Il paradosso della chirurgia estetica

E’ sempre più diffuso correggere chirurgicamente i segni del tempo sul corpo e sul viso. Nonostante la chirurgia estetica sia ogni giorno che passa più perfezionata e raffinata, le modificazioni apportate sono responsabili di un inadeguatezza a cascata delle restanti parti anatomiche.

Insomma è come quando ci compriamo un mobile nuovo, nel momento in cui lo inseriamo in un contesto vecchio del tutto armonico fino a poco prima, succede che immediatamente dopo non si possa più fare a meno di cambiare anche il resto dell’arredamento, perchè appare del tutto inadeguato.

Con  la chirurgia estetica il rischio è lo stesso, quando si inizia a modificare una parte, allora il resto ci sembra decadente e non più accettabile e si inizia così una serie interminabile di ritocchi fino a sconvolgere completamente l’armonia del nostro aspetto naturale.

Nel mondo dello spettacolo questo fenomeno è ben visibile, i volti di numerose donne e di un crescente numero di uomini iniziano ad assomigliarsi sempre più e, lasciatemelo dire, perdono davvero tanto in termini di bellezza. A ben guardarli la prima cosa che salta all’occhio è la stranezza dei lineamenti, non si riesce a definire cosa non va, ma si percepisce che c’è qualcosa di sbagliato nell’architettura di quel volto.

Certo, le rughe e la ridotta tonicità della pelle non piacciono a nessuno, tanto meno a me, ma trovo molto più attraente una donna capace di portare in modo fiero e con orgoglio i segni del tempo sul proprio corpo,  piuttosto che questa serie di nuovi volti trattati con filler, botulino, lifting o altro, soprattutto quando si inizia intorno ai 30 anni a fare i primi interventi e si arriva ai 45 completamente denaturati.

A mio parere la chirurgia estetica che opera in campo antiaging, paradossalmente al suo scopo non è in grado di potenziare la bellezza in senso assoluto, ma a lungo andare anzi la sovverte, producendo risultati molto spesso discutibili. 



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3 risposte a Il paradosso della chirurgia estetica

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