Giochi sessuali
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Voglia di estate
20 maggio, 2009

L’influenza esterna

In questo particolare momento del mese di  Maggio  come non mai siamo sensibili all’esterno. Non tanto alla temperatura che è diventata più mite e meno aggressiva anche se estremamente mutevole e ballerina. In questa stagione è più facile avere sbalzi di umore e una maggior facilità al pianto.

E’ come se avessimo la pelle più sottile, diventa più facile farsi colorare dai problemi degli altri e non capire più se sono nostri o meno.

E’ dovuto al fatto che la nostra energia si sta muovendo verso la superficie esattamente come fanno i fiori, ci apriamo e polliniamo. Siamo più esposti, più fragili, quasi inconsistenti.

Questo periodo non è già piu primavera ma una fase di transizione verso l’estate,  chiamata quinta stagione. In estate il sovrano imperatore è il cuore, ovvero il regno delle emozioni. Il cuore quindi si prepara a prendere possesso del suo trono. Le palpitazioni, la sudorazone, l’insicurezza e il ridotto sonno e appetito sono all’ordine del giorno.

Evitate se potete di mangiare gelati, mozzarelle anche se sono golosissimi e freschissimi, perchè peggiorano l’umidità interna, riducete i caffè e le sigarette.

Darei inoltre a tutti il consiglio di evitare e rimandare se possibile discussioni e  film violenti. Cercate di non abusare della vostra energia fisica e se avete dei problemi fate come Rossella O’Hara in Via col vento  

“Domani è un altro giorno” !

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1 Comment

  1. Valeria ha detto:

    Purtroppo mi capita spesso di colorarmi delle emozioni degli altri (e non solo dei problemi) e per molti anni della mia vita non ho nemmeno saputo distinguere quali “partivano” (da me) e quali invece “arrivavano”.
    Poi, con un lungo e lento lavoro di attenzione, ho cominciato almeno riuscire a discernere. Ma non è stato facile e spesso non lo è tutt’ora. E mi succede anche in pieno inverno con i ghiaccioli alle finestre e la neve che imbianca le strade.
    Leggendo l’articolo mi sono chiesta se non si tratta forse di una “confusione” più comune di quanto io non abbia mai sospettato. E’ così? Un cocktail di emozioni di tutti che si diffonde nell’ambiente in cui ci troviamo?

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