Se la f… avesse i denti: Rapex dispositivo antistupro
31 gennaio, 2009
Agopuntura e metodo scientifico: prima parte
4 febbraio, 2009

Agopuntura e media: sul Corriere un articolo a dir poco fuorviante.

E’ da poco uscito questo articolo sul Corriere. Lo considero quantomeno fuorviante, per non dire fazioso. Un esempio di come certa stampa riesca a manipolare dati oggettivi per fornire una personalissima quanto alterata interpretazione, evidentemente volta a screditare come sempre qualsiasi terapia non goda della “benedizione” della scienza ufficiale, sempre più legata a quella delle grandi case farmaceutiche.

Tanto per cominciare la fonte citata: si tratta di questo articolo apparso su Cochrane, una stimata rivista scientifica medica. Purtroppo è in inglese, ma vi posso assicurare che i risultati riportati sono esattamente contrari a quanto sembra voglia far credere l’articolo del Corriere.

Questo il testo in inglese, nella sezione “Conclusioni” dell’articolo:

In the previous version of this review, evidence in support of acupuncture for tension-type headache was considered insufficient. Now, with six additional trials, the authors conclude that acupuncture could be a valuable non-pharmacological tool in patients with frequent episodic or chronic tension-type headaches


La traduzione esatta è:

Nella versione precedente di questa ricerca, le prove a favore dell’agopuntura nel trattamento delle cefalee muscolo-tensive, erano considerate insufficieni. Ora, con altri sei studi aggiuntivi, la conclusione degli autori è che l’agopuntura puà essere considerata un valido strumento terapeutico non farmacologico in pazienti con episodi acuti frequenti o cronici di cefalea muscolo-tensiva.

Un po’ diverso dal senso che emerge dal sottotitolo sul Corriere:

L’agopuntura a volte è più efficace dei farmaci, ma non c’è differenza fra tecnica classica e quella «falsa»


E’ interessante vedere come l’articolo del Corriere  volutamente sottolinea maggiormente quello che più gli fa comodo.  Su 11 lavori scientifici presi in esame, solo 2 confrontano l’agopuntura alla terapia farmacologica, ma in questi ultimi i risultati sono più che significativamente positivi a favore del gruppo trattato con agopuntura,  che migliora nel 46% dei casi contro il 16% del gruppo trattato con solo farmaci.

Dei restanti lavori, 3 confrontano l’agopuntura con tecniche varie di massaggio. Qui capisco avendo scelto la cefalea tensiva ne emerge un miglioramento di entrambi i gruppi con lieve favore del gruppo di massaggio ma solo a breve termine. La cosa non mi stupisce visto che la tensione muscolare è la causa del dolore e lavorando sul rilassamento non si può che migliorare il disturbo. La differenza tra i 2 gruppi, a favore dell’agopuntura si vede solo a lungo termine e questo credo corrisponda all’esperienza di ogni agopuntore.

Ben 6 lavori invece confrontano l’agopuntura con la così detta agopuntura “falsa” o sham, ovvero quella in cui gli aghi vengono inseriti in punti non codificati dalla MTC. E qui arrivano i guai.

Innanzitutto si capisce che chi propone questa verifica non conosce l’agopuntura. Come chiunque abbia studiato questa pratica dovrebbe sapere infatti, non esiste neanche un punto del nostro corpo che non possa funzionare da agopunto, anche se non codificato nei testi classici.  Non a caso ogni anno vengono introdotti e codificati nuovi punti chiamati “Extra point”. Quindi la falsa agopuntura… non ha nulla di falso. E’ comunque tale anche se applicata a casaccio su punti non classificati. E’ come se confrontassimo l’aspirina con un farmaco che ha effetti simili ma sconosciuto alla farmacopea: i risultati dei 2 gruppi sono quasi sovraponibili, mi sembra ovvio.

Cosa c’entra poi l’effetto placebo? L’effetto placebo esiste, eccome se esiste! E’ un dato di fatto più che documentato, ed esiste nei confronti di qualsiasi terapia si voglia proporre, ma per favore, non tiriamolo in ballo solo quando ci fa comodo, tanto per infondere il dubbio sull’efficacia di una cura.

L’agopuntura funziona  pur non essendo basata sull’introduzione nel corpo di sostanze chimiche o di qualsivoglia altra natura,  non solo è più efficace dei farmaci e non ha neppure i relativi effetti collaterali.

Molto onestamente i medici della Cochrane questo aspetto comunque lo sottolineano,  sapendo che  i dati dovrebbero essere ulteriormente arricchiti, consigliano di condurre un numero sempre maggiore di lavori scientifici.

Certo sarebbe meglio produrre ulteriori lavori agopuntura contro farmaci o agopuntura contro altre tecniche, ma per ora eviterei lavori scientifici agopuntura classica contro sham, non ha alcun senso in quanto non possediamo sufficienti informazioni per capirne i risultati.

Infine vorrei sottolineare che un agopuntore che faccia l’agopuntore di mestiere in Italia quanto meno non potrà mai aderire a un lavoro scientifico. Immaginatevi se da me arrivasse un signore con la cefalea per fare l’agopuntura e io gli dicessi:

“mi dispiace Sig Rossi lei è il numero 45 e quindi non poso usare l’agopuntura, la devo trattare con i farmaci perchè così prevede il protocollo!”.

I lavori scientifici di questo tipo possono essere fatti solo in ospedale o in strutture sanitarie ampie. Il  paziente arriva alla visita, viene selezionato come valido per un lavoro ed entra così, molto spesso a sua insaputa  in un lavoro scientifico. Di solito non sa che la cura scelta per lui è basata solo sul caso per l’appunto. Capirete a questo punto che in questi ambienti l’agopuntura potrebbe rappresentare una minima parte dell’attività dei medici che la praticano. Presumibilmente si chiederà agli anestesisti tra un intervento e un altro di fare anche un pò di agopuntura.

Questo significa che il trattamento presumibilmente sarà di medio-basso livello. Non cè da stupirsi se i risultati non saranno tanto diversi dall’agopuntura casuale!

Ma questo dovrebbe far riflettere ulteriormente: se comunque l’agopuntura di medio-basso livello o addiritura casuale funziona, quanto funziona l’agopuntura praticata ad alto livello?

Come direbbe Franz: “Fatti venire un dubbio…!”



Condividi

Commenta con FB

6 Comments

  1. James ha detto:

    dubbi ne vengono molti !Soprattutto quando nel giro di pochi giorni viene pubblicato un articolo su Repubblica uno sul Corriere e un intervista a Veronesi su Oggi. Tutti che sparano a zero in modo falso e tendenzioso verso una medicina praticata in tutti i 5 continenti con grandi risultati. Mi domando ma esistono in Italia delle associazioni di Medicini Agopuntori? e se si cosa aspettano a farsi sentire?

  2. Cathe ha detto:

    Non saprei più che pretendere il pagamento di una retta annuale non mi sembra che abbiano mai fatto niente di utile ne per stimolare la curiosità dei colleghi medici ne per difendere la categoria in casi di questo tipo. Grazie in effetti forse vale la pena di farglielo notare.

  3. Oni-to-rin-co ha detto:

    Le associazioni di categoria prendono lo spunto da una base di sana difesa comune nel passato, di cui ormai rimane solo la scusa, una sorta di moda, se non hai l’associazione di categoria allora non esisti. Di fatto poi alla fine spellano solo quattrini. Non so se sono peggio le associazioni o gli albo professionali.

  4. James ha detto:

    Hai detto la cosa giusta albi e associazioni sembrano lavorare… solo per le loro poltroncine! Ma mi domando… e i pazienti? tutti quelli che hanno avuto buoni e ottimi risultati con l’agopuntura come posssono sentirsi leggendo questi articoli apparsi sui maggiori quotidiani ? Anche loro dovrebbero,potrebbero farsi sentire. Personalmente quandomi sono sottoposto all’agopuntura ho sentito un effetto immediato non paragonabile all’azione dei farmaci, e come paziente assicuro che ci si rende conto subito se si viene sottoposti a un trattamento efficace o a placebo

  5. notizieflash.com ha detto:

    Agopuntura e media: sul Corriere un articolo a dir poco fuorviante….

    In questi giorni spuntano articoli denigratori nei confronti dell’agopuntura, ma citano studi che invece concludono esattamente il contrario….

  6. Cathe ha detto:

    Nella mia esperienza mi capita molto spesso che il paziente non parli dell’efficacia della cura neanche con il proprio medico per evitare discussioni, alcuni lo fanno lo stesso e accade che vengano derisi e talora anche aggrediti. Suggerisco comunque ai miei pazienti di informare il proprio medico della loro scelta e anche dei loro miglioramenti dicendo loro che la loro testimonianza può far pensare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *