Fitoterapia e farmacologia: effetti avversi in entrambe

E’ di qualche anno fa la notizia di casi di probabile epatopatia dopo l’assunzione di prodotti di  una famosa marca di prodotti per dimagrire, cosa che ha trovato un immediato risalto presso certa stampa.

Al di là del caso specifico, questa eco anomala si ripete ogni volta che c’è la possibilità di denigrare qualsiasi piattaforma terapeutica la cui provenienza non sia quella standard tradizionale; lo stesso clamore difficilmente viene infatti sollevato nei confronti delle molto più frequenti, e spesso gravi, reazioni avverse a farmaci anche di uso comune.

Non dimentichiamo che non esiste un farmaco di sintesi senza effetti collaterali più o meno dannosi: l’efficacia di un farmaco di questo genere è sempre determinata dal rapporto tra benefici ed effetti negativi.

A tal proposito, ritengo quindi necessario chiarire alcune premesse prima di bandire dalla testa dei consumatori la possibilità di curarsi con metodologie fitoterapiche.

Esistono di fatto due atteggiamenti diametralmente opposti ma ugualmente pericolosi; il primo è una fiducia incondizionata nell’innocuità della sostanza in quanto naturale da cui consegue un “fai da te”, con tutti i possibili rischi del caso. Il secondo è una diffidenza eccessiva basata appunto sulla informazione viziata che tende a sottolineare i casi di intossicazione da sostanze naturali, dovute a mal utilizzo delle stesse o ad inquinamento virale o batterico.

Qualsiasi fitoterapico, come tutte le sostanze farmacologiche, dovrebbe essere prescritto da medici che abbiano una formazione specifica in questo campo. Molte sostanze, sebbene naturali, hanno infatti una tossicità intrinseca e devono essere somminitrate in dosi e modalità adeguate. Inoltre, molte sono le possibili interazioni con i farmaci tradizionali.

Senza un’adeguata ed approfondita preparazione in materia, anche il medico generico potrebbe infatti avere difficoltà nella conoscenza degli effetti, dei dosaggi e delle modalità di somministrazione delle singole sostanze, dato che ogni sostanza presenta effetti specifici e deve essere somministrata nel modo adeguato in merito non solo al dosaggio ma anche al tipo di preparazione.

Al di là delle classiche preparazioni da banco delle erboristerie, spesso innocue perchè sottodosate, le ricette di fitoterapia composte da sostanze varie necessitano di una prescrizione medica, eseguita da medici specialisti e devono poi essere preparate e controllate in farmacie specializzate.

Di ciò è un esempio l’episodio avvenuto qualche tempo in Belgio, quando fu utilizzato  un preparato di derivazione vegetale in modo completamente errato con conseguenze letali. Oltre alle perdite di vite umane, a causa della presunzione e dell’ignoranza, un rimedio di grande sostegno alla dietetica è oggi bandito.

Le verifiche di purezza delle sostanze rispetto a qualche anno fa, sono sempre più mirate e precise e devo dire in alcuni casi anche eccessive, ovvero ripetute più e più volte cosa che porta il prodotto a costi decisamente troppo alti.

Il rischio che una partita di sostanze naturali passi senza controllo è quindi sempre più basso ma, si sa, niente è impossibile e come si possono inquinare l’acqua, il vino e il latte, così può accadere anche alle sostanze utilizzate in fitoterapia.

Shit happens!

Questo non deve però permettere di affossare la fitoterapia senza considerarla una grande possibilità terapeutica. E’ necessario creare delle leggi che tutelino i pazienti, visto che in Italia queste sostanze ancora sono considerate come integratori alimentari, ma sono a tutti gli effetti dei farmaci.

La fitoterapia cinese in particolare è composta da un numero elevatissimo di sostanze peculiari che purtroppo, nella maggior parte dei casi, non sono reperibili in europa. Queste sostanze di origine vegetale, animale o minerale, sono in grado di offrire strategie terapeutiche in svariate patologie, dal semplice trauma, alla sintomatologia dolorosa, nel colpo di freddo o nella prevenzione influenzale, la fitoterapia  diventa davvero preziosa nel trattamento di patologie viscerali e interne come; coliti, gastriti, calcolosi sia renale che colecistica e soprattutto in tutte le patologie da vuoto come le anemie e le sindromi menopausali e sindromi debilitanti secondarie a svariate  patologie croniche.

Attenzione quindi alle sostanze naturali, ma ricordiamoci che i  farmaci sintetici tradizionali anche se usati ormai con leggerezza e abitudine, di innocuo non hanno nulla; gli effetti avversi sono all’ordine del giorno.

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7 risposte a Fitoterapia e farmacologia: effetti avversi in entrambe

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  • Carlitos scrive:

    PIACEVOLMENTE SORPRESO DAL TUO BLOG! COMPLIMENTI

  • Sting scrive:

    Premetto: NON sono seguace di “filosofie” di cura, né “tradizionali”, nè “alternative”.
    I chimici che ingeriamo non cambiano effetto se di origine naturale o di sintesi, se ingeriti volutamente come principio attivo, o accidentalmente come “inquinante”.
    A chi mi dice:”è naturale, non può far male” (pure la rima, mo’!!!), racconto che il buon Socrate morì bevendo il succo di un vegetale (cicuta), e a quelli che si trascinano da mesi fastidiosi malanni suggerisco di andare dal medico e prendersi “le medicine”.
    Concludo: La smettiamo di vivere a compartimenti stagni e contrapposti (bene-male,medicina allopatica-medicina omeopatica etc.) e, nello specifico, ci curiamo e basta?! Se l’osteopata, l’agopuntore, l’omeopata e quant’altro ci possono curare USIAMOLI! Quando queste terapie non saranno efficaci, potremo iniziare ad assumere farmaci più aggressivi; lasciando, ad esempio gli antibiotici (anti-bios, contrari alla vita) come ultima spiaggia.
    O dobbiamo fare di tutto una “questione di principio”? Quale principio?

    • Oni-to-rin-co scrive:

      Il principio per cui cio’ che e’ “ufficiale” esiste, il resto no. Il giorno in cui le persone si accorgeranno che cosa vera è tale indipendente da chi la dice, credo sarà un giorno stupendo per l’umanita’

  • Cathe scrive:

    Grazie bel commento, con sti principi abbiamo fatto già troppe guerre inutili mi sembra! e basta! ad imparare dagli errori potremmo anche incominciare!

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