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Pubblicità sanitaria:gli estremi

La pubblicità sanitaria in Italia è davvero incredibilmente limitata, un medico per esempio può scrivere il suo nome o il nome dell’ambulatorio con le sue varie specializzazioni solo su una targa di dimensoni limitate a fianco alla porta di ingresso oppure su riviste o biglietti da visita.

E’ vietato per esempio sfruttare le finestre per scrivere “studio medico”, cosa che invece qualsiasi attività artigianale o commerciale può fare senza problemi di luogo  ne di dimensioni.

Per uno studio medico è vietato specificare le attività svolte e la modalità,  si possono nominare esclusivamente  le specializzazioni universitarie oppure quelle extrauniversitarie solo previa approvazione dell’ordine dei medici locale.

Mi sembra esagerato. Capisco che non si possa scrivere qualunque baggianata, capisco che si debba verificare l’effettivo conseguimento degli studi esposti, visto che è della salute che si parla. Ma considerare così spregevole per un medico farsi pubblicità mi sembra esagerato!

All’estero e in particolare negli USA il problema è diametralmente opposto! Si trovano pubblicità assolutamente forvianti su farmaci e interventi chirurgici.

I medici si trovano a dover prescrivere farmaci e interventi solo per rispondere alla sempre maggior insistenza del paziente e non alla reale indicazione medica.

Questa del Baylor Scoliosis Center mi è saltata al naso: riporto testuali parole

My scoliosis wasn’t visible, so even though i didn’t like I had, I hurt. Depressing, Painful. Exhuasting. Just some of the words that people live with everyday. Scoliosis, which affects over 12 million people worldwide, can lead to progressive deformity in the spine as well as incapacitating pain. Too often people are told there is nowhere to turn…but there is. 

Per capirci meglio parliamo di intervento chirurgici di correzione del rachide ovvero di interventi estemamente impegnativi poichè per correggere una curva è necessario lavorare su un segmento molto lungo di schiena:dalle 4 alle 10 vertebre almeno che vengono fissate con viti e placche perdendo la mobilità di quel segmento di colonna.

Magari dal punto di vista chirurgico, visto l’avanzare della tecnica, l’intervento sarà anche perfetto, la schiena meravigliosamente allineata e la cicatrice quasi invisibile. Ma far passare come messaggio subliminale che il paziente non avrà più dolori mi sembra ingannevole, soprattutto proporlo ai casi di scoliosi non visibili dell’adulto, ovvero ai casi lievi e ben stabilizzati. Questi pazienti, con una buona educazione motoria e magari con adeguate cure antalgiche non chirurgiche,  possono sicuramente convivere benissimo con la loro scoliosi.

Si deve inoltre considerare che questi interventi sono debilitanti per l’organismo in quanto sono lunghi e fanno perdere molto sangue e liquidi al paziente. Senza parlare delle possibili, anche se rare, reazioni avverse  all’anestesia generale o delle possibili infezioni post chirurgiche. Purtroppo mi è capitato di vedere una giovane donna con paresi agli arti inferiroi da mielite secondaria ad una correzione chirurgica del rachide.

Sono casi rari ma purtroppo possono succedere, niente di strano: si tratta di interventi invasivi e vanno lasciati ai casi gravi e suscettibili di un  peggioramento, non proposti come una passeggiata e certamente senza aver fatto ricorso prima a trattamenti conservativi mirati e pecialistici.

Insomma la pubblicità in campo sanitario fa fatica a trovare un equilibro espressivo, e si trova ai due estremi, decisamente insufficiente in Italia, ma incredibilmente  spinta e potenzialmente fuorviante negli Stati Uniti.

Sarebbe auspicabile trovare una via di mezzo, un modo maturo di informare il paziente o il pubblico proponendo le diverse alternative in modo completo e senza far leva sulle debolezze umane. 

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