Archivio per il mese di: febbraio, 2009

Una mela al giorno. Peccato che sia il frutto del peccato!

28/2/09

Catherine Bellwald Una mela al giorno. Peccato che sia il frutto del peccato!La mela è il frutto in assoluto più facile da trovare, il più facile da conservare, da trasportare e da consumare, in tutte le stagioni si può dire ormai.

E’ presumibilmente il primo frutto che mangiamo, viene infatti comunemente scelto dai pediatri per lo svezzamento dei bambini, grazie alla sua alta digeribilità e alla sua azione rinfrescante sull’intestino .

Le sue proprietà sono molteplici: innnanzi tutto il poterla “croccare” con i denti è un ottimo stimolo meccanico per gli stessi e per le gengive, inoltre riduce il tartaro grazie al contenuto in acido alinico.

La mela infine è molto nutriente e certamente non è come si pensa un alimento dietetico. Una mela infatti supera tranquillamente le 100Kcal, pertanto pur essendo fortemente dolce,  non è responsabile di un forte picco glicemico.il Il suo alto contenuto in fruttosio ne abassa infatti l’indice glicemico, rendendolo anche se non uno snack dietetico quanto meno uno snack salutare.

Ma per tutti coloro che non hanno grossi problemi di sovrappeso, la mela rappresenta un ottimo snack, sia di metà mattina che di metà pomeriggio, e l’importanza degli snack che una volta chiamavamo “merenda” è riconosciuta e raccomandata da tutti i dietologi. Lo snack inteso come spuntino è un metodo perfetto per non arrivare ai pasti con una eccessiva fame e per stimolare il metabolismo.

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Case farmaceutiche a caccia di brevetti!

27/2/09

Catherine Bellwald Case farmaceutiche a caccia di brevetti!E’ forse poco noto a tutti quanto le case farmaceutiche, vedendo l’interesse crescente per le sostanze naturali, decidano di acquistare o accaparrarsi i diritti o brevetti su ricette antiche o singole sostanze naturali come se avessero inventato qualcosa.

Vada per la biotecnologia, in grado di creare composti attivi in estratti secchi e prodotti di sempre di più facile utilizzo. Immaginate la fatica di dovere fare un decotto e poi applicarlo sulla pelle, una volta si faceva così, erano necessarie dosi importanti di sostanze naturali e la preparazione poteva anche richiedere ore di lavoro per non parlare dell’applicazione locale!

Viene riportato su La Stampa un bellissimo articolo che riferisce appunto della vittoria del governo Indiano nei confronti di multinazionali farmaceutiche che avevano abusato di brevetti e  diritti su sostanze naturali e antiche ricette, non solo ayurvediche. Dopo anni di lavoro oggi queste sostanze sono dichiarate patrimonio universale, e viene offerta una traduzione in diverse lingue dei testi antichi a disposizione di chiunque la voglia utilizzare con coscienza.
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Infezioni: una battaglia ad armi pari

23/2/09

Catherine Bellwald Infezioni: una battaglia ad armi pariSi parla di infezione quando un certo numero di microrganismi, siano virus, batteri, funghi, si riproducono allegramente nel nostro corpo a discapito della nostra salute.

Le forme acute sono di solito forme dovute a patogeni virulenti ovvero a microrganismi forti che una volta in contatto con il malcapitato organismo, sia esso sano o debilitato, tendono ad invaderlo  entrando in profondità nel corpo. In questi casi il trattamento con farmaci mirati è direi un salvavita. Prima dell’era degli antibiotici le polmoniti, le meniginti, le setticemie, erano malattie potenzialmente letali.

Esistono anche patologie acute, dovute soprattutto ad una scarsa risposta di difesa del corpo più che al potere infettante del microrganismo, ma il più delle volte quando il corpo è debilitato, ovvero non in grado di difendersi adeguatamente, insorgono le cosidette infezioni croniche, ricorrenti o saprofitiche.

Fa parte, ad esempio di questi casi la Candida, fungo o micete assai comune che abita normalmente in modo innocuo il notro corpo, ma che, quando le nostre risorse sono scarse, se ne approfitta, moltiplicandosi all’eccesso e creando disturbi assai complessi e fastidiosi.

In queste patologie croniche o saprofitiche è necessaria cautela nel ricorrere a farmaci antimicotici, antibiotici o antivirali a seconda del tipo di infezione; usandoli a sproposito o per tempi non sufficientemente lunghi si rischia infatti di creare colonie di microrganismi sempre più resistenti.

E soprattutto vale la pena ricordare che è possibile agire anche diversamente.

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Fitoterapia e farmacologia: effetti avversi in entrambe

19/2/09

Catherine Bellwald Fitoterapia e farmacologia: effetti avversi in entrambeE’ recente le notizia di casi di probabile epatopatia dopo l’assunzione di prodotti della famosa marca Herbalife, cosa che ha trovato un immediato risalto presso certa stampa.

Al di là del caso specifico, questa eco anomala si ripete ogni volta che c’è la possibilità di denigrare qualsiasi piattaforma terapeutica la cui provenienza non sia quella standard tradizionale; lo stesso clamore difficilmente viene infatti sollevato nei confronti delle molto più frequenti, e spesso gravi, reazioni avverse a farmaci anche di uso comune.

Non dimentichiamo che non esiste un farmaco di sintesi senza effetti collaterali più o meno dannosi: l’efficacia di un farmaco di questo genere è sempre determinata dal rapporto tra benefici ed effetti negativi.

A tal proposito, ritengo quindi necessario chiarire alcune premesse prima di bandire dalla testa dei consumatori la possibilità di curarsi con metodologie fitoterapiche.

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Il brusio della mente

17/2/09

Catherine Bellwald Il brusio della menteMolte persone soffrono di questo problema: il cervello a differenza del pc non si ferma mai, “non si stacca la spina” come diceva mio padre. Non solo il cervello lavora in continuazione ma crea dei loop automatici di pensiero.

Si può dire che esiste un brusio di fondo costante, come un acufene, solo che le malcapitate persone che ne soffrono mediamente non se ne accorgono!

Si crede di pensare volontariamente ma invece è una produzione incontrollata di pensieri. In inglese si dice overthinking e nella nostra lingua direi che la parola che si avvicina di più è rimuginazioni mentali.

Questa abitudine mentale, alla quale diamo scarsa importanza e che non sappiamo riconoscere in quanto non siamo abituati al silenzio interno, purtroppo non è affatto innocua. Si nutre della maggior parte delle nostre energie e soprattutto non produce niente di utile.

Potremmo dire che questa incessante e disordinata attività mentale secondo la medicina cinese produce un progressivo indebolimento della Milza, che non corrisponde all’organo fisico, bensì a una funzione, in parte digestiva e in parte nutritiva, relativa a tutto il corpo.

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Ma quando inizia la primavera?

16/2/09

Catherine Bellwald Ma quando inizia la primavera?La primavera tanto attesa da tutti, in questi giorni freddi e ventosi, sembra avere una tempistica sostanzialmente diversa tra il calendario gregoriano e il calendario cinese.

Secondo il primo infatti, la primavera inizia tra il 21 e 23 Marzo al momento dell’equinozio, ovvero quando il sole sorge esattamente a est e tramonta esattamente a ovest, dando  12 ore precise di luce. 

Secondo il calendario lunare cinese invece quest’anno la primavera è iniziata il 29 Gennaio e di solito cade tra il 21 Gennaio e il 19 Febbraio in coincidenza della prima luna nuova dopo l’entrata del sole nel segno dell’acquario.

Due visioni sostanzialmente diverse, accomunate  dal fatto che entrambe le festività erano in relazione con il concetto di fertilità e caratterizzate da importanti festeggiamenti, in occidente questo culto pagano è poi stato sostituito dalla festività cattolica dell’annunciazione o immacolata concezione.

Al di là di questo comunque tra le date delle due visioni, ovvero tra il 21 di Marzo del calendario gregoriano e il 29 Gennaio di quello cinese, passano ben 51 giorni, oltre 7 settimane; una bella differenza!

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Lo spazio interno

12/2/09

Catherine Bellwald Lo spazio internoMolti anni or sono il mio Maestro dopo aver ascoltato il mio ritmo di vita e il numero di pazienti con il quale quotidianamente entravo in contatto mi disse che il segreto era trovare lo spazio vuoto, una fessura dove infilarsi.

Confesso che in quel momento queste parole non produssero alcun cambiamento, semplicemente non avevano alcun significato, ovvero non avevo capito niente.

Solo oggi dopo anni e anni, di pratica di ascolto attraverso lo yoga e la meditazione, queste parole hanno finalmente acquistato un vero significato. In realtà sono come un prezioso segreto per me.

Ebbene è proprio così, ne sono più che certa, come sono certa del fatto che il sole sorge ogni giorno, è davvero possibile,  è presente in ogni istante la possibilità di trovare quella fessura.

Non so spiegare se questo spazio si trovi più nella mente o nel cuore, in ogni modo so che rappresenta un vero rifugio, un luogo dove esiste solo il tuo essere ed è come un caldo amante che aspetta solo te. Niente altro che un sentimento di assoluta completezza.

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Il dolore non è una colpa

11/2/09

Catherine Bellwald Il dolore non è una colpaTorniamo a parlare di dolore, ma questa volta affrontiamo una tematica nuova, il dolore come colpa, il dolore come espiazione.

Ci avete mai pensato?

Sembra assurdo ma osservo ancora molto questa problematica nel comportamento di moltissimi pazienti e purtroppo anche da parte di molti medici.

Una volta esclusa una patologia tumorale o una patologia grave di altra natura, ovvero una volta passati oltre alla diagnosi, se il dolore resta è usanza non preoccuparsene più di tanto.

Si provano i farmaci antidolorifici ma se il dolore non se ne va, il passaggio successivo è l’accettazione del dolore cronico.  Allora si sentono dire frasi come  ”Signora cosa vuole, se lo deve tenere”, come dire “deve già essere contenta di non avere niente di peggio !!!”.

Nel mio studio arrivano pazienti, sopratutto anziani, che soffrono di dolori fortissimi da oltre 10 anni senza avere mai fatto o tentato nessun trattamento.

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Cibo cibo cibo

10/2/09

Catherine Bellwald Cibo cibo ciboAffronto questo argomento, davvero complesso e delicato, con titubanza, primo perchè non sono una specialista del settore e in secondo luogo poichè su questo tema è stato detto di tutto e di più.

Tanto per iniziare, è necessario sapere che, anche se esistono regole di base, queste non devono essere prese in senso assolutista.

Questo perchè esistono diverse costituzioni, diverse stagioni della vita, diverse stagioni climatiche,  diversi momenti di necessità sia per il corpo che per la mente.

Siamo in continuo cambiamento dentro e fuori, è giusto quindi pensare, ma in modo dinamico, non cadendo nella tentazione di mangiare sempre le stesse cose.

Questo avviene per comodità, per abitudine, per dipendenza spicologica, perchè ci piace, oppure perchè siamo convinti che ci fa bene.

Neanche l’estremo salutista si salva da questo errore, proprio perchè, anche se in linea di massima la sua alimentazione è sana, l’assenza di possibilità di variare, la mancata elasticità e l’incapacità di ascoltare quello che il corpo di volta in volta chiede non portano salute.

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Sani e belli con l’agopuntura

9/2/09

Catherine Bellwald Sani e belli con lagopunturaE’ interessante sapere che in Cina e soprattutto negli USA, vanno alla grande i corsi di agopuntura estetica con protocolli di lavoro in questo campo sempre più sofisticati, per far fronte all’ aumento delle richieste  di trattamenti estetici afarmacologici come nuova frontiera della medicina estetica.

L’agopuntura viene usata con grande efficacia nel trattamento delle rughe: con l’utilizzo di aghi sottilissimi, si solleva meccanicamente il letto della ruga ottenendo così in loco un’ attivazione trofica del tessuto cutaneo per mediazione chimica. Molto valido anche il trattamento della cellulite e dell’accumulo di adipe localizzato, dove con l’azione degli aghi si ottiene una maggior circolazione vascolare ed energetica locale.

Non deve stupire questo interesse in campo estetico; di fatto non esistono pillole per le rughe, non esistono pillole per la cellulite. Non esistono pillole per non avere peli superflui (sono sicura che se esistessero, la depilazione sarebbe in disuso). (continua…)

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Sesso: se il desiderio cala non è un fatto personale!

6/2/09

Catherine Bellwald Sesso: se il desiderio cala non è un fatto personale!E’ sempre più comune sentire uomini lamentarsi del poco sesso tra le mura domestiche.

Alcuni confessano, ma è raro, di non essere più quelli di una volta, che è più difficile per loro, in una situazione casalinga, trovare lo stimolo adatto. Allora la donna si sente meno desiderata e crede di essere lei il problema. Gli anni passano, le rughe e i difetti fisici bussano alla porta, ma nella maggior parte dei casi non è l’aspetto fisico a trattenere alcuni uomini. Avrebbero  semplicemente bisogno di una situazione più tranquilla o semplicemente un pò fuori dal comune tran tran.

Molto più grave invece è il problema delle donne. Indipendendemente dall’età, molte donne, soprattutto dopo una maternità, si spengono sotto profilo sessuale. In questo caso, mi viene da dire nella maggior parte dei casi, non è proprio un fatto personale, è semplicemente che hanno interrotto qualsiasi contatto con la propria parte sessuale.

Non è che “non la danno” è che “non la sentono”!

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Agopuntura e metodo scientifico: parte seconda

5/2/09

Catherine Bellwald Agopuntura e metodo scientifico: parte seconda Uno degli aspetti da affrontare quando si parla di lavori scientifici in agopuntura è il tema del “gruppo di controllo”.

Un lavoro scientifico, per essere tenuto in considerazione, deve innanzi tutto raccogliere un numero significativo di partecipanti più possibile omogenei ed avere un gruppo di controllo.

Vale a dire che i partecipanti vengono suddivisi casualmente in due gruppi, ognuno dei quali viene trattato diversamente, per fornire un riferimento. In questo caso si tratta di studio randomizzato e controllato. Quando nei pazienti ne i medici sanno quale tipo di terapia venga somministrata ad un gruppo e quale all’altro, si parla di “studio a doppio cieco”.

Già nel caso degli studi sui farmaci è un criterio estremamente difficile da applicare. Nel caso dell’agopuntura diventa impossibile.

Possiamo infatti selezionare 2 gruppi omogenei e trattarli uno con l’agopuntura e l’altro con altri metodi: farmaci, TENS, ultrasuoni, massaggi o altro. Va da sè comprendere che un simile lavoro è realizzabile solo in una struttura sanitaria pubblica ove si pratichi abitualmente l’agopuntura cioè non in Italia.

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Agopuntura e metodo scientifico: prima parte

4/2/09

Catherine Bellwald  Agopuntura e metodo scientifico: prima parteVisto che nell’ultimo periodo sono comparsi ben tre articoli che sputano sentenze sull’efficacia dell’agopuntura,  mi sembra corretto scriverne almeno altri due per par condicio.

Mi scuso sin d’ora se sarò un pò tecnica ma l’argomento in questione mi sta a cuore non solo perchè è del mio lavoro che si parla, ma soprattutto perchè ritengo che l’agopuntura sia realmente uno strumento eccezionale, tanto che, se dipendesse da me, lo inserirei negli ospedali tra le terapie e i protocolli abituali.  

Partiamo dal metodo scientifico visto che spesso è su questo terreno che la lotta viene praticata ad “armi dispari”.

In effetti non esiste un insieme definito di punti da usare per trattare ogni sintomo; il paziente deve essere trattato nella sua totalità, considerando per esempio se oltre alla cefalea sono presenti altre problematiche; vedi stitichezza o disfunzioni sessuali o irregolarità del ciclo mestruale o insonnia, tanto per capirci.

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Agopuntura e media: sul Corriere un articolo a dir poco fuorviante.

2/2/09

Catherine Bellwald Agopuntura e media: sul Corriere un articolo a dir poco fuorviante.E’ da poco uscito questo articolo sul Corriere. Lo considero quantomeno fuorviante, per non dire fazioso. Un esempio di come certa stampa riesca a manipolare dati oggettivi per fornire una personalissima quanto alterata interpretazione, evidentemente volta a screditare come sempre qualsiasi terapia non goda della “benedizione” della scienza ufficiale, sempre più legata a quella delle grandi case farmaceutiche.

Tanto per cominciare la fonte citata: si tratta di questo articolo apparso su Cochrane, una stimata rivista scientifica medica. Purtroppo è in inglese, ma vi posso assicurare che i risultati riportati sono esattamente contrari a quanto sembra voglia far credere l’articolo del Corriere.

Questo il testo in inglese, nella sezione “Conclusioni” dell’articolo:

In the previous version of this review, evidence in support of acupuncture for tension-type headache was considered insufficient. Now, with six additional trials, the authors conclude that acupuncture could be a valuable non-pharmacological tool in patients with frequent episodic or chronic tension-type headaches


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