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Yes man

Un Film davvero carino, leggero, divertente, maestosamente recitato da Jim Carrey che cambia espressione del viso trasformandosi dal più cupo degli individui al più leggero degli esseri umani.

Un film per ridere insomma, ma che contiene anche se in versione americanizzata il concetto del combattere i pensieri negativi.

Non sono capace. Non è possibile. Non ci posso riuscire.  Cosa ci vado a fare. Figurati se c’è la faccio proprio io. Non ho niente da dare in più. Chi mi ascolterebbe? A chi importa di quello che penso veramente? A chi importa veramente di me poi?

Questi sono solo l’abc dei pensieri negativi che possono diventare molto più strutturati e complessi nonchè perfettamente costruiti  per non vivere, anzi per rinunciare a vivere.

“La vita è un parco giochi solo che crescendo ce ne dimentichiamo”. Credo sia la sofferenza, anzi la paura di soffrire di nuovo, che piano piano ci costringe a chiuderci in noi stessi, dietro al muro dell’indifferenza. Diventiamo distanti a qualunque evento della vita, diventiamo tiepidi per non dire freddi, in realtà ci allontaniamo gradualmente dal nostro cuore e da noi stessi. Non siamo più capaci ne di amare ne di essere.

Un primo passo potrebbe essere riconoscere i nostri pensieri negativi ogni volta che si presentano alla nostra mente, e provare a cacciarli via con la stessa grinta con la quale, come dice Andrea di Terlizzi, caccereste dal vostro salotto uno sconosciuto arrogante e puzzolente che si diverte a sporcare e distruggere casa vostra.

Una cosa interressante è che quasi sempre non diciamo “no” alle richieste e alle domande, siamo come dire subdoli, la nostra mente tanto per cambiare ci impedisce di guardare la nostra sofferenza, e allora iniziamo sempre con: ” Si ma…” , oppure  “vorrei però”.

Sapere riconoscere questi  ammortizzatori, ben descritti dal pensiero gurdjieffiano, potrebbe permetterci di fare un passo avanti verso una diversa consapevolezza, dandoci la possibilità di amare e di essere.  

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