seguire i  nostri pensieri senza alimentarli per vedere dove finiscono.

E’ ascoltare il corpo, il ritmo del nostro respiro, le contratture muscolari, i borborigmi del nostro addome, la fame o la sete, la posizione di tutti i nostri segmenti nello spazio, il caldo o il freddo sulla pelle o dell’aria che entra e ed esce dalle narici.

Ma non solo; é utile ascoltare anche le nostre reali aspirazioni. Insomma é ascoltarsi ma non è un puro esercizio mentale o una tecnica come nel rilassamento guidato di molte pratiche; é un fare il punto della situazione.

Come facciamo ad andare in un punto, qualunque esso sia, se non sappiamo esattamente dove ci troviamo?

Infatti la vita non è come una autostrada non ci sono i cartelli ad indicarci il percorso e la nosta posizione, nella vita, è come essere in mare; se non hai una bussola e non sai dove ti trovi, sei semplicemente perso, le cartine non serviranno a niente!

Non sapremo più la direzione da prendere, ci sembreranno tutte buone, non avrà più nessuna importanza scegliere; potremmo far finta di scegliere o semplicemente lasciarci andare alla corrente. Ascoltandoci sul serio é possibile percepire dove siamo e anche dove vogliamo andare e allora potremo girare il timone nella direzione giusta.

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2 Comments

  1. Philippe ha detto:

    Juste une petite parenthèse pour te dire que tes articles sont toujours très intéressants et riches de sens et qu’ils accompagnent mon été qui malheureusement pour l’instant n’est pas placé sous le signe du « dolce far niente ».
    Merci Catherine et bonnes vacances si tu en prends.
    Ciao.
    Philippe G.

    • Cathe ha detto:

      E’ bello sapere che dalla Francia mi leggi. Sono tornata ieri e ho ripreso alla grande. Ormai basta con il far niente! Mi attende giornata molto piena. Grazie e a presto spero.

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