Influenza suina: cosa aspettiamo?

Scritto il 27/4/09 da in Articoli | Tags: ,
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Catherine Bellwald Influenza suina: cosa aspettiamo? E’ un classico, chiudiamo le stalle quando ormai i buoi sono scappati! L’esperto assicura in Italia ancora nessun caso accertato! E meno male! Ma questo non deve certo farci stare tranquilli! Se nel 1918 la pandemia del virus chiamato Spagnola procurò una infezione di oltre il 20% della popolazione mondiale, possiamo immaginare oggi con l’aumento e la facilitazione dei trasporti cosa potrebbe significare?

Si sconsiglia di andare in Messico, ma il problema è: quelli che sono in Messico e che viaggiano, possono essere possibile fonte di contagio? La California controlla le sue frontiere, gli americani controllano tutti i passeggeri in entrata nel loro paese mai noi facciamo altretanto?  Noi Italiani distribuiamo opuscoli ai viaggiatori in entrata nel nostro paese e abbiamo messo a punto un numero verde per l’emergenza.

Ma cosa aspettiamo, che siano i viaggiatori a mettersi in quarantena  di loro iniziativa, ma veramente? Medici protetti in frontiera con termometro e test di screening  per i viaggiatori in ingresso nel nostro paese; sarebbe chiedere davvero troppo?

La psicosi del 2001 e 2005 sull’influenza aviaria,  ci ha lasciato il segno per il grave  danno all’economia causato da un eccesso di allarmismo.

Ma questo  virus secondo l’OMS è potenzialmente pericoloso e potrebbe essere in grado di causare una pandemia ovvero una diffusione mondiale dell’infezione, Il genoma del virus in questione è stato descritto della famiglia H1n1 ovvero della stassa famiglia della famosa spagnola, inoltre sembra colpire una popolazione di giovani adulti tra i 25 e i 40 e non anziani o bambini debilitati e soprattutto non esclusivamente persone a contatto stretto con i suini il che sembrerebbe far pensare che il virus il salto di specie lo ha già fatto.

Se le informazioni sono corrette il virus in questione è davvero virulento, il che significa che non basta essere in buona salute per essere protetti, non basta aver fatto la vaccinazione, e soprattutto non basta sperare in un vaccino miracoloso che si prepara all’istante magicamente come nei film,  perchè lui, il virus, si moltiplica solo passando da soggetto a soggetto e lo fa in fretta !

L’unica cosa sensata da fare  nel dubbio è comunque non aspettare e limitare al più presto l’estensione del contagio, circoscrivendo subito i  soggetti sospetti provenienti dal Messico in aree protette.  Ma se aspettiamo non saremo più in grado di farlo! E allora ci resterà la preghiera, la speranza e la caccia ai responsabili!

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3 Commenti a “Influenza suina: cosa aspettiamo?”


  1. LA CRISI E L’INFLUENZA..
    la situazione è semplice.. basta essere in grado di contare e mettere insieme i dati che sono sotto gli occhi di tutti.. la crisi economica non è finita, tutt’altro siamo solo all’inizio.. le cifre stimate dei nuovi ‘poveri davvero’ nel giro di due anni sono stimate intorno a 90.000.000 di persone, il che come minimo vuole dire reali 180.000.000, SIAMO TROPPI. troppi nuovi poveri, che non lo sono stati mai, troppi da gestire tutti insieme. i governi se la stanno facendo sotto. i dirigenti sequestrati in francia.. i banchieri e assicuratori barricati in casa in america. hanno paura che a breve la situazione si renda Peggio che ingestibile. ci devono sopprimere in massa. qualche milione di noi è chiamato al sacrificio.
    ma apriamo gli occhi e pensiamo con le nostre teste. ma come cacchio è che un virus di un volatile si mischi al virus di un maiale per poi sposarsi al virus di un uomo? qui c’è la mano dell’uomo che da anni e lo sappiamo tutti studia armi battereologiche. ma è possibile che proprio sotto pasqua e a ridosso delle vacanze primaverili un virus del genere faccia capolino proprio in una delle mete ambite a livello internazionale? e ci dicono pure di non vaer paura, viaggiate viaggiate pure.. certo così lo spargiamo a suon di starnuti per tutto il mondo. Questi hanno trovato il modo di risolvere la crisi economica. quando saranno mordi 200.000.000 di persone in tutto il mondo, e di questo passo non ci vorrà molto, tireranno fuori il vaccino. a casa mia si dice meglio aver paura che buscarne, statevene a casa, dissuadete amici e parenti a intraprendere qualsiasi viaggio, non è il momento di andare in giro per il mondo. che dire.. spero tanto di sbagliarmi. con tutto il cuore.. per mio figlio, che ha solo 13 anni. auguri a tutti.

    [Rispondi al commento:]

    Cathe Reply:

    Che dire spero anche io che tu ti sbagli…devo ammettere però che la tua ipotesi è piuttosto interessante. Un caro saluto e ripetiamo insieme “io speriamo che me la cavo”!

    [Rispondi al commento:]


  2. [...] diceva la Dott.ssa Bellwald in questo suo articolo già il 27 Aprile: Ma cosa aspettiamo, che siano i viaggiatori a mettersi in quarantena  di loro [...]

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