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Le nuove frontiere della Medicina Estetica

Molta enfasi viene data alla chirurgia estetica ma in realtà è sempre più raffinata la possibilità di interagire sul corpo e sul viso con dei trattamenti minimamente invasivi ed estremamente sofisticati.

E’ la nuova frontiera della medicina estetica che si avvale di strumentazioni altamente tecnologiche e di prodotti farmacologici scelti e dosati ad hoc.

Proprio ieri sono stata alla presentazione del libro “Più bella subito” e ho avuto la possibilità di conoscerne gli autori.

Quello che certamente mi ha colpito di più è stata la considerazione di quanto il campo estetico e nutrizionale come d’altro canto il mio, ovvero quello riabilitativo, abbiano conosciuto negli ultimi tempi un forte aumento di richieste.

Questo fenomeno purtroppo ha portato al prolificare, oltre che di persone la cui esperienza e reale passione nella materia è davvero concreta e visibile, anche a quello di personaggi che, fiutando il business e considerando la materia banale e facilmente acquisibile, si sono improvvisati medici riabilitatori o esperti in estetica e nutrizione.

Nella Medicina Estetica in particolare, questo fenomeno è molto presente; dentisti, dermatologi e medici delle più svariate specializzazioni hanno fiutato nei filler e nella mesoterapia un modo facile di incrementare le loro entrate.

Ma anche questa materia come tutte le altre, è fatta di mille particolari e strategie e necessita di una formazione adeguata oltre che di un’attenta e appassionata esperienza.

Il libro parte da consigli alla portata di tutti per arrivare ad una descrizione delle possibilità di intervento e di trattamento mirati alla risoluzione dei più comuni disturbi e problemi estetici. Quello che emerge dal testo, ma soprattutto dagli autori, è che non si tende a voler alterare o sovvertire un volto o un corpo ma piuttosto ad “aggraziarlo” attraverso ritocchi il più possibile ridotti, esattamente come farebbe un restauratore ben preparato.

Chi è stato in Medio oriente o in Cina, avrà potuto osservare quanto orribili siano gli interventi di restauro in questi paesi, in cui le poche opere d’arte antiche ancora esistenti vengono praticamente rifatte secondo criteri moderni e quantomai “kitsch”. La differenza è enorme, confrontata con l’arte con la quale vengono restaurate le chiese e i capolavori in Europa. Credo la stessa cosa sia rilevabile nel campo estetico.

Se, per ringiovanire un corpo o un volto  se ne modifica una parte in modo troppo eclatante, le restanti parti saranno disarmoniche rispetto alle prime ma, se le modifiche sono dosate ad arte da un esperto, sarà come nel caso del restauro, in cui si costruire e gradua il colore fino ad ottenere la massima compatibilità con l’originale.

Non si tratta quindi di avere tutti gli stessi nasi e volti perfetti, ma piuttosto di stemperare gli eventuali difetti legati al tempo o alla costituzione, soprattutto se questi provocano un forte disagio e senso di inadeguatezza.

Anche in questo caso deve essere l’esperienza del medico  a condurre ed educare il paziente e non la moda o, peggio ancora, l’umore del momento. 


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