La polivalenza terapeutica
Me l’ha insegnata la Professoressa Morosini questa possibilità di mischiare le tecniche riabilitative a seconda delle specifiche necessità del paziente trasformando la riabilitazione in una tecnica nuova e soprattutto viva, ricca e in continua trasformazione evolutiva.
Ecco che i cosiddetti puristi Bobathiani, Perfettiani, Mulleriani, Mc Kenziani bravi e preparati certamente nella singola tecnica riabilitativa nulla avevano a che vedere con la nostra possibilità di creare al paziente un programma di esercizi che potesse al meglio stimolare le potenzialità residue come appunto un vestito su misura e non semplicemente una marca seppur famosa e valida.
Oggi a distanza di quasi 30 anni questa possibilità di unire le varie tecniche terapeutiche è nuovamente affiorata nel mio modo di lavorare. Non solo unendo le diverse possibilità di utilizzare e scegliere di volta in volta le svariate tecniche di agopuntura, cranio puntura, abdomino puntura, auricolo puntura, di equilibrio dinamico dei meridiani, di bilanciamento stagionale degli stessi e molte altre; a seconda del caso unisco di volta in volta tecniche che possono essere riabilitative e di movimento articolare da eseguire come lavoro personale a casa tra una seduta e l’altra ma anche durante il trattamento stesso, lasciando il segmento da mobilizzare libero dagli aghi e in comunicazione con gli altri canali a distanza.
E’ possibile nei casi che invece devono lavorare sull’ansia, praticare un rilassamento guidato durante la seduta di agopuntura, ponendo il paziente in ascolto del proprio respiro e dei diversi segmenti corporei da rilassare via via come nella tecnica dello yoga nidra.
E’ inoltre possibile praticare delle visualizazioni mirate ai diversi disturbi,che possono essere svariati: tensione e chiusura alla gola, tensione al basso ventre e allo stomaco e in tutti i dolori. Si guida il paziente alla consapevolezza del proprio potere mentale che non può essere solo negativo e potenzialmente distruttivo ma anche il suo esatto contrario. Imparare l’utilizzo della visualizzazione di una corrente di luce o di acqua fresca veicolata e aiutata dagli aghi a liberare e far scorrere scorie e blocchi presenti nei diversi distretti da trattare diventa uno strumento di cura talora molto più potente di quanto non si possa pensare.
Un lavoro anche questo praticabile dal paziente a casa e in qualunque momento della sua giornata. Una possibilità che se messa in atto con continuità non può che essere un grande aiuto e sostegno terapeutico capace di rendere il paziente indipendente ma soprattutto sempre più a suo agio e partecipe del suo percorso di guarigione.
Una possibilità tutta nuova di utilizzare l’arte millenaria dell’agopuntura senza impoverirla a una singola e sterile tecnica ma piuttosto arrichendola di sfumature e forza attingendo da altre medicine tibetane, indiane ed europee talune estremamente antiche altre provenienti dall’inizio del ’900.
Un sistema questo per creare qualcosa di nuovo attraverso la propria sensibilità e conoscenza senza cercare di ripetere come degli automi robotizzati quello che abbiamo appreso da libri e dai nostri maestri, ai quali saremo sempre eternamente e instancabilmente riconoscenti e grati per l’inesauribile ricchezza che ci hanno regalato.
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Mastectomia preventiva, cancro e hpv… il dubbio è legittimo!
Una volta gli attori si limitavano a lanciare mode: sul vestire, portamento, stile, pettinature e magari anche qualche vizio e vezzo come le macchine, gli orologi. Per diverse e molteplici firme i personaggi dello spettacolo diventano l’immagine pubblicitaria, la facciata, il cosiddetto testimonial. Ma qualcosa oggi sembra cambiato in una direzione discutibile e forse anche allarmante.
Prima la Jolie che proclama al mondo intero la sua scelta di eseguire un intervento di mastectomia bilaterale preventiva. Una dichiarazione che sembra proporla come una paladina della salute e della prevenzione del tumore alla mammella nei casi con famigliarità positiva, ma lasciando comunque sgomenti le maggiori autorità in campo oncologico.
Qualche giorno fa, la dichiarazione di Micheal Douglas lasciata alle maggiori testate giornalistiche mondiali. L’attore da tempo noto per la sua frenetica vita sessuale dichiara che la causa della sua patologia neoplastica è data alla sua dedizione al sesso orale. Il famigerato papilloma virus diventa l’indiscusso colpevole.
Non gli sembrava vero di aver trovato un responsabile alla malattia più temuta al mondo il cancro. Oggi tutti gli occhi sono puntati solo lì. I biologi che lavorano alla ricerca contro il tumore di cose interessanti ne hanno scoperte davvero tante, una quantità di informazioni così dettagliate da fare paura, ma forse difficili da mettere insieme e da sfruttare al meglio per combattere questa malattia. A quanto pare l’unica informazione che è ormai partita per una strada tutta sua, che nessuno credo potrà fermare, è questa del virus HPV.
Il fatto di aver trovato tracce di HPV nel DNA delle cellule tumorali è stato sufficiente per associarlo a questa infezione virale, tanto che oggi si dice tumore correlato alla infezione HPV, da cui il grande salto per definire l’infezione HPV come la causa di questi tumori, più semplice che bere un bicchiere d’acqua e lo stesso si può dire per alcuni tumori dell’orofaringe.
Questo è il nuovo volto della medicina in genere e nella fattispecie di quella oncologica. Da sempre le cause della patologia neoplastica come di moltissime altre patologie croniche sono ancora grandemente sconosciute. Ci sono i cosiddetti fattori di rischio che sono da sempre fattori infettivi, genetici, irritavi come fumo e alcolici. L’attribuzione a uno di questi fattori del ruolo principale diventa un metodo più semplice per fare quella che potremmo definire la nuova caccia alle streghe degli anni 2000. La lotta al papilloma virus, con vaccini già in commercio e vaccini in nuova produzione e il progetto di vaccinare 30 millioni di bambine in 40 paesi entro il 2020.
Un vaccino per prevenire alcuni tumori, un test del DNA per valutare la percentuale di possibilità di sviluppare una neoplasia in un determinato organo sono un possibile nuovo boom economico per le lobby farmaceutiche decisamente più allettante del vaccino antinfluenzale che invece quest’anno è crollato di interesse e di credibilità per molti pazienti e per molti medici.
D’altronde cosa spaventa di più del cancro? Cosa non saremmo disposti a pagare e a fare per evitarlo? Ed eccolo qua un bel capro espiatorio: il brutto e cattivo papilloma virus già solo a dirlo vengono i brividi!
E’ giusto però sapere che questo virus sta ai genitali come un virus parainfluenzale sta all’orofaringe. Ovvero la sua propagazione è estesissima oltre che normalissima, conseguenza di una vita sessuale assolutamente di nuovo normale. Una volta, quando andavo all’Università, si diceva che la possibilità di entrare in contatto con l’HPV durante la vita sessuale superava il 90%. Inoltre essendo un virus che entra nelle cellule per moltiplicarsi, non vedo nulla di così strano nel fatto di trovarlo nelle cellule tumorali del collo dell’utero.
L’attenzione a mio parere dovrebbe focalizzarsi sulle difese immunitarie insufficienti ovvero sul fatto che dalla semplice e innocua infezione senza alcun sintomo tipica di questa infezione virale si possa generare un’infezione cronica e prolungata oppure una sorta di incapacità di proteggersi dalla malattia oncologica. Quale contributo possono avere in questa incapacità di risolvere un’infezione altrimenti innocua alcuni farmaci come ad esempio antibiotici e cortisone che alterano completamente il microambiente vaginale e la normale flora batterica di protezione?
Il mio timore è che come sempre si guarda la malattia come attrvavrso un microscopio e ci si ferma sull’evidenza che salta maggiormente al naso perdendo completamente di vista l’intera situazione che l’ha generata e sostenuta alla sua radice: un atteggiamento che fa comodo perchè lineare e che può far girare molto denaro e interessi economici ma che personalmente trovo pericolosamente fuorviante.
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Ricette ghiotte per celiaci: cestini di frutta con salsa di fragole – By Gabriella
Questa ricetta prende spunto dalla tradizione dei torroni siciliani, in particolare dalla cubbaita di giuggiulena (torrone di sesamo). I nostri cestini, infatti li realizzeremo con sesamo e succo d’agave. Naturalmente, se preferite essere più fedeli alla tradizione, utilizzate il miele.
“Il sesamo è un prezioso aiuto per il nostro organismo. E’ un ottimo ricostituente per le piastrine del sangue e l’emoglobina; utile dunque per la milza, il sistema nervoso, i muscoli, la pelle. Il sesamo è una “pillola” vitaminica e minerale per la crescere sani e rimanere in perfetta salute”. (Tratto da “I magnifici 20” di Marco Bianchi)
Per realizzare i cestini ponete in una casseruola il succo d’agave e il sesamo, calibrando a occhio la quantità per ottenere il numero di cestini che volete realizzare. Scaldate per una decina di minuti e poi versate su un tagliere ricoperto da un foglio di carta da forno inumidita.
Stendete il “torrone” in maniera molto sottile e lasciate intiepidire. Normalmente il torrone caldo viene disposto su un piano di marmo un po’ unto con olio di semi e inciso in modo che sia più facile spezzarlo una volta freddo. Per modellare i cestini abbiamo bisogno dell’ausilio della carta da forno che ci renderà più semplice la fase di realizzazione. Naturalmente è preferibile versare la quantità per singolo cestino da realizzare, in quanto non è facile tagliare con precisione il torrone, se pur sottile. Quando il torrone sarà tiepido, ponete ogni singola quantità, su un bicchiere capovolto dalla parte della carta da forno. Lasciate raffreddare.
Quando sarà freddo capovolgete, togliete delicatamente la carta da forno e ponete il cestino dentro una ciotola e manipolate delicatamente per dare la forma desiderata. Vi consiglio di lasciare i cestini di “giuggiulena” nelle ciotole fin quando sarà il momento di servire. Nel frattempo preparate la salsa di fragole.
Tagliate le fragole a pezzetti piccoli e poneteli in una casseruola con il succo d’agave e fate cuocere per circa dieci minuti. Lasciate raffreddare la salsa prima di servire. Tagliate la frutta a piccoli pezzi e ponetela all’interno dei cestini e completate con una dose generosa di salsa di fragole.
Spero di avervi suggerito un’idea creativa per un dessert gustoso e salutare!
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Il carico dopo la frattura: agopuntura, osteosintesi e recupero funzionale
Dopo l’articolo sull’utilizzo corretto dei bastoni nelle limitazioni al carico e quello dell’importanza totalmente sconosciuta dell’agopuntura in ambito riabilitativo soprattutto post traumatico o post chirurgico, mi faceva piacere affrontare il problema dell’impossibilità completa di caricare che si verifica dopo una frattura ossea oppure un intervento di osteosintesi.
Si tratta di interventi chirurgici ortopedici praticati per saldare i frammenti ossei in modo corretto facilitando una buona ricalcificazione e un recupero della funzionalità strutturale lesa.
Le osteosintesi oggi sono ancora prevalentemente metalliche un tempo faceva da padrone l’acciaio, oggi esistono apposite leghe sempre più leggere che sfruttano metalli inerti come il titanio e in un prossimo futuro è presumibile che saranno i polimeri a sostituire le leghe metalliche sfruttandone una maggior elasticità paragonabile maggiormente al tessuto osseo.
La maggior parte delle osteosintesi, fra cui citiamo le classiche anche se ancora attuali placche e viti, necessitano ancora di tempi discretamente lunghi prima di concedere il carico, talora anche superiori ai 40-50 giorni, questo perchè è necessario un buon callo osseo (nuovo osso in formazione) per garantire la presa del mezzo definito di sintesi con il tessuto osseo. In caso contrario il mezzo di sintesi può spostarsi e non garantire affatto il corretto posizionamento atteso dei frammenti ossei. Se il muro o il materiale da saldare è fragile nessuna riparazione, anche la più raffinata, avrà successo soprattutto con dei mezzi metallici. Questo lo sanno bene i falegnami e i muratori.
Purtroppo questo è un bel problema in quanto l’assenza di carico è essa stessa causa di un rallentamento della formazione del callo osseo oltre che fonte di alterazioni vascolari e sistemiche che vanno ben oltre al tessuto osseo.
La mancata stazione eretta mantenuta per tempi lungi soprattutto in soggetti non più giovani o con altre problematiche è spesso la fonte di numerosi squilibri che si ripercuotono sul recupero funzionale in senso globale.
Ecco perchè la frattura di femore negli anziani prima dell’avvento del chiodo endomidollare era considerata una grave situazione a forte rischio per la salute. Il chiodo endomidollare è stata la prima osteosintesi applicata alle fratture del collo del femore a consentire un carico velocissimo riducendo in modo straordinario la mortalità e le complicanze da ipomobilità post chirurgiche della frattura di femore nella popolazione anziana. Una evoluzione tecnologica ottenuta probabilmente dalla crescente innovazione e utilizzo delle protesi articolari di anca e ginocchio.
Ma torniamo al tessuto osseo che si differenzia da tutti gli altri perchè è in continuo e perpetuo rimaneggiamento: una parte di cellule ossee si occupa della costruzione (gli osteoblasti) e una parte si occupa della distruzione (gli osteoclasti) entrambe le fazioni cellulari, i costruttori e i distruttori, sono in azione e si bilanciano vicendevolmente.
Il carico ovvero il peso che gravita sull’impalcatura scheletrica, mediato dall’appoggio al suolo, sembrerebbe un fattore indispensabile per sostenere la formazione di nuovo tessuto osseo. L’ importanza della gravità sull’omeostasi del tessuto è stata valutata soltanto dopo il riscontro di severa osteoporosi negli astronauti che avevano passato lunghi periodi in assenza di gravità.
Ecco che il carico inteso come possibilità dell’intero corpo di gravare sul terreno è una sorta di toccasana per l’intero sistema scheletrico. Le osservazioni a questo punto sono vaste e non del tutto chiare, le ipotesi più acreditate sono che da un lato il sistema nervoso percependo il carico attivi in modo automatico una catena biochimica in grado di generare una sorta di spinta del sistema osseo, da un altro lato alcuni scienziati sostengono che sia il fenomeno della vibrazione ad attivare il sistema.
Non esistono ancora risposte chiare in merito, ma un a cosa è certa: l’assenza di carico non favorisce la formazione di callo osseo e questo è tanto più valido quanto più distale si trova la struttura dal centro del corpo oppure il soggetto è più anziano e affetto da alterazioni metaboliche sistemiche. Questo presumibilmente perchè è ulteriormente rallentato il sistema vascolare che nutre il tessuto posto in periferia come nel caso delle ossa di mani e piedi.
La magnetoterapia è una delle terapie fisiche più considerate per favorire maggiormente la calcificazione, il calore endogeno generato da questa terapia fisica è per alcuni ortopedici da evitare in senso assoluto in presenza di osteosintesi e per altri è da utilizzare anche per diverse ore consecutive con grandi benefici e senza alcun timore. Ancora non esistono dati certi ne pensieri univoci in merito.
Anche la vibrazione applicabile su specifiche emergenze ossee è una grande risorsa fisica per stimolare la calcificazione in questo caso senza alcun timore di produrre calore al mezzo di sintesi. Forse perchè di alcun interesse economico non esistono informazioni e lavori scientifici riguardanti questo argomento. Consigliare al paziente che non può caricare il suo segmento fratturato o operato di applicare vibrazioni a bassa potenza e medio-alta frequenza come quelle usate dai più comuni sexy toy in commercio è un operazione di totale innocuità applicabile anche in caso di apparecchio gessato perchè applicabile direttamente sul gesso, oppure sulle sporgenze ossee distali e prossimali rispetto all’ area da trattare confidando nella trasmissione della vibrazione attraverso i mezzi solidi.
Infine l’agopuntura funziona sul dolore in senso antalgico puro ed è altresì un ottimo sistema per migliorare la circolazione e limitare l’edema e l’infiammazione spesso causa di ulteriore rallentamento vascolare ed energetico nella parte colpita. Ecco perchè gli ortopedici usano dosi molto alte di antiinfiammatori e di ghiaccio nelle fasi post chirurgiche.
La fitoterapia cinese nei traumi e nelle fratture è un ulteriore grande strumento poco conosciuto ma di grande efficacia che permette una migliore circolazione energetica nella regione colpita, un più facile drenaggio dell’infiammazione e una energia selettiva per riscostruire i tessuti dannegiati. In particolare esistono ricette mirate sulla ricostruzione del tessuto osseo e sui traumi che risalgono a quelle usate dai monaci shaolin i cui combattimenti potevano essere talora anche molto violenti e la cui ripresa doveva essere accelerata per riprendere al più presto i loro allenamenti.
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Medicina tradizionale cinese: due curiosi casi di sinusite

Recentemente mi sono capitati due casi molto curiosi di sinusite che vale la pena di descrivere per la loro peculiarità.
Il primo caso è un ragazzo di 20 anni con famigliarità positiva per cefalea. Sin da bambino soffriva di crisi cefalalgiche ricorrenti frontali e sovra orbitarie e pollinosi stagionale, in seguito ad un recente episodio influenzale sviluppa un dolore molto acuto localizzato alla radice del naso. Questo dolore che possiamo definire continuo non lo abbandona più neanche di notte per quasi 3 mesi nonostante le diverse cure specialistiche intrapprese.
Esegue diversi cicli di antibiotici e cortisonici, cure termali e in parallelo segue una terapia antistaminica ma senza ottenere alcun beneficio sul dolore che iniziava a compromettere la sua capacità di studiare e il tono del suo umore.
Ad ogni seduta di agopuntura il dolore che veniva registrato inizialmente come VNS 8 scendeva gradualmente e dopo 8 sedute di agopuntura eseguite due volte alla settimana, il giovane ragazzo finalmente arriva sorridendo dicendo che il dolore è finalmente sparito.
Per me un altro esempio di come i giovani non solo rispondono bene alla terapia con agopuntura ma soprattutto di come la accettano con piacere e senza fare tante moine, rilassandosi completamente e profondamente agli aghi come se l’intelligenza del corpo in loro fosse più viva.
Una comprensione più profonda e naturale non ostacolata dall’inganno della mente e dal continuo desiderio di voler capire soppesare e comprendere con la testa, impedendo al corpo di comunicare la sua esperienza nel presente.
Un secondo caso davvero curioso è stato un paziente in cura con agopuntura per una epicondilite acuta, un programmatore di computer che dopo 6 sedute di agopuntura oltre ad avere un beneficio progressivo sul dolore al gomito mi riferisce un netto miglioramento del suo olfatto compromesso da anni da una forma di sinusite cronica che gli impediva non solo di sentire gli odori ma anche di percepire i sapori.
Dopo questa rivelazione continuo a trattare il gomito e aggiungo qualche ago specifico per la sinusite, insegno al paziente esercizi di auto-massaggio dei seni paranasali e contemporaneamente prescrivo una ricetta fitoterapia cinese mirata alla sinusite cronica capace di muovere l’energia e il sangue e rimuovere il calore in regione nasale ottenendo una netto miglioramento non solo dell’olfatto ma soprattutto del gusto.
Un esempio questo di come i cosiddetti effetti collaterali positivi dell’agopuntura possano essere oltremodo soddisfacenti oltre che rappresentare vere e proprie inattese, piacevoli sorprese sia per il paziente che per il suo curante.
Due casi che definirei curiosi e completamente diversi tra di loro ma che mostrano come la medicina cinese sia come agopuntura che come fitoterapia cinese costituisca per la sinusite uno strumento efficace anche in casi poco responsivi alle comuni terapie farmacologiche o cronicizzati da tempo.
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Agopuntura e fitoterapia cinese nel fibroma uterino
Il fibroma uterino è una formazione assolutamente benigna che colpisce il tessuto muscolare dell’utero. Si tratta di uno dei tumori più benigni e più comuni nella popolazione femminile. Un tempo chi ne soffriva veniva sistematicamente operato con isterectomia ovvero con resezione uterina completa non senza provocare disturbi a carico dell’intero pavimento pelvico come il prolasso vaginale oppure incontinenza urinaria precoce.
Oggi l’isterectomia totale è sostituita quando possibile da interventi di isterectomia parziali e mirati sul tessuto fibromatoso eccedente. L’intervento chirurgico è consigliato soprattutto nelle donne che presentano voluminosi fibromi oppure in caso di fibromi anche più ridotti ma che potrebbero aumentare nel corso di una gravidanza ingombrando lo spazio fetale.
Non sarebbe a parere di numerosi ginecologi invece indicata l’operazione chirurgica solo per trattare le menorragie ovvero le perdite ematiche uterine troppo abbondanti o troppo prolungate. Sono frequentissime le donne con fibromi anche piccoli che soffrono di cicli emorragici definiti metrorragie o di cicli mestruali interminabili debilitanti sia per la salute che per il tono dell’umore.
Lo stilicidio contino anche se di poche gocce come la perdita massiccia di sangue sono entrambe responsabili con il tempo di forme più o meno severe di anemia che in fase di premenopausa possono anche peggiorare ulteriormente diventando francamente invalidanti.
La ridotta quantità di sangue e di emoglobina può influenzare il tono dell’umore oltre che le risposte immunitarie in senso lato e generare non solo stanchezza e spossatezza ma anche patologie di altra natura. Nella medicina cinese poco sangue genera a sua volta una incapacità di controllarne le perdite e quindi una sorta di circolo vizioso anemizzante. Inoltre poco sangue uguale poca energia e poca possibilità di movimento e quindi di circolazione è frequente osservare una sorta di calore vuoto simile a quello della menopausa, con vampate e agitazione; questi disturbi sono di grado variabile a seconda della costituzione dalla paziente.
Correggere questo importante vuoto di sangue è comunque in qualunque modo lo si voglia vedere fondamentale per la salute fisica e mentale della donna che ne soffre. La fitoterapia cinese è un ottimo rimedio per facilitare la ricostruzione del sangue e dell’energia persa esistono ricette mirate non solo al vuoto di sangue cronico ma anche al vuoto dovuto a perdite come in questo caso. Inoltre esistono numerose ricette antiche mirate alla circolazione energetica in regione pelvica capaci di limitare la stasi e il ristagno di sangue in utero.
Lo stesso risultalto di potenziamento della sintesi di nuovo sangue e di ridotta predisposizione a perderlo si può ottenere attraverso l’agopuntura e le due terapie fatte simultaneamente sono in grado di allungare il ciclo che tende ad accorciarsi in modo eccessivo spesso sotto ai 21 giorni e limitarne la durata frequentemente superiore ai i 7-10 giorni e la quantità di sangue complessivamente perso.
Esistono infine ricette fitoterapiche specifiche per arrestare l’emorragia uterina in corso e trattamenti di agopuntura mirati anch’essi all’arresto dell’eccessiva perdita di sangue mestruale entrambi applicabili al bisogno.
Il miglioramento dell’emocromo ottenuto con la fitoterapia cinese è riscontrabile in meno di 20 giorni con semplici esami del sangue e a confronto di una terapia a base di ferro è decisamente più tollerata e più veloce oltre che garante di un risultato più duraturo nel tempo. La paziente si sente subito meglio e meno stanca e con il passare delle sedute di agopuntura il ciclo inizia velocemente a ritornare meno lungo, meno abbondante e meno ravvicinato al precedente.
Sono in pochi i ginecologi a considerare queste terapie di supporto che possono invece se fatte correttamente limitare l’uso di terapie farmacologiche poco tollerate e soprattutto evitare l’intervento chirurgico in particolare nei fibromi di piccola dimensione e quando ormai manca poco all’arrivo della menopausa e quindi alla cessazione dei sintomi mestruali.
E’ infine giusto considerare che questa possibilità terapeutica non agisce solo sui sintomi ma se prolungata per un tempo sufficientemente lungo può ridurre le dimensioni dei fibromi o quanto meno di limitarne l’evoluzione e questi dati sono riscontrabili facilmente con semplici controlli ecografici che anche il ginecologo più dubbioso non potrà che confermare.
Strumenti antichissimi creati per le donne e a disposizione delle donne, che le donne dovrebbero conoscere per sentirsi più libere.
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Ansia da prestazione e agopuntura
L’ansia è una brutta bestia, si sa. Quella da prestazione in particolare riveste un ruolo particolarmente odioso nella psicologia umana in quanto può raggiungere livelli davvero bloccanti.
L’ansia da prestazione può essere un ostacolo a volte impossibile da superare senza un aiuto esterno, in special modo quando si instaurano circoli viziosi tra la stessa e i risultati che, ovviamente in presenza di questa problematica, sono spesso esattamente quelli attesi: disastrosi.
Come si può aiutare chi soffre di questa problematica? Molte discipline orientali e attività sportive possono essere di grande aiuto come prevenzione, ma necessitano dei loro tempi tencnici per agire. Inutile quindi mettersi in moto e sperare nell’aiuto del corpo se non lo facciamo per tempo.
Un grande aiuto può venirci dall’agopuntura che, quando ben fatta e correttamente accettata dal paziente permette rapidamente un livello di più profondo rilassamento psichico e fisico, una lucidità mentale dalla risposta più pronta oltre a miglior qualità del sonno e del tono dell’energia in senso lato.
L’Alloro, prodotto della fitoterapia Spagyrica è un grande aiuto, assunto in pochissime gocce, da 3 ad un massimo di 5 al giorno. Un dosaggio molto basso ma che grazie al modo in cui vengono prodotti questi preparati ha un’azione sostanzialmente completamente diretta al piano emotivo.
Anche il Gelsemium Sempervirens, prodotto omeopatico, assunto in dinamizzazione crescente dai 30 CH ai 200 CH può dare una grande contributo.
Se il problema è più grave, ed oltre all’ansia sono gia comparsi disturbi e somatizzazioni del disagio quali palpitazioni, gastrite, cefalea, insonnia, colite ecco che invece il paziente va inquadrato in modo più completo e trattato di conseguenza, alleviando e risolvendo prima i sintomi fisici per poi arrivare al trattamento dello stato d’ansia.
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Perché non curare l’insonnia con l’agopuntura?
L’insonnia una volta veniva collocata prevalentemente come disfunzione della sfera psichica. Dalla fine dell’ottocento alla prima metà del novecento la psicologia studiava fervidamente il mondo onirico con il suo maestro e pioniere il Dott Freud.
Oggi l’inquadramento del disturbo del sonno è completamente diverso e molto più esteso, esistono medici specializzati unicamente in questo specifico settore della medicina neurologica e cliniche o centri interamente dedicati a questo disturbo diffusissimo che si considera largamente sottovalutato, sottostimato e non sufficientemente trattato.
Infatti chi soffre di insonnia continua ad attribuirne significati e motivazioni prevalentemente alla sfera psicologica oppure considera di avere questa caratteristica costituzionale senza potervi porre rimedio alcuno. Nel moderno inquadramento dei disturbi del sonno esistono diverse possibili cause biochimiche molto varie e diversificate tra di loro.
A partire dai disturbi respiratori come le comuni sindromi ostruttive, a problematiche circolatorie o cardiache come i disturbi del ritmo cardiaco, alterazioni ormonali come nella menopausa, cause farmacologiche derivanti dall’uso di farmaci come i diuretici, gli antipertensivi, gli antidepressivi, la dopamina e molti altri che possono modificare il sonno.
L’insonnia viene in un certo senso inquadrata come un alterato equilibrio del complesso network biochimico umano. Qualunque sostanza farmacologica e molteplici quadri sindromici in un certo senso sono in grado di causare uno squilibrio tale da generare un disturbo del sonno che può essere transitorio, ricorrente o cronico.
Ecco che la sistematica assunzione di un ipnotico non è più raccomandata ma spesso procrastinata e se possibile limitata al minimo perché genera dipendenza fisica e non solo psichica; è come se la molecola di benzodiazepina a lungo andare generasse essa stessa insonnia!
Pertanto l’insonnia deve essere trattata perchè altera fortemente il piacere della vita in senso lato: la capacità lavorativa, la possibilità di far fronte lucidamente al pericolo e alle difficoltà quotidiane, il desiderio sessuale sono solo un esempio delle sue implicazioni secondarie.
Possiamo dire che essa stessa genera un alterato equilibrio biochimico umorale e ormonale a sua volta causa di ulteriori patologie come l’ipertensione per esempio o l’ipotiroidismo ma anche la depressione e l’ansia che possono essere le figlie di un insonnia e non solo la causa!
E’ piuttosto complicato considerare in modo completo le migliaia di interrazioni interne di uno squilibrio biochimico quando si manifesta. Non solo emozioni che definiamo negative ma anche abitudini alimentari, farmacologiche e comportamentali oltre che costituzionali ovviamente possono essere tutte la causa prima di un squilibrio che una volta generato difficilmente siamo in grado di reimpostare al tavolino senza squilibrarlo ulteriormente.
Questo nuova estesa consapevolezza della nostra complessità biochimica è un grande passo avanti della medicina moderna che incredibilmente si avvicina alla medicina tradizionale cinese che da sempre considera una disfunzione come il risultato di patologie e disfunzioni completamente diverse e apparentemente non collegate tra di loro.
Il network biochimico in realtà è la controparte fisica della complessa rete energetica che collega i diversi organi e meridiani tra di loro. Meno abitudini scorrette riusciamo a costruire, meno farmaci riusciamo ad assumere in modo continuativo e meno alteriamo questo sensibile sistema interno che ci compone.
Ecco che non solo le indicazioni sull’orario di assunzione di molti farmaci e il dosaggio mirato di alcuni di essi possono fare la differenza ma anche la possibilità di considerare l’agopuntura come una cura che lavora sull’intero sistema biochimico-energetico cercando il suo equilibrio e non solo sulla singola funzione alterata.
Una cura quella dell’agopuntura oggi un pò snobbata da molti medici specialisti che non la conoscono se non per sentito dire ma che rappresenta in realtà un modello di cura ottimale per le nostre nuove acquisizioni scientifiche perché interagisce con il network biochimico senza sbilanciarlo ma riportandolo verso il suo normale equilibrio.
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Ricette ghiotte per celiaci: pane al radicchio – by Gabriella
Per questo mese vi propongo degli ottimi panini al radicchio…naturalmente senza glutine! Il radicchio è ricco di antiossidanti, è depurativo e ha un basso contenuto calorico.
Lavate e tagliate il radicchio a listarelle e fatelo stufare in padella con un po’ di olio extravergine d’oliva e un pizzico di peperoncino.
Dopo qualche minuto, quando sarà appassito, strizzatelo per eliminare l’acqua di cottura in eccesso e mettetelo da parte. Nel frattempo disponete in una ciotola la farina di grano saraceno (180 g), la farina di riso (100 g), due uova e un albume, un po’ di olio extravergine d’oliva (50ml), un po’ di latte di riso (50-80 ml), una manciata di pinoli, sale e pepe.
Infine aggiungete il radicchio e amalgamatelo all’impasto, poi aggiungete la polvere lievitante a base di cremor tartaro (reperibile nei negozi di alimenti biologici). L’impasto deve risultare fluido.
Con l’ausilio di un cucchiaio disponetelo nei pirottini da crostatine (un po’ più grandi di quelli utilizzati per i muffin) oppure rivestite delle pirofile monoporzione con carta da forno umida e disponeteci l’impasto.
Infornate a 180° per circa 20-25 minuti (forno preriscaldato).
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La stagione delle piogge non sembra voler finire
Parlare del tempo è spesso considerato un modo per non comunicare niente di sé agli altri, in tempi come questi però il fattore esterno-meteo è molto importante da considerare e può essere utile per fare delle riflessioni costruttive.
Come sempre una cosa non impedisce l’altra anche se di segno opposto. Il saper circolare da un pensiero al suo esatto contrario non significa affatto superficialità e mancanza di coerenza ma elasticità e capacità di adattarsi all’esterno che muta continuamente.
Ma torniamo al meteo inteso come fattore esterno, nella medicina cinese il fattore esterno viene anche chiamato patogeno esterno. In questo caso si attribuisce al tempo atmosferico una potenzialità patogena quando questa è eccessivamente forte oppure quando siamo noi ad essere eccessivamente permeabili ad esso per mancanza di energia difensiva di superficie.
Si la stagione delle piogge sembra ancora non volgere al suo termine, dopo massimo una o due giornate di tregua riprende più agguerrita che mai. Ecco di nuovo un elemento interressante che ci mostra come non esiste il bene e il male in senso stretto del termine, come noi uomini tendiamo a voler incasellare. L’acqua è un bene per la terra e per gli uomini un bene indispensabile ma la troppa acqua è potenzialmente dannosa.
In questi giorni allora mi sono soffermata a guardare la Terra e la natura tutta e lei non sembra avere problemi, gli alberi sono fioriti, i prati verdissimi, gli uccellini canterini come sempre. La natura intesa come un macrosistema non sembra affatto soffrire di questa stagione delle piogge fa riserva di acqua per tempi di siccità e fa crescere i suoi alberi robusti e forti.
Certo la terra in assenza di alberi capaci di stabilizzarla al suolo può andare in contro a cedimenti. Nella legge dei 5 elelementi si dice che il legno controlla la terra e poi che la terra controlla l’acqua ecco che la terra anche con un eccesso di acqua non soffre ma riesce a controllarla ma gli uomini che possono fare?
Nel nostro piccolo certamente siamo più fragili ed esposti rispetto alla terra intesa come macrostruttura. Alcuni soggetti lo saranno di più di altri a seconda del loro elemento di forza maggiore. Possiamo comunque cercare di coltivare l’elemento terra attraverso i suoi principi: che sono quella di nutrire e di essere fertili. Possiamo emotivamente diventare rotondi e grandi e far scivolare la pioggia e gli eventi negativi sulla nostra superficie esterna. Possiamo anche far crescere i nostri alberi anche se non è propriamente facile.
Possiamo ovviamente avere attenzione al nostro abbigliamento e alla nostra alimentazione e queste cose le ho già spiegate a lungo in altri post.
Se invece ci sentiamo piccoli allora è possibile che le nostre spalle e il nostro umore si pieghino come una pianticella sotto l’acqua torrenziale….è comprensibile e umano ma la mente può resistere a questo e a molto altro. Il sole arriverà presto anzi il sole non si è mai allontanato e si trova esattamente al suo solito posto pronto a riscaldarci.
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La follia si può curare?
Non ci si può credere, gli avvenimenti del mondo politico Italiano ci hanno fatto assistere a un fine settimane che potremmo definire da follia, un caleidoscopio di eventi senza senso che hanno tristemente e inspiegabilmente ripreso ad avere un senso anche se totalmente fasullo e totalmente fuori dalla realtà.
Come tutti sappiamo la psicosi, una volta chiamata follia, è una delle patologie più severe da curare in primis perché il più delle volte chi ne soffre difficilmente se ne rende conto e quindi non accetta le cure e tanto meno l’idea di essere malato, oppure ancora peggio passa da un medico all’altro lamentando continuamente gli stessi disturbi ma senza accettare veramente di mettersi in cura e di assumere le terapie proposte.
Non accettano le terapie psicologiche fatte dai professionisti più esperti e non vogliono assumere i farmaci che purtroppo sono ancora pochi e talora con severi effetti collaterali ma assolutamente indispensabili.
Le vere e più severe malattie mentali sono quelle che non consentono a chi ne soffre di aderire alla realtà. I pazienti si dice in termini tecnici presentano disturbi produttivi, ovvero producono e vivono in una sorta di mondo parallelo nel quale è quasi impossibile penetrare. I pazienti sentono, vedono, pensano e credono a fatti interamente prodotti dalla loro mente in modo talora completamente o parzialmente inconsapevole.
Succede poi in molti casi che chi ne soffre conduca con sé i suoi parenti stretti in un delirio collettivo. Questo perché la realtà non può essere mai affrontata direttamente senza arrivare a uno scontro o un rifiuto da parte del paziente che può concludersi con decisioni talora brusche e violente; ecco che coloro che veramente amano oppure sono sinceramente affezionati al paziente psicotico sono gioco forza costretti ad assecondarlo in modo più o meno consapevole e cosciente per non essere allontanati o peggio aggrediti.
Ho visto il terrore negli occhi di alcune mamme davanti ai loro piccoli figli affetti da psicosi e vi assicuro che è qualcosa di terribile e di molto pericoloso per la salute dell’intero nucleo famigliare. Se ci sono più figli per esempio il rischio è che anche quelli sani vengano in un certo senso non considerati o trattati in modo non corretto per le loro personali esigenze.
Le istituzionalizzazioni, i ricoveri in strutture specializzate e gli aiuti esterni da personale competente fatti in alleanza con i parenti sono in questi casi la soluzione più utile a tutto il nucleo famigliare. Ma quando i parenti sono coinvolti anche loro nel delirio collettivo oppure quando il soggetto nega completamente la sua patologia pur di non affrontarla, la cura e gli aiuti non sono possibili ovvero non sono in grado di raggiungere l’obbiettivo.
Il paragone con questa malattia a mio parere calza; i politici che hanno la possibilità di fare qualcosa sono tutti lontani dalla realtà e i politici che potremmo definire sani sono totalmente senza strumenti per poter fare la differenza; è come se non esistessero. Si sente parlare sempre degli stessi nomi, è un rituale malato che si autoalimenta… una patologia che potrei definire estremamente pericolosa e perniciosa; la più difficile da curare che io conosca.
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Tutti al sole!
Credo che in questo due giorni anche i più pigri e indolenti e i più impegnati stakanovisti del fine settimana non abbiano potuto resistere dall’uscire almeno per un’oretta al sole o all’aria aperta. In poche ore le temperature sono tornate in media stagionale; la luce è radicalmente cambiata, gli odori dell’erba, dei fiori si sono finalmente diffusi, gli insetti, le farfalle e gli uccellini sembravano quasi festeggiare l’evento atteso.
L’arrivo della primavera! Secondo la medicina cinese siamo già sul finire della stagione anzi, per essere precisi siamo già in transizione verso l’estate!
Incredibile il clima sembrava quasi rispecchiare la stasi e il buio che di questi tempi si percepisce, quasi una conferma da parte della natura dei tristi eventi e fenomeni che ci accompagnano…una sorta di lutto!
Oggi più che mai ho potuto toccare con mano quanto la luce sia un elemento semplicemente indispensabile per tutti noi e di quanto sia un miracolo e una benedizione la sua presenza.
Non dovremmo mai dimenticarcelo e oggi, dopo tanti giorni freddi e bui, è più facile rendersene conto. Quello che del tutto naturalmente nasce dal cuore è un sentimento che possiamo definire gratitudine.
Oggi si fa un gran parlare della gratitudine come fosse una ricetta per la felicità, tutte le religioni la contemplano e la considerano come fondamentale.
La gratitudine non solo non costa niente ma permette di combattere la patologia di cui tutti noi soffriamo:l’aspetttativa. Si, le aspettative ci condizionano e ci fanno considerare tutto ma proprio tutto come scontato! Ma se impariamo a provare gratitudine per ciò che riceviamo invece che aspettarci sempre qualcosa di diverso, ecco che le aspettative non trovano più posto o quantomeno vengono ridotte a più miti consigli.
Di scontato non c’è niente, godiamoci questo meraviglioso sole che brilla per tutti e facciamo il pieno di luce sperando che la luce illumini non solo il nostro corpo ma anche la nostra mente e il nostro cuore.
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Crema di bietole con gamberi e radicchio by Gabriella
Vi propongo questa crema di bietole con due ingredienti un po’ insoliti per la nostra cucina: il daikon e il latte di cocco. Il daikon è una grande radice bianca dal sapore simile al ravanello. Molto utilizzato nella cucina giapponese. In lingua nipponica il termine daikon vuol dire “grande radice”.
E’ considerato un cibo medicina per le sue virtù: favorisce la digestione dei cibi ricchi di grassi, brucia i grassi in eccesso, è un diuretico e drenante per il fegato, ha poche calorie ed è ricco di vitamina c e tanto altro!
Entrambi gli ingredienti sono facilmente reperibili nella grande distribuzione o nei negozi di alimenti biologici.
Lavate le bietole. Tagliate i porri e il daikon a pezzetti sottili, disponeteli in una casseruola con un po’ d’olio extravergine d’oliva e un po’ di peperoncino e fateli insaporire per qualche minuto, aggiungete un pò d’acqua e lasciate cuocere per una decina di minuti. Aggiungete le bietole, salate e, se sarà necessario, versate un po’ d’acqua. A fine cottura frullate con un frullino ad immersione e aggiungete il latte di cocco.
Servite la crema con del radicchio rosso tagliato a listarelle e saltato in padella e gamberi al vapore aggiungete un filo d’olio extravergine d’oliva…..e buon appetito!
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Buona Pasqua a tutti noi!
Agopuntura Ospedale Sacco di Milano: nuovo ambulatorio
In attesa di ottenere approvazioni dai vertici dirigenziali e amministrativi sulle proposte di studi scientifici nel campo delle medicine complementari organizzate e dirette dalla dottoressa Antonella Sparaco, il nuovo ambulatorio di libera professione in agopuntura e medicina cinese è iniziato con successo per ora con il lunedì ad orario continuato dalle 11 alle 19 circa per favorire i lavoratori che in questo modo non dovranno chiedere permessi speciali per uscire dal lavoro in tempo utile.
Le nuove tariffe sono state aggiornate ma restano comunque ridotte rispetto al servizio e al tipo di trattamento erogati oggi in esclusiva libera professione.
E’ corretto avvisare i pazienti che ogni seduta può variare volta per volta a seconda della situazione raggiunta e che si tratta di un trattamento di agopuntura completo e personalizzato della durata minima di 60 minuti ( talora anche 90) e non un protocollo ripetitivo di 2/5 aghi per orecchio per 30 o 45 minuti come in alcuni protocolli preconfezionati.
Ogni seduta di agopuntura permette di interagire con il medico e lavorare insieme con dei progetti comuni di trattamento che possono includere l’eventuale modificazione della terapia farmacologica o fitoterapica, il controllo e l’aggiustamento di esercizi mirati e di manovre di autotrattamento da eseguire a casa oppure la verifica e la stimolazione alla prosecuzione dei difficili ma necessari cambiamenti di abitudini posturali e alimentari.
L’obiettivo, con il passare del tempo, è quello di trasferire un po’ alla volta al paziente nel corso delle varie sedute strumenti di autotrattamento, di controllo e di ascolto personale che consentano di allungare i tempi tra una seduta e l’altra, creando da un lato un’autonomia nella gestione del proprio benessere e dall’altro una spesa non solo equa ma sempre più sostenibile.
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La gravidanza non è una malattia
Anche se ironicamente si dice che la gravidanza è una malattia che ha 9 mesi di incubazione e poi diventa incurabile e cronica per il resto della vita, essa dovrebbe essere per ogni donna che la sperimenta un momento magico e di grande benessere fisico e soprattutto psichico. E questo può essere confermato da tantissime donne.
Nonostante ciò, oggi la gravidanza viene davvero vissuta come una malattia; la prevenzione delle problematiche più comuni rischia di diventare un’ipermedicalizzazione dove la donna in dolce attesa viene trattata da malata e messa nella condizione di sentirsi tale e di perdere quella magica e tutta speciale condizione che la gravidanza spontaneamente regala.
Sono tantissime le donne che oggi, ogni volta che vanno a fare il controllo ecografico, tornano a casa con ansie e dubbi inculcati dagli specialisti del settore che misurano al millimetro tutti i parametri e talora con un notevole un eccesso di zelo nel comunicare alla paziente esattamente quello che vedono. ” niente di grave.. però stavolta il cranio non è cresciuto come avrebbe dovuto ” e il mese successivo tocca ad un altra parte anatomica che non è della grandezza attesa come da tabella.
Il ginecologo sembra estremamente preciso ma in questa precisione professionale trasmette alla sua paziente i dubbi che lui stesso non sa calcolare e inquadrare nel giusto modo. Questo non senza generare uno stato di ansia che in alcuni soggetti magari già avanti negli anni oppure in corso di una gravidanza tanto attesa e desiderata può trasformarsi in un incubo che fa male alla futura mamma quanto al feto che porta in grembo ovviamente!
Tutti noi sappiamo che in alcune condizioni è benedetta l’ignoranza a fronte di informazioni dettagliatissime il cui si significato non è chiaro. Ma ancora non è finita: sono sempre di più le donne che al minimo anzi minimisso dato fuori dai valori limiti vengono monitorate in modo estremo. Una glicemia che dopo carico tarda di mezz’ora a rientrare nei limiti come unico dato può far scattare una batteria di esami di controllo, una dieta strettissima per fare solo un esempio.
Ma non è tutto quello che succede; ormai sistematicamente è che se dopo la 31° settimana il feto ancora non è girato in posizione cefalica ovvero con la testa rivolta verso il basso la paziente viene automaticamente segnalata per il taglio cesareo, senza nessun altro possibile suggerimento o possibilità anzi ci si guarda bene dal consigliare metodi naturali per far girare il feto e per predisporre al meglio il perineo in preparazione del parto naturale.
Massaggi del ventre materno, visualizzazioni attive da parte della madre della rotazione che il feto deve compiere per allinearsi con la testa nella corretta posizione, moxa sul punto 67 di vescica urinaria, agopuntura mirata alla preparazione del parto e al rovesciamento fetale sono tutte tecniche che a partire dalla 34-36° settimana possono premettere al feto e alla madre di posizionarsi e prepararsi nel modo migliore al parto.
Parto che a questo punto non deve più necessariamente essere uno sterile intervento chirurgico ma un momento nel quale la donna può, se lo desidera, essere la protagonista del momento forse più significativo della sua vita, assista da parte di medici e soprattutto ostetriche competenti in grado costruire un’atmosfera serena e famigliare che generi non solo sicurezza ma anche gioia e sensibilità per accogliere al meglio una nuova vita.
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Attenti alle parole che dite
Tutti noi siamo abituati a dire continuamente frasi come “non posso”: “non posso venire domani perché devo andare a prendere mio figlio a scuola”, “non posso stare con te perché devo andare”. Sono solo due esempi ma se ci fate un po’ di attenzione, il “non posso” 0 il “devo” sono un intercalare ripetitivo costante.
Quello che è importante vedere è che dietro a questa frase si nasconde un mondo di grassa inconsapevolezza che rende le nostre scelte impersonali e quindi non sotto la nostra responsabilità. Si tratta di un ammortizzatore che ci evita il conflitto e il dover scegliere.
La scelta esiste sempre se una cosa è importante: il figlio da prendere a scuola si può risolvere mandando il marito, il vicino, l’amica, la nonna. Quello che voglio dire è che anche se il figlio da prendere a scuola è reale, il modo in cui ci si esprime verbalmente indica una nostra assoluta non scelta. Diverso sarebbe dire: “Vorrei riuscire ad andare a prendere mio figlio a quell’ora, non riesco ad accontentarti” oppure “ho promesso di andare a prendere mio figlio non posso proprio venire”.
Capite la differenza? Nella prima espressione noi non siamo i responsabili del “non potere fare una determinata cosa” ma la subiamo, nel secondo caso abbiamo scelto e dato la priorità al figlio oppure a una promessa. E’ solo un modo di dire, si potrebbe arguire. Certo che è un modo di dire! Forse anche per essere gentili e cordiali verso il prossimo, ma è diventato talmente abituale e inconsapevole che nasconde la vera natura delle nostre azioni.
Non posso fare tutto quello che voglio e non posso dire a tutti di si, quindi a qualcuno dirò di si e a qualcuno dirò di no. Se giro a destra non posso girare anche a sinistra, non nello stesso momento ovviamente, la scelta si impone senza offesa per nessuno: le priorità esistono e le fissiamo noi o almeno dovremmo essere noi a farlo!
Il rischio è che con questo giochino di falsa cortesia, ci dimentichiamo che siamo noi i protagonisti delle nostre scelte. Alcune volte lo dimentichiamo talmente bene che se qualcuno ci dice, “beh… non puoi… non vuoi!” ci arrabbiamo pure e facciamo gli offesi o le vittime e sapete perché?
Perché è verooo! E non vogliamo che qualcuno se ne accorga, neanche noi stessi!
Poi esistono le frasi che si dicono non per comunicare qualcosa all’altro ma per noi e solo per noi. Ci avete mai fatto caso? Ci sono delle volte che parliamo o comunichiamo dettagli non per il gusto di condividere un pensiero nostro ma per ascoltarci da soli. In questo caso diciamo cose che all’altra persona sono il più delle volte completamente inutili, anzi di solito anche fuorvianti e tendenziose, per dire in realtà a noi stessi: ma quanto siamo bravi!
Succede a tutti, non preoccupatevi, e più spesso di quanto non si pensi ma l’importante è accorgersene subito e aggiustare il tiro rendendoci capaci di cogliere l’importanza e il valore delle parole che diciamo e l’influenza che queste possono avere sugli altri: anche al negativo.
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Agopuntura per trattare l’ansia
L’ansia è una parola divenuta di uso quasi comune. Questa sindrome (appunto definita “sindrome ansiosa” in quanto contiene un corollario di possibili e diversificati sintomi piuttosto svariati che vanno da quelli fisici come il mal di stomaco a quelli più psicologici come il timore del futuro), con l’inizio e lo svilupparsi della psicologia era esclusivamente di pertinenza psicologica.
Oggi dopo quasi 100 anni sono comparse a fianco degli psicologi diverse scuole di pensiero e di coaching intese come educazione al corretto modo di porsi di fronte al proprio vissuto e a ciò che ci accade nel presente.
Sono moltissimi i farmaci ansiolitici usati, che oggi vengono prescritti nella maggioranza dei casi dal medico di base per fronteggiare diversi disturbi correlati all’ansia a partire dalla categoria dei giovanissimi fino agli ultraottantenni passando ovviamente da uomini e donne di media età.
Le molecole più conosciute e dibattute sono le benzodiazepine o BZN definite appunto ansiolitici. Questi farmaci sono entrati nella pratica clinica negli anni 50 e tutt’ora sono considerati estremamente efficaci per ridurre i disturbi ansiosi.
Sono però moltissimi gli effetti collaterali attribuiti a queste molecole; in primis la loro nota capacità di creare dipendenza, come di molti farmaci se ne raccomanda l’esclusivo utilizzo a breve termine. Per questo motivo oggi i farmaci più usati sono preferibilmente antidepressivi ad azione ansiolitica utilizzati a lungo termine .
Tutti sanno peraltro che i disturbi psicologici non durano pochi mesi, non a caso anche le terapie psicologiche vanno avanti anni. La casistica dei pazienti ansiosi che vedo più frequentemente è formata da persone in terapia da anni con farmaci e psicoterapia che di solito arrivano per risolvere disturbi apparentemente fisici, pazienti ansiosi che non hanno mai assunto farmaci e che non vogliono assumerli, pazienti ansiosi con molteplici problemi fisici che focalizzano la loro mente unicamente sui disturbi fisici.
Inutile dire che i pazienti che più velocemente risolvono i disturbi ansiosi sono quelli che arrivano a capire in primo luogo di essere tali, vogliono quindi limitare i farmaci, se possibile farne a meno e, nel caso migliore, non assumerli affatto. Questi soggetti con poche sedute di agopuntura, in media dalle 6 alle 10, cambiano radicalmente perchè hanno per così dire un disturbo non strutturato nel corpo fisico.
Ecco che l’ideale sarebbe prescrivere il farmaco ansiolitico e immeditamente iniziare il più presto possibile la terapia con agopuntura; questo consentirebbe di limitare al minimo l’assunzione del farmaco ansiolitico togliendolo e sostituendolo il più velocemente possibile con una terapia più naturale e con semplici consigli comportamentali. Solo nei casi più complessi che devono elaborare un vissuto e che hanno un atteggiamento evidentemente non sano sarà indispensabile associare un lavoro psicologico di sostegno di gruppo o individuale.
Per tutti gli altri che invece hanno strutturato disturbi fisici veri e propri e che di solito tendono a cronicizzare nel tempo l’agopuntura è un grande aiuto per ristabilire un equilibrio ma necessita di un trattamento a lungo termine che dovrebbe essere inserito in un lavoro multidisciplinare in grado di lavorare sul corpo e sulla mente in modo coordinato, sfruttando all’interno della seduta di agopuntura anche tecniche di respirazione e di rilassamento guidato che faciliteranno il raggiungimento di un nuovo equilibrio psicofisico.

Oggi pensavo proprio a queste due parole e a come ognuna di esse abbia acquisito nel corso del tempo una connotazione di tipo prevalentemente negativo.



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