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Dalla Cina con terrore!

Dalla frase “Dalla Cina con furore”  che risale ai tempi di Bruce Lee e dei film di Kung Fu dei lontani anni 60-70, oggi con tristezza potremmo dire “dalla Cina con terrore”.

Le notizie che giungono centellinate dai media sulle violenze reiterate nei riguardi del popolo e della cultura Tibetana fanno venire i brividi. Eppure la Cina vorrebbe farci credere di essere pronto per l’integrazione  con l’Europa e con L’America.  Forse lo shock subito durante la revoluzione culturale ha azzerato la loro antiche tradizioni e la loro possibilità di ragionare e di pensare liberamente.

Eppure i Cinesi studiano molto e oserei dire sono anche menti brillanti, ma emotivamente e culturalmente hanno perso il passo e lo spessore della vita stessa. La loro visione della religione è qualcosa di infantile, roba da catechismo delle elementari, il loro concetto di qi e di energia è modernizzato, ridotto e superficializzato alla massima  possibilità di consumo.

Hanno recuperato l’agopuntura solo per necessità perchè era estremamente efficace e poco costosa rispetto ai farmaci e quindi dopo aver esiliato i loro grandi Maestri, sono andati a riprenderli, e quelli che erano sopravissuti li hanno messi ad insegnare. Rispolverando gli antichi testi  hanno cercato di ricreare una Medicina efficace e pratica, quella che oggi chiamano la MTC ovvero Medicina Tradizionale Cinese.

In Cina internet è un problema perchè consente di sapere anche le cose che il governo cinese desidera nascondere, e quindi a tutt’oggi l’informazione internazionale viene quasi interamente oscurata e censurata . Il  governo deve approvare prima di far leggere; la libertà di pensiero, di culto, di scrittura, è un miraggio lontano.

Incredibilmente, in questo sconfinato e antico paese che, come Brad Pitt nel suo ultimo Film, è andato indietro ringiovanendo fino alle elementari, esiste la possibilità di sentirsi al sicuro dai furti e dalla violenza. Questo ho potuto toccarlo con mano, come donna non mi era mai capitato prima di allora, sono sempre stata abituata all’allerta continua, a non abbassare mai la guardia, soprattutto in un parco.

A Nanchino, nei parchi che sono generosamente distribuiti per allegerire la città, una donna può permettersi di passeggiare indisturbata. La verità è che un uomo che usasse violenza a una donna, lo stesso vale per i furti, finirebbe in carcere e presumibilmente butterebbero via la chiave!

Non è il rispetto altrui, è il terrore delle conseguenze che produce questo effetto. Non esiste Libertà, nel bene come nel male. Il concetto di “liberté, fraternité égalité” lì non è ancora arrivato, non solo, non sfiora neanche il pensiero,  e credo che dovrà ancora passarne molto di tempo e dovremo vederne ancora di atrocità, prima che i cinesi si sveglino decidendo che vale la pena conquistare la Bastiglia e ricostruire non solo una facciata ma dei contenuti profondi nel loro modo di vivere.

 

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