Il metodo Pilates, la Danza e lo Yoga: mondi diversi

Scritto il 11/3/09 da in Articoli, Fisiatria, Riabilitazione | Tags: , ,
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Catherine Bellwald Il metodo Pilates, la Danza e lo Yoga: mondi diversi Ho iniziato a fare Danza Classica  a 11 anni, molto tardi quindi rispetto al solito, ma l’amore per questa disciplina mi ha preso sempre più e crescendo era diventata una vera passione, tanto che all’università praticavo fino a 2-3 ore al giorno. Ma poi quel mondo alle soglie del professinismo mi era diventato stretto,  le ostilità si toccavano con mano, dovevo fare una scelta; Medicina o Danza, e così ho abbandonato la Danza, come si lascia un grande amore, da un giorno all’altro senza voltarmi in dietro!

Per anni non sono riuscita a guardare neanche uno spettacolo di danza, era troppo doloroso. Pensandoci ora mi viene da sorridere. La Danza è stato il mio primo strumento di lavoro su questo corpo, e devo riconoscere che mi ha dato molto,  ha contribuito a rendermi forte dentro e dolce fuori, precisa quando serve ma anche capace di cogliere la perfezione dell’istante, ma soprattutto costante e determinata nel conseguimento degli obiettivi da raggiungere.

Si, posso dire che il formarsi del mio carattere è stato fortemente guidato da questa disciplina: è per questo che consiglio a tutti i ragazzi che arrivano in studio di cercare uno sport che possa dare loro la stessa passione, seguendo la loro indole e magari valutando fisicamente quale attività sia più idonea al miglior sviluppo armonico sia fisico che mentale;  equitazione, scherma, arti marziali, danza, ginnastica artistica, corsa, nuoto, attività di squadra…

Catherine Bellwald Il metodo Pilates, la Danza e lo Yoga: mondi diversi Anche se in India lo Yoga si inizia da bambini, da noi comunemente questa disciplina  viene intrapresa in età adulta. Personalmente ho iniziato a 17 anni a praticare lo Hata Yoga, nel fior fiore della mia adolescenza, ed è stato molto utile per moderare la tempesta ormonale e l’aspetto emotivo di quel periodo.

Direi che questo è stato un incontro ancora più importante, un innamoramento immediato, che continua a sedurmi e affascinarmi come e più del primo giorno.

Ho potuto imparare ad ascoltarmi, a respirare e, cosa preziosissima, a entrare nello sforzo con il minimo sforzo.  Le posture mantenute a lungo consentono di arrivare al proprio limite, accarezzarlo e guardare oltre, toccando le poprie intime e profonde resistenze.

Nello Yoga è possibile, superando queste resistenze, sperimentare uno stato di espansione interno che assomiglia al piacere che si può avvertire dopo un amplesso; il corpo si espande come se non avesse più limiti fisici. Non credo vi sia niente di paragonabile nelle altre attività motorie, infatti lo Yoga non è solamente una attività motoria ma una scienza antichissima atta a sviluppare l’interiorità dell’individuo.

Oggi ho 44 anni ma ho ancora la scioltezza di quando ne avevo 18; anzi, se è possibile anche di più e questo forse è già un buon motivo e per consigliare questa affascinante e complessa pratica.

Catherine Bellwald Il metodo Pilates, la Danza e lo Yoga: mondi diversi

E’ solo da poco, anzi pochissimo che mi sono avvicinata al metodo Pilates. Un po’ per necessità, poichè molti pazienti mi chiedevano se praticarlo e non conoscendolo ero costretta a rimanere sul vago, dando indicazioni personali da applicare alle problematiche individuali, e un po’ per curiosità personale.

Questa attività motoria, nata per riabilitare i reduci di guerra all’inizio dell’ultimo secolo, è arrivata in Italia da circa 30 anni e ha conosciuto un grande successo nel mondo della danza, la prima palestra del fondatore della tecnica era proprio vicino ad una scuola di ballo, e anche se i ballerini professionisti inizialmente lo usavano per risolvere problematiche è poi diventato uno strumento tecnico per migliorare le proprie prestazioni fisiche.

La cosa che più mi ha colpito di questo metodo è come la presenza delle macchine consenta di lavorare in modo preciso sul corpo, strutturandolo sia sul versante della tonificazione e rinforzo, sia su quello dell’allungamento muscolare e tendineo, sfruttando principi di meccanica applicata attraverso l’utilizzo di tiranti, molle, sbarre e oggetti vari: palle, cerchi, cuscini.

E’ semplicemente geniale la ricerca dell’ottimizzazione del lavoro sul singolo muscolo e della perfetta simmetria del corpo, si capisce che il fondatore aveva un’ottima conoscenza non solo della funzione dei singoli muscoli ma soprattutto dell’applicazione e del lavoro pratico. Era in effetti un grande sportivo, un uomo che aveva praticato diverse discipline fra cui lo Yoga.

Ma lo Yoga e il metodo Pilates non sono affatto la stessa cosa e non vanno confusi,  Pilates non è  un nuovo modo di fare Yoga più alla moda: è un metodo a se’ stante, molto ricco e strutturato, con posizioni che richiamano lo Yoga ma anche molte altre discipline e che utilizza la respirazione in tutti gli esercizi. Ma niente a che fare con il Pranayama dello Yoga.

Il Pilates in seduta individuale può avvicinarsi a sedute di fisioterapia, ovvero è in grado di guidare il soggetto alla correzione di vizi e problematiche fisiche specifiche. Le sedute individuali di Yoga possono sciogliere problematiche più profonde attraverso un lavoro interno e quindi arrivare anche al fisico. In entrambi i casi si presuppone la presenza di insegnanti capaci e preparati.

Un’attività non esclude l’altra, anzi direi che sono complementari. Un po’ come per l’omeopatia in raffronto ad agopuntura e fitoterapia cinese: l’una proviene dal recente secolo, il ricco ’900, le altre portano con se’ un sapere molto più antico; non sono affatto incompatibili, anzi direi che potendo vale la pena di usarle entrambe.

Because two it’s meglio che one!

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