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Kesa: sappiamo ancora commuoverci?

Kesa, la veste del monaco secondo la tradizione buddhista, è anche il titolo dell’ultimo libro di narrativa by Adea Edizioni scritto da Francesco “Franz” Amato.

Forse lo conoscete già attraverso i suoi scritti un pò piccanti, ma oltremodo chiarificatori del suo blog, appunto chiamato “Franz’s blog” il cui slogan non a caso è “Fatti venire un dubbio…”

Il libro, la cui recensione è uscita proprio oggi sul Giornale, è scritto in modo squisitamente fluido, come immagino siano i suoi pensieri.

L’autore, che personalmente conosco (è stato lui a convincermi ad aprire questo blog),  diversamente da quanto atteso, rispetto al suo consueto modo di scrivere e di vivere, un pò brusco e fuori dal branco, per così dire, emerge con contenuti di dolcezza e di profondità di cuore davvero sorprendenti.

Inoltre, pur essendo la sua natura indubbiamente fortemente maschile in tutte le sue manifestazioni, riesce in questo libro a scrivere in prima persona nei panni di una donna, e ci riesce anche egregiamente direi.

Leggendolo tutto di un fiato, come non mi succedeva da tempo, mi sono chiesta come mai oggi sia diventato così difficile commuoversi per un film o per un libro.

Una volta, nell’epoca del romanticismo, si leggeva e si scriveva proprio per toccare l’animo del lettore, per toccargli il cuore. I più sensibili si nutrivano di letture con l’obiettivo di elevare i propri sentimenti.

Oggi si cerca di stupire, con incredibili effetti speciali, spesso si aggredisce il pubblico con scene di violenza, storie amare e crude, scene di carne e sangue volutamente gratuite. Grazie a Dio esiste ancora la voglia di far sorridere e divertire il pubblico. Ma a ben guardare i sentimenti e la commozione si evitano!

Forse ci si vergogna un pò di piangere in pubblico, forse esiste una difesa nei confronti appunto del nostro cuore. Eleviamo un muro, costruiamo una protezione per paura.

Il cuore è un organo di fuoco,  le lacrime sono il suo secreto, la gioia la sua emozione.

Eppure tutti noi associamo le lacrime alla sofferenza .

Ma le lacrime nascono dal cuore, nascono da emozioni che arrivano al cuore. Interessante anche la parola emozione derivante etimologicamente da  emo -sangue-, il sangue è rosso come il fuoco e passa tutto, guarda caso, dal cuore.

Questo libro credo sia il manifesto di come ai giorni d’oggi si possa ancora commuoversi.

Lo consiglio a tutti coloro che ricercano ancora emozioni in grado di toccare e accarezzare il cuore, a  tutti coloro che sono ancora capaci di fermarsi e commuoversi per un tramonto e per un cielo stellato.


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2 Comments

  1. valeria milano ha detto:

    Complimenti a Franz!! Su Il Giornale!! Merita proprio. valeria

  2. Fede ha detto:

    Ciao a tutti. Kesa l’ho letto alcuni mesi fa e quando sono arrivato in zona morte di Mira, la protagonista, non riuscivo ad andare avanti per l’emozione e i lacrimoni…

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