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Cosa voglio fare da grande?

Questa domanda che si pongono i giovani non senza difficoltà e senza non essere purtroppo molto spesso fortemente influenzati dall’ambiente che li circonda, sembra essere una domanda retorica o da favola. Voglio dire che quando si dice questa frase sembra esserci un alone di ironia che la circonda, come se fosse un gioco, ma soprattutto come se i sogni fossero irrealizabili perchè sono dei sogni.

“Voglio fare il pilota di aerei!”. Perchè sorridere? perchè considerarlo già irrealizzabile? Esiste un percorso del tutto realizzabile per diventare piloti di aerei e allora che c’è di strano eppure queste richieste sono considerate quasi sempre dei sogni e quindi restano sogni per quasi tutti! Siamo noi che li facciamo diventare così, il nostro atteggiamento.

Non c’è niente che un uomo qualsiasi non sia in grado di imparare e di studiare, è la costanza nell’applicazione e il crederci che fa la differenza.

Ma quello che stupisce ancora di più è che da grandi nessuno si fa più questa domanda. Cosa voglio fare da grande? E’ come se, avendo noi già fatto delle scelte o intrapreso delle strade, non potessimo più cambiare la direzione. Insomma sto guidando verso Bologna ma volevo andare a Trento, perchè non provare a fermarsi e vedere se in un modo o nell’altro possiamo cambiare rotta, uscire dall’autostrada e avvicinarci a Trento?

Quello che succede è che la maggior parte delle persone lo considera impossibile, “ormai sono qua”, “la pensione me la merito”, la paura di non avere abbastanza soldi. Insomma: ci si accontenta; non è quello che vogliamo e non ci piace neanche un pò ma non si fa niente per cambiare. Si aspetta e ci si lamenta.

E’ l’educazione che abbiamo ricevuto che ci ha rovinato, vorrai mica essere anche felice? L’erba del vicino è sempre più verde ma se è più verde perchè non dovrei volerla verde anch’io? Buttata via come una bambola vecchiai ma cosa c’è di male? Perchè non cambiarla con una nuova? Non fare il passo più lungo della gamba! cosa significa, che non posso anche correre? Certo che posso e se mi alleno posso farlo anche per ore!

Ci viene inserito un bel senso di colpa e voilà il gioco è fatto. Se poi malaugaratamente succede una qualsiasi sfiga nel cercare qualcosa di meglio, il gioco è fatto! Te l’ho avevo detto che era pericoloso, che non era sicuro e che non poteva funzionare. Ti devi accontentare!

Attenzione, il gioco è subdolo e insidioso e si nasconde sotto mentite spoglie di perbenismo e apparentemente corretta educazione sociale. Il mio consiglio è quello di iniziare a considerare i sogni nostri ma anche quelli dei nostri cari in modo diverso, provare a dare loro ascolto in modo serio cioè capendo da cosa nascono e come fare per avvicinarsi ad essi anche se solo un passo dopo l’altro.

E di beccarci in castagna ogni volta che ci comportiamo come quei genitori che alla risposta “pilota di aerei” sorridono divertiti e superbi, “Ma guarda quello come se la tira”!

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9 Comments

  1. valeria ha detto:

    Ho conosciuto esseri che hanno avuto il coraggio di osare per le loro passioni e sogni, ed esseri che non lo hanno fatto. Negli occhi dei primi fierezza e coraggio, negli occhi dei secondi paura. Bisogna avere coraggio, una volta ascoltata la spinta interna, lo dico anche a me stessa.
    V.

  2. Valeria ha detto:

    Mah… a volte ho l’impressione che molte persone non abbiano solo rinunciato a realizzare i loro sogni ma, peggio ancora, ad averne…
    Colgo l’occasione per mandare un saluto alla mia omonima. Ciao Valeria! Condivido pienamente ciò che hai scritto! Vale

  3. GIOVANNI ha detto:

    ANONIMO
    IO DA GRANDE VORREI FARE TANTE COSE, ME LA COSA PIU IMPORTANTE AL MONDO E FARE IL CALCIATORE. SAREBBE BELLO CHE DA PICCOLI TI RITROVI A GIOCARE COSI E QUANDO DIVENTI GRANDE TI RITROVI A GIOCARE IN SERIE A .IL SOGNO DELLA MIA VITA NON E SOLO IL MIO DI SOGNO CI SONO ANCHE ALTRI RAGAZZI CHE COME ME VORREBBERO GIOCARE IN SERIE A, BE NON E IMPOSSIBILE ANDARE A GIOCARE IN UNA SQUADRA IMPORTANTE, BASTA METTERSI DI IMPEGNO SULLE COSE CHE DOBBIAMO FARE CON NECESSITA. VA BE QUESTO E TUTTO DA VEDERE IN FONDO HO SOLO 13 ANNI. SE NON POTRO FARE IL CALCIATORE POTRO FARE QUALCHE ALTRA COSA.

  4. valeria ha detto:

    Abbiamo più chance davanti a noi e più strade, tu prova e vedrai…

  5. Chiara Garrubba ha detto:

    Da piccoli era molto più facile prendere una decisione. A chi non è mai capitato, almeno una volta, di dire “Io da grande voglio fare …”, “Io da grande farò, sarò …”? Eravamo tutti più decisi! Crescendo però le cose sono cambiate, un po’ per tutti penso. Ma di una cosa sono convinta: non dobbiamo lasciare che il tempo che passa, le difficoltà, i problemi spesso troppo difficili, le nostre insicurezze, riescano a portarci via i nostri sogni, gli obiettivi che sin da piccoli ci eravamo prefissati di raggiungere. E’ vero, spesso quando un bambino parla, di qualsiasi argomento, non viene molto considerato dagli adulti, come se tutto ciò che egli dicesse fosse inutile, solo baggianate da non tenere in considerazione; eppure, penso che se c’è una cosa che dovremmo continuare a far maturare dentro di noi, sia proprio l’intelligenza istintiva di quand’eravamo piccoli, appunto quell’istintività che ci faceva sembrare tutto facile, realizzabile soprattutto e non impossibile! “Se puoi sognarlo, puoi farlo”, è così che si dice, ma come sempre, queste rimangono solo parole pronunciate da quelle persone che non credono neppure in se stesse, ed è questo l’errore che siamo soliti commettere. Se ognuno di noi avesse la forza di credere, ma di credere sul serio che tutto si può conquistare, che un obiettivo, per quanto difficile sia la salita da fare per concretizzarlo, se in grado di completarci, debba essere raggiunto, tutto sarebbe diverso, e soprattutto saremmo tutti senza rimpianti. Ognuno farebbe il lavoro che ha da sempre sognato e per il quale ha tanto lottato. Invece, le cose non vanno proprio così attualmente. “Faccio quello che posso”: è la mentalità che si segue, sbagliata secondo me. Piuttosto si dovrebbe correre dietro ad un’altro modo di pensare e di vedere le cose “Faccio l’impossibile per vedere in alto la mia felicità”. Stiamo facendo diventare il nostro, un mondo senza sogni, o per lo meno, un mondo con tutti i sogni imprigionati nel cassetto, e questo non penso sia qualcosa di positivo. Dobbiamo lasciare libera la fantasia, l’istinto, la passione, la voglia di vivere, Solo così potremmo vivere una vita felice e che soprattutto riesca a soddisfarci. E’ vero, è normale che tutto questo possa spaventarci, ma solo all’inizio; l’importante è che se abbiamo un sogno riusciamo a realizzarlo! E’ questo quello che conta, non so per voi, ma almeno per me.

  6. Simona ha detto:

    Articolo che dà coraggio. Per quelli che come me hanno le idee confuse. Tanto confuse. È un circolo vizioso che si aggroviglia, che si intreccia nella mia mente e io, che penso troppo, mi sento persa. Ho intrapreso una strada che non so se è quella giusta, ne sto scegliendo un’altra, ma forse il mio sogno più vero è ancora un altro. La difficoltà è nel capire quale sia quello giusto.
    Ma non voglio avere paura di sbagliare, no, non voglio averla.

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