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Agopuntura:il coraggio di proporla

Il mio maestro di agopuntura Richard The Fu Tan sostiene alle sue lezioni che una delle cose più importanti da fare nei confronti del nostro paziente sia quella di educarlo ad un lavoro lungo ovvero ad un vero e proprio  percorso di guarigione.

In effetti il paziente chiede sempre indipendentemente dalla sua malattia, “ma dottore quante volte dovrò venire?” e noi agopuntori cui manca l’esperienza di quarant’anni di un Tan (e soprattutto quella dei relativi “avi”) cadiamo nella trappola di volerlo accontentare subito,  “dalle 3 alle 6 volte per un primo risultato tangibile e dalle 6 alle 10 volte per ottenere un beneficio significativo” ci scappa di dire.

Vogliamo tutti il conseguimento del risultato: il paziente ovviamente perchè così ha risparmiato tempo e denaro e investito in modo costruttivo e noi medici perchè facendoci pagare ci sentiamo bene se il paziente sta meglio subito. Ma come in ogni cosa ci vuole del tempo e il paziente questo tempo deve imparare a prenderselo. Inoltre cosa c’ è di peggio di una aspettativa disillusa, i pazienti sono tutti diversi non esiste una regola, alcuni migliorano dopo il primo trattamento alcuni dopo il sesto o anche dopo il decimo.

Una cosa è certa: l’agopuntura non nuoce e comunque agisce, ovviamente se ben fatta, a breve, medio e lungo termine. Per le patologie croniche  si calcola  per ogni anno di patologia  almeno un mese di trattamento, quindi per un problema presente da 10 anni ci vorrano almeno 10 mesi di lavoro continuativo.

Il  Dott Tan dice ai suoi pazienti che un ciclo di 20 è il minimo per un risultato sul dolore o su una qualunque disfunzione o patologia acuta, inoltre suggerisce  trattamenti molto ravvicinati, due alla settimana come minimo, tre se possibile e solo a risultato stabilizzato propone trattamenti settimanali fino a un a volta al mese di mantenimento.

Avverte il paziente che l’agopuntura può anche funzionare benissimo subito ma il dolore tende comunque  a ritornare, è quindi importante non solo sapere dove mettere gli aghi ma anche dare il dosaggio giusto ovvero ripetere il tattamento prima del peggioramento. In questo modo il risultato si ottiene prima, il paziente si sente più rassicurato e viene volentieri.

Inoltre il Dott Tan propone un lavoro oltre che sulla problematica fisica presente al momento, anche sulla costituzione ovvero sull’organismo in senso globale sia come prevenzione di altre patologie sia come cura di patologie croniche importanti.

I suoi risultati sono brillanti,  ho visto pazienti oncologici operati e chemiotrattati e pazienti affetti da patologie neurologiche quali la malattia di Parkinson avere benefici tali da non dover più assumere alcuna terapia farmacologica. Pazienti con patologie acute quali bronchiti o cistiti o vaginiti trattati con l’agopuntura e fitoterapia con rapido miglioramento del tutto afarmacologico.

Il costo è certamente alto ma i risultati non hanno prezzo secondo il mio parere. Vale la pena di ragionarci sopra e trovare anche il coraggio di proporre l’agopuntura non solo ai pazienti con patologie dolorose, ma anche patologie degenerative o infettive e infiammatorie ricorrenti acute o croniche che siano.

Inoltre il paziente si accorge di stare meglio, riferisce sempre un miglioramento del tono dell’umore, un miglioramento della qualità del sonno, un miglioramento dell’energia in senso lato oltre che un miglioramento dei suoi  disturbi specifici, ovviamente.

L’agopuntura agisce profondamente e la sua possibilità di armonizzare l’intera struttura corpo-mente, consente non solo di “togliere il disturbo” ma di di curare nel vero senso della parola.

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