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Case farmaceutiche a caccia di brevetti!

E’ forse poco noto a tutti quanto le case farmaceutiche, vedendo l’interesse crescente per le sostanze naturali, decidano di acquistare o accaparrarsi i diritti o brevetti su ricette antiche o singole sostanze naturali come se avessero inventato qualcosa.

Vada per la biotecnologia, in grado di creare composti attivi in estratti secchi e prodotti di sempre di più facile utilizzo. Immaginate la fatica di dovere fare un decotto e poi applicarlo sulla pelle, una volta si faceva così, erano necessarie dosi importanti di sostanze naturali e la preparazione poteva anche richiedere ore di lavoro per non parlare dell’applicazione locale!

Viene riportato su La Stampa un bellissimo articolo che riferisce appunto della vittoria del governo Indiano nei confronti di multinazionali farmaceutiche che avevano abusato di brevetti e  diritti su sostanze naturali e antiche ricette, non solo ayurvediche. Dopo anni di lavoro oggi queste sostanze sono dichiarate patrimonio universale, e viene offerta una traduzione in diverse lingue dei testi antichi a disposizione di chiunque la voglia utilizzare con coscienza.

In questo modo, come viene  spiegato nell’articolo, dovrebbero ridursi i costi dei prodotti naturali.

Questa notizia è davvero confortante, ritengo infatti sia una vergona che le sostanze naturali siano così costose. Non parliamo dei prodotti omeopatici, il cui costo è semplicemente proibitivo, considerando che una volta acquistata l’attrezzatura per dinamizzare o diluire le sostanze il gioco è fatto, infatti i prodotti omeopatici sono quasi tutte diluizioni e il costo della materia prima è infinitamente basso.  

Forse un primo passo nella direzione giusta, al quale spero ne seguiranno molti altri.

La salute a disposizione di tutti e magari a costi accessibili ! Senza trasformare la medicina in un mezzo per ottenere maggior potere.

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