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L’agopuntura nella terza età

Ho lavorato per oltre 8 anni come aiuto in un reparto di riabilitazione geriatrica a fianco ad un primario geriatra e la delicatezza del paziente anziano e la sua fragilità mi sono famigliari, così come il concetto di comorbilità e di politerapia.

Ormai per anziani non parliamo più di soggetti al di sopra dei 65 anni,  ma di ultra ottantenni. Diventa comprensibile per chiunque capire quanto sia difficile trovare a quell’età pazienti con un singola patologia  e terapia.

Trattare in uno studio privato pazienti ultraottanteni è per me affascinante ma si deve tener conto che a quell’età può accadere di tutto. Intanto è necessario un accompagnatore ed è nessaria una minima assistenza per salire e scendere dal lettino oltre che per spogliarsi e secondariamente se al paziente dovesse accadere per pura casualità di essere giunti al termine della propria esistenza, sono sicura che  i media non perderebbero l’occasione per infangare la situazione e lanciare insidiosi dubbi sulla causa del fatale decesso!

Ma a parte questa possibilità che fa parte della vita ed è un rischio che è inevitabile correre e che purtroppo può capitare, la mia esperienza attraverso l’agopuntura in questa fascia di età è soprendentemente positiva.La mia prima paziente privata di quell’età che ricordo si chiamava Teresa, soffriva da sei mesi di uno stranissimo dolore al collo che, a differenza dei normali disturbi cervicali, si localizzava sulla faccia anteriore in prossimità del muscolo sternocleidomastoideo; il dolore era fortissimo e le toglieva il sonno, il trattamento con fans non aveva dato risultati e la paziente aveva avuto inoltre una recente perdita di coscienza con ricovero ospedaliero nel quale erano stati fatti tutti gli accertamenti cardiologici necessari.

Ma era sorprendente sapere che per tutta la vita la signora ottantaquatrenne non aveva mai sofferto di cervicalgia. Appena messi gli aghi la sua frase è stata “mi sento una regina”! finito il trattamento riusciva a muovere il collo senza sentire dolore, ho rivisto la paziente altre due volte ma il problema si era risolto dopo la prima applicazione. Una remissione così repentina non mi era mai capitata.

Da allora non ho più posto limiti mentali di età ai miei pazienti; spiego loro che lavorando sull’energia e considerando l’energia complessivamente ridotta a quell’età, può essere che i risultati siano meno evidenti e molto più lunghi a manifestarsi, soprattutto se la patologia è cronica e dovuta a conclamate problematiche fisiche organiche di tipo degenerativo.

Ma certamente avendo tempo e qualche risorsa economica, ovviamente essendo una cura privata, la terapia con agopuntura è oltremodo consigliata a tutti i pazienti in età avanzata per poter ridurre la quantità di farmaci che purtroppo a quall’età sono molto più pericolosi e mal tollerati.

Intanto le funzionalità renale ed epatica sono di solito meno effcienti a quell’età e un semplice farmaco antidolorifico arriva più facilmente a dosaggi potenzialmente pericolosi. Lo stesso vale per i farmaci ansiolitici o ipotensivi. Un eccesso di farmaco a quell’età può causare confusione mentale e anche una brutta caduta a terra con tutte le possibili conseguenze, dalla frattura  di un femore, al trauma cranico alla semplice paura di cadere di nuovo e perdita dell’autonomia motoria.

Vige una legge: un anziano, meno lo si tocca e meglio è! èE’ un organismo che ha trovato un suo equilibrio instabile, basta spostare di poco un parametro per assistere ad una cascata di eventi talora anche gravi. Ecco che rivolgersi ad uno specialista geriatra quando la terapia diventa complicata da gestire è davvero indispensabile.

Ma ritengo altresì  che le scelte più naturali possibili per l’insonnia, l’ansia, il dolore siano le più consigliate per la loro innocuità ed assenza di effetti collaterali.

Di recente ho iniziato a trattare un’ottantacinquenne (casualmente si chiama Teresina) ,affetta da nevralgia del trigemino da oltre 10 anni; in fase acuta non riusciva neanche ad alimentarsi per il forte dolore all’interno della regione mascellare. Dopo sole 10 sedute la paziente che all’inizio appariva molto scettica oggi riferisce, devo dire non senza  soddisfazione da parte mia, di non aver più nessun dolore al volto. Certo i risultati non sono sempre così puliti e facili, ma solo per queste due Terese vale la pena di provare, non credete?

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3 Comments

  1. Giuseppe ha detto:

    Sì, ne vale la pena.

  2. Inenascio Padidio ha detto:

    Credo sinceramente alla risoluzione del dolore delle “due Terese”. Ringrazio Cathe per questo post di notevole interesse geriatrico. Sono 70enne iperteso al 2° stadio, con Bpco. Ben controllato con farmaci. Fumo da 60anni e ancora provo piacere a fumare le sigarette sottili. Non ho mai sofferto di alcun dolore fisico, eccetto la mancanza di respiro, che poi risolvo sùbito ricorrendo al salvavita DUOVENT spray. Ma con l’agopuntura potrei anche smettere di fumare? Il guaio è che non ci proverei, preferisco ringraziare e rendere gloria al Cielo, che ancora mi consente di peccare con il piacere di fumare una sigarettina. Mi riconosco… felicissimo disgraziato!
    E’ proprio vero quanto affermato dal poeta islamico Rumi: “… attraverso l’amore le spine si trasformano in rose, la malattia in salute, la rabbia in dolcezza, nella sfortuna si vede la fortuna, e una prigione diventa un giardino di rose”. Me beato che vivo così!

  3. Cathe ha detto:

    Grazie per questa piacevole descrizione di saggezza, l’equilibrio non è per tutti uguale e toccarlo è una benedizione.

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